I negazionisti dei nostri giorni (Aids, vaccini) rappresentano una sparuta minoranza, ma molto vocale. Grazie a internet e ai social media i loro messaggi rimbalzano e si amplificano attraverso network abbastanza efficienti.  Ma la sfiducia nella politica e nelle istituzioni,  dà alimento alla protesta e coinvolge settori più ampi dell’opinione pubblica. La Sanità Pubblica deve mettere in campo tutte le sue competenze ed energie al servizio del “bene comune” che è la salute, dimostrando la sua totale indipendenza da ogni altro interesse.


Negazionismo è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, a fini ideologici-politici, nega contro ogni evidenza fatti storici accertati.  La più nota delle idee negazioniste è la negazione dell’Olocausto. Secondo Bernard-Henri Lévy  «si crede che i negazionisti esprimano un’opinione: essi perpetuano il crimine. E pretendendo d’essere liberi pensatori, apostoli del dubbio e del sospetto, completano l’opera di morte. Occorre una legge contro il negazionismo, perché esso è, nel senso stretto, lo stadio supremo del genocidio»[1].

Il termine è stato più recentemente utilizzato per qualificare teorie scientifiche o posizioni filosofiche/religiose che negano – contro ogni evidenza –  fenomeni biologici accertati.

Negazionista è considerato Peter Duesberg, il biologo americano noto per le sue posizioni che misconoscono la relazione tra virus HIV e AIDS.  Questa teoria fu abbracciata dal presidente sudafricano Thabo Mbeki che – per questo – nel periodo della sua presidenza considerò inutile e addirittura dannosa la cura dell’AIDS con farmaci antiretrovirali  (vedi post ).

Un recente articolo di Monde Diplomatique, South Africa gets to grips with AIDShttp//mondediplo.com/2012/01/15aids ,  ricostruendo la storia dell’AIDS in Sudafrica afferma che le politiche negazioniste di Mbeki  hanno causato  300 mila morti.  Una sorta di negazionismo all’inverso, dove l’olocausto è la conseguenza e non l’origine della negazione.

Le teorie negazioniste sull’AIDS circolano anche in Italia. Ha destato scalpore, e una scia dipolemiche,  la pubblicazione di un articolo di Duesberg e coll. sulla rivista Italian Journal of Anatomy and Embryology (IJAE).  Di tali teorie si è fatto interprete Beppe Grillo in uno spettacolo del 1998, che è tuttora in video-circolazione. “Negare l’AIDS – scrive la LILA nel primo post di questa newsletter –  significa non accettare la necessità della prevenzione e dell’accesso universale alle terapie, e questa, per un uomo politico, che aspira a governare la vita dei cittadini, è un’affermazione molto grave. Che andrebbe smentita”.

Il secondo post, di Luigi Lopalco, tratta un altro aspetto del negazionismo, quello dei movimenti anti-vaccinisti. Essi rappresentano una sparuta minoranza, ma molto vocale. Grazie ad internet e ai social media i loro messaggi rimbalzano e si amplificano attraverso un network abbastanza efficiente. Gli argomenti portati a discredito delle vaccinazioni sono spesso completamente infondati: presenza di mercurio o alluminio nei vaccini antimorbillo, connessioni con effetti collaterali gravi di cui si è ampiamente dimostrata ogni infondatezza, etc. Tali inesattezze scientifiche sono comunque spesso mescolate sapientemente con elementi complottisti e con argomenti di sicuro impatto comunicativo (soprattutto in Italia): governi e politici corrotti, scienziati prezzolati, produttori dei vaccini padroni del campo.

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