«È un vero giallo». Si riassume così, secondo le parole di un investigatore del Palazzo di giustizia di Torino, l’inchiesta sui casi di Tbc fra i giovani tirocinanti dell’ununiversità di Medicina e, in particolare, su quello di una studentessa contagiata che ha frequentato il reparto di Medicina Interna all’ospedale Molinette.
I fronti d’indagine sono più d’uno: la magistratura che intende accertare se ci siano stati ritardi nel dare l’allarme e l’ospedale stesso che, attraverso l’Ufficio di Igiene Pubblica, controllerà se si sia diffuso il contagio, tra dipendenti, pazienti ed ex pazienti venuti a contatto con la studentessa. I primi accertamenti investigativi sono di due tipi: il presunto ritardo nella segnalazione (gli studenti affermano di aver denunciato l’esistenza di tre casi di Tbc il 3 ottobre, il giorno in cui hanno incominciato il tirocinio) da cui sarebbe scaturito il ritardo dell’adozione di misure necessarie, e la mancata sorveglianza sanitaria sui ragazzi, prevista da una circolare del 2009 del ministero della Salute. Per le Molinette la tempistica è invece chiara: il 25 ottobre alle ore 15 un medico di «Medicina 2» comunica per telefono alla Medicina del Lavoro un caso di sospetta Tbc in una studentessa che dal 3 al 24 ottobre aveva frequentato il reparto di Medicina Interna delle Molinette come tirocinante. Il 26 ottobre la Medicina del Lavoro telefona al laboratorio analisi dell’ospedale Amedeo di Savoia dove è ricoverata la giovane che conferma la positività alla tubercolosi. A quel punto – sempre secondo la versione ospedaliera – viene attivata la «sorveglianza sanitaria» sui contatti avuti dalla studentessa. Due giorni dopo ulteriori verifiche scoprono altri due casi di allievi contagiati tra gli studenti (uno risalente a febbraio, l’altro a maggio), ma che non hanno mai frequentato le Molinette.
All’ufficio di presidenza sostengono di aver saputo del problema solo il 28 ottobre, dopo una lettera dell’Asl, che si riferiva al ricovero della terza studentessa. Ieri sono stati svolti numerosi interrogatori e finora non risultano indagati.

da IlGiornale

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