Cerca

Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

Nuove opportunità lavorative (e di crescita professionale) per giovani medici specialisti in Alto Adige (N.B. non serve più il bilinguismo!)

L‘Azienda sanitaria dell’Alto Adige offre nell’ambito della propria rete ospedaliera vari posti per medici in disciplina di pediatria, ginecologia/ostetricia, anestesia e medicina d’urgenza per gli Ospedali di Merano-Silandro, Bressanone-Vipiteno, Brunico-San Candido e Bolzano. Offre, in poche parole, una collaborazione tramite contratti a tempo determinato a condizioni economicamente molto interessanti e con modelli lavorativi flessibili  (oltre alla possibilità – mai banale – di vivere in uno dei luoghi più belli d’Europa).

azienda-sanitaria-dellalto-adige

Parliamo di contratti a tempo determinato, rinnovabili fino a tre anni, senza necessità dell’attestato di bilinguismo ma con l’opportunità di frequentare gratuitamente un corso di lingua (grazie al quale conseguire il patentino di bilinguismo necessario per accedere ai contratti a tempo indeterminato). Contratti, quindi, su cui poter investire visto che l’Azienda intende attuare un progetto a lungo termine per richiamare neospecialisti di valore che, acquisita la competenza linguistica attraverso i corsi messi a disposizione, potranno agevolmente concorrere per la stabilizzazione a tempo indeterminato.

Nel sito http://www.asdaa.it/it/offerte-di-lavoro.asp sono pubblicati gli avvisi per pneumologo, medico di medicina nucleareanestesista, medico d’emergenza-urgenza, pediatra e ginecologo con scadenza il 30 giugno 2017.

Prossimamente potrebbero aprirsi posizioni per specialisti in ortopedia, dermatologia, oculistica, neurologia, medicina interna e otorinolaringoiatria.

In caso di interesse ad una futura collaborazione con l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige potete far riferimento a carriera@asdaa.it.

All’ISS la responsabilità dei registri di sorveglianza sulla salute

Tutti gli aspetti rilevanti della salute pubblica, dalle malattie infettive al tabagismo alle interruzioni di gravidanza, avranno dei sistemi di sorveglianza e dei registri sotto la responsabilità dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo ha annunciato con un editoriale sull’ultimo numero della newsletter dell’Istituto il presidente Walter Ricciardi.


A ridisegnare il sistema è il Dpcm “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie” appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto individua 31 sistemi di sorveglianza, in buona parte sotto l’egida dell’Iss mentre alcuni fanno capo al Ministero della Salute, e 15 registri di patologia di rilevanza nazionale, di cui definisce anche i criteri per il trattamento dei dati. Sono previsti ad esempio i registri nazionali per diverse malattie croniche, così come quello dei vaccinati, ma anche un sistema di sorveglianza del consumo di tabacco tra i giovani.

“Sono interessati molti degli argomenti protagonisti delle cronache di questi giorni dalle malattie prevenibili con i vaccini ai patogeni resistenti agli antibiotici. In alcuni casi, come l’endometriosi o la talassemia, i registri saranno la prima occasione per censire pazienti di cui finora avevamo solo stime di prevalenza, che non ci mettevano in condizione di avere una programmazione efficiente delle risorse. Il decreto rappresenta un passaggio epocale per le responsabilità che ci vengono affidate per garantire al Paese un sistema informativo sanitario adeguato e stabile”.

A funny story related to Big Data analytics

Dalla bacheca di un mio amico…
– Hello! Gordon’s pizza?

– No sir it’s Google’s pizza.

– So it’s a wrong number?

– No sir, Google bought it.

– OK. Take my order please 

– Well sir, you want the usual?

– The usual? You know me?

– According to our caller ID, in the last 12 times, you ordered pizza with cheeses, sausage, thick crust

– OK! This is it

– May I suggest to you this time zucchini with dry tomato?

– What? I hate vegetables

– Your cholesterol is not good

– How do you know?

-through the subscribers guide

We have the result of your blood tests for the last 7 years

– Okay, but I do not want this pizza,I already take medicine

-you have not taken the medicine regularly, 4 months ago, you only purchased a box with 30 tablets at Drugsale Network

– I bought more from another drugstore

– It’s not showing on your credit card

– I paid in cash

– But you did not withdraw that much cash according to your bank statement

– I have have other source of cash

– This is not showing as per you last Tax form unless you bought them from undeclared income source

-WHAT THE HELL?

– Enough! I’m sick of google, facebook, twitter, WhatsApp. I’m going to an Island without internet,where there is no cell phone line and no one to spy on me

– I understand sir but you need to renew your passport as it has expired 5 weeks ago”

Scuole specialità, ecco il nuovo sistema di accreditamento del MIUR. Slitta il concorso SSM2017

«Il Ministero dell’Istruzione ci ha ascoltati, sta modificando sia il meccanismo di selezione delle scuole di specialità sia il concorso d’ingresso alle scuole, ma vigiliamo. Abbiamo già ricevuto cento osservazioni in dodici ore dai colleghi cui stiamo chiedendo consigli su come concertare con i Ministeri di Salute e Istruzione uno snellimento delle assegnazioni ai corsi rispetto al passato». Andrea Silenzi presidente dell’Associazione Italiana Giovani Medici-SIGM valuta positivamente la notizia data dalla Ministra Valeria Fedeli secondo cui dal Miur partiranno a breve un nuovo sistema di accreditamento delle strutture delle scuole di Medicina rispondente a criteri di valutazione secondo standard, requisiti, indicatori di performance certificati, e un nuovo concorso di specialità in cui è previsto l’accorpamento delle sedi d’esame.
Schermata 2017-05-15 alle 22.16.00
Nel concorso è possibile una graduatoria finale unica che sostituirà le attuali 50 (una per specialità) e sono probabili nuovi contenuti per la prova e un minor peso del punteggio per i titoli. La messa a regime delle due novità comporta lo slittamento del bando di concorso a fine luglio-inizio agosto e – siccome dal bando alla prova ci vogliono almeno 2 mesi – si arriverà al test in ottobre, minimo 10 giorni dopo il test per gli aspiranti medici di famiglia. Contro i ritardi, SIGM in febbraio ha chiesto in un incontro alla Ministra che i corsi di specialità partano tutti a novembre e che vi sia una graduatoria unica nazionale per non disperdere le risorse annuali relative ai contratti di formazione abbandonati, dovuta al fatto che a fine selezione per le lentezze negli scorrimenti e le indecisioni dei candidati alcuni posti non venivano assegnati. «Il nuovo criterio di accreditamento delle strutture afferenti alle reti delle scuole di specialità risponde alle indicazioni del decreto MiUr 68/2015, quello che revisiona la durata dei corsi post-laurea (in genere riducendola a 4 anni, ndr) e che chiede criteri quantitativi per il monitoraggio di tali strutture per avere valutazioni attendibili su standard, case-mix e volumi. Anche SIGM aveva lavorato a un organo tecnico Miur ma poi c’erano stati ritardi, ora evidentemente superati. Se tutto va bene, potremo dirci certi di avere sedi di formazione accreditate con indicatori di qualità sanitari disegnati da Agenas e di ricerca fissati da Anvur, e lo specializzando non correrà il rischio di formarsi in scuole di chirurgia o ginecologia o medicina d’urgenza senza volumi di attività adeguati». Il concorso slitta, ma due importanti prospettive potrebbero ottimizzare i tempi.

Intanto, il Miur intende farlo in meno sedi. «Nel 2016 erano 450 e l’estrema eterogeneità ha consentito vi fossero setting “militarizzati” ed altri criticati per l’aspetto sorveglianza», rievoca Silenzi. «Noi come SIGM avevamo proposto una sola sede o tre una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud. In ogni caso il Ministero accorperà dando più garanzie di uniformità organizzativa». L’altro aspetto è la graduatoria unica: non c’era già? «Sì, se ci si riferisce al fatto che le graduatorie sono nazionali e non regionali; ma stiamo parlando di una graduatoria per scuola di specialità e le scuole sono una cinquantina. Questo sistema andava superato e abbiamo chiesto una graduatoria per tutti come in Spagna, dove l’elemento guida è il punteggio. Ha più margini di scegliere sia cosa fare sia la sede desiderata chi ha preso di più. L’attuale meccanismo in cui all’iscrizione gli studenti candidati alla graduatoria in una scuola indicano tre sedi in ordine di preferenza ma poi quanto più in basso ci si piazza, tanto più restano chance nelle sole sedi meno ambite e iniziano ad esserci posti da assegnare, indecisioni tra chi potrebbe ambirvi, scorrimenti lenti, e le graduatorie si chiudono molto tempo dopo l’inizio ufficiale dei corsi. Noi chiediamo che i corsi inizino realmente se non il 1° novembre, alla peggio la settimana dopo, non sono negoziabili ritardi in un contesto in cui dev’esserci una presa di servizio».

Leggi tutto su Doctor33

QUOTA A E NEO-ABILITATI: LA RISPOSTA DELL’ENPAM E PROSPETTIVE PREVIDENZIALI DALLA PRIMA ADUNANZA 2016 DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

PROSPETTIVE PREVIDENZIALI PER I GIOVANI MEDICI E SPECIALIZZANDI DALLA PRIMA ADUNANZA 2016 DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

Care Colleghe, cari Colleghi,

pubblichiamo la nota di risposta della Presidenza ENPAM alla nostra missiva dello scorso 22 aprile con la quale abbiamo richiesto chiarimenti circa il versamento immediato dei contributi della Quota A del fondo di previdenza generale da parte dei medici neo-abilitati, situazione in controtendenza con quanto accaduto finora.

Ecco un estratto dalle parole della risposta avuta dalla Presidenza ENPAM (allegato):

“In passato la riscossione era gestita da Equitalia con il risultato che spesso i bollettini arrivavano in ritardo, perché i dati dei neoiscritti all’Albo dovevano essere comunicati tra le diverse strutture e cioè gli Ordini, l’ENPAM e poi Equitalia.  Questo creava difficoltà ai giovani colleghi che si trovavano a dover pagare in una volta sola due annualità. Per di più si è generata la conclusione erronea che i contributi non dovessero mai essere versati il primo anno. Da quest’anno è la Fondazione ENPAM a gestire…

View original post 691 altre parole

A Primer on Project Management for Health Care

By Kathryn Berger

Project management has emerged as one of the most prominent business skills of our time because its use can help control costs, reduce risk, and improve outcomes. Used across disciplines, project management is the process of systematically planning, organizing, and then executing a pre-determined set of steps in order to maximize resource use and achieve specific objectives. According to a U.S. News and World report, project management is one of the top skill sets sought by employers.

Why? The Project Management Institute (PMI), an organization created in 1969 to promote the discipline of project management, credits the process with helping businesses save time and money, improve ROI, and reduce risk. It also cites many benefits to staff members including improved collaboration and decreased stress.

https://ecpe.sph.harvard.edu/newsstory.cfm?story=project-management-for-healthcare&utm_source=SubscriberMail&utm_medium=email&utm_campaign=HSI16%2DEM02&utm_term=&utm_content=24fff3a92ec4470e89e6eb6f30de375e

  • By: Matthew Billingsley, George Gillett

The outcome of the junior doctor contract negotiations could have a major impact on current medical students’ pay and working conditions. Below is a timeline of the major flashpoints, and an overview of the changes being proposed.

October 2013—Talks begin between NHS Employers and the BMA

NHS Employers, acting on behalf of the government, and the BMA, the trade union for doctors in the United Kingdom, start discussing the terms of the new contract, with a view to implementing it by April 2015.

October 2014—BMA walks away from the negotiation table

After a year of negotiations the BMA pulls out of talks citing concerns about patient safety, doctors’ welfare, and a lack of evidence underpinning the changes. Kitty Mohan, co-chair of the junior doctors’ committee at the time said the contract proposals lack a “fundamental grasp” of the way in which NHS staff work and that doctors are “upset and frustrated” with how their work was not being “valued, noticed and recognised.”

November 2014—DDRB steps in

After the breakdown of talks, the government commissioned the Review Body on Doctors’ and Dentists’ Remuneration (DDRB) to review the contract proposals.

July 2015—DDRB report published

The DDRB report says that the current contract is no longer fit for purpose and is hindering the achievement of the NHS’s goals to improve patient care and outcomes, and is unaffordable in the current financial climate. The report includes several recommendations that upset junior doctors (box 1). NHS Employers in England agreed that the DDRB report should be the basis for finalising new contractual arrangements. NHS Northern Ireland, Scotland, and Wales all rejected the new contract and have decided not to enforce it.

August 2015—Junior doctors vote against re-entering contract negotiations

The BMA’s junior doctor committee rejects further negotiations with NHS Employers, citing the proposals in the DDRB report as “unacceptable.”

August 2015—Jeremy Hunt threatens to impose the contract

Jeremy Hunt, secretary of state for health in England, threatens to impose the new contract if an agreement cannot be reached between the government and the BMA by early September 2015. The chair of the BMA, Mark Porter, accuses Jeremy Hunt of making a “wholesale attack” on doctors.

This month also saw the hashtag #imatworkjeremy take off in reaction to Hunt’s speech at the King’s Fund, where he said the new contract was necessary in order to deliver a seven day NHS. Many healthcare staff took exception and proceeded to post photos on Twitter of themselves on working at weekends.

September and October 2015—Protests in the streets

Tens of thousands of junior doctors and supporters protest in several UK cities against the changes proposed in the new contract.

October 2015—Pay rise offer rejected

Just before the BMA was due to ballot its members for strike action, Jeremy Hunt offered junior doctors an 11% rise in their basic pay. The BMA dismissed this as effectively a pay cut because junior doctors’ overtime hours are still being reduced, which can make up as much as 40% of their income. The Department of Health also refused to enter conciliatory talks with the BMA, mediated by ACAS, an organisation that resolves employment disputes.

19th November 2015—98% of junior doctors vote to strike

The BMA represents 37 155 of junior doctors in England and 98% of them voted in favour of taking strike action in protest against changes to their contract. The BMA announced the dates of one day of industrial action and two days of strikes in advance so that junior doctors and their employers could make arrangements to cover the withdrawal of their services. The knock on effect was that some operations and procedures were cancelled.

30th November 2015—Strikes suspended

On the eve of the first day of industrial action, the BMA agreed to suspend the strikes until the 13 January and negotiate with the government, after Jeremy Hunt agreed to pause the imposition of the new contract. Despite the strike action being called off, 4000 operations were cancelled and the BMA and Jeremy Hunt both accused each other of stalling on talks that could have averted this inconvenience for patients.

13th January 2016—Deadline to agree new contract

The BMA and the government have until mid January to come to an agreement on a new contract. It is unclear at the time of going to press what concessions each side would be willing to make to resolve the dispute. If an agreement cannot be met, then the BMA may set new dates for industrial action.

More: http://student.bmj.com/student/view-article.html?id=sbmj.h6669&utm_source=MarketingEmail&utm_medium=email&utm_campaign=SBMJ_5mins_January_Worldwide&utm_content=read+full+article&utm_term=

Società scientifiche in Italia: tante e poco trasparenti

Il numero delle società scientifiche ostetrico-ginecologiche è molto elevato in Italia, specie nell’ambito della ginecologia, con una trasparenza quasi inesistente sulle questioni finanziarie e i conflitti di interesse. Lo sostiene Paolo Vercellini del Dipartimento di scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano, primo autore di uno studio pubblicato su Bmj Open. «Gli scopi principali delle società mediche sono di diffondere la ricerca scientifica nei rispettivi campi della medicina, promuovere l’educazione medica e sviluppare linee guida cliniche» scrivono gli autori, sottolineando che le più autorevoli svolgono anche un importante ruolo sociale nel consigliare i decisori politici sui programmi di assistenza sanitaria pubblica. Tuttavia, un progressivo squilibrio è stato osservato nel tempo tra i finanziamenti derivati da fondi governativi di ricerca o da fondazioni non profit e quelli provenienti dall’industria, cosa che può generare un conflitto di interesse. Inoltre, la frammentazione e le sotto-specializzazioni possono esporre le società mediche a una maggiore vulnerabilità finanziaria che, ipoteticamente, potrebbe tradursi in un aumento del rischio di influenze indebite delle industrie farmaceutiche, biotecnologiche e dei dispositivi.
«La proliferazione delle organizzazioni professionali in Italia sembra particolarmente intensa nel settore ginecologico, probabilmente per la moltitudine di questioni riguardanti la salute delle donne» affermano gli autori, che hanno contato le società ostetriche e ginecologiche italiane, accertandone la trasparenza finanziaria mediante un sondaggio nazionale su internet. E i dati indicano che il loro numero è quadruplicato negli ultimi 35 anni al ritmo di una in più all’anno. «In 15 casi la sede societaria è negli uffici di un organizzatore professionale di congressi, mentre in 12 casi il sito web della società scientifica ospita pubblicità o link a prodotti dell’industria. Lo statuto risulta accessibile in 32 siti di associazioni professionali su 47, mentre nessuna informazione è disponibile sui finanziamenti esterni e su eventuali conflitti di interesse. «La trasparenza e l’informazione non eliminano i conflitti di interesse, ma possono consentire ai medici e al pubblico di contestualizzare le informazioni scientifiche diffuse in vari modi dalle organizzazioni mediche, mettendole nella giusta prospettiva» concludono i ricercatori.


Bmj Open. 2016. doi: 10.1136/bmjopen-2015-008370

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26769777

Tratto da: http://www.doctor33.it/societa-scientifiche-ginecologiche-in-italia-tante-e-poco-trasparenti/ginecologia/ctn–33801.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

 

10 defining moments that shaped global health in 2015

When you look back on 2015, what will you remember? A new baby in your family? The death of someone you loved? An exhausting move across the country or even the continent?

You’re not alone. Worldwide, there was a birth every 8 seconds in 2015, and a death every 11 seconds. And millions of people–many of whom may be a lot like you–left their homes in search of safer places to live, where they’d find fewer explosions and executions and other everyday horrors that accompany war.

 

Twenty-fifteen has been busy, exciting, frustrating, heartbreaking, and inspiring in turns for those of us who work in global health and development. We’ve seen much needless death this year. But there have been instants of hard-won progress and hope, too.

Here are 10 of the moments that lit (or littered) our path to greater health and well-being in 2015:

Maternal deaths fall 44% from 1990. The Millennium Development Goals deadline arrived this year, revealing (among many other results) that maternal deaths around the world have dropped from about 532,000 in 1990 to 303,000 in 2015. Not all countries made progress in ending preventable maternal and child deaths, and even in countries that met their targets, health and gender inequities still exist. But this is progress worth celebrating.

Ebola recedes (then resurfaces, then recedes again). In Guinea, Liberia, and Sierra Leone, residents have rejoiced as Ebola infections slowly ebbed in 2015, though Liberia was experiencing new cases as recently as November 22. The World Health Organization estimates that Ebola has killed 11,300 people since March 2014, including over 500 health workers. Recovery efforts are focusing in part on rebuilding stronger, more resilient health systems in hopes of preventing future epidemics.

MERS follows on Ebola’s heels. Another dangerous outbreak–this time MERS in South Korea–infected hundreds of people, shut down hospitals and schools, and upped the wattage of the spotlight already shining (thanks to Ebola) on the global risks of fragile health systems. The WHO held an emergency meeting to address the outbreak. And through the new Global Health Security Agenda, the US is working with partners around the world to prevent future epidemics, detect biological threats early, and rapidly respond to disease outbreaks.

Pope Francis inches forward the conversation on family planning. While he certainly doesn’t condone contraception, his comments and actions–promoting responsible parenthood and empowering priests to absolve the sin of abortion–have made headlines this year. As the global health community prepares for the biggest-ever International Conference on Family Planning in 2016, these topics are on a lot of our minds.

US announces Africa needs additional one million health workers to address HIV. Global AIDS Ambassador Dr. Deborah Birx made the announcement at a Capitol Hill briefing in March organized by the Frontline Health Workers Coalition, IntraHealth International, and the Elizabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation. No disease requires more health workers than HIV, the briefing revealed. And it’s a good investment–training health workers in HIV care, Birx said, prepares them to manage many other diseases as well.

Gun violence in the US escalates to an average of more than one mass shooting per day. And that statistic only accounts for shootings where four or more people are wounded. There are 3.5 firearm homicides per 100,000 people in the US, according to the US Centers for Disease Control and Prevention. But this isn’t the only country where gun violence is a public health emergency: El Salvador, Venezuela, and Colombia have some of the highest rates of firearm homicides in the world. The global health community lost at least two invaluable members to gun violence in 2015: Anita Ashok Datar in Mali and Raluca Iosif in North Carolina.

A million refugees come ashore in Europe. If you’ve turned on the news in the last six months, you’ve heard about the refugees fleeing war and ISIS at home and seeking refuge in Europe. You may not have heard, though, of those fleeing Libya, South Sudan, Central African Republic, or other countries in the midst of other wars. Or that millions are left without access to health care. In fact, many of those who are threatened by or fleeing violence are doctors and other health workers. And when they’re forced to abandon their homes, it only further depletes the health systems in the countries they leave behind.

UN International Labor Organization finds that over half of the world’s rural population will go without health care in 2015. Even though the world’s population is rapidly becoming more urban, nearly half of us still live in rural areas. An ILO report found that 56% of the world’s rural population and 83% of Africa’s rural population live without critical health care access. This amounts to a deficit of approximately 7 million health workers in rural areas.

More: http://m.huffpost.com/us/entry/8869142?utm_content=buffer3ec7f&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: