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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Tbc al Gemelli: 79 bambini positivi, estesi i controlli sui nati a Gennaio

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ROMA – E’ stata sentita oggi dai magistrati, nell’ospedale Spallanzani di Roma, dove è ricoverata, l’infermiera affetta da tubercolosi che ha prestato servizio nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli. Riserbo degli inquirenti sul contenuto dell’atto istruttorio. L’infermiera, ascoltata come persona informata sui fatti, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, e del sostituto Alberto Pioletti, che per precauzione hanno indossato delle mascherine protettive, inerenti, tra l’altro, tempi e modi di contrazione della malattia infettiva ed i controlli medici ai quali è stata sottoposta negli ultimi anni.

ALTRI 22 BAMBINI POSITIVI – Ci sono altri 22 bambini nati al policlinico Gemelli di Roma che sono risultati postivi al test per la tubercolosi. Lo rende noto la Regione Lazio. Salgono cosi a 79 i bimbi risultati positivi al test nell’ambito dei controlli avviati dopo che un’infermiera che lavora nel nido dell’ospedale si è ammalata di tubercolosi. “Per quanto riguarda la giornata odierna, sono emersi 22 nuovi casi positivi su 167 test effettuati. Le famiglie dei bambini interessati sono state già avvisate. Si tratta di 17 maschi e 5 femmine. Di questi, 1 bambino è nato nel mese di gennaio, 10 bambini a febbraio, 4 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, 1 a giugno ed 1 a luglio. Complessivamente, ad oggi sono state effettuate 1.197 visite e test di cui sono pervenuti 996 risultati, dei quali 79 emersi come positivi, con una media del 7,9%”.

REZZA (ISS), NON E’ EPIDEMIA – Che ci siano stati dei contagi è innegabile, ma al momento non si può parlare di epidemia perché i controlli e la profilassi servono proprio a evitare l’insorgere e il diffondersi della malattia. E’ quanto spiega Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, riferendosi ai bambini risultati positivi al test della Tbc al Policlinico Gemelli in seguito al contatto con una infermiera. “Le positività riscontrate finora – aggiunge l’epidemiologo – possono essere superiori al numero atteso, ma si tratta pur sempre di positività e non di malattia contagiosa. Il punto di trovare delle positività è proprio quello di impedire lo sviluppo della malattia e non sta a significare che si sta verificando un’epidemia. Anche perché sappiamo che nella popolazione italiana, secondo i dati dell’Oms, c’é almeno un 12% di persone positive al micobatterio, ma la malattia ha un’incidenza molto bassa in Italia, 4-5 mila casi l’anno”. Parlare di epidemia secondo Rezza “può dare il senso del verificarsi di casi di tubercolosi che invece viene evitato grazie a questi controlli e alla profilassi poi applicata. Identificazione precoce e profilassi fanno sì che non parta la malattia. E al momento non risultano esserci malati”. Secondo l’epidemiologo, “c’é stata una diagnosi tardiva, purtroppo, e bisognerà capirne i motivi, e quindi questa ha favorito il diffondersi dei positivi, anche sopra il numero atteso, ma questi bimbi non sono malati e quindi non sono contagianti, per cui non si può parlare di epidemia”.

AVVIATI CONTROLLI ANCHE SU NATI GENNAIO – Sono stati avviati i controlli e predisposti i contati delle famiglie anche per i bimbi nati a gennaio nel policlinico Gemelli. “In particolare – fa sapere la Regione – su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti”. Anche oggi è tornata a riunirsi, come previsto, l’Unità di coordinamento della Regione Lazio, presieduta dalla presidente Renata Polverini, chiamata a gestire l’attività di controllo sui nati al Policlinico Gemelli inseriti nel programma di sorveglianza sulla tubercolosi e che ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione. “L’Unità conferma che alla data odierna – spiega la Regione – si è conclusa l’attività di primo contatto di tutte le famiglie dei neonati interessati dal programma di controllo, compresi quelli nati nel mese di gennaio 2011. In particolare su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti. Per quanto riguarda le famiglie che non è stato possibile raggiungere, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, telefonici ed epistolari, si proseguirà nei prossimi giorni con telefonate a seguito delle quali, in caso di mancata risposta, verranno inviati telegrammi ed in ultima istanza, verranno interessate le autorità competenti per l’attivazione delle procedure previste in questi casi. Resta, inoltre, attivo il call center della Asl RmE ai numeri 06 68352830; 06 68352820; 366 6620408; 366 6620407 (www.regione.lazio.it)”. “L’Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi 22 neonati positivi – prosegue la nota – sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino ad oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti nessuno è risultato ammalato”.

da ANSA.it

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Tbc, i neonati contagiati salgono a 57 Codacons: dove lavora marito infermiera?

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ROMA – Ci sono cinque nuovi neonati positivi ai test disposti sui nati al Policlinico Gemelli dopo il caso dell’infermiera ammalatasi di tubercolosi e attualmente ricoverata allo Spallanzani. Il totale deipositivi sale così a 57 sugli 829 risultati finora pervenuti delle 1.058 visite e test effettuati, il che porta la media del 6,9%. L’Unità di coordinamento, presieduta dalla governatrice Renata Polverini, questa sera ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione attraverso i suoi esperti ricordando «che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo». «Pertanto – recita un comunicato – anche sui nuovi 5 neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino a oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti, nessuno è risultato ammalato». Per la giornata di domani, 31 agosto, sono stati fissati 136 appuntamenti. Intanto il Codacons torna alla carica e ha chiesto alla presidente Renata Polverini «dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli». L’associazione chiede di controllare «tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio» e pone tre domande alla governatrice: «Dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli? Lavorava già nel 2004, quando aveva la pleurite tubercolare? La commissione incaricata dalla Polverini deve accertare anche questo o no?». Secondo il Codacons «lo scandalo della Tbc a Roma si ingrossa. Tra silenzi imbarazzanti e mezze ammissioni, comincia a emergere un quadro ben più allarmante di quello che vorrebbe far credere la Polverini». Fonti sanitarie sostengono che l’uomo non avrebbe rapporto di lavoro nè con lo stesso policlinico Gemelli, nè con altre strutture a esso collegate. Il Codacons aveva presentato un esposto alla Procura di Roma. La procura di Roma continua le sue indagini: il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha ascoltato oggi quattro dirigenti del Gemelli, sia amministrativi che medici, ai quali è stato chiesto di spiegare a quali visite sono sottoposti i dipendenti, con quali meccanismi e se il personale del reparto neonatale è soggetto a ulteriori controlli. Al magistrato, è arrivata l’informativa dei Nas, da cui emergerebbe che la donna (che era vaccinata e che presto sarà sentita dalla Procura) non sarebbe stata sottoposta a visite in tempi recenti. I carabinieri, inoltre, hanno consegnato alla Procura tutto il materiale sequestrato al Gemelli: cartelle cliniche, elenco del personale e turni di lavoro. Al momento il fascicolo resta senza indagati nè ipotesi di reato, e non risulta arrivata a piazzale Clodio alcuna denuncia da parte dei familiari dei bambini risultati positivi. Intanto la questione sta diventando un caso politico: è di oggi la richiesta avanzata dalle opposizioni in Consiglio regionale (Giulia Rodano dell’Idv, Enzo Foschi del Pd e Rocco Berardo dei Radicali) di convocare urgentemente la commissione Sanità e un Consiglio straordinario. Ma non sono gli unici: a chiedere di convocare, oltre che la Sanità, anche la commissione Politiche sociali è il capogruppo di Fli Francesco Pasquali, mentre il capogruppo Api, Mario Mei, parla di «Consiglio completamente esautorato».

da Il Messaggero.it

Tbc al Gemelli: i risultati dopo la riunione dell’Unità di coordinamento

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ROMA – Sono in tutto tre i bambini contagiati al Policlinico Gemelli da una infermiera malata di Tbc. Le ultime analisi confermano due nuovi casi che si aggiungono alla bambina ricovera al Bambino Gesu. Le famiglie sono state già informate.

(ASCA) – Roma, 22 ago – ”Si e’ appena conclusa la riunione dell’Unita’ di coordinamento che sta gestendo l’attivita’ di controllo sui nati al Policlinico Gemelli dal 1 marzo al 25 luglio 2011 inseriti nel programma di sorveglianza: nel corso dell’incontro si e’ fatto il punto della situazione sulle attivita’ di controllo avviate, che si stanno svolgendo con regolarita’ e che, entro il 31 agosto, garantiranno a tutti i bambini interessati, l’effettuazione dei test e delle visite di controllo previste dal protocollo medico”. E’ quanto comunica una nota della Regione Lazio dopo che un’infermiera del Policlinico che lavorava nel reparto di neonatologia e’ risultata positiva alla tubercolosi.

”Le strutture interessate, – prosegue la nota – sotto la supervisione della Regione Lazio e dell’Asl RmE, sono quelle del policlinico Agostino Gemelli, dell’ospedale Bambino Gesu’ e dell’azienda ospedaliera San Camillo. I dettagli dell’attivita’ svolta e programmata dell’Unita’ di coordinamento saranno illustrati domani, nel corso di una conferenza stampa che si svolgera’ alle ore 12, nella sala Tevere della Regione Lazio”.

com-map/sam/rob
(Asca)

Infermiera con Tbc, controlli su mille neonati al Policlinico Gemelli

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ROMA – Un’infermiera del policlinico Gemelli che lavora nel reparto di neonatologia, dove vengono accolti i bambini subito dopo la nascita, è stata sospesa dall’incarico dopo avere scoperto di essersi ammalata di tubercolosi. Per ragioni precauzionali oltre mille bambini nati nella struttura da marzo fino metà luglio verranno richiamati per essere sottoposti a controlli a partire da domani in un ambulatorio dedicato.

La donna è ora in cura con una terapia antitubercolotica nella propria abitazione ma vista la delicatezza del suo incarico in accordo con l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio è stato deciso di avviare i test sui piccoli.

Il rischio che i bambini siano stati contagiati, ha spiegato il responsabile del reparto Costantino Romagnoli, «non è giudicato elevato». «La maggiore possibilità di essere stati contagiati riguarda chi convive con un malato», ha aggiunto il medico sottolineando che in un nido il contatto fra personale sanitario e i piccoli è più diradato e non è sempre la stessa infermiera ad occuparsi dello stesso bambino. Ma la struttura da domani mattina sottoporrà i bambini, 25 ogni giorno, a visite e ad un esame del sangue, il più accurato rispetto a quello classico della
intradermo reazione, utilizzato in genere sugli adulti. Basteranno 48 ore per avere il risultato degli esami.

Romagnoli ha spiegato di comprendere le eventuali preoccupazioni delle famiglie. I bambini saranno accolti da una squadra di medici attrezzata per fare fronte a questa emergenza. I sintomi di un eventuale contagio sono la tosse persistente e la febbre. La malattia si sviluppa dal momento del contagio, ha spiegato il medico, in circa 12 settimane. Per questa ragione è stato deciso di iniziare a controllare i bambini nati a partire dal primo marzo assieme a un gruppo di più piccoli nati nelle ultime settimane. I controlli dureranno alcuni mesi.

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