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ROMA – Ci sono cinque nuovi neonati positivi ai test disposti sui nati al Policlinico Gemelli dopo il caso dell’infermiera ammalatasi di tubercolosi e attualmente ricoverata allo Spallanzani. Il totale deipositivi sale così a 57 sugli 829 risultati finora pervenuti delle 1.058 visite e test effettuati, il che porta la media del 6,9%. L’Unità di coordinamento, presieduta dalla governatrice Renata Polverini, questa sera ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione attraverso i suoi esperti ricordando «che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo». «Pertanto – recita un comunicato – anche sui nuovi 5 neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino a oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti, nessuno è risultato ammalato». Per la giornata di domani, 31 agosto, sono stati fissati 136 appuntamenti. Intanto il Codacons torna alla carica e ha chiesto alla presidente Renata Polverini «dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli». L’associazione chiede di controllare «tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio» e pone tre domande alla governatrice: «Dove lavorava come infermiere il marito dell’infermiera del Gemelli? Lavorava già nel 2004, quando aveva la pleurite tubercolare? La commissione incaricata dalla Polverini deve accertare anche questo o no?». Secondo il Codacons «lo scandalo della Tbc a Roma si ingrossa. Tra silenzi imbarazzanti e mezze ammissioni, comincia a emergere un quadro ben più allarmante di quello che vorrebbe far credere la Polverini». Fonti sanitarie sostengono che l’uomo non avrebbe rapporto di lavoro nè con lo stesso policlinico Gemelli, nè con altre strutture a esso collegate. Il Codacons aveva presentato un esposto alla Procura di Roma. La procura di Roma continua le sue indagini: il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha ascoltato oggi quattro dirigenti del Gemelli, sia amministrativi che medici, ai quali è stato chiesto di spiegare a quali visite sono sottoposti i dipendenti, con quali meccanismi e se il personale del reparto neonatale è soggetto a ulteriori controlli. Al magistrato, è arrivata l’informativa dei Nas, da cui emergerebbe che la donna (che era vaccinata e che presto sarà sentita dalla Procura) non sarebbe stata sottoposta a visite in tempi recenti. I carabinieri, inoltre, hanno consegnato alla Procura tutto il materiale sequestrato al Gemelli: cartelle cliniche, elenco del personale e turni di lavoro. Al momento il fascicolo resta senza indagati nè ipotesi di reato, e non risulta arrivata a piazzale Clodio alcuna denuncia da parte dei familiari dei bambini risultati positivi. Intanto la questione sta diventando un caso politico: è di oggi la richiesta avanzata dalle opposizioni in Consiglio regionale (Giulia Rodano dell’Idv, Enzo Foschi del Pd e Rocco Berardo dei Radicali) di convocare urgentemente la commissione Sanità e un Consiglio straordinario. Ma non sono gli unici: a chiedere di convocare, oltre che la Sanità, anche la commissione Politiche sociali è il capogruppo di Fli Francesco Pasquali, mentre il capogruppo Api, Mario Mei, parla di «Consiglio completamente esautorato».

da Il Messaggero.it

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