Presto i pagamenti online delle prestazioni sanitarie

Le aziende sanitarie si dovranno attrezzare nel giro di 6 mesi per consentire ai cittadini di pagare on line le prestazioni sanitarie (i ticket in particolare), ma anche per abbandonare la carta inviando, ai pazienti che lo desiderano, i referti e i risultati degli esami via web.

Questo il risultato del cosiddetto “decreto sviluppo”, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n.110, il decreto legge del 13 maggio 2011, n. 70 «Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia». Dall’entrata in vigore di quest’ultimo decreto le Asl avranno a disposizione 90 giorni per mettersi in regola.

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Parte la discussione del Ddl «omnibus» del Ministro della Salute Fazio

Parte mercoledì 18 maggio il dibattito in sede referente alla commissione Affari Sociali della Camera sul Ddl «Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria» che ha anche incassato il via libera delle Regioni a novembre 2010 e che è stato definito dallo stesso ministro necessario per «adottare ulteriori e più significative misure per garantire in vari settori quali la ricerca sanitaria, la sicurezza delle cure, le professioni sanitarie, la sanità elettronica, una maggiore funzionalità del Ssn e delle prestazioni erogate per dare risposte sempre più appropriate e qualificate alle necessità dei cittadini».

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Malattie croniche, come cambia il ruolo del medico: cure cucite sul paziente. Dagli internisti il decalogo per l’ospedale modello. La medicina interna piace sempre più ai giovani!

Sono 12 milioni gli italiani, pari al 20% della popolazione, che convivono con almeno due malattie croniche. Una condizione tipica soprattutto degli over 55enni, ben 9,5 milioni, e delle donne (sono il 56% degli over 55 in queste condizioni). A rilevare il fenomeno è la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (Fadoi), riunita a Firenze per il suo congresso nazionale. La presenza di più patologie croniche (co-morbilità o multi-morbilità) diviene più frequente man mano che avanza l’età: 7 anziani su 10 con più di 75 anni sono affetti infatti da almeno due malattie, anche se la pluripatologia non risparmia nemmeno i più giovani.

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Lo tsunami delle malattie cardiovascolari

Mentre la letteratura internazionale paragona la diffusione globale delle malattie cardiovascolari a uno tsunami, per il Ministero della salute in Italia il mare è piatto e senza vento.

Leggiamo l’incipit del capitolo “Malattie cardiovascolari” del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 predisposto dal Ministero della Salute…

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Health care reform in an ageing euopean society

The “Health care reform in an ageing euopean society” report discusses health care and long-term care in Europe, focusing particularly on the Dutch approach to these issues. The Dutch situation offers an example of a successful reform of curative health care. However, until recently there was a standstill on long-term care policy. In view of the fact that the European population is ageing, reforms to policy concerning long-term care are needed and must be  pursued.

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Cos’è e a cosa serve un Think Tank

Primo: cosa sono i think tank. Secondo: a cosa servono e cosa fanno. Terzo: che differenze esistono tra quelli americani e i loro cugini europei. Sono le domande più comuni a proposito dei think tank. La premessa è l’enorme interesse che essi suscitano oggi in Italia, dopo che si è assistito alla proliferazione di centri di ricerca e fondazioni di cultura politica nel panorama nazionale ed europeo.

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Tumori: cure troppo diverse tra Regioni – Rapporto FAVO 2011

Le cure non sono uguali per tutti in Italia. Un’impietosa verità che diventa ancora piùdolorosa per malattiemicidiali come i tumori. E così, nonostante diversi passi in avanti – dalla recente approvazione del piano oncologico all’immediata disponibilità, almeno sulla carta, dei farmaci antitumorali innovativi – le cure restano inaccessibili per tanti italiani malati oncologici. Dai posti letto alla radioterapia fino ai medicinali: troppe restano le diseguaglianze in Italia. Tanto che molti fanno le valigie e vanno al Nord per curasi e molti altri sarebbero pronti a partire nel caso si ammalassero, magari andando anche oltre frontiera.

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Milano, team di medici su Facebook raccoglie SOS teenager

Raccoglieranno attraverso Facebook gli Sos di teenager in difficolta’, perche’ e’ nel mondo virtuale dei social network che gli under 20 di oggi si muovono con dimestichezza. Un team di camici bianchi si fa largo nella dimensione parallela creata da Mark Elliott Zuckerberg e apre un servizio di consulenza online. E’ il progetto lanciato oggi a Milano dall’ospedale Fatebenefratelli e dall’associazione Itaca onlus. Punto di partenza una pagina Facebook intitolata a Zheng He, coraggioso navigatore cinese che, nel XV secolo, prima di Colombo e di Magellano, percorse per 7 volte in lungo e in largo l’Oceano Indiano, guidando 317 navi con 27 mila uomini tra Asia e Africa. Un personaggio simbolo di orientamento, carisma, coraggio. Un navigatore, come navigatori sono i giovani internauti abituali frequentatori del web. Secondo gli ultimi dati Istat, i giovani tra i 15 e i 19 anni, rispetto agli adulti, navigano privilegiando chat, newsgroup, forum (quasi il 50%), leggendo blog (oltre il 45%) e creandone in prima persona (piu’ del 23%). Facebook, in particolare, e’ il punto di ritrovo globale: il 93% dei giovani under 20 lo usa. Lo scopo del servizio, spiegano i promotori, e’ quello di “offrire uno spazio virtuale di conversazione in tempo reale (via chat) e differito (via e-mail) che avvicini gli adolescenti alla richiesta di aiuto psicologico attraverso uno strumento che elimina la vergogna, abbatte l’istituzionalita’ del consulto, e’ gratuito, facile e accessibile da qualunque luogo”.

Milano, 11 mag. – (Adnkronos/Adnkronos Salute) –

Accesso a medicina: no al numero chiuso, si al numero programmato!

<<Non è l’abolizione del numero chiuso la soluzione alla carenza di medici in Italia, prospettata dalla FNOMCeO sulla base dei dati sui trend demografici della professione medica. Le ragioni di tale fenomeno sono riconducibili ad una non ottimale programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, unitamente all’attesa media di occupazione pari a 15-16 anni (non includendo i limiti alle assunzioni imposti dai Piani di rientro) per uno studente italiano che si iscrive al primo anno di Medicina>>. Lo afferma il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), intervenendo sul dibattito scaturito a seguito della diffida a “far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni”, con particolare riferimento all’accesso alle Facoltà mediche, che il Codacons ha indirizzato al Ministero dell’Istruzione, università e ricerca. Sbagliato parlare di numero chiuso, fino ad ora funzione delle potenzialità formative delle Università; meglio parlare di numero programmato, costruito a seconda delle esigenze di salute espresse dalla popolazione.

<<Quello medico è l’unico ambito in cui il diritto allo studio trova un limite naturale nel diritto alla salute dei cittadini>>. Lo dimostra l’esperienza del fenomeno della Pletora medica, conseguente all’accesso incontrollato alle Facoltà Mediche, registratosi tra gli anni ’80 e ’90: il sovradimensionamento del contingente di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali, sia per la non sempre qualitativamente ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, ha creato una generazione di medici che hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l’impegnativo percorso della medicina; tutto ciò a discapito della qualità delle prestazioni erogate e quindi della salute dei cittadini. La programmazione quali-quantitativa delle professionalità mediche deve essere funzione del bisogno di salute espresso dalla popolazione e non delle potenzialità formative delle Università. A riguardo il S.I.G.M. propone l’istituzione di Osservatori Regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici perché . Al pari, si dovrebbe procedere al generale riordino del sistema formativo-professionalizzante del medico, dal corso di laurea in medicina al post-lauream, allineando al contesto UE i tempi medi di ingresso dei medici italiani nel mondo del lavoro. Ciò anche al fine di contenere il trend in ascesa di giovani medici italiani che emigrano all’estero non soltanto per completare la propria formazione ma, sempre più, per trovare lavoro alla luce dalle maggiori possibilità in termini tanto di progressione di carriera quanto di arricchimento professionale, sociale ed umano. Infatti, oltre ad una retribuzione sensibilmente più elevata rispetto a quelle offerte in Italia, all’estero si ha la possibilità di avere un contratto “permanent” (a tempo indeterminato) nel giro un anno o due al massimo. Un medico Italiano è in genere assunto dal SSN ad un’età in cui un medico inglese diventa “consultant”, ovvero cessa il rapporto come dipendente, per diventare una forma di consulente e libero professionista. Il SIGM propone di anticipare nel contesto del corso di laurea in medicina e chirurgia il tirocinio professionalizzante dell’esame di stato (laurea professionalizzante) e rendere abilitante alla professione il concorso di accesso alla specializzazione(parimenti al concorso annuale per l’accesso al corso specifico di medicina generale): i vincitori del concorso ed i non vincitori, a patto di superare una soglia minima, conseguirebbero in tal modo l’idoneità all’esercizio della professione. Il SIGM è anche a favore dell’adozione di un sistema a graduatoria unica su base nazionale, in modo da introdurre criteri di valutazione quanto più possibile oggettivi ed uniformi ai fini dell’accesso alla formazione medica. Il tutto a patto che tale riforma sia sostenuta dagli idonei strumenti necessari per eliminare le differenze di reddito e sostenere gli studenti ed i medici più meritevoli e capaci. <<I Giovani Medici chiedono che venga istituito un tavolo tecnico interministeriale, Università e Salute, che possa elaborare una proposta di riordino dell’attuale sistema formativo-professionalizzante del giovane medico, che dovrebbe fondarsi su  rete formativa integrata tra Università, territorio ed ospedali>>.

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