La migrazione dei medici dai Paesi africani verso Australia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito produce una perdita economica per i Paesi di origine e un risparmio considerevole per i Paesi che reclutano e impiegano i migranti.

Uno studio multipaese[1] ha esaminato gli aspetti finanziari dell’emigrazione dei medici da 9 Paesi dell’Africa sub-sahariana calcolando il costo della formazione dei medici, il mancato ritorno dell’investimento in formazione nei Paesi di origine, il vantaggio economico dei Paesi che impiegano i medici migranti.

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[…] In questo contesto la regolamentazione dei flussi migratori del personale sanitario ha acquisito nuova urgenza e priorità. Il negoziato in sede OMS su un Codice Globale di Condotta sul Reclutamento Internazionale del Personale Sanitario è stato approvato alla 63° Assemblea Mondiale della Sanità[7] (2010) a seguito un negoziato durato 6 anni. Come riferito nel preambolo, la Dichiarazione di Kampala al Primo Forum Globale sulle Risorse Umane in Sanità (marzo 2008) e i comunicati G8 del 2008 e 2009 hanno incoraggiato l’OMS ad accelerare la sviluppo e l’adozione del Codice.

da SaluteInternazionale.info

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