Il Tar ha ritenuto infondato il ricorso [presentato dal Codacons contro il concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione 2013/2014], specificando che l’inversione delle domande era avvenuta sì ma aveva «comunque riguardato quesiti afferenti alla Scienza medica e non ad altra materia e che non esistono prove di «disparità di trattamento, eccesso di potere, difetto di imparzialità, pubblicità e trasparenza, arbitrarietà e irragionevolezza nel ricalcolo dei punteggi dei candidati, disparità di trattamento e ingiustizia manifesta».Secondo i giudici amministrativi, «a fronte di un minor danno – la neutralizzazione di due domande su trenta per ciascuna delle due Aree Medica e dei Servizi clinici – si è potuto evitare l’annullamento totale della procedura a discapito di quanti avessero raggiunto posizioni atte a far loro conseguire l’iscrizione ad una Scuola di Specializzazione a prescindere dalle due domande errate».

La prova è valida a tutti gli effetti, quindi.

Leggi articolo completo qui 

Annunci