La Regione Lazio rimane l’unica in ritardo nell’attuazione del Dlgs 368/99 che prevede l’attivazione in tutte le Regioni in cui sono istituite scuole di specializzazioni di un Osservatorio che assicuri la qualità formativa. Appello del Sigm alla presidente Polverini.

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02 DIC – Ancora niente da fare per l’Osservatorio regionale sulla formazione medica specialistica del Lazio. Previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 368/1999, l’ente deputato alla verifica degli standard di qualità dell’attività assistenziale dei medici in formazione specialistica dovrebbe essere istituito in tutte le regioni nelle quali sono istituite le Scuole di specializzazione. Ma nel Lazio ancora non ce ne è ombra. Ed è l’unica Regione italiana a non avere ottemperato al suo dovere tra quelle interessate dal provvedimento. O meglio, il provvedimento istitutivo c’è, solo che l’Osservatorio non è mai stato attuato.
A denunciato è il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm), associazione di riferimento per tutti i giovani medici under 35 in Italia, quindi inclusi i medici in formazione specialistica. “Le Sedi Laziali del Sigm – spiega una nota del Segretariato -, dopo aver collezionato la sottoscrizione da parte di centinaia di colleghi di un documento di richiesta di immediata attivazione dell’Osservatorio regionale, inviato all’attenzione del presidente del Lazio, in assenza di riscontro alcuno lanciano un accorato appello alla presidente Polverini affinché intervenga per porre rimedio ad una situazione che penalizza i giovani medici in formazione afferenti alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria delle sei Facoltà di Medicina e Chirurgia presenti sul territorio laziale”.
“La Giunta della Regione Lazio – precisa il Segretariato -, in attuazione a quanto previsto dal suddetto articolo, pur avendo istituito l’Osservatorio regionale della formazione medica specialistica tramite la Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2003 (legge regionale 20 novembre 2001, n. 25, articolo 11, pubblicata nel B.U. Lazio 10 febbraio 2003, n. 4, S.O. n. 6), ma dopo più di otto anni, non ha ancora provveduto all’attivazione dell’Osservatorio che deve essere formato da ‘docenti universitari e dirigenti sanitari delle strutture presso le quali si svolge la formazione nonché tre rappresentanti dei medici in formazione specialistica’”.
Questo ritardo “risulta estremamente grave, ancorché inspiegabile”, denuncia la nota del Sigm annunciando che se la richiesta dovesse continuare ad essere disattesa, le Sedi Sigm laziali non escludono di mettere in campo iniziative di protesta, “anche clamorose”, per richiamare le istituzioni Regionali ad una piena assunzione di responsabilità nei confronti della formazione dei futuri specialisti del Ssr Laziale. “Ciò anche a tutela della salute dei cittadini che è funzione di un’adeguata professionalizzazione della categoria medica”.

da QuotidianoSanità

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