«Il Ministero dell’Istruzione ci ha ascoltati, sta modificando sia il meccanismo di selezione delle scuole di specialità sia il concorso d’ingresso alle scuole, ma vigiliamo. Abbiamo già ricevuto cento osservazioni in dodici ore dai colleghi cui stiamo chiedendo consigli su come concertare con i Ministeri di Salute e Istruzione uno snellimento delle assegnazioni ai corsi rispetto al passato». Andrea Silenzi presidente dell’Associazione Italiana Giovani Medici-SIGM valuta positivamente la notizia data dalla Ministra Valeria Fedeli secondo cui dal Miur partiranno a breve un nuovo sistema di accreditamento delle strutture delle scuole di Medicina rispondente a criteri di valutazione secondo standard, requisiti, indicatori di performance certificati, e un nuovo concorso di specialità in cui è previsto l’accorpamento delle sedi d’esame.
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Nel concorso è possibile una graduatoria finale unica che sostituirà le attuali 50 (una per specialità) e sono probabili nuovi contenuti per la prova e un minor peso del punteggio per i titoli. La messa a regime delle due novità comporta lo slittamento del bando di concorso a fine luglio-inizio agosto e – siccome dal bando alla prova ci vogliono almeno 2 mesi – si arriverà al test in ottobre, minimo 10 giorni dopo il test per gli aspiranti medici di famiglia. Contro i ritardi, SIGM in febbraio ha chiesto in un incontro alla Ministra che i corsi di specialità partano tutti a novembre e che vi sia una graduatoria unica nazionale per non disperdere le risorse annuali relative ai contratti di formazione abbandonati, dovuta al fatto che a fine selezione per le lentezze negli scorrimenti e le indecisioni dei candidati alcuni posti non venivano assegnati. «Il nuovo criterio di accreditamento delle strutture afferenti alle reti delle scuole di specialità risponde alle indicazioni del decreto MiUr 68/2015, quello che revisiona la durata dei corsi post-laurea (in genere riducendola a 4 anni, ndr) e che chiede criteri quantitativi per il monitoraggio di tali strutture per avere valutazioni attendibili su standard, case-mix e volumi. Anche SIGM aveva lavorato a un organo tecnico Miur ma poi c’erano stati ritardi, ora evidentemente superati. Se tutto va bene, potremo dirci certi di avere sedi di formazione accreditate con indicatori di qualità sanitari disegnati da Agenas e di ricerca fissati da Anvur, e lo specializzando non correrà il rischio di formarsi in scuole di chirurgia o ginecologia o medicina d’urgenza senza volumi di attività adeguati». Il concorso slitta, ma due importanti prospettive potrebbero ottimizzare i tempi.

Intanto, il Miur intende farlo in meno sedi. «Nel 2016 erano 450 e l’estrema eterogeneità ha consentito vi fossero setting “militarizzati” ed altri criticati per l’aspetto sorveglianza», rievoca Silenzi. «Noi come SIGM avevamo proposto una sola sede o tre una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud. In ogni caso il Ministero accorperà dando più garanzie di uniformità organizzativa». L’altro aspetto è la graduatoria unica: non c’era già? «Sì, se ci si riferisce al fatto che le graduatorie sono nazionali e non regionali; ma stiamo parlando di una graduatoria per scuola di specialità e le scuole sono una cinquantina. Questo sistema andava superato e abbiamo chiesto una graduatoria per tutti come in Spagna, dove l’elemento guida è il punteggio. Ha più margini di scegliere sia cosa fare sia la sede desiderata chi ha preso di più. L’attuale meccanismo in cui all’iscrizione gli studenti candidati alla graduatoria in una scuola indicano tre sedi in ordine di preferenza ma poi quanto più in basso ci si piazza, tanto più restano chance nelle sole sedi meno ambite e iniziano ad esserci posti da assegnare, indecisioni tra chi potrebbe ambirvi, scorrimenti lenti, e le graduatorie si chiudono molto tempo dopo l’inizio ufficiale dei corsi. Noi chiediamo che i corsi inizino realmente se non il 1° novembre, alla peggio la settimana dopo, non sono negoziabili ritardi in un contesto in cui dev’esserci una presa di servizio».

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