Aperte le iscrizioni alla V ed. del Corso di Perfezionamento sulla Leadership in Medicina @Unicatt

In un momento storico caratterizzato da profondi cambiamenti epidemiologici, demografici, sociali, culturali ed economici, la sostenibilità̀ di un sistema sanitario equo e universale è basata sulla capacità dei medici e dei professionisti sanitari non solo di partecipare direttamente alla gestione del sistema, ma soprattutto di sviluppare una visione del futuro, di pianificare l’adattamento del sistema rispetto alle variazioni del contesto sociale, di gestire la trasformazione e il cambiamento.

La leadership in medicina è, sostanzialmente, un insieme di processi che crea le organizzazioni dalle fondamenta o che le adatta al sopraggiungere di importanti cambiamenti esterni. La leadership disegna i confini del futuro, allinea le persone a una visione comune e orienta gli sforzi alla realizzazione del progetto nonostante gli ostacoli.

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DESTINATARI: Il corso è rivolto a operatori del settore sanitario, in possesso di diploma di laurea (diploma universitario, laurea triennale, laurea vecchio ordinamento, laurea a ciclo unico, laurea specialistica, laurea magistrale), che per ragioni professionali e/o interesse culturale intendano qualificare o riqualificare le loro competenze in materia di leadership in medicina.

SCANDENZA PER INVIO DOMANDE: 10 febbraio 2020.

E’ prevista una riduzione delle tasse di iscrizione del 20% per gli studenti provenienti dal Corso di laurea magistrale in Economia (UCSC Sede di Roma) o da altri percorsi formativi promossi da ALTEMS oltre che per i soci:

  • AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata)
  • FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere)
  • SIMM (Società Italiana Medici Manager)
  • SITHA (Società Italiana di Health Technology Assessement)
  • SItI (Società Italiana di Igiene).

Tale agevolazione non è cumulabile con eventuali altre iniziative.

Al Congresso di Ancona la SIMM cambia nome: nasce la Società Italiana di leadership e Management in Medicina

Terminati i lavori del XII Congresso Nazionale SIMM “Più Anziani, più sani” focalizzata su promozione della longevità e governance delle malattie cronico-degenerative. Da Ancona la SIMM riparte rafforzando la propria vocazione di società scientifica aperta a tutte le figure professionali interessate al management sanitario uscendo dall’equivoco dei “medici manager” e modificando il proprio nome in Società Italiana di leadership e Management in Medicina. Rilanciata la rete di collaborazioni attraverso partnership strategiche con SIP, ACOI, SIMEU, SItI, SIGG e FIASO.

Riparte da Ancona l’azione della SIMM che si rinnova nella forma mantenendo ben saldi i principi che sin dalla sua nascita nel 2006 ne accompagnano l’azione. Nella due giorni congressuale,tenutasi nel capoluogo marchigiano il 12 e 13 settembre in virtù della partnership sviluppata con l’IRCCS INRCA sui temi della promozione della longevità in salute, ampio spazio è stato dato alla presentazione di esperienze concrete provenienti dall’Italia e dall’estero ed a modelli innovativi di governance delle malattie cronico-degenerative. 

Le malattie croniche nel solo 2018 hanno infatti interessato quasi il 40% della popolazione italiana, cioè 24 milioni di persone; di questi si stima che 12,5 milioni siano affetti da multi-cronicità. Numeri destinati a crescere nel prossimo futuro e che interroganorispetto al tipo di risposta e alla sostenibilità stessa del modello di presa in carico dei malati. Per questo la SIMM ha deciso di farne argomento di riflessione approfondita nel proprio XII appuntamento nazionale aprendo un dibattito tra tutti i livelli professionali coinvolti nei processi di cura, non solo da un punto di vita clinico-assistenziale ma anche, o forse soprattutto, da un punto di vista gestionale e organizzativo.

<<Come sempre la nostra Società – prosegue la nota del Consiglio Direttivo SIMM  si muove verso il grande obiettivo di salvaguardare il nostro Servizio sanitario nazionale rinnovandolo nella struttura per renderne effettivi i principi ispiratori di solidarietà ed universalità delle cure. Per farlo è necessario impegnarsi per garantire un’appropriata allocazione delle risorseancorata al bisogno epidemiologico e sociodemografico a fronte di una produzione di sempre maggior valore per il cittadino e le comunità. La sfida è enorme e non può essere quindi una missione per pochi”, è necessario creare un fronte comune tra tutti i professionisti. Crediamo sempre di più nella necessità di un’alleanza tra clinici e direzioni sanitarie, nella multi-professionalità e nella multidisciplinarietà. C’è bisogno di una rete nazionale ed internazionale di leader capaci di disegnare e mostrare a tutti la strada per il futuro del nostro SSN>>. 

Per questo sono state protagoniste dei lavori altre importantisocietà scientifiche quali la Società Italiana di Pediatria (SIP), l’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), la Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) e la Federazione Italiana delle Aziende Sanitare ed Ospedaliere (FIASO) con le quali la SIMM ha stretto o rilanciato collaborazioni tese a trovare sinergie sui temi della ricerca applicata sugli esiti di salute (outcome research), della promozione delle competenze manageriali in sanità a tutti i livellie dell’applicazione nel Servizio sanitario nazionali di modelli organizzativo-gestionali focalizzati sul paziente ed orientati a creare maggior valore in ottica di sistema (value basedhealthcare).

 

Chi siamo:

La Società Italiana di leadership e Management in Medicina(SIMM) è aperta a tutti i professionisti sanitari che si interessano al management sanitario e sono intenzionati, nello svolgimento delle loro attività professionali, a crescere culturalmente sviluppando competenze legate al ruolo della leadership in sanità. L’organizzazione e la programmazione dell’azione di SIMM mira a: mettere al centro della gestione sanitaria la migliore pratica clinica basata sulle prove di efficacia; sviluppare e promuovere gli approcci della moderna medicina di popolazione e le strategie basate sul valore (value based healthcare); elaborare i migliori modelli organizzativo-gestionali per i pazienti e per il servizio; sviluppare sistemi informativi in grado di sostenere adeguatamente le decisioni e le valutazioni; applicare il “buonsenso” clinico nelle scelte gestionali in ottica di stewardship; giocare un ruolo importante nella riflessione e nelle strategie programmatorie della sanità nazionale e regionale.

 

Società Italiana di leadership e Management in Medicina (SIMM)

http://www.medici-manager.it

Contatti e-mail: segreteriasimm@prex.it | telefono: +39 02.67972224

“Mi corre l’obbligo e mi faccio carico, per quanto di competenza…”

(ovvero, il decalogo delle cattive abitudini del pubblico impiegato secondo il Dottor Ciro Amendola – di Alfonso Celotto)

[…] Nella sua ultratrentennale esperienza ministeriale, il Dott. Ciro Amendola era diventato un attento osservatore dei comportamenti dei pubblici impiegati, superiori o subordinati che fossero.

Questa osservazione era stata condotta con metodo scientifico, il quanto il dott. Amendola aveva avuto la fortuna – dal suo punto di vista – di non cambiare mai ufficio. Sempre lo stesso Ministero, lo stesso piano, lo stesso corridoio. Avanzando di stanza solo in occasione delle periodiche promozioni.

Il distillato di questa attenta analisi aveva portato alla limpida enucleazione di un vero e proprio decalogo delle cattive abitudini del pubblico impiegato.

#1 Chi copia non sbaglia. Va sempre cercato il precedente, in ogni pratica. Così potrai sempre giustificare la tua decisione, addebitandola al predecessore. Se ti chiedono di cambiare, rispondi “si è sempre fatto così”

#2 Tieni le carte a posto. Ogni pratica va sempre corredata da tutte le pezze di appoggio possibili. E’ più prudente avere anche il “nulla osta” di 4 Ministeri, 2 Autorità indipendenti, la Regione, il Consorzio di bonifica, la Comunità Montana, la ASL, i vigili del fuoco, il Garante della privacy. Meglio un parere in più che non un parere in meno.

#3 Applica con rigore il mansionario. Fai soltanto ciò che è rigorosamente di tua competenza. Cioè il meno possibile.

#4 Non regalare mai un minuto. Avvicinati al tornello almeno 5 minuti prima dell’orario di uscita. Così potrai giustamente timbrare con precisione al secondo. Senza mai regalare nemmeno un minuto di orario di lavoro.

#5 Organizza riunioni con almeno 15 partecipanti. In maniera che non si decida mai nulla.

#6 Le pratiche più complesse non vanno lavorate. Vanno lasciate su un angolo della scrivania. Spesso dopo un paio di settimane si fanno da sole (cioè tutti se la dimenticano e il problema irrisolvibile si sgonfia da solo).

#7 Le carte importanti non si portano ordinatamente in archivio: si nascondono in un cassetto della propria scrivania. Così quando il capo le cerca la buona figura è assicurata

#8 Vai in ferie a giugno o a settembre. Non solo i luoghi di villeggiatura sono meno affollati e più economici, ma ricorda sempre che a luglio e ad agosto in ufficio si lavora poco.

#9 nove, undici, tredici, quindici. I quotidiani appuntamenti immancabili con giornale, cappuccino, pranzo, caffè

#10 Per mostrarti aggiornato usa spesso parole inglesi. Non si fanno riunioni, ma meeting. L’esito non si riferisce: si debriffa. Non si sceglie un posto: ma una location. Una nuova azienda non si avvia: è start-up. Insomma: assai meglio fare brainstorming in conference call con i partner dopo il meeting. Sei più cool.

EARTH Day: il 22 Aprile non dimentichiamoci della Giornata Mondiale del Pianeta Terra

Il 22 aprile, in tutto il mondo si celebra l’Earth Day, la più grande manifestazione ambientale del mondo. Sono intervenuto alla trasmissione di Rai3 Tutta Salute per ricordarne significato e importanza, in particolare per la nostra salute:

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Link al video su Youtube: https://www.youtube.com/edit?o=U&video_id=RyhbO8T2VCQ 

Link al video su Raiplay (dal min 38.20): https://www.raiplay.it/video/2018/04/Tutta-Salute-e9cce206-1bd5-4994-982e-d5f9d115f83c.html 

A Roma, a Villa Borghese, verrà allestito dal 21 al 25 aprile Il Villaggio per la terra (http://www.villaggioperlaterra.it), quali sono gli eventi in programma? È la manifestazione ambientale più partecipata d’Italia, saranno 5 giorni di sport, concerti, esposizioni, mostre, convegni, spettacoli, laboratori didattici, attività per bambini e buon cibo. Dalla conoscenza nasce la consapevolezza e, quindi, la possibilità di prendere scelte migliori sia per la propria salute sia per la collettività. Un evento per i singoli e le famiglie, l’auspicio è che siano tanti i giovani ad appassionarsi a queste tematiche chiave per il futuro di tutti noi.

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  1. Quali sono gli obiettivi di questa giornata giunta alla 48° edizione?

La Giornata Mondiale della Terra la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. Nato negli USA come movimento universitario di reazione a un disastro ambientale del 68 per il travaso di petrolio nel lago di Santa Barbara, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo per ricordare che “tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”. Oggi più che mai queste tematiche sono importanti perché abbiamo compreso come, nel corso dell’ultimo secolo, alcuni dei parametri che hanno reso quest’epoca così ospitale sono cambiati in maniera permanente. Questa lunga era di stabilità ci ha dato un falso senso di sicurezza, ma l’umanità può continuare a crescere e svilupparsi, a patto di rispettare limiti planetari fondamentali.

  1. Perché preservare la salute della terra equivale anche a salvaguardare quella dell’uomo?

Perché l’uomo può prosperare soltanto se il contesto in cui vive è favorevole e, del resto, la vita si è sviluppata nelle sue variegate forme proprio grazie alle caratteristiche peculiari che il pianeta Terra ha tra le miriadi di pianeti presenti nell’universo. La storia insegna. Il progresso tecnologico dell’ultimo secolo è stata una grande conquista ma il rischio è quello di avere un impatto eccessivo, o meglio senza equilibrio, e di portare rapidamente ad esaurimento proprio quelle caratteristiche che rendono la terra così unica. Queste sono tematiche di salute globale, ovvero di quell’approccio integrato che parte dalla sanità pubblica per affrontare le tematiche di salute dell’umanità migliorando l’equità e riducendo le diseguaglianze secondo una prospettiva globale.

Questo è il motivo per il quale il cambiamento climatico è e deve rimanere un problema prioritario nelle agende della politica perché affetta la salute umana non solo direttamente ma anche indirettamente. È talmente vero che tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dalle Nazioni Unite il 3° è completamente dedicato alla salute sostenibile. Una nuova cultura sanitaria improntata alla Stewardship.

  1. Negli ultimi 60 anni è raddoppiata la popolazione del pianeta, che oggi conta 7 miliardi di abitanti .  La sfida che ci attende è produrre sempre più cibo senza alterare le risorse naturali del pianeta e senza modificare il clima.   Come possiamo affrontarla?

A livello socio-demografico stiamo assistendo al momento di massimo sviluppo della specie umana, mai la Terra aveva visto una tale proliferazione di vita. La riduzione dei tassi di mortalità infantile e l’aumento dell’aspettativa di vita in generale ne sono la spiegazione. Ciò è dovuto, principalmente, al livello di conoscenza raggiunto che ha portato allo sviluppo di strategie di sanità pubblica efficaci e al miglioramento degli strumenti a disposizione della medicina. Tuttavia, questo fenomeno sta accadendo a velocità molto differenti, è toccato ai paesi occidentali come il nostro nel secolo scorso, riguarda oggi l’oriente (Cina e India su tutti) e riguarderà nei prossimi anni il continente africano. Garantire la sussistenza di oltre 7,5 miliardi di persone in trend crescente senza ulteriormente accelerare l’esaurimento del pianeta è una sfida grandissima se pensiamo come il cosiddetto overshoot day, ovvero il giorno dell’anno in cui l’estrazione di risorse che l’umanità richiede supera il naturale periodo di naturale rigenerazione delle stesse da parte del pianeta, stia nei fatti anticipandosi sempre più tanto che si calcola che l’umanità stia nei fatti consumando 1,6 pianeta Terra all’anno. Questa capacità rigenerativa va protetta in quanto da essa dipende il futuro della vita su questo pianeta. Possiamo farlo con interventi collettivi, legati all’applicazione di politiche sempre più attente a questi aspetti, ma anche con comportamenti individuali, buoni per la nostra salute ma capaci di fare la differenza anche a livello di sistema.

  1. Nelle nostre società il benessere economico spesso è stato accompagnato da una dieta sempre più ricca di grassi e proteine animali.  Secondo lei perché? Si può invertire questa tendenza?

Le proteine animali fino al secolo scorso rappresentavano il pasto nobile da concedersi poche volte al mese. Ciò accadeva quando l’attività dell’uomo era improntata al lavoro della terra, possibile proprio grazie agli animali, e c’era un naturale equilibrio e un doveroso rispetto per la natura. Oggi, con gran parte dell’umanità attiva nel mondo del terziario e dei servizi, paradossalmente strategie e modelli di allevamento intensivo hanno sovvertito questa legge non scritta portando nelle nostre tavole a basso costo carni e derivati. Ciò non solo rappresenta un problema di salute individuale, in quanto è ben noto – e questa trasmissione lo ricorda sempre con attenzione – come una dieta variegata ed equilibrata, povera di carni, sia il segreto per la longevità in quanto capace di prevenire il dilagare dell’epidemia di obesità, malattie metaboliche, cardiovascolari ed oncologiche; bensì rappresenta anche un problema di salute collettiva in quanto la cosiddetta impronta ecologica della carne in Italia è tra i più alti. La realtà è più complessa da come potrebbe apparire osservando soltanto le produzioni destinate al consumo, perché in un mondo sempre più globalizzato tutti mangiamo e utilizziamo cibo e oggetti prodotti altrove, i quali, tuttavia, hanno un costo ambientale (allevamento, trasporti, macellazione, impacchettamento, smaltimento, etc.) di cui siamo, o dovremmo essere, responsabili.

  1. La lotta allo spreco alimentare è indispensabile, il nostro paese si è dato una legge per combatterlo, ma va superato anche il paradosso che vede convivere sul pianeta la malnutrizione e l’obesità…

 Sono esattamente i due lati della stessa medaglia, frutto di quelle diseguaglianze che ricordavo precedentemente. Non solo tra differenti nazioni, come in passato, ma sempre più anche all’interno della stessa popolazione. È urgente definire e implementare una strategia di sanità pubblica mirata a educare a corretti stili di vita e a promuovere la nutrizione quale disciplina cardine non solo della prevenzione ma di un modello di promozione della salute a tutto tondo. Il cibo non è solo tradizione o necessità energetica bensì vero strumento di sviluppo sociale.

  1. Un’urbanizzazione sempre più intensa con la scomparsa di molte aree verdi, quali conseguenze può avere sulla salute?

L’umanità, a livello globale, sta andando incontro al fenomeno della concentrazione e dell’accentramento metropolitano. Senza entrare nel merito dell’impatto sociale che questo fenomeno ha di per sé basti pensare alla riduzione del verde quale causa dell’impoverimento della qualità dell’aria, già messa a dura prova dalle emissioni di CO2 da combustibile, o dalla friabilità del terreno.

  1. Ognuno di noi, pero’, puo’ fare qualcosa per se stesso e per il pianeta con poche azioni quotidiane, quali?

Anche il singolo è chiamato a contribuire alla salvaguardia del Pianeta. Non più con un approccio sentimentale legato unicamente alle urgenze del momento. Serve una rivoluzione culturale che influenzi il nostro stile di vita, la nostra quotidianità. Ecco semplici consigli per vivere con maggior senso di custodia (stewardship) del pianeta:

 a) Rendere sostenibile e green la casa e il luogo di lavoro: Prestare attenzione ai consumi energetici e attenzione alle dispersioni termiche in inverno ed estate. In sanità, ad esempio, è utile prestare un’attenzione di sistema alla trasformazione green degli ospedali, spesso tra le prime cause di inquinamento ambientale in una media città. A casa, allo stesso modo, attenzione all’utilizzo energetico…spegnendo 5 lampadine lasciate accese dove non servono puoi risparmiare circa 60 euro all’anno, utilizzando in modo intelligente gli elettrodomestici la bolletta si alleggerisce e allo stesso tempo alleggeriamo l’impatto sul pianeta.

b) Attenzione particolare a un consumo di acqua sostenibile: Ogni italiano consuma ogni giorno circa 241 litri d’acqua, siamo tra i primi in Europa. Di cui molti risultano sprecati.

c) Abbasso lo spreco di cibo: A livello globale circa 1/3 del cibo prodotto finisce nella spazzatura. Ogni anno in Italia gettiamo nella spazzatura circa 13 miliardi di euro in cibo, uno spreco enorme di denaro e risorse naturali.
Non comprare cibo in eccesso. Privilegiamo prodotti a Km0, avrai sulla tua tavola prodotti sempre freschi e di stagione ma anche ad un prezzo più competitivo: l’assenza, infatti, di intermediari ed il mancato trasporto su ruote fanno scendere i prezzi dei prodotti di almeno il 30%. Inoltre, i packaging ridotti e il mancato trasporto rendono le emissioni di CO2 nulle.

d) Attenzione a quel che mangi e occhio alla spesa:  La carne ha un’impronta ecologica più alta dei vegetali. Equilibriamo la nostra dieta con un consumo moderato di carne. Informazione e consapevolezza prima di tutto: spesso dietro un prezzo stranamente competitivo si nasconde una filiera che danneggia l’ambiente e che non rispetta l’uomo. Premiamo le aziende che investono in sostenibilità.

e) Differenziamo: In media ogni italiano produce 497 kg di rifiuti all’anno. Impariamo a differenziare! Separando i singoli rifiuti si riducono quelli che finiscono in discarica, evitando milioni di tonnellate di emissioni di Co2 nell’atmosfera.

f) Rendi sostenibili i tuoi spostamenti
In Italia, oggi, le emissioni di CO2 dovute ai trasporti ammontano, a seconda delle stime, dal 24 al 35% del totale. Siamo inoltre uno dei paesi più a quattro ruote al mondo, con oltre 600 auto per 1000 abitanti.
Sostituire un’auto alimentata a benzina con una ibrida o elettrica, o, ancora meglio, sostituire l’auto privata con i mezzi pubblici o con il car sharing gioverà all’ambiente e al portafoglio.

 

 

 

Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva. Lo sapevate che …..

….. il 39% dei Manager sanitari sono medici specialisti in Igiene e Medicina Preventiva e in questa Scuola si sono formati gli attuali Presidenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) e il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ossia l’Italian Chief Medical Officer. I problemi di salute hanno oggi una dimensione globale che non sempre il medico può risolvere con un singolo atto terapeutico. I professionisti della sanità pubblica affrontano le problematiche di salute a livello di popolazione per identificare e applicare gli interventi più appropriati al fine di ridurre i fattori di rischio e il peso sociale delle malattie. Con questi presupposti la specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva apre le carriere delle direzioni sanitarie degli ospedali pubblici e privati, dei dipartimenti di prevenzione e dei distretti delle ASL dove le capacità apprese nell’iter formativo sono oggi più che mai richieste ed apprezzate; in particolare i metodi epidemiologici, l’organizzazione, il management, la comunicazione sanitaria e la capacità di condurre iniziative di prevenzione e promozione della salute individuali e collettive. E con queste basi culturali allo specialista in Igiene si possono aprire anche le porte di università, centri di ricerca, industrie farmaceutiche, organizzazioni sanitarie internazionali governative e non. In queste ore in cui migliaia di medici stanno decidendo il loro futuro professionale di specialisti, la Società Italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) – che raccoglie oltre 3000 soci cultori di questa disciplina tra cui un network molto attivo di specializzandi – ha raccolto sul proprio sito internet (http://www.societaitalianaigiene.org/site/new/index.php/s-it-i/2013-06-03-08-22-46/scuole-di-specializzazione) alcune informazioni specifiche sulle 35 Scuole di Igiene e Medicina Preventiva oggi attive, dove troveranno posto oltre 200 nuovi specializzandi che sono destinati (secondo gli ultimi dati) ad avere un’occupazione ad un anno dal Diploma che si avvicina al 100%.

Buona scelta e buona fortuna a tutti!

Gabriele Pelissero, Ordinario di Igiene Università di Pavia, Presidente Ospedale S. Raffaele

Gaetano Privitera, Ordinario di Igiene Università di Pisa, Coordinatore Direttori Scuole di Igiene

Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene Università Cattolica del S. Cuore, Presidente ISS

Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene Università di Parma & Vita-Salute San Raffaele, Past-Presidente SItI

Roberta Siliquini, Ordinario di Igiene Università di Torino, Presidente CSS

Francesco Vitale, Ordinario di Igiene Università di Palermo, Presidente Scuola di Medicina e Chirurgia

Nuove opportunità lavorative (e di crescita professionale) per giovani medici specialisti in Alto Adige (N.B. non serve più il bilinguismo!)

L‘Azienda sanitaria dell’Alto Adige offre nell’ambito della propria rete ospedaliera vari posti per medici in disciplina di pediatria, ginecologia/ostetricia, anestesia e medicina d’urgenza per gli Ospedali di Merano-Silandro, Bressanone-Vipiteno, Brunico-San Candido e Bolzano. Offre, in poche parole, una collaborazione tramite contratti a tempo determinato a condizioni economicamente molto interessanti e con modelli lavorativi flessibili  (oltre alla possibilità – mai banale – di vivere in uno dei luoghi più belli d’Europa).

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Parliamo di contratti a tempo determinato, rinnovabili fino a tre anni, senza necessità dell’attestato di bilinguismo ma con l’opportunità di frequentare gratuitamente un corso di lingua (grazie al quale conseguire il patentino di bilinguismo necessario per accedere ai contratti a tempo indeterminato). Contratti, quindi, su cui poter investire visto che l’Azienda intende attuare un progetto a lungo termine per richiamare neospecialisti di valore che, acquisita la competenza linguistica attraverso i corsi messi a disposizione, potranno agevolmente concorrere per la stabilizzazione a tempo indeterminato.

Nel sito http://www.asdaa.it/it/offerte-di-lavoro.asp sono pubblicati gli avvisi per pneumologo, medico di medicina nucleareanestesista, medico d’emergenza-urgenza, pediatra e ginecologo con scadenza il 30 giugno 2017.

Prossimamente potrebbero aprirsi posizioni per specialisti in ortopedia, dermatologia, oculistica, neurologia, medicina interna e otorinolaringoiatria.

In caso di interesse ad una futura collaborazione con l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige potete far riferimento a carriera@asdaa.it.

All’ISS la responsabilità dei registri di sorveglianza sulla salute

Tutti gli aspetti rilevanti della salute pubblica, dalle malattie infettive al tabagismo alle interruzioni di gravidanza, avranno dei sistemi di sorveglianza e dei registri sotto la responsabilità dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo ha annunciato con un editoriale sull’ultimo numero della newsletter dell’Istituto il presidente Walter Ricciardi.


A ridisegnare il sistema è il Dpcm “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie” appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto individua 31 sistemi di sorveglianza, in buona parte sotto l’egida dell’Iss mentre alcuni fanno capo al Ministero della Salute, e 15 registri di patologia di rilevanza nazionale, di cui definisce anche i criteri per il trattamento dei dati. Sono previsti ad esempio i registri nazionali per diverse malattie croniche, così come quello dei vaccinati, ma anche un sistema di sorveglianza del consumo di tabacco tra i giovani.

“Sono interessati molti degli argomenti protagonisti delle cronache di questi giorni dalle malattie prevenibili con i vaccini ai patogeni resistenti agli antibiotici. In alcuni casi, come l’endometriosi o la talassemia, i registri saranno la prima occasione per censire pazienti di cui finora avevamo solo stime di prevalenza, che non ci mettevano in condizione di avere una programmazione efficiente delle risorse. Il decreto rappresenta un passaggio epocale per le responsabilità che ci vengono affidate per garantire al Paese un sistema informativo sanitario adeguato e stabile”.

A funny story related to Big Data analytics

Dalla bacheca di un mio amico…
– Hello! Gordon’s pizza?

– No sir it’s Google’s pizza.

– So it’s a wrong number?

– No sir, Google bought it.

– OK. Take my order please 

– Well sir, you want the usual?

– The usual? You know me?

– According to our caller ID, in the last 12 times, you ordered pizza with cheeses, sausage, thick crust

– OK! This is it

– May I suggest to you this time zucchini with dry tomato?

– What? I hate vegetables

– Your cholesterol is not good

– How do you know?

-through the subscribers guide

We have the result of your blood tests for the last 7 years

– Okay, but I do not want this pizza,I already take medicine

-you have not taken the medicine regularly, 4 months ago, you only purchased a box with 30 tablets at Drugsale Network

– I bought more from another drugstore

– It’s not showing on your credit card

– I paid in cash

– But you did not withdraw that much cash according to your bank statement

– I have have other source of cash

– This is not showing as per you last Tax form unless you bought them from undeclared income source

-WHAT THE HELL?

– Enough! I’m sick of google, facebook, twitter, WhatsApp. I’m going to an Island without internet,where there is no cell phone line and no one to spy on me

– I understand sir but you need to renew your passport as it has expired 5 weeks ago”

Scuole specialità, ecco il nuovo sistema di accreditamento del MIUR. Slitta il concorso SSM2017

«Il Ministero dell’Istruzione ci ha ascoltati, sta modificando sia il meccanismo di selezione delle scuole di specialità sia il concorso d’ingresso alle scuole, ma vigiliamo. Abbiamo già ricevuto cento osservazioni in dodici ore dai colleghi cui stiamo chiedendo consigli su come concertare con i Ministeri di Salute e Istruzione uno snellimento delle assegnazioni ai corsi rispetto al passato». Andrea Silenzi presidente dell’Associazione Italiana Giovani Medici-SIGM valuta positivamente la notizia data dalla Ministra Valeria Fedeli secondo cui dal Miur partiranno a breve un nuovo sistema di accreditamento delle strutture delle scuole di Medicina rispondente a criteri di valutazione secondo standard, requisiti, indicatori di performance certificati, e un nuovo concorso di specialità in cui è previsto l’accorpamento delle sedi d’esame.
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Nel concorso è possibile una graduatoria finale unica che sostituirà le attuali 50 (una per specialità) e sono probabili nuovi contenuti per la prova e un minor peso del punteggio per i titoli. La messa a regime delle due novità comporta lo slittamento del bando di concorso a fine luglio-inizio agosto e – siccome dal bando alla prova ci vogliono almeno 2 mesi – si arriverà al test in ottobre, minimo 10 giorni dopo il test per gli aspiranti medici di famiglia. Contro i ritardi, SIGM in febbraio ha chiesto in un incontro alla Ministra che i corsi di specialità partano tutti a novembre e che vi sia una graduatoria unica nazionale per non disperdere le risorse annuali relative ai contratti di formazione abbandonati, dovuta al fatto che a fine selezione per le lentezze negli scorrimenti e le indecisioni dei candidati alcuni posti non venivano assegnati. «Il nuovo criterio di accreditamento delle strutture afferenti alle reti delle scuole di specialità risponde alle indicazioni del decreto MiUr 68/2015, quello che revisiona la durata dei corsi post-laurea (in genere riducendola a 4 anni, ndr) e che chiede criteri quantitativi per il monitoraggio di tali strutture per avere valutazioni attendibili su standard, case-mix e volumi. Anche SIGM aveva lavorato a un organo tecnico Miur ma poi c’erano stati ritardi, ora evidentemente superati. Se tutto va bene, potremo dirci certi di avere sedi di formazione accreditate con indicatori di qualità sanitari disegnati da Agenas e di ricerca fissati da Anvur, e lo specializzando non correrà il rischio di formarsi in scuole di chirurgia o ginecologia o medicina d’urgenza senza volumi di attività adeguati». Il concorso slitta, ma due importanti prospettive potrebbero ottimizzare i tempi.

Intanto, il Miur intende farlo in meno sedi. «Nel 2016 erano 450 e l’estrema eterogeneità ha consentito vi fossero setting “militarizzati” ed altri criticati per l’aspetto sorveglianza», rievoca Silenzi. «Noi come SIGM avevamo proposto una sola sede o tre una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud. In ogni caso il Ministero accorperà dando più garanzie di uniformità organizzativa». L’altro aspetto è la graduatoria unica: non c’era già? «Sì, se ci si riferisce al fatto che le graduatorie sono nazionali e non regionali; ma stiamo parlando di una graduatoria per scuola di specialità e le scuole sono una cinquantina. Questo sistema andava superato e abbiamo chiesto una graduatoria per tutti come in Spagna, dove l’elemento guida è il punteggio. Ha più margini di scegliere sia cosa fare sia la sede desiderata chi ha preso di più. L’attuale meccanismo in cui all’iscrizione gli studenti candidati alla graduatoria in una scuola indicano tre sedi in ordine di preferenza ma poi quanto più in basso ci si piazza, tanto più restano chance nelle sole sedi meno ambite e iniziano ad esserci posti da assegnare, indecisioni tra chi potrebbe ambirvi, scorrimenti lenti, e le graduatorie si chiudono molto tempo dopo l’inizio ufficiale dei corsi. Noi chiediamo che i corsi inizino realmente se non il 1° novembre, alla peggio la settimana dopo, non sono negoziabili ritardi in un contesto in cui dev’esserci una presa di servizio».

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QUOTA A E NEO-ABILITATI: LA RISPOSTA DELL’ENPAM E PROSPETTIVE PREVIDENZIALI DALLA PRIMA ADUNANZA 2016 DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

PROSPETTIVE PREVIDENZIALI PER I GIOVANI MEDICI E SPECIALIZZANDI DALLA PRIMA ADUNANZA 2016 DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

Care Colleghe, cari Colleghi,

pubblichiamo la nota di risposta della Presidenza ENPAM alla nostra missiva dello scorso 22 aprile con la quale abbiamo richiesto chiarimenti circa il versamento immediato dei contributi della Quota A del fondo di previdenza generale da parte dei medici neo-abilitati, situazione in controtendenza con quanto accaduto finora.

Ecco un estratto dalle parole della risposta avuta dalla Presidenza ENPAM (allegato):

“In passato la riscossione era gestita da Equitalia con il risultato che spesso i bollettini arrivavano in ritardo, perché i dati dei neoiscritti all’Albo dovevano essere comunicati tra le diverse strutture e cioè gli Ordini, l’ENPAM e poi Equitalia.  Questo creava difficoltà ai giovani colleghi che si trovavano a dover pagare in una volta sola due annualità. Per di più si è generata la conclusione erronea che i contributi non dovessero mai essere versati il primo anno. Da quest’anno è la Fondazione ENPAM a gestire…

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