Il Personal Computer ha compiuto 30 anni, ma arriverà a 40?

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Il personal computer ha compiuto 30 anni. Era il 12 agosto 1981 quando Ibm presentò alla stampa il suo IBM Personal Computer (IBM 5150). Per molti anni non a caso si parlò comunemente di “Pc Ibm” e poi di “Ibm compatibili” per definire tutti quei computer domestici basati su un processore Intel e con sistema operativo Ms-Dos (che a sua volta ha da poco festeggiato i suoi 30 anni) prima e con Windows poi, dagli anni Novanta.

Ma il personal computer può festeggiare con serenità il compleanno? Mica tanto. La locuzione “post-pc”, lanciata da Steve Jobs, si sente sempre più spesso. Uno degli ingegneri di Ibm che lavorò all’Ibm 5150, Mark Dean, si lascia andare alla confessione che lui ha abbandonato il pc per passare a un tablet. Dean aggiunge che il personal computer farà la fine “delle valvole termoioniche, della macchina per scrivere, del vinile, dei tv a tubo cadotico e delle lampadine a incandescenza”. Roba da modernariato, insomma (il mio retropensiero: Dean non parlerebbe così se lavorasse in un’azienda ancora attiva nella produzione di pc, settore che Ibm ha abbandonato del tutto con la cessione della divisione notebook a Lenovo. Ma tant’è).

Che i tablet riscuotano sempre più attenzione (mea culpa: anche da questo blog) da parte di pubblico e addetti ai lavori è un dato di fatto. Ed è un altro punto acquisito che l’esperienza touchscreen sia “abilitante”, come dice chi filosofeggia sulla tecnologia, ossia che dopo aver acquisito – e ci vuol poco -l’interfaccia a tocco sia duro e triste tornare “indietro”, all’interfaccia più mediata fatta di mouse&tastiera. E ancora, è un’altra certezza che le aziende, ed è il punto chiave della spinta industriale, facciano più utili dai tablet che dai pc (qui un esempio).

Ma l’hype dei tablet è ben più alta della reale attenzione che i clienti riservano a questo segmento. Fatto al momento di prodotti costosi (e di questi tempi…) e di certo meno versatili di un tradizionale pc. Parlando pochi giorni con un addetto ai lavori di una primaria azienda del settore, mi sono stupito sentendomi spiegare che i tablet in Italia rischiano quest’anno di fermarsi ben sotto le stime. Intorno agli 800 mila pezzi venduti. Forse un milione, se a Natale andrà bene. Non certo il milione e mezzo di pezzi pronosticati qualche mese fa. Su un totale di 8 milioni di pc tradizionali. E persino i negletti netbook, messi in ombra dall’iPad-mania, non sono per niente morti e sepolti. Anzi, continuano a vendere assai bene (in Italia siamo su quote di mercato del 25-30% del mercato pc complessivo!) e che pochi mesi fa le principali catene di elettronica erano in ambasce perché le scorte erano esaurite e i clienti chiedevano netbook a gran voce.

Sul fatto che il pc arrivi così com’è ai 40 anni non scommetterei. Ma prima di buttare lì un’analogia con la tv a tubo, ci penserei due volte. Almeno per ora.

Da Mal di Tech – CdS

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