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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Parte all’Università Cattolica di Roma un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia in inglese

Da quest’anno i futuri medici parleranno due lingue, infatti, accanto ai tradizionali corsi di laurea a ciclo unico parte il corso di laurea “Medicine and surgery” interamente svolto in lingua inglese. Il bando di concorso sarà pubblicato tra maggio e giugno 2013.

18 FEB – L’Università Cattolica si apre ai corsi di laurea in lingua inglese. Accanto ai tradizionali corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria, partirà quest’anno il nuovo corso “Medicine and surgery” nato con l’obiettivo di formare medici che, per la loro preparazione umana e professionale, siano pronti a operare sia nei Paesi più avanzati sia in quelli in via di sviluppo.
Sono 50 in totale i posti disponibili (30 riservati a cittadini italiani e comunitari e 20 a cittadini extracomunitari selezionati sulla base di un esame che si svolgerà nel prossimo mese di settembre).
Nelle scorse settimane è già stato pubblicato il nuovo bando di concorso per l’ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Odontoiatria, mentre quello per l’ammissione al primo anno di “Medicine and surgery” sarà pubblicato tra maggio e giugno 2013.

Il corso di laurea di Medicina in inglese. Il nuovo corso di laurea “Medicine and surgery” non è una mera traduzione in lingua inglese dei programmi che vengono svolti nel tradizionale corso di Laurea in Medicina ma presenta una significativa innovazione sia per quanto concerne le metodologie che i contenuti didattici con una piena integrazione tra discipline biologiche, umane e cliniche. L’approccio multidisciplinare e il precoce coinvolgimento degli studenti nell’attività clinica costituisce un aspetto peculiare di questo nuovo percorso formativo che prevede lezioni frontali, tirocinio pratico, autoapprendimento, apprendimento guidato, seminari, approfondimenti culturali relativi alle Scienze Umane in un contesto di stretta interazione con i docenti, alcuni provenienti da istituzioni straniere, che si distinguono per l’eccellenza nell’educazione medica. Il corso di laurea vuole formare medici dotati di completa autonomia nell’identificare, comunicare e risolvere i problemi della salute dal punto di vista preventivo, diagnostico, prognostico, terapeutico e della riabilitazione.

Per saperne di più. Il bando di concorso per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria è disponibile presso il Servizio Didattica della sede universitaria (Largo F. Vito 1 – Roma) e consultabile/scaricabile dal sito internet http://roma.unicatt.it. Per informazioni dettagliate sulle modalità di iscrizione è possibile rivolgersi allo sportello del “Polo servizio carriera studenti” dei Servizi per corsi accademici presso gli Istituti Biologici o inviare una e-mail al seguente indirizzo: testammissione@rm.unicatt.it

18 febbraio 2013
da QuotidianoSanità

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La preparazione alla Pasqua e l’impegno educativo da riscoprire all’Università Cattolica

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È carattere distintivo dell’essere Docenti in Cattolica. Ascoltiamo Padre Gemelli: “per essere educatori non basta assolvere con diligenza il dovere di istruire, non basta recitare la splendida orazione, o ripetere per anni la stessa pur precisa ed esatta lezione; occorre che tra il maestro e il giovane si stabilisca quel rapporto che i cultori di pedagogia, a qualunque scuola appartengano, riconoscono come fondamentale causa del fatto educativo, pur indicandone in modo differente la natura; senza questo rapporto diretto, continuo, personale, da anima ad anima, non vi è educazione, si tratti di maestri elementari o di professori universitari. In una parola non basta la lezione e tanto meno basta la lezione, per elaborata e dotta che essa sia. Permettetemi un ricordo personale. Nel venticinquesimo di laurea io mi recai alla mia Università con i miei compagni per festeggiare la cara data; in quella occasione constatai che gli sventurati studenti che in quell’anno frequentavano medicina adoperavano, per prepararsi ad un certo esame, dispense di un corso che io, per arrotondare il mensile paterno, avevo compilato proprio ventisette anni prima. E si trattava di un illustre scienziato che consumava la sua giornata nel lavoro di laboratori e che ad alcuni pochissimi giovani scelti da lui con cura dedicava ore per aiutarli ed indirizzarli. Gli altri studenti si dovevano accontentare di una lezione che egli ripeteva uniformemente da un quarto di secolo. E questo non era il peggiore dei professori.

I giovani chiedono che il professore dia loro, e lo dia a tutti i volonterosi, il suo miglior tempo, le sue più assidue cure; chiedono che egli consideri l’istruire come il compito principale della sua vita”.


(Storia dell’Università Cattolica – Le fonti, vol. I, Vita e Pensiero 2007, p. 345)

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Se anche la Cattolica esplicita la differenza tra sedi padane e sede romana…

Onestamente preferivo una divisione “Sedi del Nord” e “Sede di Roma”…semmai!

Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione

Contenzioso sui crediti con la Regione: se non paga, rischio di dover tagliare letti e servizi. La Cattolica: pronto nuovo piano industriale. Possibile vendita ospedale ai privati

L'ingresso al GemelliROMA – E’ di nuovo allarme conti per il Gemelli. Nell’annoso braccio di ferro fra la struttura sanitaria religiosa e la Regione sui rimborsi delle prestazioni ospedaliere fornite, secondo le indiscrezioni è comparso un «buco» clamoroso: mancano almeno 300 milioni di euro, addirittura 500 secondo alcune fonti. E stavolta, sulla scia del dissesto finanziario del San Raffaele di Milano, la Cattolica e la Fondazione Toniolo, a cui fa capo la mega-struttura capitolina, potrebbero imprimere una svolta nella vicenda: separare le attività ospedaliere da quelle dell’università. E mettere sul mercato il Policlinico. Continue reading “Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione”

Le ipotesi sulla squadra di Monti: il Rettore Ornaghi al MIUR?

Berlusconi verso il sì, prende forma il nuovo esecutivo: fra i nomi che circolano quello del Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore all’Istruzione

MILANO – Guido Tabellini, professore di economia presso l’università Bocconi al dicastero di via xx settembre, Carlo Secchi al ministero dello Sviluppo, il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, all’Istruzione, Lanfranco Senn alle Infrastrutture, Cesare Mirabelli alla Giustizia, Giuliano Amato agli Esteri, Enzo Moavero sottosegretario alla presidenza del Consiglio: secondo quanto apprende l’Agi da fonti ben informate dovrebbero essere questi i nomi che Mario Monti vorrebbe portare al governo. Solo tecnici, nessun politico, d’accordo con il presidente della Repubblica. Anche della squadra dell’esecutivo il presidente della Bocconi parlerà con Silvio Berlusconi.

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Fonti parlamentari del Pdl riferiscono che Silvio Berlusconi avrebbe aperto al governo Monti. Ponendo un’unica vincolante condizione: la presenza di Gianni Letta nel governo. Sul nome dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, però, c’è il no del Partito democratico che vorrebbe solo tecnici.

Pronte le “pagelle” degli ospedali italiani. Ma non è detto che saranno rese pubbliche

Il Corriere della Sera anticipa i primi numeri delle performance ospedaliere del Programma nazionale esiti del ministero della Salute e Agenas. Ma il complesso dei dati resta ancora top secret perché non c’è accordo sul fatto di renderli pubblici o limitarne l’uso alle analisi tecniche.

31 OTT – In alcuni centri di Piemonte o Lombardia si può essere operati di bypass con un rischio di mortalità sovrapponibile a 0. Ma al Sud il rischio sale al 5% fino a sfiorare, in alcune strutture, l’8%. E ci sono ospedali dove l’80% dei parti avviene con il cesareo.
Sono alcuni dei dati preliminari, anticipati sul Corriere della Sera di oggi, del Programma nazionale esiti realizzato dall’Agenas per conto del ministero della Salute. Ben 1.475 strutture pubbliche e private sotto la lente, con 47 prestazioni passate al setaccio in base alle schede di dimissione ospedaliera del 2009.

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Un progetto di cui si aspettano i risultati complessivi e definitivi nel corso dei prossimi mesi. Ma parte di essi sono già stati presentati in commissione Igiene e Sanità del Senato nelle scorse settimane e la scorsa estate l’Agenas ha consegnato alle Regioni un’edizione del programma realizzata sugli esiti degli anni 2005-2009, come aveva anche annunciato a Quotidiano Sanità Carlo Perucci, direttore scientifico del Programma, in un’intervista nel maggio 2010. Il Programma nazionale esiti, peraltro, muove i passi proprio dall’esperienza del programma P.Re.Val.E. della Regione Lazio coordinato, negli anni passati, dallo stesso Perucci.

Ma quelli pubblicati oggi dal quotidiano milanese potrebbero restare gli unici dati di questa ricerca conosciuti al grande pubblico. Come sottolineava infatti a maggio lo stesso Perucci che, favorevole alla pubblicazione, non nascondeva però l’esistenza di forti perplessità in merito anche tra le stesse Regioni, e come scrive ancora oggi il Corriere della Sera si sta tuttora ragionando sull’opportunità di renderli consultabili da tutti i cittadini italiani o se non sia meglio lasciarli nelle sole mani delle istituzioni e dei tecnici, che già oggi possono accedere ai dati su internet esclusivamente attraverso l’inserimento di un codice personale. Le “pagelle”, infatti, nascono per permettere ai responsabili delle strutture e dei servizi sanitari regionali di intervenire dove le cose non funzionano per aggiustare il tiro. E sono scritte in un linguaggio tecnico. Ma il ministero non esclude di elaborare una versione di più semplice lettura da rendere disponibile ai cittadini.

Arriviamo ai dati. Il Corriere della Sera si concentra in particolare su 3 indicatori tra i più rappresentativi della capacità delle strutture sanitarie di garantire la qualità delle prestazioni: mortalità a 30 giorni dall’intervento di Bypass Aortocoronarico (Bpac), proporzioni di parti cesarei primari, intervento chirurgico entro 48 ore a seguito di frattura del collo del femore nell’anziano. Le probabilità di recupero del paziente per questo intervento, infatti, dipendono più dalla tempestività delle cure che non dalla gravità della malattia in sé.

Mortalità a 30 giorni dall’intervento per bypass. Occorre anzitutto sottolineare che nel 2009 circa 30 ospedali non hanno superato la soglia dei 50 bypass all’anno mentre il volume considerato accettabile per la sicurezza del malato è di 200.
In generale, la media italiana di mortalità è del 2,2% (poco più di due pazienti su 100 muoiono a un mese dall’operazione). Tra le eccellenze il Monzino di Milano, la Poliambulanza di Brescia, le Molinette a Torino. Al di sotto dell’1,5% il Sacco di Milano, gli ospedali Riuniti di Bergamo, il Careggi di Firenze, il San Camillo Forlanini di Roma (con 0,79%), l’Ismett di Palermo. Ma la mortalità sale al sud, è superiore al 5% a Salerno, al Monaldi di Napoli, presso la casa di cura San Michele (Caserta, quasi 8%), al Papardo di Messina ma anche al Sant’Andrea e al Campus Biomedico di Roma.

Intervento entro 48 ore per frattura di femore. Opportunità negata in decine di ospedali del sud dove appena 5 pazienti su 100 vengono operati rispettando le linee guida internazionali. Ma anche a Milano (Niguarda, San Paolo) si scoprono gravi ritardi.

Cesarei. La forbice è davvero ampia. Si va dalle percentuali virtuose del Buzzi di Milano, ospedali Riuniti di Bergamo, casa di cura per il Bambino di Monza (dove meno di 10 donne su 100 partoriscono con la chirurgia) a realtà del sud che potrebbero essere definite vere e proprie fabbriche di cesarei. Case di cura private dove 8 donne su 10 ricevono il taglio probabilmente senza criteri di appropriatezza, solo perché vantaggioso sul piano della remunerazione. La Campania è maglia nera, ma esempi negativi si registrano anche in Piemonte: alla clinica Sedes Sapientiae il cesareo è scontato (9 volte su 10).

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