All’ennesima ondata di retorica di distrazione di massa sui caccia bombardieri ho sbottato. Ma perché dobbiamo sempre parlare d’altro? Oggi Mario Monti ha fatto delle dichiarazioni molto precise e le ha fatte su un tema che in un anno di governo non aveva messo ancora in agenda: la sanità. Lo ha fatto oggi in occasione di un convegno a Palermo in videoconferenza:

“Abbiamo la consapevolezza di vivere un momento difficile. La crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E’ importante riflettere sulle lezioni impartite dalla crisi. Il campo medico non è un’eccezione. Le proiezioni di crescita economica e quelle di invecchiamento della popolazione mostrano che la sostenibilità futura dei sistemi sanitari – incluso il nostro servizio sanitario nazionale, di cui andiamo fieri e di cui il Ministro Balduzzi, che tanto incisivamente lavora per migliorarlo ulteriormente, è giustamente fiero – potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento e di organizzazione dei servizi e delle prestazioni.

Immediate e pronte le reazioni sconcertate da destra, da sinistra, dalle categorie. Tutti a stracciarsi le vesti per difendere la sanità, pubblica e universalistica. Ma nella sostanza pochi dicono o fanno capire le cose come stanno.

La sanità è la prima voce di bilancio delle regioni. Ad integrazione dei finanziamenti locali arriva ogni anno una quota dal servizio sanitario nazionale. Questa quota verrà tagliata pesantemente e in modo “lineare” da quanto stabilito nella finanziaria Tremonti dell’estate 2011 (quella dello spread, proprio quella lì).

E sapete perché? Perché le Regioni non hanno trovato o (maliziosamente) non hanno voluto trovare un accordo.

Si intuisce infatti che si sia saldata una santa alleanza tra quelle virutose del centro nord, non importa se leghiste, di centro sinistra o di centro destra. L’importante è fare affondare quelle del sud nel loro dissesto. Noi ci teniamo il poco dove qualcosa funziona, o, come dice oggi Zaia, governatore veneto: “Monti pensi piuttosto al buco nero del sud”.

Ma il nodo della questione è un altro: che cos’é un modello innovativo di finanziamento, citato dal ministro Balduzzi nel “comunicato parafrasi” delle parole di Monti e nella successiva smentita del primo ministro stesso?

Il nodo della questione è lì: visto che di ticket non può trattarsi, stiamo parlando della stipula di assicurazioni private? Ci sono le condizioni in un sistema come quello italiano?

Oppure si sta pensando a forme integrative di sanità sul modello delle casse mutua delle categorie?

E come verranno reinvestiti i proventi di questo tipo di modello integrativo?

A tal proposito sulla cassa mutua della categoria a cui appartengo avrei giusto da dire due o tre cose. Mi limito a un paradosso: ho avuto la sfortuna di spaccarmi tre denti qualche mese fa: due sopra e uno sotto. I due sopra me li sono pagati di tasca mia, quello sotto me l’ha passato la cassa mutua. E non ho di certo uno stipendio da redattore ordinario. Però la cassa la pago e pure l’integrazione.

Capite dunque che la retorica dei caccia bombardieri non ci fa capire come stanno veramente le cose?

Ma per molti, anche nella nostra professione questi sono ancora argomenti troppo tecnici. Peccato che riguardano così tanto la vita delle persone.

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