La riduzione dei fondi per il Policlinico Gemelli dipende “da un approccio della Regione che tende impropriamente ad assimilare il Policlinico alle strutture private accreditate”. Decise misure di razionalizzazione per ripristinare l’equilibrio economico-finanziario. Ma il CdA avverte: “Assistenza a rischio”.

21 GIU – Importanti misure di contenimento dei costi dei beni e servizi acquisiti all’esterno unite a “inevitabili, seppure da attuarsi con equità ed equilibrio”, interventi sul costo del personale afferente all’organico del Policlinico. Che però, “senza il puntuale adempimento delle obbligazioni a carico del servizio sanitario e senza il riconoscimento, da parte delle Istituzioni Regionali e Statali, del ruolo e delle funzioni svolte dal Policlinico Gemelli a beneficio della collettività”, metteranno comunque a rischio i livelli quantitativi e qualitativi dell’assistenza fornita.
È quanto afferma il Consiglio di Amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dopo la riunione di ieri per analizzare i risultati dell’esercizio 2011 dell’Ateneo e della gestione speciale del Policlinico A. Gemelli.

Con riguardo alla situazione del Gemelli gli impegni presi dalla Regione Lazio prevedono, in virtù di un Decreto del Presidente della Regione, approvato ai primi di giugno 2012, uno stanziamento per l’esercizio 2011 di 510 milioni di euro a fronte di 535 milioni di euro stanziati, con un accordo sottoscritto nel luglio 2010, per l’esercizio precedente.
“Un tale decremento delle risorse finanziarie destinate al Gemelli (esposte a un ulteriore peggioramento in sede di concreta erogazione, in quanto la tipologia e la quantità delle prestazioni richieste dalla Regione Lazio divergono da quelle che il Policlinico ha potuto in concreto fornire, anche a causa della riduzione dei posti letto di 180 unità disposta su precisa richiesta della Regione stessa) trova origine in un approccio della Regione Lazio che tende impropriamente ad assimilare il Policlinico Universitario Agostino Gemelli alle strutture private accreditate, disconoscendo in tal modo le caratteristiche dimensionali e qualitative del Policlinico”, afferma il CdA ricordando che questo, “insieme al mancato pagamento di ingentissimi crediti del sistema pubblico relativi al periodo 2000-2010, ha condotto a un risultato dell’esercizio 2011 gravemente negativo, con una perdita di 99,6 milioni di euro a carico della gestione del Policlinico Gemelli, che il Consiglio di Amministrazione ha disposto di coprire, impiegando le risorse patrimoniali dell’Ateneo”.

Il Consiglio di Amministrazione ha quindi preso in considerazione le misure da porre in essere per ripristinare le condizioni di equilibrio economico e finanziario del Policlinico Gemelli, “indispensabili per garantire la prosecuzione dell’attività della struttura sanitaria e per assicurare la prioritaria esigenza di salvaguardare l’integrità del patrimonio dell’Ateneo”. Le misure decise dal Consiglio di Amministrazione prevedono una marcata accentuazione degli interventi di razionalizzazione e recupero di efficienza previsti dal piano approvato nel dicembre 2011. E in particolare, come accennato, “importanti misure di contenimento dei costi dei beni e servizi acquisiti all’esterno unite a inevitabili, seppure da attuarsi con equità ed equilibrio, interventi sul costo del personale afferente all’organico del Policlinico”. “Fermo restando – sottolinea però il CdA – che senza il puntuale adempimento delle obbligazioni a carico del servizio sanitario e senza il riconoscimento, da parte delle Istituzioni Regionali e Statali, del ruolo e delle funzioni svolte dal Policlinico Gemelli a beneficio della collettività risulterà particolarmente arduo mantenere i livelli quantitativi e qualitativi dell’assistenza fornita”.

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