Cerca

Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

Tag

Polverini

Lazio. CdA Gemelli: “Regione disconosce dimensioni e qualità del Policlinico”

La riduzione dei fondi per il Policlinico Gemelli dipende “da un approccio della Regione che tende impropriamente ad assimilare il Policlinico alle strutture private accreditate”. Decise misure di razionalizzazione per ripristinare l’equilibrio economico-finanziario. Ma il CdA avverte: “Assistenza a rischio”.

21 GIU – Importanti misure di contenimento dei costi dei beni e servizi acquisiti all’esterno unite a “inevitabili, seppure da attuarsi con equità ed equilibrio”, interventi sul costo del personale afferente all’organico del Policlinico. Che però, “senza il puntuale adempimento delle obbligazioni a carico del servizio sanitario e senza il riconoscimento, da parte delle Istituzioni Regionali e Statali, del ruolo e delle funzioni svolte dal Policlinico Gemelli a beneficio della collettività”, metteranno comunque a rischio i livelli quantitativi e qualitativi dell’assistenza fornita.
È quanto afferma il Consiglio di Amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dopo la riunione di ieri per analizzare i risultati dell’esercizio 2011 dell’Ateneo e della gestione speciale del Policlinico A. Gemelli.

Con riguardo alla situazione del Gemelli gli impegni presi dalla Regione Lazio prevedono, in virtù di un Decreto del Presidente della Regione, approvato ai primi di giugno 2012, uno stanziamento per l’esercizio 2011 di 510 milioni di euro a fronte di 535 milioni di euro stanziati, con un accordo sottoscritto nel luglio 2010, per l’esercizio precedente.
“Un tale decremento delle risorse finanziarie destinate al Gemelli (esposte a un ulteriore peggioramento in sede di concreta erogazione, in quanto la tipologia e la quantità delle prestazioni richieste dalla Regione Lazio divergono da quelle che il Policlinico ha potuto in concreto fornire, anche a causa della riduzione dei posti letto di 180 unità disposta su precisa richiesta della Regione stessa) trova origine in un approccio della Regione Lazio che tende impropriamente ad assimilare il Policlinico Universitario Agostino Gemelli alle strutture private accreditate, disconoscendo in tal modo le caratteristiche dimensionali e qualitative del Policlinico”, afferma il CdA ricordando che questo, “insieme al mancato pagamento di ingentissimi crediti del sistema pubblico relativi al periodo 2000-2010, ha condotto a un risultato dell’esercizio 2011 gravemente negativo, con una perdita di 99,6 milioni di euro a carico della gestione del Policlinico Gemelli, che il Consiglio di Amministrazione ha disposto di coprire, impiegando le risorse patrimoniali dell’Ateneo”.

Il Consiglio di Amministrazione ha quindi preso in considerazione le misure da porre in essere per ripristinare le condizioni di equilibrio economico e finanziario del Policlinico Gemelli, “indispensabili per garantire la prosecuzione dell’attività della struttura sanitaria e per assicurare la prioritaria esigenza di salvaguardare l’integrità del patrimonio dell’Ateneo”. Le misure decise dal Consiglio di Amministrazione prevedono una marcata accentuazione degli interventi di razionalizzazione e recupero di efficienza previsti dal piano approvato nel dicembre 2011. E in particolare, come accennato, “importanti misure di contenimento dei costi dei beni e servizi acquisiti all’esterno unite a inevitabili, seppure da attuarsi con equità ed equilibrio, interventi sul costo del personale afferente all’organico del Policlinico”. “Fermo restando – sottolinea però il CdA – che senza il puntuale adempimento delle obbligazioni a carico del servizio sanitario e senza il riconoscimento, da parte delle Istituzioni Regionali e Statali, del ruolo e delle funzioni svolte dal Policlinico Gemelli a beneficio della collettività risulterà particolarmente arduo mantenere i livelli quantitativi e qualitativi dell’assistenza fornita”.

20120621-132429.jpg

Annunci

Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione

Contenzioso sui crediti con la Regione: se non paga, rischio di dover tagliare letti e servizi. La Cattolica: pronto nuovo piano industriale. Possibile vendita ospedale ai privati

L'ingresso al GemelliROMA – E’ di nuovo allarme conti per il Gemelli. Nell’annoso braccio di ferro fra la struttura sanitaria religiosa e la Regione sui rimborsi delle prestazioni ospedaliere fornite, secondo le indiscrezioni è comparso un «buco» clamoroso: mancano almeno 300 milioni di euro, addirittura 500 secondo alcune fonti. E stavolta, sulla scia del dissesto finanziario del San Raffaele di Milano, la Cattolica e la Fondazione Toniolo, a cui fa capo la mega-struttura capitolina, potrebbero imprimere una svolta nella vicenda: separare le attività ospedaliere da quelle dell’università. E mettere sul mercato il Policlinico. Continue reading “Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione”

Regione Lazio, sì ai vitalizi per gli esterni

Approvata la manovra della Regione Lazio che garantisce i vitalizi anche agli assessori esterni e aumenta le tasse ai cittadini.

20111223-092459.jpg

La battaglia in consiglio si è conclusa alle 2.30 della notte con il presidente Renata Polverini che ha difesoil lavoro della sua squadra e spiegato che a gennaio si discuterà dell’abbattimento dei costi della politica regionale. La presenza di 12 assessori esterni, costa alla Regione Lazio altrettanti stipendi in più ma ora anche i relativi vitalizi, pensioni che fino a ieri non sarebbero spettati a chi non è stato letto ma solo nominato. La norma prevede l’estensione agli assessori esterni attualmente in carica grazie a un sub-emendamento ad hoc della commissione Bilancio. Il vitalizio abrogato nel 2015. Il vitalizio sarà abrogato dal 2015 e i consiglieri in carica si sono assicurati la pensione. Dalla decima legislatura, quella che appunto inizierà nel 2015, ci dovrebbe essere un sistema previdenziale contributivo per i consiglieri eletti basato sul sistema di calcolo come per i dipendenti pubblici con il limite inderogabile del requisito anagrafico minimo pari a 60 anni. Dovrebbe essere quindi cancellata la norma che permette di avere il vitalizio a 55 anni o, a richiesta e con una piccola decurtazione, anche a 50 anni.

Lazio. Giovani Medici denunciano: “Solo da noi non si è attivato l’osservatorio sulla formazione”

La Regione Lazio rimane l’unica in ritardo nell’attuazione del Dlgs 368/99 che prevede l’attivazione in tutte le Regioni in cui sono istituite scuole di specializzazioni di un Osservatorio che assicuri la qualità formativa. Appello del Sigm alla presidente Polverini.

20111203-110947.jpg

02 DIC – Ancora niente da fare per l’Osservatorio regionale sulla formazione medica specialistica del Lazio. Previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 368/1999, l’ente deputato alla verifica degli standard di qualità dell’attività assistenziale dei medici in formazione specialistica dovrebbe essere istituito in tutte le regioni nelle quali sono istituite le Scuole di specializzazione. Ma nel Lazio ancora non ce ne è ombra. Ed è l’unica Regione italiana a non avere ottemperato al suo dovere tra quelle interessate dal provvedimento. O meglio, il provvedimento istitutivo c’è, solo che l’Osservatorio non è mai stato attuato.
A denunciato è il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm), associazione di riferimento per tutti i giovani medici under 35 in Italia, quindi inclusi i medici in formazione specialistica. “Le Sedi Laziali del Sigm – spiega una nota del Segretariato -, dopo aver collezionato la sottoscrizione da parte di centinaia di colleghi di un documento di richiesta di immediata attivazione dell’Osservatorio regionale, inviato all’attenzione del presidente del Lazio, in assenza di riscontro alcuno lanciano un accorato appello alla presidente Polverini affinché intervenga per porre rimedio ad una situazione che penalizza i giovani medici in formazione afferenti alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria delle sei Facoltà di Medicina e Chirurgia presenti sul territorio laziale”.
“La Giunta della Regione Lazio – precisa il Segretariato -, in attuazione a quanto previsto dal suddetto articolo, pur avendo istituito l’Osservatorio regionale della formazione medica specialistica tramite la Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2003 (legge regionale 20 novembre 2001, n. 25, articolo 11, pubblicata nel B.U. Lazio 10 febbraio 2003, n. 4, S.O. n. 6), ma dopo più di otto anni, non ha ancora provveduto all’attivazione dell’Osservatorio che deve essere formato da ‘docenti universitari e dirigenti sanitari delle strutture presso le quali si svolge la formazione nonché tre rappresentanti dei medici in formazione specialistica’”.
Questo ritardo “risulta estremamente grave, ancorché inspiegabile”, denuncia la nota del Sigm annunciando che se la richiesta dovesse continuare ad essere disattesa, le Sedi Sigm laziali non escludono di mettere in campo iniziative di protesta, “anche clamorose”, per richiamare le istituzioni Regionali ad una piena assunzione di responsabilità nei confronti della formazione dei futuri specialisti del Ssr Laziale. “Ciò anche a tutela della salute dei cittadini che è funzione di un’adeguata professionalizzazione della categoria medica”.

da QuotidianoSanità

Tbc al Gemelli, Consiglio di Stato “Test solo su bimbi nati nel 2011”

Accolti gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del policlinico romano. La decisione per verificare la presenza di tubercolosi nei neonati partoriti durante la permanenza dell’infermiera affetta

20111112-121854.jpg

Il Consiglio di Stato ha deciso che i test per verificare la presenza di Tbc nei bambini nati al Policilinico Gemelli di Roma durante la permanenza dell’infermiera affetta da tubercolosi siano effettuati solo per l’anno 2011, accogliendo cosi gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del Gemelli.

Il 29 settembre scorso il Tar del Lazio, accogliendo le richieste del Codacons, aveva ritenuto non motivato il fatto che si limitassero i controlli al 2011 poiché erano stati trovati ”numerosi casi di bambini nati anche nel corso del 2010 risultati positivi al test Tbc”. Contro questa decisione hanno fatto appello la Regione Lazio, con gli avvocati Giuliano Bologna e Rosa Maria Privitera, e il policlinico Gemelli, con gli avvocati Federico Tedeschini e Michele Damiani. Nella lunga ordinanza, la III sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Pier Giorgio Lignani, partendo dal fatto che ad oggi, al Gemelli, risulta ”accertato un solo caso di infezione fra i bambini nati nel corso del 2011” e rilevato che nel frattempo ”sono stati effettuati numerosi test fra i bambini nati anche nel 2010 senza l’accertamento di altri casi di sicura contrazione dell’infezione”, ha ritenuto giusto modificare l’ordinanza del Tar ”nel senso che i test di controllo dovranno essere effettuati su base volontaria su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l’ultimo caso d’infezione eventualmente accertato”. Il Cds ha sollecitato in ogni caso il Tar a disporre una tempestiva fissazione dell’udienza di trattazione del merito del ricorso.

“Il Consiglio di Stato conferma che gli atti messi in campo dalla Regione erano giusti e quindi finalmente arriva qualche risposta alle tante polemiche scatenate su un caso, che invece, avrebbe dovuto richiamare al senso di responsabilità da parte di tutti, come ho più volte detto in quei giorni”, ha commentato la presidente della regione Lazio, Renata Polverini. “Si conferma che la Regione, anche in quella scelta, ha messo in campo le giuste decisioni. Siamo soddisfatti, anche perché io non sono un tecnico ma lo staff della Regione, gli ospedali coinvolti e gli esperti che abbiamo consultato, ci avevano dato quelle indicazioni. Creare un allarmismo eccessivo sarebbe stato controproducente”, ha aggiunto. E sulle ultime indagini sul Gemelli, Polverini ha sottolineato che “io non lo so. Il Gemelli ha avuto da parte della Regione le indicazioni per arrivare a controllare tutto il personale e indicare un percorso anche per conoscere le cause che portarono a quell’evento. Ma li ci sono altri organismi che faranno chiarezza”.

Tbc al Gemelli: 79 bambini positivi, estesi i controlli sui nati a Gennaio

20110901-100937.jpg

ROMA – E’ stata sentita oggi dai magistrati, nell’ospedale Spallanzani di Roma, dove è ricoverata, l’infermiera affetta da tubercolosi che ha prestato servizio nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli. Riserbo degli inquirenti sul contenuto dell’atto istruttorio. L’infermiera, ascoltata come persona informata sui fatti, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, e del sostituto Alberto Pioletti, che per precauzione hanno indossato delle mascherine protettive, inerenti, tra l’altro, tempi e modi di contrazione della malattia infettiva ed i controlli medici ai quali è stata sottoposta negli ultimi anni.

ALTRI 22 BAMBINI POSITIVI – Ci sono altri 22 bambini nati al policlinico Gemelli di Roma che sono risultati postivi al test per la tubercolosi. Lo rende noto la Regione Lazio. Salgono cosi a 79 i bimbi risultati positivi al test nell’ambito dei controlli avviati dopo che un’infermiera che lavora nel nido dell’ospedale si è ammalata di tubercolosi. “Per quanto riguarda la giornata odierna, sono emersi 22 nuovi casi positivi su 167 test effettuati. Le famiglie dei bambini interessati sono state già avvisate. Si tratta di 17 maschi e 5 femmine. Di questi, 1 bambino è nato nel mese di gennaio, 10 bambini a febbraio, 4 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, 1 a giugno ed 1 a luglio. Complessivamente, ad oggi sono state effettuate 1.197 visite e test di cui sono pervenuti 996 risultati, dei quali 79 emersi come positivi, con una media del 7,9%”.

REZZA (ISS), NON E’ EPIDEMIA – Che ci siano stati dei contagi è innegabile, ma al momento non si può parlare di epidemia perché i controlli e la profilassi servono proprio a evitare l’insorgere e il diffondersi della malattia. E’ quanto spiega Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, riferendosi ai bambini risultati positivi al test della Tbc al Policlinico Gemelli in seguito al contatto con una infermiera. “Le positività riscontrate finora – aggiunge l’epidemiologo – possono essere superiori al numero atteso, ma si tratta pur sempre di positività e non di malattia contagiosa. Il punto di trovare delle positività è proprio quello di impedire lo sviluppo della malattia e non sta a significare che si sta verificando un’epidemia. Anche perché sappiamo che nella popolazione italiana, secondo i dati dell’Oms, c’é almeno un 12% di persone positive al micobatterio, ma la malattia ha un’incidenza molto bassa in Italia, 4-5 mila casi l’anno”. Parlare di epidemia secondo Rezza “può dare il senso del verificarsi di casi di tubercolosi che invece viene evitato grazie a questi controlli e alla profilassi poi applicata. Identificazione precoce e profilassi fanno sì che non parta la malattia. E al momento non risultano esserci malati”. Secondo l’epidemiologo, “c’é stata una diagnosi tardiva, purtroppo, e bisognerà capirne i motivi, e quindi questa ha favorito il diffondersi dei positivi, anche sopra il numero atteso, ma questi bimbi non sono malati e quindi non sono contagianti, per cui non si può parlare di epidemia”.

AVVIATI CONTROLLI ANCHE SU NATI GENNAIO – Sono stati avviati i controlli e predisposti i contati delle famiglie anche per i bimbi nati a gennaio nel policlinico Gemelli. “In particolare – fa sapere la Regione – su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti”. Anche oggi è tornata a riunirsi, come previsto, l’Unità di coordinamento della Regione Lazio, presieduta dalla presidente Renata Polverini, chiamata a gestire l’attività di controllo sui nati al Policlinico Gemelli inseriti nel programma di sorveglianza sulla tubercolosi e che ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione. “L’Unità conferma che alla data odierna – spiega la Regione – si è conclusa l’attività di primo contatto di tutte le famiglie dei neonati interessati dal programma di controllo, compresi quelli nati nel mese di gennaio 2011. In particolare su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti. Per quanto riguarda le famiglie che non è stato possibile raggiungere, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, telefonici ed epistolari, si proseguirà nei prossimi giorni con telefonate a seguito delle quali, in caso di mancata risposta, verranno inviati telegrammi ed in ultima istanza, verranno interessate le autorità competenti per l’attivazione delle procedure previste in questi casi. Resta, inoltre, attivo il call center della Asl RmE ai numeri 06 68352830; 06 68352820; 366 6620408; 366 6620407 (www.regione.lazio.it)”. “L’Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi 22 neonati positivi – prosegue la nota – sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino ad oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti nessuno è risultato ammalato”.

da ANSA.it

Tbc alla neonatologia del Gemelli: riunita l’unità di coordinamento formata da Asl, ospedali e Regione

Roma, 18 ago. (Adnkronos Salute) – La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha convocato per oggi pomeriggio alle 17.30, presso la sede della Giunta in via Cristoforo Colombo 212, una riunione con l’Unità di coordinamento, attivata dall’assessorato regionale alla Salute, per un primo bilancio sulle attività di prevenzione sui bambini nati all’ospedale Gemelli di Roma, che potrebbero essere entrati in contatto con un’infermiera sospesa dal nosocomio perché malata di tubercolosi.

AMBULATORIO DEDICATO – I test sono organizzati dall’assessorato alla Sanità della Regione Lazio, l’ospedale Spallanzani (specializzato in malattie infettive) e il pediatrico Bambin Gesù, l’Asp (l’Azienda di sanità pubblica) e la Asl Roma E, competente a livello territoriale, il Gemelli ha quindi immediatamente attivato un ambulatorio dedicato e ha richiamato tutte le famiglie dei piccoli nati tra i primi di marzo e la metà di luglio. Anche se Costantino Romagnoli, il responsabile del reparto incriminato, assicura che «il rischio non è giudicato elevato». «Noi faremo la nostra parte negli accertamenti sulla quota di bambini che ci saranno assegnati dal piano, così come il Gemelli e lo Spallanzani. Alcuni saranno indirizzati qui anche per motivi logistici, a seconda di dove abitano» afferma il primario specialista in malattie infettive dell’ ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Alberto Villani.

12 SETTIMANE – «Dal momento dell’esposizione, la malattia si sviluppa nell’arco di 12 settimane – afferma Costantino Romagnoli – e i sintomi sono chiari: febbre e tosse persistente». E proprio un colpo di tosse potrebbe veicolare il contagio. I bacilli della tubercolosi si trasmettono infatti per via aerea. Ma, rassicurano dal Gemelli, «nel nido, i contatti tra personale sanitario e i piccoli non è frequente e quelli con l’infermiera sono stati sporadici». Il medico ha spiegato infatti che bisogna distinguere tra malattia e infezione: quest’ultima, infatti, in gran parte dei casi “rimane latente, ed è innocua perchè il sistema immunitario fornisce protezione“.

RISCHI MINIMI – «Il Gemelli – sottolinea Villani- è stato molto attento, se ne sono accorti in tempo, per cui rischi potenziali ce ne sono ma sono davvero minimi. Se non se ne fossero accorti in tempo rischio ce ne sarebbe stato». Il consiglio del medico alle famiglie è «di stare tranquilli, affidarsi alle istituzioni, e questo vale per chi dovrà essere sottoposto a controlli. Gli altri non devono preoccuparsi». I sintomi, d’altronde, ha spiegato Villani, sono talmente banali e comuni che qualunque bambino, anche sano, potrebbe presentarli: «tosse, inappetenza. Ma bisogna stare tranquilli. Il vero rischio è il panico generato inutilmente. La situazione è ben gestita – ha concluso – ed è un esempio di come le istituzioni lavorano bene».

 

Leggi su Corriere.it

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: