Anche l’endocrinologia è entrata nel novero delle specialità dotate di una sintetica lista di “cose da non fare” stilata da “Choosing wisely” (Scegliere saggiamente), l’ormai nota iniziativa varata nel 2011 dall’American Board for Internal Medicine (Abim) Foundation con lo scopo di indurre i clinici a evitare pratiche tanto comuni quanto inutili. Al momento sono state identificate per gli endocrinologi sole 5 pratiche frequenti da non effettuare, ma le più importanti organizzazioni scientifiche Usa del settore – l’Endocrine society (Tes), l’American association of clinical endocrinologists (Aace) e il suo braccio educazionale, l’American college of Endocrinology (Ace) – stanno collaborando al progetto per ampliare il numero delle pratiche inappropriate. Ecco la lista attuale: evitare l’automonitoraggio routinario quotidiano della glicemia negli adulti con diabete di tipo 2 in trattamento con farmaci che non causano ipoglicemia; non misurare di routine la 1,25-idrossivitamina D a meno che il paziente presenti ipercalcemia o una ridotta funzione renale; non richiedere abitualmente un’ecografia tiroidea in pazienti con test funzionali anormali se non vi sono anomalie alla palpazione della ghiandola; non chiedere una misurazione dei livelli di T3 totale o libera quando si dosa la levotiroxina (T4) nei pazienti ipotiroidei; non prescrivere una terapia con testosterone finché non vi sia evidenza biochimica di deficit dell’ormone. «L’automonitoraggio multiplo del glucosio nelle condizioni citate è finanziariamente dannoso: si sono avuti casi di sovrafatturazione di strisce reattive per le assicurazioni» commenta Daniel Einhorn, presidente Ace. «Quanto alla vitamina D, molti medici non sanno che, ai fini dello screening della sua carenza, il dosaggio della 1,25-idrossivitamina D non serve, mentre è corretto quello della 25-idrossivitamina D. Quando si misura il T4 negli ipotiroidei, inoltre, è meglio non rilevare il T3 libero perché è fuorviante; quasi sempre a un Tsh normale corrisponde un T4 adeguato. Riguardo all’abuso di ecografia tiroidea, spesso determina il riscontro di noduli non correlati alla disfunzione ghiandolare». Il freno alla prescrizione di testosterone, infine, nasce dalla richiesta dei pazienti Usa, influenzati da spot che sostengono come bassi o medi livelli dell’ormone causino “affaticamento e stress”.

da Doctors33

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