Roma, 13 set. (Adnkronos Salute) – Corpi ‘plastinati’, conservati nei tessuti e negli organi dopo la morte per studiare ancora meglio l’anatomia umana nei corpi malati e in quelli sani. ‘Body Worlds’, la mostra dei record in tutto il mondo, arriva per la prima volta in Italia e da questa mattina è in scena alle Officine Farneto a Roma, a due passi dallo stadio Olimpico. Fino al 12 febbraio 2012 sarà possibile apprezzare la geniale e contestata esibizione di Gunther Von Hagens, anatomopatologo e padre della ‘plastinazione’, una tecnica che permette di conservare tessuti e organi umani dopo la morte, sostituendo polimeri di silicone ai liquidi corporei. La rappresentazione è partita 6 anni fa a Tokyo, ha toccato più di 60 città nel mondo con numeri davvero da record: 33 milioni di visitatori, 11 milioni solo in Europa, 12 in America e 7 in Asia. E 13 mila persone in ‘lista d’attesa’ per diventare donatori.

In mostra, insieme a oltre 200 organi e sezioni, 20 corpi plastinati di volontari che lo hanno donato. “E’ un viaggio attraverso il corpo – sostiene Von Hagens – Qui si possono trovare tante informazioni sull’anatomia umana e toglierci curiosità che avevamo fin da bambini”. Nonostante il tema della morte sia spesso considerato scomodo, la mostra sta avendo successo in tutto il mondo. “C’era diffidenza all’inizio perché la rappresentazione della morte non è mai stata molto estetica – puntualizza l’anatomopatologo – ma più che una mostra sulla morte è una esibizione sul corpo umano”.

La speranza dell’esperto è che la mostra abbia anche un valore didascalico. “Qui possiamo vedere le differenze tra un organo sano e uno malato, tra il polmone di un fumatore e di un non fumatore – precisa – Quindi credo che abbia anche un valore pedagogico, perché porta ad avere un approccio alla salute molto positivo, specie per i più giovani. A chi mi critica, sostenendo che stia spettacolarizzando la morte, dico di venire a vedere la mostra. Specialmente i ragazzi – aggiunge – possono trarne giovamento”. Dopo 6 anni di percorso in giro per il mondo, la mostra fa tappa in Italia, meta forse ‘scomoda’ per una rappresentazione di questo tipo, viste le critiche di “mercificazione del corpo umano” rivolte a Von Hagens. Questo tipo di arte investe infatti la sfera etica e mal si concilia con le religioni monoteiste, quella cristiana in particolare. L’anatomopatologo però è di avviso contrario: “Sono contento di essere qui – dice – perché è la terra dei Papi. Qui venivano fatte le prime autopsie, che quindi fanno parte della tradizione cristiana. Io difendo questa tradizione”. Al centro della mostra c’è un anche un omaggio a Leonardo Da Vinci, un uomo plastinato nella posizione dell’Uomo Vitruviano. “Un modo per omaggiare l’Italia”, confessa Von Hagens. La curatrice della mostra è il medico Angelina Whalley: “Il corpo umano è sempre un’opera d’arte – sostiene – anche da morto. Questa è una mostra sulla bellezza del corpo e siamo contenti di arrivare in Italia, nel solco della grande tradizione dell’anatomia a fini estetici e scientifici iniziata durante il Rinascimento, quando il corpo umano era esaltato per la sua bellezza”.


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