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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Social media e governance: l’esperienza del n.10 di Downing Street @carlofavaretti @Medici_Manager

E’ successo qualche giorno fa che a fianco al mio solito posto al Social Media Council, si sedesse uno degli speaker che erano stati invitati per quella particolare sessione. Si trattava di Nick Jones, Head of Digital Communication per il n.10 di Downing Street la sede dell’ufficio del primo ministro David Cameron. Prendendo spunto dal suo intervento ho colto anche l’occasione per farci una breve chiacchierata, poi continuata via email, su come vengano utilizzati i Social per promuovere l’immagine del primo ministro. Nick ha avuto modo di spiegarmi come ad oggi i Social siano diventati un canale di comunicazione imprescindibile per l’ufficio di Cameron: “Forniscono – spiega – un efficiente e poco costoso canale diretto per comunicare i messaggi chiave del governo. In più, i contenuti digitali trasmessi attraverso questi canali, vengono spesso ripresa da altri media. Ad esempio Sky News che mostra uno screen shot del primo incontro del nuovo gabinetto avvenuto di recente e che abbiamo twittato dal nostro account”

Il Primo Ministro è presente sui principali social network, secondo una precisa strategia: “La presenza del “Number 10” si distribuisce su piu di 10 canali. @number10gov, l’account ufficiale, ha 2.14m follower e, insieme a Facebook e Linkedin, sono i canali social principali. Oltre a questi, Flickr e Youtube sono una risorsa importante per distribuire contenuti attraverso gli altri canali social. Al “Number 10” stiamo inoltre utilizzando in via sperimentale anche Pinterest, Foursquare, Storify e Tripline.” conclude Jones.

Proprio nel momento in cui scrivo, infatti, dall’account del Primo Ministro twittano riguardo alla visita ufficiale d a Roma con tanto di foto postata su Flickr, di cui, probabilmente, non sarei venuto a sapere altrimenti.
Insomma, si ha la sensazione di parlare con una persona estremamente preparata e all’avanguardia, definito un “Twitter addict” ed una delle 100 persone che, all’ombra dei riflettori, fanno girare questo paese. Una cosa sulla quale Nick mi ha chiesto di essere molto chiaro è che il suo team non gestisce l’account personale di Cameron @david_cameron, recentemente apparso su Twitter e che durante il primo giorno è stato seguito da oltre 50.000 utenti costringendo i bookmaker a ripagare gli scommettitori che non escludevano la possibilità di un successo cosi immediato, ma si occupa di curare l’immagine dell’istituzione sui Social. Il prossimo passo da fare, dice Nick, è quello di far crescere la piattaforma di quello che lui definisce “m-government”, dove la m sta per mobile.
Forte del successo del reclutamento di nuove forze per l’esercito, il piano del governo è quello di investire di più su tutto quello che riguarda le piattaforme mobili, Smartphone e Tablet perché in grado di raggiungere nuovi audience e di comunicare in maniera più “intima” con i cittadini…e per fortuna che questi sono i conservatori. Ma non è tutto oro quello che è online.

Ad esempio, il predecessore di Nick, Rishi Saha, è oggi il responsabile EMEA di una delle più grande agenzie di PR al mondo, alimentando le voci che vorrebbero il governo di Cameron troppo immischiato con i poteri forti. Numerose critiche, inoltre, hanno investito l’ufficio del Primo ministro per aver investito troppe risorse per curare la propria immagine, in particolare Rory Cellan Jones punta il dito contro la campagna Facebook costata quasi £100.000 per la “Great Campaign” soprattutto alla luce della scoperta dei falsi follower fatta dalla BBC stessa. Di sicuro c’è che nel 2012 non si dovrebbe aver paura di osare, di sembrare troppo al passo coi tempi, anche se questo significa esporsi a critiche feroci.

La lezione inglese ci insegna che i Social Media sono una soluzione ideale anche in ottica di creazione del consenso intorno alle istituzioni. I nostri politici invece si presentano sempre più impreparati a questa sfida collezionando figuracce a bizzeffe portandosi addosso quell’alone del “fatto in casa”. Non a caso l’età media dei nostri ultimi due primi ministri è di 72 anni mentre quella UK e’ 52.

Marcello Mari
Responsabile per l’Italia di GlobalWebIndex, vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, autore di un testo sulla Storia e le Istituzioni della Turchia, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per Techeconomy scrive “London Notes”.

da Techeconomy.it

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Facebook è per vecchi, Obama punta sui “social objects”

Nella campagna per la rielezione, il presidente uscente Obama sfrutta ancora una volta, e se possibile con ancor maggiore competenza, il mondo dei blog e dei social media. Coi “social objects”, divertenti, si punta a raggiungere il pubblico più giovane, mentre facebook ormai è per persone più “mature”.

NEW YORK – “Social objects”. È questo il principale strumento su cui scommette il team elettorale di Obama per coinvolgere i giovani e rivitalizzare il popolo del “Yes we can” rappresentando il presidente in carica come il candidato del popolo, contrapposto all’uomo dell’establishment Mitt Romney. Definiti in marketing come nodi attorno ai quali si sviluppa una conversazione sulle piattaforme digitali, sono per esempio “social objects” il grafico dell’andamento della disoccupazione postato dalla squadra di Obama sul Tumblr blog a inizio maggio, il filmato in cui il presidente spiega i passi in avanti sulle politiche ambientali, pubblicato su Facebook il 22 aprile, e la foto appiccicata su Tumblr il giorno della festa della mamma in cui Obama bambino è nelle braccia della madre Stanley Ann.

Sono “social objects” anche il collage di immagini animate che gioca con il doppio senso della parola “arms” (in inglese “braccia” ma anche “armi”) per prendere in giro i repubblicani alla Rick Santorum fissati con il diritto di possedere pistole, ed è un “social object” pure l’elenco di canzoni a cui i sostenitori del presidente possono contribuire su Spotify.com per creare la colonna sonora della campagna elettorale.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/obama-rielezione-social-media#ixzz1vbSIUdNi


 

Antibiotici su Facebook e Twitter: campagna AIFA per usarli con cautela

L’Italia tra i Paesi Ue a più alto tasso di antibiotico-resistenza. Il rischio, oltre alle reazioni avverse, è di non avere in futuro più armi per curare anche molte patologie oggi ritenute minori. Per questo l’Aifa lancia una nuova campagna per sensibilizzare sull’uso appropriato degli antibiotici.

09 MAG – Il consumo inappropriato ed eccessivo di antibiotici e il conseguente sviluppo dell’antibiotico-resistenza in Italia e in tutti i Paesi Europei costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini, poiché espone al rischio di non poter disporre più, in un futuro ormai prossimo, di alcuna possibilità di cura per le infezioni. Ciò significa che anche patologie oggi ritenute minori, come ad esempio il “giradito”, potrebbero divenire temibili.
Tra le principali cause di prescrizione di un antibiotico vi sono, peraltro, le infezioni delle prime vie aree frequentemente sostenute da virus su cui l’antibiotico non ha efficacia. Inoltre, usare gli antibiotici quando non servono espone inutilmente al rischio di reazioni avverse.

Per questo, in linea con quanto attuato da altre istituzioni internazionali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Ecdc (il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), l’Agenzia Italiana del Farmaco, con il patrocinio del Ministero della Salute, ha rilanciato la campagna di comunicazione sul corretto uso degli antibiotici, dal titolo “Antibiotici? Usali solo quando necessario”.

La campagna di sensibilizzazione, che si concentrerà sui canali web e sui social network (Facebook e Twitter), intende informare i cittadini sull’importanza di:

– ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità;
– non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro suo consiglio;
– non assumere antibiotici per curare infezioni virali.

Leggi tutto su QuotidianoSanità

Google+, Facebook e Twitter a confronto (di Stefano Epifani)

Google+ è il tema del momento per chi si occupa di Social Network. In questi giorni sono rimbalzate in rete pagine e pagine di commenti, impressioni, critiche, descrizioni della piattaforma social di Google. Riuscirà a sbaragliare Facebook? Metterà alle strette Twitter? Quanto impiegherà a sviluppare un processo di integrazione con le altre applicazioni targate Google come la mail, il feedreader, la suite di office automation? E’ presto per dirlo. Sarà necessario, per dare risposte sensate, verificare come risponderà il grande pubblico.

Stefano Epifani ha ritenuto utile riassumere – le principali differenze e le più importanti analogie tra Google+, Twitter e Facebook in una semplice infografica che riporto qui di seguito:

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