ROMA – «La febbre terzana che ha colpito Bersani che sproloquia di “non vittoria” ha colpito anche Casini. Premessa: il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato in passato il rimborso elettorale di un milione esettecentomila euro per le regionali e rinuncerà ai rimborsi per le prossime politiche, che potrebbero superare i 100 milioni di euro e più con le attuali previsioni di voto. Quindi i soldi il M5S non li vuole. Difficile da capire per i partiti che sui soldi ci campano, ma è “Tutto Vero”, come titolò la Gazzetta dello Sport dopo la vittoria della nazionale in Germania che poi andò a Berlino». Così il leader del Movimento, Beppe Grillo, in un messaggio postato sul suo blog. Ad accompagnare le righe che polemizzano sulle norme, in discussione alla Camera, sull’erogazione dei rimborsi elettorali: «La mossa piercasinanda (copyright Travaglio) è da vero politico consumato – incalza Grillo – Riflettete: se il M5S non vuole i soldi è allora necessaria una legge ad hoc per impedirgli di prenderli! L’Udc ha presentato un emendamento che condiziona l’erogazione dei contributi all’esistenza di uno Statuto, che tutti i partiti hanno, come è ovvio e quindi è ad hoc per il M5S. La Camera ha approvato entusiasta con 342 si, 104 astenuti e 54 no. Il MoVimento 5 Stelle ha uno Statuto di soli 7 punti che non prevede neppure l’esistenza di un tesoriere, nè tanto meno di finanziamenti elettorali. Si chiama “Non Statuto”, ma è uno Statuto a tutti gli effetti. Lo propongo come modello ai partiti, non invocherò il copyright. Invece di tagliare i loro contributi di un miliardo di euro, li tagliano al M5S che non li vuole. Geniale!».

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