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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Il I Convegno 2013 della Sezione S.It.I. Lazio il 17 maggio a Roma

I Medici in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva saranno in prima linea nel primo evento scientifico del 2013 della Sezione S.It.I. Lazio, organizzato in collaborazione con gli Istituti e i Dipartimenti di Igiene delle Università romane (Sapienza, Cattolica e Tor Vergata). Una sessione sarà dedicata al Piano Vaccini della Regione Lazio recentemente approvato.

L’evento, di cui disponibile il programma preliminare, si terrà il 17 maggio 2013 presso l’Aula Angelo Celli del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive di Sapienza.

L’iscrizione è gratuita per i Soci S.It.I. Lazio.

Lazio. Il Gemelli dopo i tagli di Bondi: “Servizi a rischio e stop agli investimenti”

I decreti del commissario straordinario prevedono per il Policlinico romano un taglio complessivo di 29 mln di euro sul budget 2012. Il Dg Guizzardi: “Stiamo accumulando debiti da fornitori che ad un certo punto non riusciremo più a sopportare e questo punto si sta avvicinando”.

29 NOV – È allarme rosso al Policlinico Gemelli di Roma dopo i due decreti (n.348 e n. 349) adottati dal commissario per il debito del Lazio, Enrico Bondi che prevedono, nonostante il precedente e recente accordo raggiunto il 14 settembre con la Regione (il budget era stato fissato a 529 mln), un ulteriore taglio sul budget quantificabile in 29 milioni di euro (che equivalgono a circa il 30% dei tagli previsti per tutte le strutture sanitarie accreditate del Lazio). Di questi tagli circa 5 milioni riguardano le funzioni per l’Emergenza e per il Pronto soccorso senza riduzione delle prestazioni erogate.
La prima questione che hanno evidenziato i responsabili riguarda la decisione, assunta dai decreti, di assimilare il Gemelli ad altre strutture più piccole e private. “Indistintamente il Gemelli e’ stato messo allo stesso livello di strutture più piccole ed è stato investito da provvedimenti non negoziabili”, ha dichiarato Marco Elefanti, Direttore Amministrativo Università Cattolica del Sacro Cuore.

Critico anche Rocco Bellantone, Preside della Facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per cui “il Gemelli esiste per le istituzioni quando vengono richieste determinate prestazioni, che evidentemente vengono richieste perché il Gemelli e’ una struttura simbolo insostituibile per la Regione Lazio. Poi però quando si tratta di sostenerlo a livello economico, il Gemelli non viene considerato”.

Duro anche il commento del Dg Maurizio Guizzardi: “Siamo amareggiati, soprattutto perché avevamo avviato in piena autonomia un percorso di razionalizzazione che prevede risparmi nell’ordine di 70 mln di euro entro il 2014 in collaborazione con la Regione con cui avevamo stipulato un accordo di reciproco impegno, senza dimenticare gli sforzi fatti da tutto il personale. Noi lo stavamo mantenendo, ma con questa nuova ondata di tagli, siamo sull’orlo del precipizio”. Ma il problema, è anche molto più ampio, perché il Gemelli vanta circa 800 mln di crediti nei confronti della Regione e per far andare avanti la struttura deve indebitarsi.

“Stiamo accumulando debiti da fornitori e banche – ha evidenziato il Dg – che ad un certo punto non riusciremo più a sopportare e questo punto si sta avvicinando”. In ogni caso, il Policlinico non intende intaccare l’offerta di salute. “ Noi continueremo a garantire l’assistenza finché potremo, perché questa è la ‘mission’ del Policlinico, ma le istituzioni devono rendersi conto che se chiudiamo sarà un disastro con pesanti ricadute su tutta la sanità regionale e non solo. Una situazione inimmaginabile”.

“Ancora una volta – hanno specificato i repsonsabili del Policlinico -, piuttosto che intervenire sulla programmazione sanitaria regionale al fine di garantire il diritto alla salute dei cittadini in un quadro di sostenibilità economico finanziaria del sistema, si è deciso a tavolino di intervenire con tagli lineari per giunta fatti in via retroattiva. Questi interventi vanno a colpire pesantemente il Policlinico Gemelli di cui va ribadito il ruolo e le funzioni pubbliche che svolge per il Servizio sanitario nazionale e regionale e che offre gratuitamente assistenza senza fare selezione di pazienti sulla base della redditività delle patologie e senza calcoli di remunerazione dei casi da trattare. Il Gemelli, quale policlinico universitario non statale, svolge cioè un servizio identico a quello delle strutture pubbliche di pari alta complessità. E il comportamento della Regione Lazio rischia di compromettere, fino a vanificarli, gli sforzi che il Gemelli, insieme a tutto il personale, sta facendo con l’attuazione del Piano strategico per ristrutturare i propri processi e contenere i costi al fine di raggiungere l’equilibrio economico entro i prossimi due anni e mantenere gli elevati standard assistenziali a beneficio di tutti i cittadini”.

Per il momento la dirigenza dell’ospedale ha fatto sapere di non voler tagliare le prestazioni ma, probabilmente i decreti del commissario per la Sanità del Lazio verranno impugnati. In ogni caso, per i responsabili del Policlinico i tagli vogliono dire una brusca frenata dal lato degli investimenti e dell’innovazione. “Come conseguenza di del taglio ulteriore sul budget non sarà possibile aprire attività già programmate proprio con la Regione, come per esempio il potenziamento dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, in quanto ciò comporterebbe un aumento dei costi insostenibili da parte dell’ospedale”.

Regione Lazio, sì ai vitalizi per gli esterni

Approvata la manovra della Regione Lazio che garantisce i vitalizi anche agli assessori esterni e aumenta le tasse ai cittadini.

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La battaglia in consiglio si è conclusa alle 2.30 della notte con il presidente Renata Polverini che ha difesoil lavoro della sua squadra e spiegato che a gennaio si discuterà dell’abbattimento dei costi della politica regionale. La presenza di 12 assessori esterni, costa alla Regione Lazio altrettanti stipendi in più ma ora anche i relativi vitalizi, pensioni che fino a ieri non sarebbero spettati a chi non è stato letto ma solo nominato. La norma prevede l’estensione agli assessori esterni attualmente in carica grazie a un sub-emendamento ad hoc della commissione Bilancio. Il vitalizio abrogato nel 2015. Il vitalizio sarà abrogato dal 2015 e i consiglieri in carica si sono assicurati la pensione. Dalla decima legislatura, quella che appunto inizierà nel 2015, ci dovrebbe essere un sistema previdenziale contributivo per i consiglieri eletti basato sul sistema di calcolo come per i dipendenti pubblici con il limite inderogabile del requisito anagrafico minimo pari a 60 anni. Dovrebbe essere quindi cancellata la norma che permette di avere il vitalizio a 55 anni o, a richiesta e con una piccola decurtazione, anche a 50 anni.

Lazio. Giovani Medici denunciano: “Solo da noi non si è attivato l’osservatorio sulla formazione”

La Regione Lazio rimane l’unica in ritardo nell’attuazione del Dlgs 368/99 che prevede l’attivazione in tutte le Regioni in cui sono istituite scuole di specializzazioni di un Osservatorio che assicuri la qualità formativa. Appello del Sigm alla presidente Polverini.

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02 DIC – Ancora niente da fare per l’Osservatorio regionale sulla formazione medica specialistica del Lazio. Previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 368/1999, l’ente deputato alla verifica degli standard di qualità dell’attività assistenziale dei medici in formazione specialistica dovrebbe essere istituito in tutte le regioni nelle quali sono istituite le Scuole di specializzazione. Ma nel Lazio ancora non ce ne è ombra. Ed è l’unica Regione italiana a non avere ottemperato al suo dovere tra quelle interessate dal provvedimento. O meglio, il provvedimento istitutivo c’è, solo che l’Osservatorio non è mai stato attuato.
A denunciato è il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm), associazione di riferimento per tutti i giovani medici under 35 in Italia, quindi inclusi i medici in formazione specialistica. “Le Sedi Laziali del Sigm – spiega una nota del Segretariato -, dopo aver collezionato la sottoscrizione da parte di centinaia di colleghi di un documento di richiesta di immediata attivazione dell’Osservatorio regionale, inviato all’attenzione del presidente del Lazio, in assenza di riscontro alcuno lanciano un accorato appello alla presidente Polverini affinché intervenga per porre rimedio ad una situazione che penalizza i giovani medici in formazione afferenti alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria delle sei Facoltà di Medicina e Chirurgia presenti sul territorio laziale”.
“La Giunta della Regione Lazio – precisa il Segretariato -, in attuazione a quanto previsto dal suddetto articolo, pur avendo istituito l’Osservatorio regionale della formazione medica specialistica tramite la Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2003 (legge regionale 20 novembre 2001, n. 25, articolo 11, pubblicata nel B.U. Lazio 10 febbraio 2003, n. 4, S.O. n. 6), ma dopo più di otto anni, non ha ancora provveduto all’attivazione dell’Osservatorio che deve essere formato da ‘docenti universitari e dirigenti sanitari delle strutture presso le quali si svolge la formazione nonché tre rappresentanti dei medici in formazione specialistica’”.
Questo ritardo “risulta estremamente grave, ancorché inspiegabile”, denuncia la nota del Sigm annunciando che se la richiesta dovesse continuare ad essere disattesa, le Sedi Sigm laziali non escludono di mettere in campo iniziative di protesta, “anche clamorose”, per richiamare le istituzioni Regionali ad una piena assunzione di responsabilità nei confronti della formazione dei futuri specialisti del Ssr Laziale. “Ciò anche a tutela della salute dei cittadini che è funzione di un’adeguata professionalizzazione della categoria medica”.

da QuotidianoSanità

Tbc al Gemelli, Consiglio di Stato “Test solo su bimbi nati nel 2011”

Accolti gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del policlinico romano. La decisione per verificare la presenza di tubercolosi nei neonati partoriti durante la permanenza dell’infermiera affetta

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Il Consiglio di Stato ha deciso che i test per verificare la presenza di Tbc nei bambini nati al Policilinico Gemelli di Roma durante la permanenza dell’infermiera affetta da tubercolosi siano effettuati solo per l’anno 2011, accogliendo cosi gli appelli contro l’ordinanza del Tar da parte di Regione Lazio e del Gemelli.

Il 29 settembre scorso il Tar del Lazio, accogliendo le richieste del Codacons, aveva ritenuto non motivato il fatto che si limitassero i controlli al 2011 poiché erano stati trovati ”numerosi casi di bambini nati anche nel corso del 2010 risultati positivi al test Tbc”. Contro questa decisione hanno fatto appello la Regione Lazio, con gli avvocati Giuliano Bologna e Rosa Maria Privitera, e il policlinico Gemelli, con gli avvocati Federico Tedeschini e Michele Damiani. Nella lunga ordinanza, la III sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Pier Giorgio Lignani, partendo dal fatto che ad oggi, al Gemelli, risulta ”accertato un solo caso di infezione fra i bambini nati nel corso del 2011” e rilevato che nel frattempo ”sono stati effettuati numerosi test fra i bambini nati anche nel 2010 senza l’accertamento di altri casi di sicura contrazione dell’infezione”, ha ritenuto giusto modificare l’ordinanza del Tar ”nel senso che i test di controllo dovranno essere effettuati su base volontaria su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l’ultimo caso d’infezione eventualmente accertato”. Il Cds ha sollecitato in ogni caso il Tar a disporre una tempestiva fissazione dell’udienza di trattazione del merito del ricorso.

“Il Consiglio di Stato conferma che gli atti messi in campo dalla Regione erano giusti e quindi finalmente arriva qualche risposta alle tante polemiche scatenate su un caso, che invece, avrebbe dovuto richiamare al senso di responsabilità da parte di tutti, come ho più volte detto in quei giorni”, ha commentato la presidente della regione Lazio, Renata Polverini. “Si conferma che la Regione, anche in quella scelta, ha messo in campo le giuste decisioni. Siamo soddisfatti, anche perché io non sono un tecnico ma lo staff della Regione, gli ospedali coinvolti e gli esperti che abbiamo consultato, ci avevano dato quelle indicazioni. Creare un allarmismo eccessivo sarebbe stato controproducente”, ha aggiunto. E sulle ultime indagini sul Gemelli, Polverini ha sottolineato che “io non lo so. Il Gemelli ha avuto da parte della Regione le indicazioni per arrivare a controllare tutto il personale e indicare un percorso anche per conoscere le cause che portarono a quell’evento. Ma li ci sono altri organismi che faranno chiarezza”.

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