È attesa, negli Stati Uniti, per il primo caucus del Grand Old Party, quello dell’Iowa, dove alcuni outsider potrebbero avere una forte affermazione e sarebbero in grado di contrastare il grande favorito nella corsa per la nomination alle elezioni presidenziali, Mitt Romney

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Questi i brevi profili dei candidati realmente in lizza, di chi potrebbe entrarvi all’ultimo momento, chi pensa già alla rivincita, chi è già uscito dalla corsa e chi potrebbe uscirne presto. E infine chi, oggi indietro nei sondaggi, spera in un miracolo.

– MITT ROMNEY: ”Il predestinato”. Miliardario, moderato, ex Governatore del Massachusetts, ed ex finanziare d’assalto. Il movimento di Occupy Wall Street lo ha definito ”Mister 1%”. Da quando è sceso in campo è sempre stato il ‘favorito”. Abile nei dibattiti, freddo e calcolatore, per mesi uno dopo l’altro, i suoi avversari hanno cercato di raggiungerlo. A volte lo hanno pure superato. Ma solo per qualche settimana. Poi come delle meteore, sono ripiombate nel dimenticatorio. Il suo tallone d’Achille è l’essere mormone ed aver voluto da governatore una riforma sanitaria troppo simile a quella di Obama.

– RON PAUL: ”Lo zio picchiatello”. È il più anziano della partita, deputato texano ultras libertario. In Iowa si trova a pochi punti di distacco da Romney. Paladino dello stato minimo, vorrebbe chiudere molti ministeri e praticamente azzerare la presenza militare Americana all’estero. Liberale sul fronte dei diritti civili, scandalizza la destra conservatrice con le sue aperture su droga e diritti dei gay. Per molti è il ‘crazy uncle’, lo zietto picchiatello dalle idee strambe. Ma in Iowa, comunque vada, andrà bene. Per cui continuerà la sua corsa.

– RICK SANTORUM: ”L’emergente”: Giovane avvocato ultra-cattolico tradizionalista, di origini italiane, ex parlamentare della Pennsylvania. Sinora ai margini del dibattito, in Iowa è dato in fortissima risalita. Dopo l’endorsement dell’ultimo momento da parte di Rupert Mardoch, potrebbe seriamente minacciare la coppia in testa. Padre di sette figli, ha emozionato l’America raccontando la toccante storia della sua ultima figlia, Bella, nata con una gravissima malattia simile alla sindrome di down. In prima fila nella battaglia contro l’aborto e a favore dei diritti umani, secondo la sinistra potrebbe essere lo strumento dei ricchissimi ultramiliardari fratelli Koch.

– NEWT GINGRICH: ”Il politicante”. Ex Speaker negli anni ’90. Vecchia volpe dei salotti vip a Washington, ex alcolizzato e plutridivorziato, ha vissuto alcune settimane di gloria. Poi però la sua storia personale poco digeribile ai conservatori doc lo ha fatto calare nei sondaggi. In pochi credono resti in corsa sino alla fine, bisognerà vedere i suoi prossimi passi nella campagna quando scatterà il meccanismo degli endorsement.

– RICK PERRY: ”Il gaffeur”. Dinamico governatore del Texas, dalla mascella volitiva e la mimica forte, ha avuto un solo exploit, una sola estate. Scendendo in campo ad agosto ha oscurato tutti. Ha scalato i sondaggi, poi dopo una serie incredibile di gaffes in diretta tv, è precipitato nel dimenticatoio. E, sempre in Iowa, langue con cifre da prefisso telefonico. Tanto che in molti pensano che si potrebbe ritirare già dopo il voto del New Hampshire, il 10 gennaio.

– MICHELE BACHMANN: ”La pasionaria del Tea Party’: Amante dei fucili, esponente di spicco delle cosiddette ‘Mamme orse’, ex parlamentare del Minnesota, per mesi è stata l’alter ego di Sarah Palin. Ha anticipato i tempi e scendendo in campo è stata per mesi la candidata dei patrioti anti-tasse. Dopo un exploit estivo (vinse a Ames un voto informale) la sua stella s’è offuscata. A due giorni dal Caucus ha dichiarato candidamente di aspettarsi un intervento divino a suo favore: ”Io conosco Dio, farà il miracolo”. Anche lei è a rischio eliminazione.

– JON HUNTSMAN: ”Il cinese”. Miliardario mormone come Romney, ex governtore dello Utah e soprattutto ex ambasciatore in Cina, nominato da Obama. In Iowa, con consensi ridicoli, ha deciso di passare la mano. Cosi’ si sta buttando anima e corpo in New Hampshire per cercare di rifarsi. Competente, elegante, parla correntemente il mandarino. Ma il talento linguistico potrebbe non bastargli: anche lui potrebbe lasciare presto.

– HERMAN CAIN: ”Il piazzaiolo nero”. Verrà ricordato come il più esilarante candidato di questa tornata elettorale. Piazzò un paio di colpi a effetto, celebre la sua formula fiscale truffaldina delle tre aliquote pari per tutti, il 9/9/9. Senza organizzazione e senza soldi, rimasero celebri le sue gaffe sulla politica estera (Libia?) e le clip in cui cantava senza vergogna. Per un po’ attirò l’attenzione, poi travolto da numerosi scandali sessuali, si ritirò in buon ordine.

tratto da RadioGiornaleRadio

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