La difesa del Policlinico Gemelli: “nessun rosso in bilancio, operiamo in credito con la Regione Lazio”

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Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) – Nessun rosso ‘segreto’, conti trasparenti e corretti. E’ secca e articolata la replica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore all’articolo pubblicato su ‘Milano Finanza’ il 30 luglio. L’ateneo sottolinea che “non c’è alcun rosso ‘segreto’ nei propri conti; e i propri bilanci sono assolutamente corretti e trasparenti. Tali bilanci – prosegue la nota – sono ben noti alle istituzioni e in modo particolare, per la parte sanitaria relativa al Policlinico Gemelli, alla Regione Lazio, presso la quale vengono annualmente depositati sia il budget, sia il bilancio consuntivo”. “La situazione attuale del Gemelli – pur grave, per le ragioni che si indicheranno – non va pertanto equiparata, o in alcun modo confusa, con quella di altre realtà sanitarie, oggetto di quotidiana attenzione da parte dei media. La pesante situazione del Policlinico Gemelli, infatti, deriva dall’enorme massa di crediti legati all’attività istituzionale, crediti che, non saldati, impongono scelte di indebitamento sempre più onerose. La massa creditizia accumulatasi nel corso dell’ultimo quinquennio, al 30 giugno 2011 ammonta a complessivi 701 milioni di euro (di cui 112 milioni di interessi); sono da aggiungere 224 milioni di euro oggetto di contenzioso, rispetto al quale l’Università Cattolica ha già visto riconosciute le proprie ragioni da un lodo, pronunciato all’unanimità e vincolante ex lege. Nonostante ciò, il lodo non è stato eseguito ed è stato impugnato dalla Regione Lazio”. Pur sotto questa pressione, “che potrà diventare ancor più drammatica nei prossimi mesi, il Policlinico Gemelli continua a svolgere il suo servizio di struttura ospedaliera generale e di alta specializzazione, offrendo – per la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini e per l’oculata gestione economica – un punto di riferimento vitale e imprescindibile nel campo della salute e della ricerca scientifica nazionale e internazionale”. Prima struttura ospedaliera della Regione Lazio per numero di ricoveri (oltre 100mila all’anno) e per la quota di ricoveri di alta complessità, il Gemelli “è l’ospedale che in Italia ha la maggiore capacità di attrazione di pazienti proveniente da fuori Regione (oltre 13mila degenti nell’anno 2010); è il più grande ospedale oncologico del Paese, con una leadership riconosciuta da numerose rilevazioni, quale per esempio quella della Fondazione Veronesi (Sportello Cancro). E nell’ambito del sistema sanitario della Regione Lazio, è struttura di riferimento principale (hub) in numerosi ambiti di intervento, che non riguardano solo l’assistenza ospedaliera (come la rete oncologica, cardiologica, ictus, malattie infettive e perinatale), ma anche quella territoriale (sistema di emergenza-urgenza ed elisoccorso, specialistica ambulatoriale, diagnostica di base, centro dialisi, ambulatorio del dolore e hospice)”. Oltre che “costantemente sorvegliata e controllata dagli Organi Direttivi dell’Ateneo”, i quali hanno varato un apposito Piano industriale e di razionalizzazione, la gravità crescente dell’attuale situazione “è stata illustrata sia all’intero Consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia, sia alle rappresentanze sindacali”. Per superare questa delicatissima fase “senza traumi intollerabili sui posti di lavoro, è infatti indispensabile – prosegue il Gemelli – la convinta condivisione delle finalità e degli strumenti del Piano industriale, così com’è altrettanto necessaria e la massima coesione di tutti coloro che quotidianamente lavorano perché il Policlinico Gemelli sia sempre di più quella straordinaria risorsa che esso è diventato per la città di Roma, per il Lazio, per l’Italia intera”. Per “impedire che l’attuale situazione giunga al punto di ‘non ritorno’ provocando conseguenze assai difficilmente governabili, decisivo è il ruolo della Regione Lazio, sia nel chiudere responsabilmente e consensualmente la situazione dei crediti pregressi, sia e in particolare – prosegue la nota – nel sottoscrivere un nuovo accordo che, nel presente e per il futuro immediato, permetta al Policlinico il regolare funzionamento di ogni giorno e, quindi, il mantenimento degli attuali livelli di assistenza”. Senza di ciò, non solo si ridurrebbe la funzione sociale che il Gemelli svolge al servizio del territorio e per il bene dei cittadini, ma inevitabilmente “cadrebbe ogni concreto programma di sviluppo della qualità della cura e di ricerca scientifica avanzata, da cui è contraddistinta la storia ormai cinquantennale del Policlinico dell’Università Cattolica”.

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