I medici abilitandi di luglio 2013 potranno concorrere per un posto alle Scuole di Specializzazione 2012/2013? #abilitazione #specializzandi #concorso2013

Facciamo un po’ di chiarezza su chi potrà concorrere e, soprattutto, avrà i requisiti necessari per risultare vincitore di posto e contratto in palio con il prossimo concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria 2012/2013.

Leggi qui la notizia e le informazioni relative ai posti disponibili ed alle date di presa di servizio

Nel bando troverete la seguente specifica:

“I candidati non in possesso dell’abilitazione per l’esercizio della professione sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che la conseguano entro la data di inizio delle attività didattiche delle scuole (22 luglio 2013). Tale disposizione è conforme a quanto previsto dal D.L . n.137 del 1.9.2008 art. 7 convertito dalla Legge n. 169 del 30.10.2008.”

In definitiva, i colleghi abilitandi nella sessione di luglio 2013 potranno partecipare al concorso di accesso 2012/2013 e, qualora risultino abilitati alla professione medica secondo i risultati pubblicati da MIUR e singoli Atenei entro la data del 22 luglio 2013, che segna l’inizio delle attività didattiche, saranno ritenuti idonei per essere ammessi alle Scuole di Specializzazione. In caso contrario, nonostante la partecipazione ed il posizionamento ottenuto, decadranno in quanto non in possesso del titolo richiesto.

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L’Italia: cronaca di un Paese che grida al conflitto di interesse solo quando riguarda qualcun altro. @drsilenzi

Nell’ultima tornata elettorale la sanità è letteralmente sbarcata in Parlamento, come documentato da un’interessante articolo apparso su Panorama della Sanità dello scorso 25 marzo (leggi qui) che ha raccolto nomi, volti e curricula di tutti i parlamentari provenienti dalle fila della sanità italiana.

Difatti, nella legislatura che si è aperta in questi giorni, la XVII, il “partito della Sanità” conta ben 73 parlamentari, quasi tutti alla prima esperienza.

Tra questi dovere di menzione, in primis, è per i due “Presidenti”: il dott. Amedeo Bianco e la dott.ssa Annalisa Silvestro, entrambi alla prima esperienza politica arrivata dopo anni passati a capo, rispettivamente, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCeO) e della Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia (IPASVI).

Bianco Senatore

Massima è la stima professionale e grande l’augurio di intraprendere nel migliore dei modi questa nuova avventura, magari con una carriera politica altrettanto fortunata e di qualità.

I dubbi (tanti) riguardano semmai la gestione del post elezione che ha visto entrambi cercare l’appoggio dei propri consigli direttivi al fine di tutelare la “doppia carica”, Senatore e Presidente, probabilmente in vista di una XVII legislatura incerta e segnata da auspici che lasciano presagire un suo sviluppo vincolato a termine.

Per approfondire leggi qui per IPASVI e qui per FNOMCeO 1, 2, 3

Parlando della Professione medica, poi, risulta veramente grottesco affermare che la carica di Senatore per il Presidente del massimo organo di rappresentanza dei medici sia “una valore aggiunto per la Professione” (leggi qui).

Come sono stati ribaditi la stima professionale e l’augurio di una brillante carriera politica allo stesso modo è lecito ribadire l’inaccettabilità di questa scelta che trascina direttamente nell’agone politico le massime istituzioni delle professioni sanitarie che, nella loro stessa costituzione invece, gridano l’obbligo di restare super partes per garantire la tutela della terzietà degli organi di massima rappresentanza di medici ed infermieri.

Un Paese che da anni è costretto, suo malgrado, a discutere senza soluzione del conflitto di interesse ai massimi livelli a causa dell’inettitudine della propria classe politica, vive in sordine quello che altrove, in qualsiasi altra parte del mondo civile, avrebbe gridato allo scandalo.

Non è questione di lotte interne, non è questione di poltrone o poltroncine.

Ne va della credibilità di una Sanità che può mettere a disposizione del Paese autorevolissime professionalità, come avvenuto in passato e come accaduto anche questa volta, ma che deve far sentire la propria voce a tutela di tutti, non soltanto di una parte, qualunque essa sia.

Per favore, se siamo tornati ai livelli del Senato delle Corporazioni qualcuno ci avverta.

Non è facile, in questi giorni convulsi a causa della crisi finanziaria e di sistema che stiamo vivendo, capire qual è il volto dell’Italia migliore che siamo chiamati a presentare al mondo.

Tra tanti dubbi una certezza arriva dai giovani: non è sicuramente quella del Paese del conflitto di interesse, della doppia morale e delle doppie poltrone.

Il I Convegno 2013 della Sezione S.It.I. Lazio il 17 maggio a Roma

I Medici in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva saranno in prima linea nel primo evento scientifico del 2013 della Sezione S.It.I. Lazio, organizzato in collaborazione con gli Istituti e i Dipartimenti di Igiene delle Università romane (Sapienza, Cattolica e Tor Vergata). Una sessione sarà dedicata al Piano Vaccini della Regione Lazio recentemente approvato.

L’evento, di cui disponibile il programma preliminare, si terrà il 17 maggio 2013 presso l’Aula Angelo Celli del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive di Sapienza.

L’iscrizione è gratuita per i Soci S.It.I. Lazio.

@Specializzandi: A rischio i 5.000 posti ministeriali per il prossimo concorso di specializzazione? News dal sito dei @GiovaniMedici

Ieri, 28 Gennaio 2013, si è tenuta la riunione della Conferenza Nazionale dei Referenti di Tipologia delle Scuole Specializzazione di area sanitaria, durante la quale è emerso come non sia stata ancora prevista un’adeguata copertura finanziaria del capitolo di spesa sulle “Scuole di Specializzazione”.

Quali rischi per i medici specializzandi italiani?

Difatti, come noto e come denunciato dal SIGM negli ultimi tre anni, a partire dall’a.a. 2012/2013 sarà attivato il V anno di corso delle scuole di specializzazione che, prima del Riassetto delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria del 2005 (clicca qui), avevano una durata legale di quattro anni. Ciò avrebbe richiesto un adeguamento del capitolo di spesa dei contratti di formazione specialistica ministeriali pari a 1.000 unità aggiuntive e, soprattutto, per garantire anche per il prossimo anno il finanziamento dei 5.000 contratti ministeriali che, ricordo ai lettori, sono sottostimati di 3.000 unità rispetto al fabbisogno che il sistema Paese esprime in relazione al rapporto tra medici che stanno andando in pensione e nuovi specialisti che le università stanno formando.

Ricordiamo che in data 9 gennaio 2013 il Segretariato Italiano Giovani Medici aveva già inviato ai Ministeri competenti un’ulteriore richiesta di informazioni circa lo stato dell’arte relativo al finanziamento del capitolo di spesa sulle “Scuole di Specializzazione” (scarica il documento). Tale richiesta aveva fatto seguito all’interrogazione parlamentare, di cui la nostra associazione si era fatto promotrice, ai Ministri del Tesoro, Salute e MIUR che era stata inviata trasversalmente a tutte le componenti politiche per conoscere nel dettaglio lo stato dell’arte (clicca qui).

Come ricordato più volte in passato (leggi qui), l’aumento complessivo del numero di specializzandi, causato dalla piena realizzazione della sopra citata riforma, causa timori fondati dovuti alla mancanza di un riscontro ufficiale circa l’aumento del finanziamento del capitolo di spesa “scuole di specializzazione” da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non ci risulta, peraltro, che siano stati fatti ad oggi i trasferimenti dall’economia dei finanziamenti già in carico al capitolo di spesa.

Il rischio concreto, difatti, è, oltre che la mancata corresponsione degli stipendi relativi ai colleghi dell’ultimo anno di corso titolari di contratto di formazione (salvo anticipazione da parte delle singole Università) la riduzione dei contratti a finanziamento ministeriale sin dal concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione 2012/2013.

Vi comunichiamo che in data odierna il SIGM ha richiesto al Presidente del Consiglio Universitario Nazionale ed al Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Formazione Specialistica, di farsi parte in causa, formalizzando ai Ministeri competenti la richiesta di reperimento urgente dei fondi necessari a coprire il suddetto aumento di contratti a finanziamento ministeriale (scarica il documento).

L’Associazione dei Giovani Medici, il SIGM, continuerà a vigilare ed informare tempestivamente i colleghi aspiranti specializzandi.

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Cosa sono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)?

I Livelli Essenziali di Assistenza sono costituiti dai servizi e dalle prestazioni garantiti dal Servizio sanitario nazionale su tutto il territorio italiano. Le prestazioni incluse nei LEA sono individuate sulla base di principi di effettiva necessità assistenziale, di efficacia e di appropriatezza. Attualmente il provvedimento di definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 29 novembre 2001), emanato sulla base di un accordo Stato-Regioni del 2001, elenca le prestazioni erogabili nell’ambito del Servizio sanitario, le prestazioni erogabili soltanto secondo specifiche indicazioni cliniche e quelle escluse dai livelli e non erogabili in tale ambito. Le Regioni, inoltre, possono decidere di includere nei LEA ulteriori prestazioni, che vanno a costituire il livello di assistenza regionale.

I nuovi Lea proposti da Balduzzi arrivano dopo un analogo tentativo di riforma da parte di Livia Turco nel 2008 (dove era previsto l’inserimento di 109 malattie rare, di 6 malattie croniche e dell’anestesia epidurale) che però non andò in porto per problemi di copertura economica. Attualmente i Lea in vigore risalgono al novembre 2001 e il loro rinnovo è stato all’ordine del giorno per molti anni ma finora senza successo.

E’ molto importante ricordare che le prestazioni e i servizi inclusi nei Lea rappresentano il livello “essenziale” garantito a tutti i cittadini ma le Regioni, come hanno fatto fino ad oggi, potranno utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei Lea.

Per la formulazione della nuova proposta di aggiornamento è stata creata una rete di referenti regionali, anche al fine di valutare e tenere in debito conto l’esigenza di non creare disagi al cittadino e di non rendere difficoltose le procedure amministrative. Per alcune patologie di particolare complessità sono stati creati specifici gruppi di lavoro che hanno approfondito le problematiche relative alla malattia diabetica, alle malattie dell’apparato respiratorio, alle malattie reumatologiche, nefrologiche e gastroenterologiche, con il coinvolgimento di numerosi specialisti ed esperti.

Leggi maggiori info su QuotidianoSanità.it

NHS privatisation – we are right to be afraid (by Prof @martinmckee) @WRicciardi @carlofavaretti

Just before Christmas David Cameron’s former speechwriter, Ian Birrell, wrote in praise of private sector involvement in the delivery of healthcare (NHS privatisation fears? Grow up). It is no secret that many members of the current government see the NHS, along with the BBC and the Royal Mail, as ripe for privatisation (or what you and I might describe as untapped opportunities for profiteering by their friends and supporters in large corporations). Yet Birrell’s enthusiasm for privatising the NHS overlooks two fundamental characteristics of private companies. They hate uncertainty (as their advocates tell us again and again) and they will invest their capital wherever they can be sure of making the greatest profits.
For health care to be attractive to them it is necessary to distort the delivery of care so much as to make it almost unrecognisable. As Margaret McCartney has set out in detail in her excellent book, The Patient Paradox, it must exclude anyone whose condition cannot be put into a tidy box and costed. Hence, the concern he voices for elderly and disabled patients seems at odds with the profit imperative to get rid of them, ideally to the social care sector where their care will be means tested. As we have shown in a recent paper, this is only part of a multipronged attachment on older people (or as certain politicians would say, sotto voce, those who have outlived their usefulness). Consequently, while no-one wants to see older people stuck inappropriately in hospital, we must consider the motives of those now suggesting that they should never be in a hospital at all. Recall that, in many cases, it is only possible to know that someone is entering the final few months of life in retrospect. The exclusion of old people from the health system will free space needed to screen the worried well until some harmless anomaly can be found and treated at a guaranteed profit.
Private providers will only contract with the NHS if the market isrigged in their favour, for example by capping their losses as happened in the deal with Hinchingbrooke Hospital, since condemned by the Public Accounts Committee. He invokes Germany as an example of a country where the private sector is heavily involved in health care delivery but seems unaware of the very different model of Rhineland capitalism in force there, with trade unions represented on supervisory boards of firms. The benefits of this approach over the Anglo-Saxon model we use have been set out at length by Will Hutton. The situation in our two countries is entirely different.
Birrell’s claim that “competition works in health, just as it works elsewhere” displays an ignorance of a literature stretching back fifty years. The theory was set out in 1963 by the Economics Nobel Laureate Ken Arrow and the empirical evidence gathered since then. He must surely know that the research he cites has generated results that are medically implausible and have been heavily criticised.
People with complex disorders, cannot be commodified. The abject failure of the market-based health system in the USA to improve health outcomes, despite spending vast sums of money, should give him pause for thought. On a whole range of measures, the NHS in the UK outperforms those in other industrialised countries. When someone is proposing something so completely at odds with the evidence, it is only reasonable to ask why and who will benefit?
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Public Narrative Key to Effective Leadership

In 2004, a young senator from Illinois named Barack Obama gave the nomination speech for John Kerry at the Democratic National Convention. It was this speech, many experts say, that put Obama on the national radar screen and helped propel him to the presidency.

Marshall Ganz (ganz_photo-150.jpg)According to Marshall Ganz, an expert in organizing who spoke in Harvard School of Public Health’s Kresge Cafeteria on November 28, 2012, Obama’s speech contained three essential narrative elements that all would-be leaders can learn from. Obama began by telling his personal story; connected his story with those of other Americans; then spoke of the American people’s shared challenges to move them to action.

“If you’re going to engage people in change, there’s a whole language of narrative that goes with it,” said Ganz.

Ganz, senior lecturer in public policy at the Hauser Center for Nonprofit Organizations at Harvard Kennedy School, spoke to about 70 students as part of the Center for Public Health Leadership‘s (CPHL) Advanced Leadership Seminar, which brings seasoned leaders to the School to share their expertise with public health students and is part of programming supporting CPHL’s Interdisciplinary Public Health Leadership concentration. Ganz has an extensive background in grassroots organizing. He was a civil rights organizer in Mississippi in 1964, spent 16 years working with Cesar Chavez and the United Farm Workers in California, and later worked with various groups on organizing and voter mobilization for political campaigns. While he continues to be an activist for social justice, he has spent more than 20 years studying the use of personal narrative in what he calls the “practice of leadership”—that is, using leadership skills not just in formal positions of power but in other situations as well.

As an example of effective narrative aimed at motivating change, Ganz first showed students the video of Obama’s 2004 speech. A second video featured a student in Ganz’ public narrative class who gave a short, powerful speech that included the same elements Obama had used—a story of self, a story of “us,” and a story of “now”—to motivate listeners to get involved with the It Gets Better Project, which supports LGBT youth and others who face harassment or bullying.

Noting that the best way to learn to be an effective leader is to practice, Ganz had the students work in small groups and share two-minute stories—with emotional impact—about their reasons for pursuing public health.

“The challenge for anybody who’s going to provide leadership for change is to break through people’s inertia to get them to pay attention,” Ganz explained. Stories help do that.

In a discussion afterwards, students said the exercise had been compelling. “When we probed, we got these amazing stories,” said one student. Said another, “The details really do matter.”

–Karen Feldscher

photo: Martha Stewart

I GIOVANI MEDICI (SIGM) CONTRARI ALLA RIFORMULAZIONE DELL’ART. 4 DEL DECRETO BALDUZZI CHE CONCEDE AGLI OSPEDALIERI DI ANDARE IN PENSIONE A 70 ANNI

Apprendiamo con stupore che in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati è stato votato un un nuovo testo che, nel riscrivere l’Art. 4 del Decreto Balduzzi sulla “Dirigenza Sanitarie ed il Governo Clinico”, produce delle ricadute negative nei confronti dei giovani medici Italiani. Tutto ciò nel silenzio assordante della professione medica. Nel particolare, verrebbe introdotta la possibilità per i dirigenti medici ospedalieri di andare in pensione, su richiesta e su proposta dell’Azienda Sanitaria, a 70 anni, invece che agli attuali 67 anni previsti dalla normativa vigente (http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=11280).

Tale eventualità sarebbe particolarmente svantaggiosa per le giovani generazioni di medici, per non parlare dei colleghi che da anni vivono la condizione del precariato, peraltro con contratti che non offrono le dovute tutele e con dei compensi non dignitosi, se si considera che la norma prevede espressamente che in tal caso la permanenza in servizio del dirigente interessato deve avvenire senza che l’azienda aumenti il numero complessivo dei propri dirigenti. In tal modo, la dirigenza medica ospedaliera verrebbe parificata agli universitari ai fini dell’entrata in quiescenza, la qualcosa peraltro è sempre stata oggetto di aspra critica da parte dei sindacati ospedalieri.

Il SIGM ritiene che gli effetti dell’entrata in vigore di tale formulazione dell’Art. 4 del Decreto Balduzzi sarebbero gravemente lesivi delle aspettative di migliaia di giovani medici, già gravati da un ipertrofico iter formativo-professionalizzante pre e post lauream di medicina che non ha pari in Europa, come più volte denunciato dal nostro Segretariato, e che ritarda notevolmente l’accesso dei giovani alla pratica della professione ed alla dirigenza medica.

I Giovani Medici (SIGM) chiedono un autorevole intervento del Ministro della Salute ed invitano i relatori del Decreto Balduzzi ed il Parlamento ad intervenire per rimediare a tale errore. Stupisce che, piuttosto che correggere l’”anomalia” universitaria, il Legislatore intervenga per portare l’anomalia a sistema anche sul versante ospedaliero.

Siamo alla vigilia di una mobilitazione nazionale della categoria annunciata da tempo dalle rappresentanze sindacali. Chiediamo una chiara presa di posizione da parte dei vertici della Professione e dei sindacati contro tale iniziativa che non farebbe altro che acuire il conflitto intergenerazionale in seno alla professione. In assenza di chiarezza da parte di chi pretende di salvaguardare gli interessi della categoria tutta, giovani inclusi, ma soprattutto in caso di mancata correzione della parte incriminata dell’Art. 4 del Decreto Balduzzi, invitiamo tutti i colleghi giovani medici a non aderire alla manifestazione nazionale indetta per il 27 ottobre 2012, che a dire il vero già prima di questo spiacevole evento albergava delle contraddizioni in riferimento alle politiche professionali svantaggiose per i giovani medici assunte negli ultimi anni.

Il Consiglio Esecutivo SIGM

Apre il Congresso Nazionale SItI 2012: “La Prevenzione e la Sanità Pubblica al servizio del Paese”

Si apre oggi a Santa Margherita di Pula (CA), fino al 6 ottobre, il 45° Congresso nazionale della Società italiana di Igiene. Tra i temi, l’Ilva di Taranto e il futuro delle vaccinazioni, la gestione delle malattie croniche e il riordino della sanità del territorio, fino gli orizzonti della sanità pubblica in Italia.

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