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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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TBC

Studenti di medicina con la Tbc: Aperta inchiesta alle Molinette di Torino

«È un vero giallo». Si riassume così, secondo le parole di un investigatore del Palazzo di giustizia di Torino, l’inchiesta sui casi di Tbc fra i giovani tirocinanti dell’ununiversità di Medicina e, in particolare, su quello di una studentessa contagiata che ha frequentato il reparto di Medicina Interna all’ospedale Molinette.
I fronti d’indagine sono più d’uno: la magistratura che intende accertare se ci siano stati ritardi nel dare l’allarme e l’ospedale stesso che, attraverso l’Ufficio di Igiene Pubblica, controllerà se si sia diffuso il contagio, tra dipendenti, pazienti ed ex pazienti venuti a contatto con la studentessa. I primi accertamenti investigativi sono di due tipi: il presunto ritardo nella segnalazione (gli studenti affermano di aver denunciato l’esistenza di tre casi di Tbc il 3 ottobre, il giorno in cui hanno incominciato il tirocinio) da cui sarebbe scaturito il ritardo dell’adozione di misure necessarie, e la mancata sorveglianza sanitaria sui ragazzi, prevista da una circolare del 2009 del ministero della Salute. Per le Molinette la tempistica è invece chiara: il 25 ottobre alle ore 15 un medico di «Medicina 2» comunica per telefono alla Medicina del Lavoro un caso di sospetta Tbc in una studentessa che dal 3 al 24 ottobre aveva frequentato il reparto di Medicina Interna delle Molinette come tirocinante. Il 26 ottobre la Medicina del Lavoro telefona al laboratorio analisi dell’ospedale Amedeo di Savoia dove è ricoverata la giovane che conferma la positività alla tubercolosi. A quel punto – sempre secondo la versione ospedaliera – viene attivata la «sorveglianza sanitaria» sui contatti avuti dalla studentessa. Due giorni dopo ulteriori verifiche scoprono altri due casi di allievi contagiati tra gli studenti (uno risalente a febbraio, l’altro a maggio), ma che non hanno mai frequentato le Molinette.
All’ufficio di presidenza sostengono di aver saputo del problema solo il 28 ottobre, dopo una lettera dell’Asl, che si riferiva al ricovero della terza studentessa. Ieri sono stati svolti numerosi interrogatori e finora non risultano indagati.

da IlGiornale

Tbc al Gemelli, Consiglio di Stato “Test solo su bimbi nati nel 2011”

Accolti gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del policlinico romano. La decisione per verificare la presenza di tubercolosi nei neonati partoriti durante la permanenza dell’infermiera affetta

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Il Consiglio di Stato ha deciso che i test per verificare la presenza di Tbc nei bambini nati al Policilinico Gemelli di Roma durante la permanenza dell’infermiera affetta da tubercolosi siano effettuati solo per l’anno 2011, accogliendo cosi gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del Gemelli.

Il 29 settembre scorso il Tar del Lazio, accogliendo le richieste del Codacons, aveva ritenuto non motivato il fatto che si limitassero i controlli al 2011 poiché erano stati trovati ”numerosi casi di bambini nati anche nel corso del 2010 risultati positivi al test Tbc”. Contro questa decisione hanno fatto appello la Regione Lazio, con gli avvocati Giuliano Bologna e Rosa Maria Privitera, e il policlinico Gemelli, con gli avvocati Federico Tedeschini e Michele Damiani. Nella lunga ordinanza, la III sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Pier Giorgio Lignani, partendo dal fatto che ad oggi, al Gemelli, risulta ”accertato un solo caso di infezione fra i bambini nati nel corso del 2011” e rilevato che nel frattempo ”sono stati effettuati numerosi test fra i bambini nati anche nel 2010 senza l’accertamento di altri casi di sicura contrazione dell’infezione”, ha ritenuto giusto modificare l’ordinanza del Tar ”nel senso che i test di controllo dovranno essere effettuati su base volontaria su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l’ultimo caso d’infezione eventualmente accertato”. Il Cds ha sollecitato in ogni caso il Tar a disporre una tempestiva fissazione dell’udienza di trattazione del merito del ricorso.

“Il Consiglio di Stato conferma che gli atti messi in campo dalla Regione erano giusti e quindi finalmente arriva qualche risposta alle tante polemiche scatenate su un caso, che invece, avrebbe dovuto richiamare al senso di responsabilità da parte di tutti, come ho più volte detto in quei giorni”, ha commentato la presidente della regione Lazio, Renata Polverini. “Si conferma che la Regione, anche in quella scelta, ha messo in campo le giuste decisioni. Siamo soddisfatti, anche perché io non sono un tecnico ma lo staff della Regione, gli ospedali coinvolti e gli esperti che abbiamo consultato, ci avevano dato quelle indicazioni. Creare un allarmismo eccessivo sarebbe stato controproducente”, ha aggiunto. E sulle ultime indagini sul Gemelli, Polverini ha sottolineato che “io non lo so. Il Gemelli ha avuto da parte della Regione le indicazioni per arrivare a controllare tutto il personale e indicare un percorso anche per conoscere le cause che portarono a quell’evento. Ma li ci sono altri organismi che faranno chiarezza”.

TBC, SANATORIO ITALIA

Fino al 2008 il nostro sistema sanitario teneva la tubercolosi sotto controllo: poco più di sette casi su centomila. Da allora non ci sono più dati ufficiali completi, ma l’allarme dei medici di strada e degli addetti ai lavori è alto: la crisi economica allarga le fasce più deboli e povere della popolazione, i tagli alla sanità ostacolano il lavoro di prevenzione e aumenta il rischio di un ritorno del contagio.

LEGGI L’INCHIESTA DI REPUBBLICA

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Tbc Gemelli, Codacons: “Controlli agli studenti ed agli specializzandi del Gemelli”

“Effettuare i test anche agli specializzandi di medicina che hanno accesso all’ospedale” è la nuova richiesta dell’associazione che ha inviato una diffida al ministro Fazio sui dati di incidenza del bacillo

Estendere i controlli sulla Tbc anche agli studenti di medicina e agli specializzandi che hanno accesso al policlinico Gemelli. E’ la nuova richiesta lancita dal Codacons che spiega: ”Finalmente, anche se in netto ritardo, la Procura di Roma ha preso in considerazione la possibilità di una contaminazione ambientale, che può interessare reparti diversi da quello di neonatologia – afferma il presidente Carlo Rienzi – ciò significa che oltre al personale sanitario, anche gli studenti e gli specializzandi che hanno accesso al policlinico, possono essere entrati in contatto col bacillo. Loro, che generalmente non sono sottoposti ai controlli periodici riservati ai dipendenti, devono quindi effettuare i test gratuiti e verificare un eventuale contagio”.

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L’associazione ha poi inviato oggi una diffida al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, relativamente ai dati sull’incidenza della Tbc in Italia apparsi sul sito internet del dicastero. Il ministro scrive infatti: dei 1.415 soggetti già sottoposti al test quantiferon l’8,6 per cento è risultato positivo, quindi, sotto quello che è l’indice di bassa incidenza della Tbc nei Paesi sviluppati. ”Questa affermazione – spiega il Codacons – contraddice nettamente i dati statistici ufficiali suddivisi per fasce d’età: in base ai dati Istat per gli anni 1992-2007, infatti, l’incidenza della Tbc tra la popolazione di età inferiore ai 14 anni è di quattro volte inferiore alla media nazionale, senza contare che il dato relativo alla popolazione neonatale è praticamente dello zero per cento”. Per tale motivo il Codacons ha diffidato il ministro ”a modificare le informazioni riportate sul sito del ministero della Sanità, che rischiano di creare disinformazione e confondere le famiglie coinvolte”.

Da Repubblica.it

Tbc a Roma: che fare? Fazio positivo al test ma non ha bisogno di curarsi

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio «è risultato positivo al test della tubercolosi, come del resto il 12% della popolazione italiana». Ad annunciarlo è stato oggi il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza, durante la giornata studio «Tbc a Roma: che fare?», organizzato dal Codacons e da Articolo 32.
Rezza ha comunque precisato che Fazio «non si sta curando, non ne ha bisogno. Le persone positive – spiega – se hanno infezione latente, non sono a loro volta contagiose e non devono curarsi, a meno che in rari casi, sviluppino dei sintomi». Rezza ha rassicurato che l’Italia resta un paese a
bassa incidenza di tubercolosi. Tornando al caso Fazio, ha precisato: «Facendo il medico può essere stato facilmente contagiato nei reparti. Ma c’è un rischio, di essere contagiati a livello di comunità anche se nella stragrande maggioranza dei casi questo rischio non si traduce assolutamente in malattia»
Rezza ha poi aggiunto che «il ministero sta cercando di uniformare tutte le procedure di monitoraggio e di trattamento dei bambini risultati positivi, e sta procedendo per varare nuove linee guida che porteranno a controlli più stretti, soprattutto nei reparti di neonatologia. Questi sono reparti che raramente vengono colpiti, ma che ospitano i pazienti più fragili, che bisogna tutelare. È necessario – ha concluso – rivedere alcune normative ed aumentare i protocolli di sorveglianza per tutelare maggiormente i pazienti, soprattutto i neonati».
D’altra parte secondo il resposnabile Iss non c’è nessun allarme Tbc in Italia: «i dati, anche in riferimento agli altri Paesi europei, sono nella media, nonostante l’ampio afflusso di immigrati ad alto rischio Tbc» ha detto Rezza.
E a proposito del caso del Lazio Rezza ha detto che «il ministro si è impegnato affinchè la Regione fornisca gratuitamente le vitamine B, necessarie per evitare complicanze, ai bambini contagiati da Tbc e anche nel rivedere le informazioni contenute nel sito del ministero, rispondendo alle 29 domande giunte dai genitori dei bimbi, entro la prossima settimana».

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«Bisogna ammettere – ha spiegato Rezza – che, soprattutto nei bambini, non esiste un test perfetto» per la rilevazione della Tbc. «Quindi la scelta è stata fatta sull’opzione migliore, il test quantiferon – lo stesso a cui si è sottoposto il ministro – ma delle discordanze fra i vari esami purtroppo ci possono essere e si sono verificate non solo nel nostro Paese, ma anche in altri. Il consiglio è di ripeterlo se è stato effettuato al di sotto del terzo mese di età, perché una volta arrivati a tre mesi bisogna fidarsi del risultato del test».

Quanto all’ipotesi di sottoporre a profilassi tutte le persone venute a contatto con l’infermiera del nido del Gemelli, che avrebbe infettato 122 bambini, Rezza afferma: «È una questione di scelte. Questa è una scelta che hanno fatto la struttura coinvolta e la Regione ed è stata quella – di fronte all’alternativa di non trattare nessuno sulla base del test cutaneo che è risultato negativo in tutti i casi, o di trattare tutti a prescindere dal risultato del test – di utilizzare un test molto sensibile. Il tutto in modo da trattare solo coloro che ne hanno bisogno, secondo il principio di precauzione, ma non allargare troppo il numero delle persone da sottoporre a profilassi per evitare l’evenienza di effetti collaterali».
«Nei bambini questi esami hanno una minore sensibilità rispetto all’adulto – ha aggiunto Fernando Aiuti, presidente della Commissione Politiche sanitarie di Roma Capitale – e i lavori scientifici sono pochi. I bambini che sono nati dal 1 luglio al 27 luglio e che hanno fatto il test dal 20 al 31 agosto dovrebbero rifarlo, perché come per l’Hiv c’è un periodo “finestra” necessario prima che l’infezione si possa rilevare».

Tbc al Gemelli: 79 bambini positivi, estesi i controlli sui nati a Gennaio

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ROMA – E’ stata sentita oggi dai magistrati, nell’ospedale Spallanzani di Roma, dove è ricoverata, l’infermiera affetta da tubercolosi che ha prestato servizio nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli. Riserbo degli inquirenti sul contenuto dell’atto istruttorio. L’infermiera, ascoltata come persona informata sui fatti, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, e del sostituto Alberto Pioletti, che per precauzione hanno indossato delle mascherine protettive, inerenti, tra l’altro, tempi e modi di contrazione della malattia infettiva ed i controlli medici ai quali è stata sottoposta negli ultimi anni.

ALTRI 22 BAMBINI POSITIVI – Ci sono altri 22 bambini nati al policlinico Gemelli di Roma che sono risultati postivi al test per la tubercolosi. Lo rende noto la Regione Lazio. Salgono cosi a 79 i bimbi risultati positivi al test nell’ambito dei controlli avviati dopo che un’infermiera che lavora nel nido dell’ospedale si è ammalata di tubercolosi. “Per quanto riguarda la giornata odierna, sono emersi 22 nuovi casi positivi su 167 test effettuati. Le famiglie dei bambini interessati sono state già avvisate. Si tratta di 17 maschi e 5 femmine. Di questi, 1 bambino è nato nel mese di gennaio, 10 bambini a febbraio, 4 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, 1 a giugno ed 1 a luglio. Complessivamente, ad oggi sono state effettuate 1.197 visite e test di cui sono pervenuti 996 risultati, dei quali 79 emersi come positivi, con una media del 7,9%”.

REZZA (ISS), NON E’ EPIDEMIA – Che ci siano stati dei contagi è innegabile, ma al momento non si può parlare di epidemia perché i controlli e la profilassi servono proprio a evitare l’insorgere e il diffondersi della malattia. E’ quanto spiega Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, riferendosi ai bambini risultati positivi al test della Tbc al Policlinico Gemelli in seguito al contatto con una infermiera. “Le positività riscontrate finora – aggiunge l’epidemiologo – possono essere superiori al numero atteso, ma si tratta pur sempre di positività e non di malattia contagiosa. Il punto di trovare delle positività è proprio quello di impedire lo sviluppo della malattia e non sta a significare che si sta verificando un’epidemia. Anche perché sappiamo che nella popolazione italiana, secondo i dati dell’Oms, c’é almeno un 12% di persone positive al micobatterio, ma la malattia ha un’incidenza molto bassa in Italia, 4-5 mila casi l’anno”. Parlare di epidemia secondo Rezza “può dare il senso del verificarsi di casi di tubercolosi che invece viene evitato grazie a questi controlli e alla profilassi poi applicata. Identificazione precoce e profilassi fanno sì che non parta la malattia. E al momento non risultano esserci malati”. Secondo l’epidemiologo, “c’é stata una diagnosi tardiva, purtroppo, e bisognerà capirne i motivi, e quindi questa ha favorito il diffondersi dei positivi, anche sopra il numero atteso, ma questi bimbi non sono malati e quindi non sono contagianti, per cui non si può parlare di epidemia”.

AVVIATI CONTROLLI ANCHE SU NATI GENNAIO – Sono stati avviati i controlli e predisposti i contati delle famiglie anche per i bimbi nati a gennaio nel policlinico Gemelli. “In particolare – fa sapere la Regione – su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti”. Anche oggi è tornata a riunirsi, come previsto, l’Unità di coordinamento della Regione Lazio, presieduta dalla presidente Renata Polverini, chiamata a gestire l’attività di controllo sui nati al Policlinico Gemelli inseriti nel programma di sorveglianza sulla tubercolosi e che ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione. “L’Unità conferma che alla data odierna – spiega la Regione – si è conclusa l’attività di primo contatto di tutte le famiglie dei neonati interessati dal programma di controllo, compresi quelli nati nel mese di gennaio 2011. In particolare su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti. Per quanto riguarda le famiglie che non è stato possibile raggiungere, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, telefonici ed epistolari, si proseguirà nei prossimi giorni con telefonate a seguito delle quali, in caso di mancata risposta, verranno inviati telegrammi ed in ultima istanza, verranno interessate le autorità competenti per l’attivazione delle procedure previste in questi casi. Resta, inoltre, attivo il call center della Asl RmE ai numeri 06 68352830; 06 68352820; 366 6620408; 366 6620407 (www.regione.lazio.it)”. “L’Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi 22 neonati positivi – prosegue la nota – sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino ad oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti nessuno è risultato ammalato”.

da ANSA.it

Tbc, i neonati contagiati salgono a 57 Codacons: dove lavora marito infermiera?

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ROMA – Ci sono cinque nuovi neonati positivi ai test disposti sui nati al Policlinico Gemelli dopo il caso dell’infermiera ammalatasi di tubercolosi e attualmente ricoverata allo Spallanzani. Il totale deipositivi sale così a 57 sugli 829 risultati finora pervenuti delle 1.058 visite e test effettuati, il che porta la media del 6,9%. L’Unità di coordinamento, presieduta dalla governatrice Renata Polverini, questa sera ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione attraverso i suoi esperti ricordando «che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo». «Pertanto – recita un comunicato – anche sui nuovi 5 neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino a oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti, nessuno è risultato ammalato». Per la giornata di domani, 31 agosto, sono stati fissati 136 appuntamenti. Intanto il Codacons torna alla carica e ha chiesto alla presidente Renata Polverini «dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli». L’associazione chiede di controllare «tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio» e pone tre domande alla governatrice: «Dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli? Lavorava già nel 2004, quando aveva la pleurite tubercolare? La commissione incaricata dalla Polverini deve accertare anche questo o no?». Secondo il Codacons «lo scandalo della Tbc a Roma si ingrossa. Tra silenzi imbarazzanti e mezze ammissioni, comincia a emergere un quadro ben più allarmante di quello che vorrebbe far credere la Polverini». Fonti sanitarie sostengono che l’uomo non avrebbe rapporto di lavoro nè con lo stesso policlinico Gemelli, nè con altre strutture a esso collegate. Il Codacons aveva presentato un esposto alla Procura di Roma. La procura di Roma continua le sue indagini: il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha ascoltato oggi quattro dirigenti del Gemelli, sia amministrativi che medici, ai quali è stato chiesto di spiegare a quali visite sono sottoposti i dipendenti, con quali meccanismi e se il personale del reparto neonatale è soggetto a ulteriori controlli. Al magistrato, è arrivata l’informativa dei Nas, da cui emergerebbe che la donna (che era vaccinata e che presto sarà sentita dalla Procura) non sarebbe stata sottoposta a visite in tempi recenti. I carabinieri, inoltre, hanno consegnato alla Procura tutto il materiale sequestrato al Gemelli: cartelle cliniche, elenco del personale e turni di lavoro. Al momento il fascicolo resta senza indagati nè ipotesi di reato, e non risulta arrivata a piazzale Clodio alcuna denuncia da parte dei familiari dei bambini risultati positivi. Intanto la questione sta diventando un caso politico: è di oggi la richiesta avanzata dalle opposizioni in Consiglio regionale (Giulia Rodano dell’Idv, Enzo Foschi del Pd e Rocco Berardo dei Radicali) di convocare urgentemente la commissione Sanità e un Consiglio straordinario. Ma non sono gli unici: a chiedere di convocare, oltre che la Sanità, anche la commissione Politiche sociali è il capogruppo di Fli Francesco Pasquali, mentre il capogruppo Api, Mario Mei, parla di «Consiglio completamente esautorato».

da Il Messaggero.it

Tubercolosi, 10 neonati positivi ai test Polverini: la situazione è sotto controllo

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ROMA – Altri otto neonati nati al Gemelli sono risultati positivi al test della tubercolosi, dopo i due (un maschio e una femmina, entrambi romani e nati a luglio),positivi ai test per essere stati a contatto con l’infermiera malata di tubercolosi polmonare. Il totale sale così a otto. La Regione Lazio spiega che «nella giornata di oggi, sono emersi 8 esami positivi, corrispondenti a 6 neonati nel mese di luglio e 2 nel mese di marzo, le famiglie dei quali sono state avvisate». «I due bambini risultati positivi ieri al test stanno bene, sono in buone condizioni e il referto delle radiografie toraciche a cui sono stati sottoposti è negativo – ha detto il direttore dell’Uoc di Neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma Costantino Romagnoli – I bimbi non sono ammalati, ma sono risultati latenti. Se non fossero sottoposti da subito a una profilassi, come invece avverà, potrebbero sviluppare la malattia. Un bambino positivo alla Tbc non è contagioso, non è ammalato». «Non ci troviamo di fronte a un’epidemia, tutto è sotto controllo. Non c’è emergenza, c’è solo giusta preoccupazione, e c’è una Regione che risponde con la giusta tempestività per evitare ai genitori ore di angoscia – ha detto in una conferenza stampa questa mattina la presidente della Regione Lazio – Siamo un Paese che ormai non immagina che ancora ogni anno ci siano migliaia di casi di tubercolosi. In questo caso c’è stato più effetto perchè è accaduto in un reparto dove ci sono bambini appena nati, e soprattutto è la prima volta che in Italia ci sono 1.271 possibili contagiati: questa è la vera novità che ha fatto emergere la necessità di mettere in campo un’Unità di coordinamento e dare una risposta complessiva. In questi giorni ho contattato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, l’ho sentito anche stamattina. Oggi il ministero invierà una circolare esplicativa per sostenere ciò che stiamo facendo». «Ieri ho chiesto di integrare il lavoro del Gemelli con quello di altre due strutture, cioè il Bambino Gesù e il San Camillo. Saranno visti 150 bambini al giorno, 50 per struttura, cosicchè entro il 31 agosto tutti i neonati saranno sottoposti al test – ha proseguito – Voglio dire ai genitori che sono agitati, per tranquillizzarli, che i bambini positivi non sono malati. Sono bambini venuti in contatto con il bacillo, e la profilassi che verrà proposta impedirà di contrarre la tubercolosi. L’Unità di crisi è intervenuta ritenendo giusto far operare prima la struttura nella quale si era verificato il caso di contagio dell’infermiera. Io mi sono messa nei panni dei tanti genitori che in questi giorni stanno chiamando e ho ritenuto di chiedere al Gemelli di allargare, al Bambin Gesù e al San Camillo, la possibilità di effettuare i test sui bambini. I bambini che saranno positivi, ci auguriamo pochissimi o nessuno, saranno presi in carico dal Gemelli e successivamente dal Bambin Gesù». «Tutti i genitori saranno contattati, con telefonate e lettere della Asl che partiranno oggi stesso – ha aggiunto Renata Polverini – cosicchè i genitori che sono in vacanza potranno trovarla al loro ritorno. E se dovesse sfuggire qualcuno troveremo altre modalità. Ad esempio è già capitato il caso di un bambino nato al Gemelli ma di un’altra regione. In quel caso è stato visitato nella sua regione, ma tutti i referti dovranno comunque essere inviati qui da noi, all’Unità di coordinamento. Tutti i 1.271 bambini dovranno essere sottoposti a test». «Il sistema sentinella della Regione Lazio funziona perfettamente – ha detto il direttore generale del San Camillo Forlanini, Aldo Morrone – grazie anche al personale che ha reagito con tempestività. Oggi sono venuti da noi i genitori di un bambino di tre mesi, tranquillissimi, forse più allarmati dai giornali che da altro. Ad accoglierli hanno trovato un’equipe formata da un pediatra, un neonatologo e uno pneumologo». Gli fa eco il direttore dell’Uoc di Pediatria del Bambino Gesù Alberto Villani: «Anche noi siamo pronti. Il coordinamento e la mobilitazione di infermieri e medici, specie nel periodo estivo, è stata possibile proprio perchè era prevista nei protocolli una fase 2 nella quale era considerato anche il nostro intervento». Non è possibile fare previsioni su quanti bambini risulteranno positivi ai test, neanche a livello di proiezione, hanno spiegato i medici del Gemelli, del San Camillo e del Bambino Gesù che hanno partecipato alla conferenza stampa indetta di Renata Polverini. «Il campione è ancora troppo ridotto», ha spiegato Alberto Villani. Secondo Costantino Romagnoli, su 1.271 bambini oggetto del monitoraggio sono 169 i nati in luglio e, di questi, 40 hanno già ottenuto i risultati dei test. «In Italia i casi di tbc – ha aggiunto Aldo Morrone – sono circa 5.000 all’anno. Non è possibile fare previsioni». Operativamente, tre strutture ogni giorno controlleranno 50 neonati: il Gemelli (il cui ambulatorio sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 16,30), il San Camillo (lunedì-sabato, dalle 8 alle 12,30) e il Bambino Gesù (lunedì-sabato dalle 8 alle 16). Le linee telefoniche messe a disposizione dall’Assessorato alla Salute e dalla Asl Roma E sono quattro: 06-68352830; 06-68352820; 366-6620408; 355-6620407 (gli orari per chiamare sono: lunedì-venerdì 9-17, sabato 9-13).
I numeri sono disponibili anche su http://www.regione.lazio.it e http://www.asl-rme/new/index.php.

il Messaggero

Tbc al Gemelli: i risultati dopo la riunione dell’Unità di coordinamento

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ROMA – Sono in tutto tre i bambini contagiati al Policlinico Gemelli da una infermiera malata di Tbc. Le ultime analisi confermano due nuovi casi che si aggiungono alla bambina ricovera al Bambino Gesu. Le famiglie sono state già informate.

(ASCA) – Roma, 22 ago – ”Si e’ appena conclusa la riunione dell’Unita’ di coordinamento che sta gestendo l’attivita’ di controllo sui nati al Policlinico Gemelli dal 1 marzo al 25 luglio 2011 inseriti nel programma di sorveglianza: nel corso dell’incontro si e’ fatto il punto della situazione sulle attivita’ di controllo avviate, che si stanno svolgendo con regolarita’ e che, entro il 31 agosto, garantiranno a tutti i bambini interessati, l’effettuazione dei test e delle visite di controllo previste dal protocollo medico”. E’ quanto comunica una nota della Regione Lazio dopo che un’infermiera del Policlinico che lavorava nel reparto di neonatologia e’ risultata positiva alla tubercolosi.

”Le strutture interessate, – prosegue la nota – sotto la supervisione della Regione Lazio e dell’Asl RmE, sono quelle del policlinico Agostino Gemelli, dell’ospedale Bambino Gesu’ e dell’azienda ospedaliera San Camillo. I dettagli dell’attivita’ svolta e programmata dell’Unita’ di coordinamento saranno illustrati domani, nel corso di una conferenza stampa che si svolgera’ alle ore 12, nella sala Tevere della Regione Lazio”.

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(Asca)

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