La diaspora dei Medici dal proprio Paese di origine danneggia la base stessa di un Sistema Sanitario (estratto da articolo di Guglielmo Riva)

La migrazione dei medici dai Paesi africani verso Australia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito produce una perdita economica per i Paesi di origine e un risparmio considerevole per i Paesi che reclutano e impiegano i migranti.

Uno studio multipaese[1] ha esaminato gli aspetti finanziari dell’emigrazione dei medici da 9 Paesi dell’Africa sub-sahariana calcolando il costo della formazione dei medici, il mancato ritorno dell’investimento in formazione nei Paesi di origine, il vantaggio economico dei Paesi che impiegano i medici migranti.

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[…] In questo contesto la regolamentazione dei flussi migratori del personale sanitario ha acquisito nuova urgenza e priorità. Il negoziato in sede OMS su un Codice Globale di Condotta sul Reclutamento Internazionale del Personale Sanitario è stato approvato alla 63° Assemblea Mondiale della Sanità[7] (2010) a seguito un negoziato durato 6 anni. Come riferito nel preambolo, la Dichiarazione di Kampala al Primo Forum Globale sulle Risorse Umane in Sanità (marzo 2008) e i comunicati G8 del 2008 e 2009 hanno incoraggiato l’OMS ad accelerare la sviluppo e l’adozione del Codice.

da SaluteInternazionale.info

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