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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Pediatria

Cosa significa essere un Pediatra Manager? Roma 11 Maggio 2012

“È ormai diffusa la consapevolezza che il Pediatra, ambulatoriale od ospedaliero, non sia solo il medico dei bambini, ma costituisca un nodo imprescindibile nella rete regionale di valori, culture, persone ed organizzazioni a cui si richiede di essere sempre più competenti sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza. Al pediatra è, altresì, richiesto un ruolo di garante dei diritti del bambino e dell’adolescente nella famiglia, nell’Ospedale e nella comunità”…

Cosa accade ogni giorno all’interno di processi assistenziali trasversali a diversi ambiti professionali vicini al medico? Quali esperienze e competenze consentono di raggiungere grandi risultati attraverso un modo “nuovo” di connettere risorse, relazioni, evidenze e capacità?

La risposta la costruiremo insieme, all’interno del Workshop Open SIMM in programma venerdi 11 Maggio 2012 (09.00 – 11.00) all’interno del 68° Congresso della Società Italiana di Pediatria (SIP).

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La Salute dei bambini: al via il 68′ Congresso Nazionale dei Pediatri

E spesso non servono. Il caso più eclatante è quello degli antibiotici in caso di influenza. Ma si parlerà anche di vaccini, malattie croniche, diabete e problemi comportamentali. Questa l’agenda del 68° congresso dei pediatri italiani di cui anticipiamo i temi e le evidenze principali.

09 MAG – Sarà un evento dal forte respiro internazionale, con esperti dalle più prestigiose università e centri di ricerca italiani e mondiali: il 68° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria (Sip), in corso da oggi fino all’11 maggio a Roma, sarà incentrato sulle novità scientifiche in tema di vaccini, farmaci, malattie croniche, diabete, trapianti, asma bronchiale, problemi comportamentali e psichiatrici nell’età evolutiva. La cerimonia inaugurale si svolgerà il 9 maggio alle ore 18,00 alla presenza del ministro della Salute Renato Balduzzi, del Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto G. Ugazio, dei Presidenti di alcune tra le principali società scientifiche pediatriche europee e internazionali.

“I nostri bambini sono il nostro futuro, dunque occuparci di loro vuol dire avere a cuore cosa ci aspetta”, con queste parole Ugazio, da noi contattato proprio in occasione del convegno, ha sintetizzato il ruolo centrale della pediatria nel nostro sistema sanitario. Ciò è vero a maggior ragione in un periodo così difficile –dal punto di vista economico e sociale – per il nostro paese e per il mondo intero. “I segnali sono evidenti: le risorse economiche si riducono sempre più, cala il numero dei pediatri in attività, da più parti si fa strada la tentazione di affidare la salute dei bambini ai medici degli adulti”, ha continuato. Tra i dati da discutere, quindi, c’è anche quello relativo alla crisi, poiché è in questa fase che la cura e l’attenzione per i bambini devono essere forse ancora maggiori.

Non solo argomenti scientifici e clinici, dunque, ma anche i temi legati al futuro delle cure pediatriche saranno al centro del Congresso. Mentre il Governo e le Regioni sono impegnati in Conferenza Stato Regioni nella definizione del Patto della Salute, i pediatri italiani della SIP lavorano alla costruzione di un documento (“Verso la nuova rete pediatrica integrata”) che contiene proposte innovative volte a migliorare la qualità dell’assistenza e a ridurne i costi, salvaguardando i diritti dei bambini.
A maggior ragione dato che secondo i più recenti dati diffusi da Eurostat, in Italia circa un minore su tre (0-17 anni) è a rischio di povertà. Un tema che tocca da più vicino il Mezzogiorno, dove i bambini non hanno le stesse possibilità rispetto al resto del paese. Qualiproblemi devono superare, quale futuro li attende? Se ne parlerà nella sessione “Crescere al Sud” con il vicepresidente della SIP Antonio Correra, il Presidente dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) Paolo Siani, il Presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo.
Non mancheranno dunque i temi socialisui quali i pediatri si confronteranno con altri esperti che si occupano di salute dei bambini: giornalisti, sacerdoti, ricercatori, genitori. Si parlerà di adolescenti. Saranno diffusi i dati dell’indagine 2012 “Abitudini e gli stili di vita degli adolescenti”, che ormai dal 1997 è un appuntamento fisso per il pubblico, i media e gli addetti ai lavori. Abuso sui minori, rischi di internet e pedofilia saranno i temi del dibattito condotto dal giornalista Giovanni Floris al quale prenderanno parte Don Fortunato Di Noto, parroco impegnato nella lotta alla pedofilia, e Marco Valerio Cervellini della Polizia Postale.

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Toscana. Pediatri in “rete” per un’assistenza migliore

Si tratta di una rete ideata per valorizzare le competenze dei singoli nodi che la compongono (aziende, specialisti), costruita intorno a percorsi assistenziali. Tra le novità anche le “cliniche di transizione”, create per seguire i pazienti nel passaggio bambino-adolescente-adulto…

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Bambini dal pediatra solo fino a 6 anni? Sarebbe il suicidio dell’intero sistema.

Porterebbe a più ospedalizzazioni dei bimbi. E i medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più.

Quella di far seguire ai pediatri i bambini solo fino a 6 anni è un’ipotesi che porterebbe a più ospedalizzazioni dei bimbi. Ne sono convinti gli esperti riuniti a Roma per la presentazione del Libro Bianco sulla salute dei bambini. “Spero che sia solo un’ipotesi di lavoro – afferma Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene dell’università Cattolica di Roma e curatore del libro – quello che emerge dal rapporto è che già oggi c’è un’eccessiva ospedalizzazione dei bambini, che al sud è doppia rispetto al resto d’Europa, e questo è dovuto allo scarso filtro fatto dai pediatri che non sono ben distribuiti sul territorio. La soluzione è fare in modo che ci siano più pediatri, che già oggi scarseggiano, non certo diminuirne il lavoro”. D’accordo anche Costantino Romagnoli e Riccardo Riccardi del dipartimento di Pediatria dell’ateneo: “ovunque nel mondo il pediatra segue anche l’adolescente – spiegano – la soluzione proposta è paradossale, e risponde forse a esigenze economiche ma non a quelle della società. Il rapporto di fiducia che si crea con il pediatra è molto importante, e delegare l’assistenza può essere un rischio”.

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Tbc al Gemelli: 79 bambini positivi, estesi i controlli sui nati a Gennaio

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ROMA – E’ stata sentita oggi dai magistrati, nell’ospedale Spallanzani di Roma, dove è ricoverata, l’infermiera affetta da tubercolosi che ha prestato servizio nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli. Riserbo degli inquirenti sul contenuto dell’atto istruttorio. L’infermiera, ascoltata come persona informata sui fatti, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, e del sostituto Alberto Pioletti, che per precauzione hanno indossato delle mascherine protettive, inerenti, tra l’altro, tempi e modi di contrazione della malattia infettiva ed i controlli medici ai quali è stata sottoposta negli ultimi anni.

ALTRI 22 BAMBINI POSITIVI – Ci sono altri 22 bambini nati al policlinico Gemelli di Roma che sono risultati postivi al test per la tubercolosi. Lo rende noto la Regione Lazio. Salgono cosi a 79 i bimbi risultati positivi al test nell’ambito dei controlli avviati dopo che un’infermiera che lavora nel nido dell’ospedale si è ammalata di tubercolosi. “Per quanto riguarda la giornata odierna, sono emersi 22 nuovi casi positivi su 167 test effettuati. Le famiglie dei bambini interessati sono state già avvisate. Si tratta di 17 maschi e 5 femmine. Di questi, 1 bambino è nato nel mese di gennaio, 10 bambini a febbraio, 4 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, 1 a giugno ed 1 a luglio. Complessivamente, ad oggi sono state effettuate 1.197 visite e test di cui sono pervenuti 996 risultati, dei quali 79 emersi come positivi, con una media del 7,9%”.

REZZA (ISS), NON E’ EPIDEMIA – Che ci siano stati dei contagi è innegabile, ma al momento non si può parlare di epidemia perché i controlli e la profilassi servono proprio a evitare l’insorgere e il diffondersi della malattia. E’ quanto spiega Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, riferendosi ai bambini risultati positivi al test della Tbc al Policlinico Gemelli in seguito al contatto con una infermiera. “Le positività riscontrate finora – aggiunge l’epidemiologo – possono essere superiori al numero atteso, ma si tratta pur sempre di positività e non di malattia contagiosa. Il punto di trovare delle positività è proprio quello di impedire lo sviluppo della malattia e non sta a significare che si sta verificando un’epidemia. Anche perché sappiamo che nella popolazione italiana, secondo i dati dell’Oms, c’é almeno un 12% di persone positive al micobatterio, ma la malattia ha un’incidenza molto bassa in Italia, 4-5 mila casi l’anno”. Parlare di epidemia secondo Rezza “può dare il senso del verificarsi di casi di tubercolosi che invece viene evitato grazie a questi controlli e alla profilassi poi applicata. Identificazione precoce e profilassi fanno sì che non parta la malattia. E al momento non risultano esserci malati”. Secondo l’epidemiologo, “c’é stata una diagnosi tardiva, purtroppo, e bisognerà capirne i motivi, e quindi questa ha favorito il diffondersi dei positivi, anche sopra il numero atteso, ma questi bimbi non sono malati e quindi non sono contagianti, per cui non si può parlare di epidemia”.

AVVIATI CONTROLLI ANCHE SU NATI GENNAIO – Sono stati avviati i controlli e predisposti i contati delle famiglie anche per i bimbi nati a gennaio nel policlinico Gemelli. “In particolare – fa sapere la Regione – su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti”. Anche oggi è tornata a riunirsi, come previsto, l’Unità di coordinamento della Regione Lazio, presieduta dalla presidente Renata Polverini, chiamata a gestire l’attività di controllo sui nati al Policlinico Gemelli inseriti nel programma di sorveglianza sulla tubercolosi e che ha fatto il punto della situazione sulle operazioni di verifica e prevenzione. “L’Unità conferma che alla data odierna – spiega la Regione – si è conclusa l’attività di primo contatto di tutte le famiglie dei neonati interessati dal programma di controllo, compresi quelli nati nel mese di gennaio 2011. In particolare su 266 nati nel mese di gennaio, sono stati già fissati 146 appuntamenti. Per quanto riguarda le famiglie che non è stato possibile raggiungere, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, telefonici ed epistolari, si proseguirà nei prossimi giorni con telefonate a seguito delle quali, in caso di mancata risposta, verranno inviati telegrammi ed in ultima istanza, verranno interessate le autorità competenti per l’attivazione delle procedure previste in questi casi. Resta, inoltre, attivo il call center della Asl RmE ai numeri 06 68352830; 06 68352820; 366 6620408; 366 6620407 (www.regione.lazio.it)”. “L’Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi 22 neonati positivi – prosegue la nota – sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio. L’Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino ad oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti nessuno è risultato ammalato”.

da ANSA.it

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