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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Obama

Obama per una ricerca in Medicina Open Access

Vorrei segnalarvi un video ( http://www.youtube.com/watch?v=5FoYxzPZDuw) fatto negli Stati Uniti su un’appello con il quale si chiede che i risultati di lavori scientifici finanziati da fondi pubblici siano pubblicati solo con modalità Open Access

(http://www.righttoresearch.org/learn/whyOA/index.shtml)

L’appello è stato lanciato online, vista la grande facilità con la quale grazie ad Internet si riesce a raggiungere un numero elevato di persone.

Se vogliamo promuovere l’innovazione, la ricerca e l’istruzione è fondamentale che l’accesso ai risultati nella Ricerca siano resi pubblici alle figure coinvolte in ambito medico e non solo, quali medici, ricercatori, studenti, professionisti in ambito sanitario, imprenditori, etc.. Estendere l’accesso serve anche a far si che altri progetti di ricerca vengano portati avanti e ad aumentare il ritorno sull’investimento nella ricerca scientifica.

Come potete leggere nel sito, la politica del Public Access Policy of the National Institutes of Health dimostra che tutto ciò può essere fatto senza creare alcun problema o danno nella ricerca scientifica e si esorta il Presidente Obama di agire adesso per attuare politiche di libero accesso a tutte le agenzie federali che finanziano la ricerca scientifica.

Questa petizione riguarda anche e soprattuto i pazienti in quanto sono cittadini di uno stato che li tutela e nel quale cui hanno potere decisionale. L’accesso a informazioni relative ai lavori scientifici è fondamentale per chiunque decida di interessarsi a temi riguardanti la salute, ma anche l’ambiente, energia, etc e voglia condividerlo con la comunità in cui vivono.

Visto che la Ricerca è seguita a livello internazionale e la maggior parte dei progetti sono organizzati negli Stati Uniti, se con questa petizione si ottenessero i risultati voluti questo significherebbe che anche noi in Europa ed in Italia potremo usufruirne.

Vi invito a condividere il video e la petizione nelle vostre sedi locali e con i vostri conoscenti, riflettendo sul valore della Ricerca per noi studenti in Medicina e Chirurgia e all’importanza della condivisione dei lavori scientifici con le modalità OA. La petizione può essere firmata anche da cittadini che non siano residenti negli Stati Uniti.

Qui (https://wwws.whitehouse.gov/petitions#!/petition/require-free-access-over-internet-scientific-journal-articles-arising-taxpayer-funded-research/wDX82FLQ) la petizione e qui trovate ulteriori informazioni su Open Access( http://access2research.org/)

Ivana Di Salvo

NORE – National Officer on Research Exchange 2010-2011

SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina

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Facebook è per vecchi, Obama punta sui “social objects”

Nella campagna per la rielezione, il presidente uscente Obama sfrutta ancora una volta, e se possibile con ancor maggiore competenza, il mondo dei blog e dei social media. Coi “social objects”, divertenti, si punta a raggiungere il pubblico più giovane, mentre facebook ormai è per persone più “mature”.

NEW YORK – “Social objects”. È questo il principale strumento su cui scommette il team elettorale di Obama per coinvolgere i giovani e rivitalizzare il popolo del “Yes we can” rappresentando il presidente in carica come il candidato del popolo, contrapposto all’uomo dell’establishment Mitt Romney. Definiti in marketing come nodi attorno ai quali si sviluppa una conversazione sulle piattaforme digitali, sono per esempio “social objects” il grafico dell’andamento della disoccupazione postato dalla squadra di Obama sul Tumblr blog a inizio maggio, il filmato in cui il presidente spiega i passi in avanti sulle politiche ambientali, pubblicato su Facebook il 22 aprile, e la foto appiccicata su Tumblr il giorno della festa della mamma in cui Obama bambino è nelle braccia della madre Stanley Ann.

Sono “social objects” anche il collage di immagini animate che gioca con il doppio senso della parola “arms” (in inglese “braccia” ma anche “armi”) per prendere in giro i repubblicani alla Rick Santorum fissati con il diritto di possedere pistole, ed è un “social object” pure l’elenco di canzoni a cui i sostenitori del presidente possono contribuire su Spotify.com per creare la colonna sonora della campagna elettorale.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/obama-rielezione-social-media#ixzz1vbSIUdNi


 

It is not a good idea for Greece to leave the euro. But it is time to prepare for its departure (The Economist)

“GREXIT” is an ugly term for what may soon become an even uglier reality: Greece’s departure from the euro zone. As fury in Athens runs up against frustration with Greek recalcitrance in the rest of the European Union, the EU’s most troubled economy could be heading out of the single currency within weeks. If Greek banks suffer a mass run, as depositors withdraw euros for fear they will be forcibly converted into new drachmas, Greece’s fate could be settled even sooner.

The Economist Crisi Grecia Andrea Silenzi

Greece’s ascendant politicians, particularly Alexis Tsipras, leader of the radical left Syriza party, want to repudiate Greece’s rescue deal with its European and IMF creditors. The creditors, particularly Germany, are standing firm, rightly making clear that they will not be blackmailed into repeatedly rewriting bail-outs. If in fresh elections on June 17th the objectors have a majority, as the polls suggest, and if they renege on Greece’s bail-out deal, then the world will cut off the supply of rescue funds. It is hard to see Greece then staying in the euro.

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Elezioni USA: Obama scende in campo con il video “The road we’ve travelled”

Crisi economica, riforma sanitaria (al minuto 7.30), ritiro dall’Iraq, uccisione di Bin Laden, e salvataggio dell’industria dell’auto: mettendo sul tavolo tutti i temi più importanti di questi ultimi 4 anni Obama scende in campo, con questo video, per riaffermare la propria leadership alle prossime elezioni USA.

Grande comunicazione, Leadership carismatica, strategia ancora una volta impeccabile.

Sicuri che, anche questa volta, Obama nonostante tutto riuscirà a fare breccia tra i più giovani, protagonisti di quell’effetto a cascata in termini di campagna elettorale che difficilmente prevedibile a priori.

Cosa sono i caucus dell’Iowa?

I caucus sono un sistema di voto arzigogolato e cervellotico che ricalca quelle dei nativi indiani, usato per eleggere il capo tribù o lo stregone. A vincere non è chi prende più voti ma chi si aggiudica il maggior numero di assemblee (caucus) in cui è suddiviso lo Stato, alcune delle quali possono contare solo 25-30 persone

Negli Stati Uniti, da anni politologi, analisti, fondazioni culturali, movimenti politici e culturali e istituzioni universitarie si battono per abolire i caucus dell’Iowa perché rendono possibili le manipolazioni. Non vince chi ha più voti nel computo complessivo, a livello di contea o di Stato, come avviene nelle primary. E’ invece importante aggiudicarsi ogni singolo caucus, che sono in pratica delle assemblee dove si riuniscono gli elettori. Sparsi nelle 99 contee dell’Iowa ci sono ben 1784 assemblee, alcune contano appena 25-30 elettori (quelle nelle zone agricole), altre quelle nelle città, hanno al massimo 80-90 elettori. Chi vince il maggior numero di queste assemblee si aggiudicherà il caucus dell’Iowa e viaggerà, vento in poppa, verso le vere primary del New Hamshire il prossimo martedì 10 gennaio.

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Al via le primarie repubblicane: ecco i profili dei candidati che vogliono sfidare Obama.

È attesa, negli Stati Uniti, per il primo caucus del Grand Old Party, quello dell’Iowa, dove alcuni outsider potrebbero avere una forte affermazione e sarebbero in grado di contrastare il grande favorito nella corsa per la nomination alle elezioni presidenziali, Mitt Romney

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Questi i brevi profili dei candidati realmente in lizza, di chi potrebbe entrarvi all’ultimo momento, chi pensa già alla rivincita, chi è già uscito dalla corsa e chi potrebbe uscirne presto. E infine chi, oggi indietro nei sondaggi, spera in un miracolo.

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Il mondo che verrà: Cina, Brasile e Messico davanti a USA, UK e Italia

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«L’economia mondiale è nel bel mezzo di una trasformazione radicale», assicura Justin Yifu Lin. Nel 2025, sei Paesi (Cina, India, Messico, Russia, Brasile e Corea del Sud) faranno da soli metà della crescita economica mondiale. Secondo il colosso della consulenza PwC, fra due anni l’economia brasiliana supererà quella inglese; nel 2018 la Cina scavalcherà gli Stati Uniti e nel 2019 il Messico farà altrettanto con l’Italia.

Inoltre, sempre a detta di Lin – che è il capoeconomista della Banca Mondiale – intorno al 2025 il sistema monetario internazionale potrebbe cessare di essere basato solo su una valuta: l’euro e il renminbi potrebbero affiancare il dollaro. Benvenuti nel mondo multipolare.
Le turbolenze degli ultimi anni non hanno rallentato la tendenza, semmai l’hanno accelerata: «Nel 2050 le economie E-7, quelle emergenti, saranno del 64% più grandi di quelle G-7», si legge nel paper The World in 2050 di PriceWaterhouseCoopers. Ovvero più delle originali previsioni, perché dopo la crisi finanziaria del 2008 le economie E-7 hanno fatto meglio delle “grandi”. «E il copione si ripeterà con la crisi in corso», commenta John Hawksworth, capoeconomista di PwC, raggiunto per telefono a Londra. «Anche se prevedere il breve termine è sempre difficile, la tendenza a lungo termine rimane quella».

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