Chiude Blockbuster, al suo posto le PARAFARMACIE sempre aperte

Dopo la chiusura degli ultimi punti vendita di Blockbuster, iniziano ad aprire i negozi “Essere Benessere”, una catena di parafarmacie aperte 24 ore su 24. Si potranno acquistare non solo i medicinali per cui non serve ricetta ma, sul modello del drugstore americano, cibarie, bibite, prodotti per la casa e altro.

Fa il suo ingresso nelle nostre vite nel 1994 e ora, un po’ in sordina, si appresta ad uscirne. Si tratta del ramo italiano di Blockbuster, la società americana di acquisto e noleggio dei dvd, per anni proprietà di Silvio Berlusconi. Arrivata nello Stivale grazie ad una joint venture con Fininvest, dalla fine degli anni duemila attraversava una grave crisi, dovuta soprattutto al diffondersi del file sharing e dello streaming. Dopo aver dichiarato il fallimento nel 2010, viene acquistata nel 2011 da Dish Network. La divisione italiana, già ridimensionata durante gli anni della crisi, viene chiusa definitivamente a inizio 2012.

I negozi Blockbuster verranno, in buona parte, rimpiazzati dalla catena di parafarmacie “Essere Benessere”, aperte 24 ore su 24. Saranno in vendita non solo medicinali (quelli acquistabili senza ricetta), ma cibarie, quotidiani, bibite, oggetti utili per la casa e altro, secondo il modello del “drugstore” americano. Uno dei primi effetti visibili della liberalizzazione, operata dal governo Monti nel decreto “salva-Italia”, dell’orario dei negozi. Anche se, come lamenta Danilo Salsi, presidente di “Essere Benessere”, è mancata una liberalizzazione del mercato farmaceutico altrettanto incisiva. Degli oltre 5mila farmaci di fascia C in commercio, qui se ne potranno vendere appena duecento.

In 86 punti vendita, sui 118 esistenti, le consuete insegne blu e gialle saranno sostituite dalle nuove arancioni. Su un totale di 780 dipendenti, circa un centinaio – tra quelli a tempo indeterminato – saranno assunti dalla nuova società, che ha già dichiarato di voler aumentare il numero fino a duecento. Gli altri andranno in cassa integrazione. Chi aveva un contratto a termine lo ha visto scadere e non rinnovare.

Dietro al bancone ci saranno sempre due farmacisti, per la cui assunzione la società di parafarmacie si è rivolta all’ordine professionale, e tre o quattro responsabili degli altri settori. Per incentivare gli acquisti notturni sono previsti sconti su diversi prodotti (non farmaceutici). Non saranno venduti alcolici e la sicurezza sarà garantita dalla presenza di guardie private e telecamere.

A Roma il primo negozio “Essere Benessere” è stato aperto il 4 maggio, sulla circonvallazione Trionfale, in coincidenza con la 16esima edizione di Cosmofarma – la fiera romana dedicata al settore farmaceutico. A Milano, secondo le previsioni, il primo ad aprire dovrebbe essere il punto di viale Papiniano, verso metà di luglio. Seguiranno Val D’Aosta, Liguria e Piemonte.

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Giovani farmacisti: “No a multinazionali del profitto nel mercato della farmacia italiana”

L’allarme arriva dall’Agifar di Milano e di Modena. Appello al Governo per “colmare quei gap di legge che permettono a tali soggetti di entrare in un sistema che, così com’è, garantisce un ottimo servizio senza essere basato esclusivamente da concetti di profitto”.

21 OTT – È “rischiosa la scesa in campo” di aziende multinazionali che “mirano ad impadronirsi di un largo numero di farmacie sul territorio italiano e ad unificarle sotto un’unica bandiera con un unico fine, quello commerciale, tipico della grande distribuzione organizzata e delle multinazionali”. Ne sono convinti i giovani farmacisti Agifar di Milano e Modena, secondo i quali “queste catene che finirebbero col trasformare il servizio sanitario italiano, uno dei servizi farmaceutici migliori al mondo, in uno scenario degno di un Romeo e Giulietta moderno, con Montecchi contro Capuleti, o meglio DocMorris contro Boots dove i grossisti principali che rimarranno dopo le prossime fusioni, saranno gestori in franchising della maggior parte delle farmacie sul territorio italiano, naturalmente di quelle più remunerative e con bacino d’utenza più ampio”.
Uno scenario che per l’Agifar di Milano e di Modena “non è idoneo al sistema sanitario italiano, che mira invece ad una assistenza capillare, professionale e di qualità su tutto il territorio nazionale”.
“Da sempre – scrivono le due associazioni di giovani farmacisti in una nota – abbiamo sostenuto che l’unico modo per poter garantire ciò sia di affidare il sistema farmacia a dei farmacisti privati che rispondano personalmente e professionalmente di tutto l’operato svolto all’interno della loro attività, come d’altra parte avviene tuttora. Ci chiediamo inoltre che fine faremmo noi giovani farmacisti, una volta conseguita la titolarità di una farmacia (ambizione di molti giovani farmacisti), non avendo la possibilità di competere con il capitale di queste multinazionali miliardarie. Intanto come dipendenti verremmo trasferiti da una farmacia all’altra della stessa catena (anche in città diverse) per sopperire ad eventuali esigenze di personale e continuando a percepire uno degli stipendi più bassi da farmacista d’Europa. Verrebbe penalizzando anche il cittadino che non avrebbe più una figura stabile di riferimento e di fiducia e che non avrebbe più una capillarità ed uniformità del servizio farmaceutico, lasciando che si acuiscano le differenze di servizio tra le diverse zone d’Italia, tra la provincia e la città, tra la periferia ed il centro ecc”.

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L’Agifar di Milano e Modena chiede quindi al Governo di “provvedere a colmare quei gap di legge che permettono a tali soggetti di entrare in un sistema che, così com’è, garantisce un ottimo servizio alla popolazione senza essere basato esclusivamente da concetti di profitto, dato che i proprietari delle multinazionali sono degli azionisti che col cittadino e con il sistema sanitario non hanno nulla da spartire”.

Da QuotidianoSanità