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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Policlinico Gemelli

Policlinico #Gemelli: Leucemie Secondarie e Metilazione del DNA 31 ottobre 2013 ore 12.00

Una malattia oncologica può scatenare un’altra malattia: sono le leucemie secondarie e in Italia si vanno sempre più affinando le tecniche per scovarle, capirne i meccanismi e prevenirle. Un grosso aiuto arriva dal Registro delle Leucemie Secondarie, coordinato dall’Istituto di Ematologia dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma, che si pone l’obiettivo di arrivare a identificare le categorie di pazienti a maggior rischio di sviluppare una leucemia secondaria, registrando almeno 500-1.000 casi nei prossimi 5 anni. 

Lezione di Saluto del Prof. Giuseppe Leone

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a Conclusione del Percorso Accademico

Raccontata attraverso le Ricerche di una Scuola che continua 

31 ottobre 2013 ore 12.00

Aula Brasca

 

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Policlinico #Gemelli: gli Ospedali Universitari ed il processo di cambiamento del Servizio Sanitario Nazionale @WRicciardi @drsilenzi

Una riflessione a più voci  sul ruolo degli Ospedali Universitari di fronte alle nuove sfide poste da un sistema sanitario in profonda trasformazione. E’ uno degli obiettivi del Convegno intitolato “Gli Ospedali Universitari e il processo di cambiamento del Servizio Sanitario Nazionale” che si svolgerà presso l’auditorium della Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”  venerdì 8  e sabato 9 novembre 2013. Articolato in quattro Tavole Rotonde che affronteranno alcune determinanti tematiche del contesto sanitario attuale.

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SCARICA IL PROGRAMMA DELL’ EVENTO

Un confronto a tutto campo con relatori e moderatori di diversa estrazione culturale provenienti dal mondo sanitario, universitario, economico, giuridico e giornalistico. Alla fine di ciascuna sessione le considerazioni conclusive saranno affidate ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.

 

 

La moglie del Presidente Monti di nuovo ricoverata al Gemelli

Il Policlinico Gemelli, pur nella difficile situazione in cui versa per i mancati riconoscimenti da parte della Regione Lazio, resta comunque polo di eccellenza per i bisogni di salute della cittadinanza.

La moglie del presidente del Consiglio Mario Monti, Elsa Antonioli, è stata nuovamente ricoverata al Policlinico di Roma Gemelli per accertamenti a seguito della pregressa pancreatite. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Lo scorso 27 aprile la moglie del premier era già stata ricoverata per un malore addominale dovuto alla malattia.
Allora i medici dell’ambulatorio di Palazzo Chigi, per precauzione, avevano disposto una visita più approfondita in ospedale: visita che avrebbe comunque tranquillizzato i sanitari sullo stato di salute della signora.

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La preparazione alla Pasqua e l’impegno educativo da riscoprire all’Università Cattolica

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È carattere distintivo dell’essere Docenti in Cattolica. Ascoltiamo Padre Gemelli: “per essere educatori non basta assolvere con diligenza il dovere di istruire, non basta recitare la splendida orazione, o ripetere per anni la stessa pur precisa ed esatta lezione; occorre che tra il maestro e il giovane si stabilisca quel rapporto che i cultori di pedagogia, a qualunque scuola appartengano, riconoscono come fondamentale causa del fatto educativo, pur indicandone in modo differente la natura; senza questo rapporto diretto, continuo, personale, da anima ad anima, non vi è educazione, si tratti di maestri elementari o di professori universitari. In una parola non basta la lezione e tanto meno basta la lezione, per elaborata e dotta che essa sia. Permettetemi un ricordo personale. Nel venticinquesimo di laurea io mi recai alla mia Università con i miei compagni per festeggiare la cara data; in quella occasione constatai che gli sventurati studenti che in quell’anno frequentavano medicina adoperavano, per prepararsi ad un certo esame, dispense di un corso che io, per arrotondare il mensile paterno, avevo compilato proprio ventisette anni prima. E si trattava di un illustre scienziato che consumava la sua giornata nel lavoro di laboratori e che ad alcuni pochissimi giovani scelti da lui con cura dedicava ore per aiutarli ed indirizzarli. Gli altri studenti si dovevano accontentare di una lezione che egli ripeteva uniformemente da un quarto di secolo. E questo non era il peggiore dei professori.

I giovani chiedono che il professore dia loro, e lo dia a tutti i volonterosi, il suo miglior tempo, le sue più assidue cure; chiedono che egli consideri l’istruire come il compito principale della sua vita”.


(Storia dell’Università Cattolica – Le fonti, vol. I, Vita e Pensiero 2007, p. 345)

Leggi tutto su Unicatt.it

 

TBC, SANATORIO ITALIA

Fino al 2008 il nostro sistema sanitario teneva la tubercolosi sotto controllo: poco più di sette casi su centomila. Da allora non ci sono più dati ufficiali completi, ma l’allarme dei medici di strada e degli addetti ai lavori è alto: la crisi economica allarga le fasce più deboli e povere della popolazione, i tagli alla sanità ostacolano il lavoro di prevenzione e aumenta il rischio di un ritorno del contagio.

LEGGI L’INCHIESTA DI REPUBBLICA

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Tbc al Gemelli: i risultati dopo la riunione dell’Unità di coordinamento

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ROMA – Sono in tutto tre i bambini contagiati al Policlinico Gemelli da una infermiera malata di Tbc. Le ultime analisi confermano due nuovi casi che si aggiungono alla bambina ricovera al Bambino Gesu. Le famiglie sono state già informate.

(ASCA) – Roma, 22 ago – ”Si e’ appena conclusa la riunione dell’Unita’ di coordinamento che sta gestendo l’attivita’ di controllo sui nati al Policlinico Gemelli dal 1 marzo al 25 luglio 2011 inseriti nel programma di sorveglianza: nel corso dell’incontro si e’ fatto il punto della situazione sulle attivita’ di controllo avviate, che si stanno svolgendo con regolarita’ e che, entro il 31 agosto, garantiranno a tutti i bambini interessati, l’effettuazione dei test e delle visite di controllo previste dal protocollo medico”. E’ quanto comunica una nota della Regione Lazio dopo che un’infermiera del Policlinico che lavorava nel reparto di neonatologia e’ risultata positiva alla tubercolosi.

”Le strutture interessate, – prosegue la nota – sotto la supervisione della Regione Lazio e dell’Asl RmE, sono quelle del policlinico Agostino Gemelli, dell’ospedale Bambino Gesu’ e dell’azienda ospedaliera San Camillo. I dettagli dell’attivita’ svolta e programmata dell’Unita’ di coordinamento saranno illustrati domani, nel corso di una conferenza stampa che si svolgera’ alle ore 12, nella sala Tevere della Regione Lazio”.

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(Asca)

Infermiera con Tbc, controlli su mille neonati al Policlinico Gemelli

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ROMA – Un’infermiera del policlinico Gemelli che lavora nel reparto di neonatologia, dove vengono accolti i bambini subito dopo la nascita, è stata sospesa dall’incarico dopo avere scoperto di essersi ammalata di tubercolosi. Per ragioni precauzionali oltre mille bambini nati nella struttura da marzo fino metà luglio verranno richiamati per essere sottoposti a controlli a partire da domani in un ambulatorio dedicato.

La donna è ora in cura con una terapia antitubercolotica nella propria abitazione ma vista la delicatezza del suo incarico in accordo con l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio è stato deciso di avviare i test sui piccoli.

Il rischio che i bambini siano stati contagiati, ha spiegato il responsabile del reparto Costantino Romagnoli, «non è giudicato elevato». «La maggiore possibilità di essere stati contagiati riguarda chi convive con un malato», ha aggiunto il medico sottolineando che in un nido il contatto fra personale sanitario e i piccoli è più diradato e non è sempre la stessa infermiera ad occuparsi dello stesso bambino. Ma la struttura da domani mattina sottoporrà i bambini, 25 ogni giorno, a visite e ad un esame del sangue, il più accurato rispetto a quello classico della
intradermo reazione, utilizzato in genere sugli adulti. Basteranno 48 ore per avere il risultato degli esami.

Romagnoli ha spiegato di comprendere le eventuali preoccupazioni delle famiglie. I bambini saranno accolti da una squadra di medici attrezzata per fare fronte a questa emergenza. I sintomi di un eventuale contagio sono la tosse persistente e la febbre. La malattia si sviluppa dal momento del contagio, ha spiegato il medico, in circa 12 settimane. Per questa ragione è stato deciso di iniziare a controllare i bambini nati a partire dal primo marzo assieme a un gruppo di più piccoli nati nelle ultime settimane. I controlli dureranno alcuni mesi.

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Tecnologie in medicina: nuove applicazioni al Gemelli di Roma

Trattato con successo con radioembolizzazione epatica un anziano paziente. Il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma è il terzo centro del Lazio , insieme all’Istituto Regina Elena e all’Ospedale Goretti di Latina, a disporre di questa sofisticata arma per curare gli epatocarcinomi resistenti ad altre terapie. Il paziente, 84 anni, è affetto da una neoplasia al fegato di elevate dimensioni (9cm) con associata trombosi portale, che non permetteva qualunque altra forma di terapia. La procedura è stata eseguita senza alcuna complicanza e il paziente è stato dimesso in buone condizioni cliniche quattro giorni dopo il trattamento. Per questo primo trattamento di radioembolizzazione epatica gli specialisti del Dipartimento di Bioimmagini e Scienze Radiologiche del Gemelli, diretto dal prof. Lorenzo Bonomo, hanno impiegato un device di nuova generazione rispetto a quello utilizzato nelle altre due strutture chiamato “TheraSphere”. Sono solo 8 in Italia i centri oncologici attrezzati per l’impiego di questa procedura con TheraSphere, affiancandosi a prestigiosi centri di trattamento europei quali la “BCLC Group Hospital Clinic” di Barcellona (Spagna) e il “Centre Eugene Marquis” di Rennes (Francia), e 18 in totale, considerando i centri italiani che utilizzano anche l’altro dispositivo medico in commercio (Sirtex). “La radioembolizzazione si caratterizza per essere una procedura gestita in maniera multidisciplinare – spiega Lorenzo Bonomo – con la presenza di competenze chirurgiche, gastroenterologiche, radiologiche, medico-nucleari e fisiche, tali da rendere possibile l’esecuzione del trattamento in maniera sicura ed efficace”. Il risultato raggiunto al Gemelli, che permette di aggiungere una nuova efficace arma all’arsenale di strumenti per combattere l’epatocarcinoma, è stato possibile grazie al lavoro del Gruppo multidisciplinare per la gestione dell’Epatocarcinoma denominato HepatoCatt, attivo dal 2008. Il gruppo comprende tutti gli specialisti che operano in tale ambito (epatologi, radiologi diagnostici e interventisti, chirurghi del fegato e del trapianto, oncologi, anatomo-patologi, radioterapista, medici nucleari, fisici). A oggi, con oltre 250 nuovi casi di cancro al fegato valutati e trattati ogni anno, il Gemelli si pone come l’ospedale con la maggiore casistica del Lazio e del Centro-Sud e tra i primi tre d’Italia.

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La difesa del Policlinico Gemelli: “nessun rosso in bilancio, operiamo in credito con la Regione Lazio”

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Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) – Nessun rosso ‘segreto’, conti trasparenti e corretti. E’ secca e articolata la replica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore all’articolo pubblicato su ‘Milano Finanza’ il 30 luglio. L’ateneo sottolinea che “non c’è alcun rosso ‘segreto’ nei propri conti; e i propri bilanci sono assolutamente corretti e trasparenti. Tali bilanci – prosegue la nota – sono ben noti alle istituzioni e in modo particolare, per la parte sanitaria relativa al Policlinico Gemelli, alla Regione Lazio, presso la quale vengono annualmente depositati sia il budget, sia il bilancio consuntivo”. “La situazione attuale del Gemelli – pur grave, per le ragioni che si indicheranno – non va pertanto equiparata, o in alcun modo confusa, con quella di altre realtà sanitarie, oggetto di quotidiana attenzione da parte dei media. La pesante situazione del Policlinico Gemelli, infatti, deriva dall’enorme massa di crediti legati all’attività istituzionale, crediti che, non saldati, impongono scelte di indebitamento sempre più onerose. La massa creditizia accumulatasi nel corso dell’ultimo quinquennio, al 30 giugno 2011 ammonta a complessivi 701 milioni di euro (di cui 112 milioni di interessi); sono da aggiungere 224 milioni di euro oggetto di contenzioso, rispetto al quale l’Università Cattolica ha già visto riconosciute le proprie ragioni da un lodo, pronunciato all’unanimità e vincolante ex lege. Nonostante ciò, il lodo non è stato eseguito ed è stato impugnato dalla Regione Lazio”. Pur sotto questa pressione, “che potrà diventare ancor più drammatica nei prossimi mesi, il Policlinico Gemelli continua a svolgere il suo servizio di struttura ospedaliera generale e di alta specializzazione, offrendo – per la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini e per l’oculata gestione economica – un punto di riferimento vitale e imprescindibile nel campo della salute e della ricerca scientifica nazionale e internazionale”. Prima struttura ospedaliera della Regione Lazio per numero di ricoveri (oltre 100mila all’anno) e per la quota di ricoveri di alta complessità, il Gemelli “è l’ospedale che in Italia ha la maggiore capacità di attrazione di pazienti proveniente da fuori Regione (oltre 13mila degenti nell’anno 2010); è il più grande ospedale oncologico del Paese, con una leadership riconosciuta da numerose rilevazioni, quale per esempio quella della Fondazione Veronesi (Sportello Cancro). E nell’ambito del sistema sanitario della Regione Lazio, è struttura di riferimento principale (hub) in numerosi ambiti di intervento, che non riguardano solo l’assistenza ospedaliera (come la rete oncologica, cardiologica, ictus, malattie infettive e perinatale), ma anche quella territoriale (sistema di emergenza-urgenza ed elisoccorso, specialistica ambulatoriale, diagnostica di base, centro dialisi, ambulatorio del dolore e hospice)”. Oltre che “costantemente sorvegliata e controllata dagli Organi Direttivi dell’Ateneo”, i quali hanno varato un apposito Piano industriale e di razionalizzazione, la gravità crescente dell’attuale situazione “è stata illustrata sia all’intero Consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia, sia alle rappresentanze sindacali”. Per superare questa delicatissima fase “senza traumi intollerabili sui posti di lavoro, è infatti indispensabile – prosegue il Gemelli – la convinta condivisione delle finalità e degli strumenti del Piano industriale, così com’è altrettanto necessaria e la massima coesione di tutti coloro che quotidianamente lavorano perché il Policlinico Gemelli sia sempre di più quella straordinaria risorsa che esso è diventato per la città di Roma, per il Lazio, per l’Italia intera”. Per “impedire che l’attuale situazione giunga al punto di ‘non ritorno’ provocando conseguenze assai difficilmente governabili, decisivo è il ruolo della Regione Lazio, sia nel chiudere responsabilmente e consensualmente la situazione dei crediti pregressi, sia e in particolare – prosegue la nota – nel sottoscrivere un nuovo accordo che, nel presente e per il futuro immediato, permetta al Policlinico il regolare funzionamento di ogni giorno e, quindi, il mantenimento degli attuali livelli di assistenza”. Senza di ciò, non solo si ridurrebbe la funzione sociale che il Gemelli svolge al servizio del territorio e per il bene dei cittadini, ma inevitabilmente “cadrebbe ogni concreto programma di sviluppo della qualità della cura e di ricerca scientifica avanzata, da cui è contraddistinta la storia ormai cinquantennale del Policlinico dell’Università Cattolica”.

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