E’ successo qualche giorno fa che a fianco al mio solito posto al Social Media Council, si sedesse uno degli speaker che erano stati invitati per quella particolare sessione. Si trattava di Nick Jones, Head of Digital Communication per il n.10 di Downing Street la sede dell’ufficio del primo ministro David Cameron. Prendendo spunto dal suo intervento ho colto anche l’occasione per farci una breve chiacchierata, poi continuata via email, su come vengano utilizzati i Social per promuovere l’immagine del primo ministro. Nick ha avuto modo di spiegarmi come ad oggi i Social siano diventati un canale di comunicazione imprescindibile per l’ufficio di Cameron: “Forniscono – spiega – un efficiente e poco costoso canale diretto per comunicare i messaggi chiave del governo. In più, i contenuti digitali trasmessi attraverso questi canali, vengono spesso ripresa da altri media. Ad esempio Sky News che mostra uno screen shot del primo incontro del nuovo gabinetto avvenuto di recente e che abbiamo twittato dal nostro account”

Il Primo Ministro è presente sui principali social network, secondo una precisa strategia: “La presenza del “Number 10” si distribuisce su piu di 10 canali. @number10gov, l’account ufficiale, ha 2.14m follower e, insieme a Facebook e Linkedin, sono i canali social principali. Oltre a questi, Flickr e Youtube sono una risorsa importante per distribuire contenuti attraverso gli altri canali social. Al “Number 10” stiamo inoltre utilizzando in via sperimentale anche Pinterest, Foursquare, Storify e Tripline.” conclude Jones.

Proprio nel momento in cui scrivo, infatti, dall’account del Primo Ministro twittano riguardo alla visita ufficiale d a Roma con tanto di foto postata su Flickr, di cui, probabilmente, non sarei venuto a sapere altrimenti.
Insomma, si ha la sensazione di parlare con una persona estremamente preparata e all’avanguardia, definito un “Twitter addict” ed una delle 100 persone che, all’ombra dei riflettori, fanno girare questo paese. Una cosa sulla quale Nick mi ha chiesto di essere molto chiaro è che il suo team non gestisce l’account personale di Cameron @david_cameron, recentemente apparso su Twitter e che durante il primo giorno è stato seguito da oltre 50.000 utenti costringendo i bookmaker a ripagare gli scommettitori che non escludevano la possibilità di un successo cosi immediato, ma si occupa di curare l’immagine dell’istituzione sui Social. Il prossimo passo da fare, dice Nick, è quello di far crescere la piattaforma di quello che lui definisce “m-government”, dove la m sta per mobile.
Forte del successo del reclutamento di nuove forze per l’esercito, il piano del governo è quello di investire di più su tutto quello che riguarda le piattaforme mobili, Smartphone e Tablet perché in grado di raggiungere nuovi audience e di comunicare in maniera più “intima” con i cittadini…e per fortuna che questi sono i conservatori. Ma non è tutto oro quello che è online.

Ad esempio, il predecessore di Nick, Rishi Saha, è oggi il responsabile EMEA di una delle più grande agenzie di PR al mondo, alimentando le voci che vorrebbero il governo di Cameron troppo immischiato con i poteri forti. Numerose critiche, inoltre, hanno investito l’ufficio del Primo ministro per aver investito troppe risorse per curare la propria immagine, in particolare Rory Cellan Jones punta il dito contro la campagna Facebook costata quasi £100.000 per la “Great Campaign” soprattutto alla luce della scoperta dei falsi follower fatta dalla BBC stessa. Di sicuro c’è che nel 2012 non si dovrebbe aver paura di osare, di sembrare troppo al passo coi tempi, anche se questo significa esporsi a critiche feroci.

La lezione inglese ci insegna che i Social Media sono una soluzione ideale anche in ottica di creazione del consenso intorno alle istituzioni. I nostri politici invece si presentano sempre più impreparati a questa sfida collezionando figuracce a bizzeffe portandosi addosso quell’alone del “fatto in casa”. Non a caso l’età media dei nostri ultimi due primi ministri è di 72 anni mentre quella UK e’ 52.

Marcello Mari
Responsabile per l’Italia di GlobalWebIndex, vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, autore di un testo sulla Storia e le Istituzioni della Turchia, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per Techeconomy scrive “London Notes”.

da Techeconomy.it

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