Indipendentemente dalle nostre credenze religiose, in questo periodo tutti noi proviamo a fare i “buoni propositi” per l’anno a venire. Nell’ultimo post dell’anno non renderò pubblici i miei (che non sono pochi), ma proverò a elencare 10 buoni propositi della sanità italiana per il 2012: impopolari, scomodi, basati su evidenze scientifiche o sul buon senso, nessuno gradito a tutti gli stakeholder della sanità, i cui interessi non sempre convergenti e spesso conflittuali minano la sostenibilità della sanità pubblica.

Io Servizio Sanitario Nazionale prometto a 60.000.0000 di cittadini italiani che entro il (22 dicembre) 2012 mi impegnerò a…

  1. Intraprendere un (lungo) processo di “decontaminazione” dalla politica
  2. Avviare un (altrettanto lungo) processo per valorizzare il capitale umano dei professionisti sanitari
  3. Chiudere i piccoli ospedali
  4. Non rimborsare più con il denaro pubblico interventi sanitari (farmaci, dispositivi, tecnologie diagnostiche, etc) di efficacia non documentata
  5. Finanziare la ricerca indipendente
  6. Ridurre le diseguaglianze regionali
  7. Informare adeguatamente i cittadini sull’efficacia-appropriatezza-sicurezza degli interventi sanitari
  8. Costruire sistemi informativi per misurare l’appropriatezza degli interventi sanitari
  9. Organizzare l’offerta di servizi e prestazioni sanitarie “centrata sul paziente”
  10. Introdurre misure estremamente severe per combattere ogni forma di truffa e frode

Sono “Le allettanti promesse” che Lucio Battisti cantava nel 1973? Oppure il SSN si è travestito da marinaio? O è certo che il 22 dicembre 2012 nessuno potrà verificare se avrà mantenuto quanto promesso perchè il giorno prima il mondo… sarà finito?

Da inguaribile ottimista credo che potrebbe esserci una quarta verità: se l’evento predetto è “di natura imprecisata e capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato”, la profezia potrebbe proprio coincidere con l’attuazione delle promesse del nostro SSN. Inoltre, visto che l’evento predetto è anche di “proporzioni planetarie”, pensate al boom mediatico internazionale generato dal mantenimento delle promesse.

Nino Cartabellotta

tratto da http://www.ninocartabellotta.it

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