Da alcuni giorni migliaia di medici stanno ricevendo una lettera apparentemente innocua in cui si comunica loro di verificare se i dati che risultano alRegistro Italiano dei Medicisono corretti. Per correggerli o aggiungerne basta rispedire la busta con i dati integrati o corretti.
Ma cosa succede a rispedire la busta?

Questa pratica, già sanzionata lo scorso anno dall’Antitrust, si sta ripetendo ed è illegittima sotto diversi profili:
1) si tratta di una pubblicità ingannevole perché il destinatario della lettera fa difficoltà a capire che si tratta di una “offerta” commerciale;
2) ingannevole è anche l’uso della denominazione Registro Italiano dei Medici e il simbolo affiancato alla scritta, che ricordano quelli dell’ordine dei medici o di qualche ASL;
3) si tratta di una violazione delle regole della privacy in tutti i casi in cui i medici che ricevono questa lettera non abbiano prestato il loro consenso a ricevere pubblicità da questa società.

A proposito, si tratta di una società che ha sede in Portogallo, ma che chiede dirispedire la lettera in Germania.
Che fare?
Fate una segnalazione all’Antitrust e al Garante della Privacy. Si possono fare direttamente in internet in pochi minuti.
Non rispedite la lettera, a meno che non siate interessati a comparire nel “Registro” per la modica cifra di oltre cento euro al mese; se invece lo aveste fatto, vi consigliamo di non pagare e, se avete bisogno di aiuto, di rivolgervi alla Casa del Consumatore.

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