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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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USA

Docenti e studenti di medicina: nuove regole negli USA per rapporti trasparenti

Nuove linee guida per la trasparenza dei rapporti finanziari tra industria e università e per nuovi modelli di professionalità nell’insegnamento della medicina. Ecco il titolo di un articolo scritto da Anand Reddi, giovane ricercatore dell’University of Colorado School of Medicine, su Jama Pediatrics. «Nel maggio 2011 studenti e docenti della Scuola medica dell’’Università del Colorado (Ucsom) hanno proposto una politica di divulgazione dei conflitti di interessi dei docenti durante le attività di formazione degli studenti. Dopo un anno di dialogo con i docenti, il Senato accademico ha approvato la mozione all’unanimità» spiega Reddi, già vincitore del Thomas Jefferson Award, una delle più alte onorificenze dell’Università del Colorado. In medicina accademica, un principio emergente di professionalità è la gestione trasparente dei rapporti finanziari tra docenti e industria, una collaborazione di vitale importanza per la scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci e dispositivi. Allo stesso tempo, tuttavia, il legame tra industria e accademia non è privo di rischi, data l’associazione significativa tra sponsorizzazione finanziaria e conclusioni pro-industria di medici e scienziati. 

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«La maggior parte delle scuole mediche statunitensi chiedono ai docenti di comunicare i conflitti di interessi prima della pubblicazione di articoli scientifici, ma non ne richiedono la divulgazione agli studenti di medicina durante lezioni, seminari o altri contesti educativi. Così nel giugno 2011 Reddi ha proposto, a nome degli studenti dell’American Medical Association (Ama), una risoluzione che invitava il Comitato di collegamento sull’educazione medica (Lcme) ad adottare nuove normative per incoraggiare i docenti delle scuole mediche nazionali a rivelare i conflitti di interessi durante la formazione medica. «L’assemblea dei delegati dell’Ama ha adottato la risoluzione, trasmettendola per renderla operativa al Lcme, autorità di accreditamento per tutte le scuole mediche statunitensi, nonché punto focale per la creazione di linee guida nazionali per la formazione medica» continua il giovane ricercatore. Il prossimo passo? Per ottenere l’attuazione della risoluzione l’Ama sta lavorando con l’Associazione delle università americane, e ha già trasmesso le nuove regole a ogni scuola di medicina, a ciascun amministratore dei programmi di formazione medica e a tutti gli ospedali universitari degli Stati Uniti.

JAMA PEDIATR. PUBLISHED ONLINE SEPTEMBER 30, 2013.

Quanto guadagnano i medici nei diversi Paesi del mondo? dal @nytimes [@giovanimedici]

In response to Uwe Reinhardt’s recent post on “rationing” doctors’ salaries, a number of readers wrote in asking about physician compensation in other countries. Doing a direct comparison of remuneration across different countries is tricky because the same salary may allow for different standards of living in different places. But here are two possible ways to think about these comparisons, taken from a 2007 Congressional Research Service report entitled “U.S. Health Care Spending: Comparison with Other OECD Countries.”

GPpay

Source: Congressional Research Service analysis; see notes in table below

One way to compare cross-country data is to adjust the salaries for purchasing-power parity — that is, adjusting the numbers so that $1,000 of salary buys the same amount of goods and services in every country, providing a general sense of a physician’s standard of living in each nation. These numbers are in the second, fourth and sixth columns of the chart below. They show that American general practitioners and nurses earn more than their counterparts in other developed countries, and American specialists are close to the top of the pack.

DESCRIPTION
Source: Congressional Research Service (CRS) analysis of Remuneration of Health Professions, OECD Health Data 2006 (October 2006), available at [http://www.ecosante.fr/OCDEENG/70.html].

Sorted by specialists’ compensation. Amounts are adjusted using U.S. dollar purchasing power parities. Amounts from previous years are trended up to 2004 dollars using the annualized Bureau of Labor Statistics Employment Cost Index for wages and salaries of health services workers in private industry. It is not known whether wage growth in health professions in other countries was similar to that in the United States. Amounts are from previous years for 10 countries: data for Australia, Canada, Denmark (for specialists and nurses), Finland (for nurses), and the Netherlands are from 2003; data for Belgium (for specialists), Denmark (for general practitioners), New Zealand (for nurses), and Sweden are from 2002; data for Switzerland and the United States (for specialists and general practitioners) are from 2001; and data for Belgium (for general practitioners) and the United States (for nurses) are from 2000. Ratios of salaries to GDP per capita reflect the year the data was collected and are not adjusted for inflation. For countries that have both self-employed and salaried professionals in a given field, the amount presented here is the higher of the two salaries. Four countries have both salaried and self-employed specialists: the Czech Republic (where compensation is $29,484 for salaried and $34,852 for self-employed specialists), Greece ($67,119 and $64,782), the Netherlands ($130,911 and $252,727), and the United States ($170,300 and $229,500). One country has both salaried and self-employed general practitioners: in the United States, salaried general practitioners earn $134,600, compared with $154,200 if self-employed. All nurses are salaried among this data.

Another way is look at how a doctor’s salary compares to the average national income in that doctor’s country — that is, gross domestic product per capita. These numbers are in the third column, fifth and seventh columns of the chart.

As a country’s wealth rises, so should doctors’ pay. But even accounting for this trend, the United States pays doctors more than its wealth would predict:

DESCRIPTION
Source: Congressional Research Service (CRS) analysis of Remuneration of Health Professions, OECD Health Data 2006 (October 2006), available at [http://www.ecosante.fr/OCDEENG/70.html].

According to this model, the 2007 report says, “The U.S. position above the trendline indicates that specialists are paid approximately $50,000 more than would be predicted by the high U.S. GDP. General practitioners are paid roughly $30,000 more than the U.S. GDP would predict, and nurses are paid $8,000 more.”

But it’s important to keep in mind, the report notes, that health care professionals in other O.E.C.D. countries pay much less (if anything) for their medical educations than do their American counterparts. In other words, doctors and nurses in the rest of the industrialized world start their medical careers with much less student loan debt compared to medical graduates in the United States.

For more data on health spending in O.E.C.D. countries, go here. For a recent American-only survey on the pay of physicians with various specialties, go here.

Read more on The NYT

Facebook è per vecchi, Obama punta sui “social objects”

Nella campagna per la rielezione, il presidente uscente Obama sfrutta ancora una volta, e se possibile con ancor maggiore competenza, il mondo dei blog e dei social media. Coi “social objects”, divertenti, si punta a raggiungere il pubblico più giovane, mentre facebook ormai è per persone più “mature”.

NEW YORK – “Social objects”. È questo il principale strumento su cui scommette il team elettorale di Obama per coinvolgere i giovani e rivitalizzare il popolo del “Yes we can” rappresentando il presidente in carica come il candidato del popolo, contrapposto all’uomo dell’establishment Mitt Romney. Definiti in marketing come nodi attorno ai quali si sviluppa una conversazione sulle piattaforme digitali, sono per esempio “social objects” il grafico dell’andamento della disoccupazione postato dalla squadra di Obama sul Tumblr blog a inizio maggio, il filmato in cui il presidente spiega i passi in avanti sulle politiche ambientali, pubblicato su Facebook il 22 aprile, e la foto appiccicata su Tumblr il giorno della festa della mamma in cui Obama bambino è nelle braccia della madre Stanley Ann.

Sono “social objects” anche il collage di immagini animate che gioca con il doppio senso della parola “arms” (in inglese “braccia” ma anche “armi”) per prendere in giro i repubblicani alla Rick Santorum fissati con il diritto di possedere pistole, ed è un “social object” pure l’elenco di canzoni a cui i sostenitori del presidente possono contribuire su Spotify.com per creare la colonna sonora della campagna elettorale.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/obama-rielezione-social-media#ixzz1vbSIUdNi


 

Elezioni USA: Obama scende in campo con il video “The road we’ve travelled”

Crisi economica, riforma sanitaria (al minuto 7.30), ritiro dall’Iraq, uccisione di Bin Laden, e salvataggio dell’industria dell’auto: mettendo sul tavolo tutti i temi più importanti di questi ultimi 4 anni Obama scende in campo, con questo video, per riaffermare la propria leadership alle prossime elezioni USA.

Grande comunicazione, Leadership carismatica, strategia ancora una volta impeccabile.

Sicuri che, anche questa volta, Obama nonostante tutto riuscirà a fare breccia tra i più giovani, protagonisti di quell’effetto a cascata in termini di campagna elettorale che difficilmente prevedibile a priori.

La crisi manda sul lastrico anche i Medici americani…

NEW YORK (CNNMoney) —Doctors in America are harboring an embarrassing secret: Many of them are going broke. This quiet reality, which is spreading nationwide, is claiming a wide range of casualties, including family physicians, cardiologists and oncologists.

Industry watchers say the trend is worrisome. Half of all doctors in the nation operate a private practice. So if a cash crunch forces the death of an independent practice, it robs a community of a vital health care resource.
“A lot of independent practices are starting to see serious financial issues,” said Marc Lion, CEO of Lion & Company CPAs, LLC, which advises independent doctor practices about their finances.
Doctors list shrinking insurance reimbursements, changing regulations, rising business and drug costs among the factors preventing them from keeping their practices afloat. But some experts counter that doctors’ lack of business acumen is also to blame.
Loans to make payroll: Dr. William Pentz, 47, a cardiologist with a Philadelphia private practice, and his partners had to tap into their personal assets to make payroll for employees last year. “And we still barely made payroll last paycheck,” he said. “Many of us are also skimping on our own pay.”
Pentz said recent steep 35% to 40% cuts in Medicare reimbursements for key cardiovascular services, such as stress tests and echocardiograms, have taken a substantial toll on revenue. “Our total revenue was down about 9% last year compared to 2010,” he said.

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Il mondo che verrà: Cina, Brasile e Messico davanti a USA, UK e Italia

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«L’economia mondiale è nel bel mezzo di una trasformazione radicale», assicura Justin Yifu Lin. Nel 2025, sei Paesi (Cina, India, Messico, Russia, Brasile e Corea del Sud) faranno da soli metà della crescita economica mondiale. Secondo il colosso della consulenza PwC, fra due anni l’economia brasiliana supererà quella inglese; nel 2018 la Cina scavalcherà gli Stati Uniti e nel 2019 il Messico farà altrettanto con l’Italia.

Inoltre, sempre a detta di Lin – che è il capoeconomista della Banca Mondiale – intorno al 2025 il sistema monetario internazionale potrebbe cessare di essere basato solo su una valuta: l’euro e il renminbi potrebbero affiancare il dollaro. Benvenuti nel mondo multipolare.
Le turbolenze degli ultimi anni non hanno rallentato la tendenza, semmai l’hanno accelerata: «Nel 2050 le economie E-7, quelle emergenti, saranno del 64% più grandi di quelle G-7», si legge nel paper The World in 2050 di PriceWaterhouseCoopers. Ovvero più delle originali previsioni, perché dopo la crisi finanziaria del 2008 le economie E-7 hanno fatto meglio delle “grandi”. «E il copione si ripeterà con la crisi in corso», commenta John Hawksworth, capoeconomista di PwC, raggiunto per telefono a Londra. «Anche se prevedere il breve termine è sempre difficile, la tendenza a lungo termine rimane quella».

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Riforma Obama: corte boccia parte della riforma sanitaria

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“Incostituzionale l’obbligo di assicurazione” Accolto il ricorso di 26 stati. Sotto accusa uno dei pilastri del testo voluto da Obama. L’ultima parola alla Corte Suprema

WASHINGTON – La corte di Appello di Atlanta ha stabilito che la riforma della sanità 1voluta dal presidente Barack Obama è incostituzionale. Per la Corte, che ha ccolto il ricorso di 26 stati, il Congresso nell’approvare la legge ha esercitato un eccesso di autorità, chiedendo agli americani di acquistare una copertura assicurativa senza la quale si rischia di incorrere in sanzioni. L’ultima parola spetta ora alla Corte Suprema, con l’amministrazione Obama che é determinata a difendere la costituzionalità della riforma.

da La Repubblica
http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/12/news/corte_suprema_sanit-20376566/?ref=HREC1-2

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