Il Monti che non ti aspetti: a lezione di comunicazione.

Mi sembra surreale criticare Monti dopo un mese e poco più fi lavoro, in cui ha dovuto portare a termine impegni già presi da un governicchio di politicanti che per salvarsi la poltrona avrebbe svenduto l’Italia alla Cina senza pensarci 2 volte. Lo capiamo o no che siamo davanti al burrone? Serve l’impegno di tutti, non solo con i sacrifici delle tasse, ma con un passo indietro dai privilegi (che, a suo modo, ogni categoria ha acquisito negli anni) e con la partecipazione attiva. Il Paese è migliore dela classe che lo ha governato negli ultimi 20 anni. Serve lo scatto di orgoglio perchè se crolliamo noi crolla l’Europa tutta e sarà inutile poi dire “è stata colpa della Merkel”…forse interesserà ai libri di storia, ma sicuramente l’Italia confermerà ancora una volta la sua proverbiale inaffidabilità.

E soprattutto, che i partiti (inutile, sconfitti dalla Storia, veri colpevoli di questo lassismo di sistema) lascino lavorare Monti: i veti incrociati e la difesa arroccata dei diritti delle parti contro il bene comune saranno i veri killer del nostro Bel Paese. Se ieri non ha dato dettagli è perchè questo Governo di galantuomini è ovviamente ostaggio del più becero mercanteggio politico.
Lunga vita a Monti. Che Dio ci assista.
Amen.

AS

Monti dà lezione di comunicazione, parla per tre ore senza dire niente (di Marco Sarti)

Logorroico, impacciato, poco televisivo. In una parola: umano. E soprattutto efficace. Nella conferenza stampa di fine anno il premier Mario Monti si conferma un grande comunicatore. Capace di parlare per quasi tre ore senza anticipare nulla. Di lanciare nuovi slogan e accusare a più riprese il suo predecessore senza mai rinunciare ai suoi modi educati e gentili.

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L’organizzazione dell’appuntamento è degna di un esperto. Non sono lasciati al caso neppure i dettagli, a partire dall’ambientazione. Per incontrare i giornalisti italiani e internazionali – per esplicita richiesta del premier stavolta sono stati invitati anche loro – Monti sceglie la sala polifunzionale del governo alla Galleria Colonna. Sobria al limite del tetro. Adatta al periodo di austerità che il governo predica da tempo. I fasti di Palazzo Madama, la location voluta da Silvio Berlusconi per le ultime tre conferenze di fine anno, sono un lontano ricordo. E poi gli slogan. Ormai Monti ne sforna uno a conferenza stampa. L’abilità comunicativa del premier aveva già trasformato la manovra lacrime e sangue di un mese fa in un patriottico “decreto Salva Italia”. Per il nuovo pacchetto di misure economiche l’ex commissario Ue si inventa un’altra trovata pubblicitaria. Archiviato il più impersonale “Fase due” Monti presenta alla stampa i provvedimenti “Cresci-Italia”. Nome corto, vincente, facile da ricordare. Buono per una réclame televisiva.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/monti-da-lezione-di-comunicazione-parla-tre-ore-senza-dire-niente#ixzz1i0VdGEjb

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2 pensieri riguardo “Il Monti che non ti aspetti: a lezione di comunicazione.

  1. Uno che nessuno a votato ma nominato da Napolitano su richiesta della Mekel.
    Una palla che ha portato a termine gli impegni precedenti. Una manovra al 90% di tasse nemmeno lo sgangherato governo B. si era sognato di fare.
    Ha vigliaccamente massacrato i pensionandi dell’unica cassa previdenziale INPS che era in attivo. Mi devo fare 5 anni in più di lavoro, vedere decurtasto il già basso assegno di pensione…per continuare a mantenere pensioni da 50000€/m,, doppie e triple pensioni,ecc.
    Gravissimo che non abbia sfruttato la “luna di miele” (chi lo avrebbe sfiduciato a pochi giorni?) per fare cose draconiane che nessun politico poteva fare: drastico taglio di privilegi, dipendenti pubblici, liberalizzazioni…)
    Ha fatto IVA; IRPEF, ICI, Benzina, ecc manovra devastante e recessiva in un periodo di crisi.
    Cosa cavolo sviluppa se i prodotti delle industrie rimangono invenduti perchè togli i pochi soldi rimasti dalle tasche della gente?
    Pure un imbecille capisce che l’unico modo per risollevarsi è avere uno stato snello che assorbe poche risorse e laciare più soldi possibile in mano ai cittadini.
    Lui va all’opposto: primi provvedimenti Roma Capiatale, appianare debiti Regioni, nuovi concorsi pubbici, ecc.
    UN DISASTRO TOTALE!

    1. Concordo sul fatto che la “fase 1” sia stata una manovra di tasse, ma non mi sembra una “palla” dire che fosse già concordata da luglio. Il pareggio di bilancio al 2013 era stato già accettato, come atto dovuto tra l’altro vista la magra considerazione internazionale che si era guadagnata il precedente governo B.
      In realtà in periodo di recessione, come diceva Keynes, serve che il terzo pagante (lo Stato) immetta denaro nel sistema, permettendo ai cittadini di spendere ed alle imprese di guadagnare.
      Questo si fa tassando e reimmettendo l’utile nelle tasche dei cittadini tramite grandi opera, infrastrutture, concorsi pubblici etc.
      La “fase 2” che insomma è stata annunciata.

      Ora il problema, continuo a sottolineare, è che questo governo non ha vera libertà di azione perché è in ostaggio dei partiti che lo sostengono.
      E’ bastato pronunciare il nome “articolo 18” per scatenare il putiferio..i sindacati, vera rovina di questo Paese assieme ai partiti, continuano a tutelare i privilegi del 50% dei lavoratori. L’alto 50% (soprattutto i giovani) vive nel precariato, contratti a progetto quando va bene o tirocini gratuiti.
      Mi spiace se lei dovrà aspettare altri 5 anni per la sua pensione, ma pensi che probabilmente la mia generazione nemmeno la vedrà la pensione!!
      E non è nostra responsabilità quello che finora è stato fatto.
      Serve un vento nuovo, un volano di cambiamento, servono persone che si mettano a servizio del bene comune e non degli interessi di parte.

      Se la mia generazione non riuscirà a cambiare questo Paese, dovrà necessariamente cambiare Paese…emigrare in cerca di un futuro che l’Italia, che i 60enni di oggi hanno costruito, non può darci.

      Non è più il momento della critica sterile tutta nostrana, se cadiamo noi cade l’Europa, e l’asse del mondo si sta sempre più velocemente spostando ad oriente.
      C’è insomma il rischio concreto che il miglior lavoro per la prossima generazione di italiani possa essere fare il maestro o il badante per l’agiata classe degli anziani cinesi.
      Grazie, preferisco fare un passo indietro ora nei miei privilegi e fare di tutto per riportare crescita in un’Italia che ha smesso da tempo di scommettere sui giovani.

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