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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Specializzandi

DEVI SCEGLIERE TRA 4 o 5 ANNI: ECCO LE FAQ DEL SIGM PER RISPONDERE AI DUBBI E ALLE LEGGENDE DELLA RETE

Un Gruppo di Lavoro del Dipartimento Specializzandi dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha predisposto delle FAQ (Domande e Risposte) relative ai quesiti più frequenti riguardanti il Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2015, n. 68 che ha introdotto il Riordino delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria con una rimodulazione dell’assetto formativo delle singole Scuole e, per alcune di queste, anche con una riduzione della durata del corso formativo. Buona lettura.

GUIDA PER L’OPZIONE AL NUOVO ORDINAMENTO DIDATTICO SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE: FAQ (DOMANDE E RISPOSTE) 

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“NON C’È SOLO LA DURATA: SENSIBILIZZIAMO LE ISTITUZIONI PER UNA FORMAZIONE DI QUALITÀ!”

COMUNICATO STAMPA

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM)

Un “mail-bombing” per chiedere al MIUR ed al Ministero della Salute di farsi garanti dell’adozione ed utilizzo di indicatori di performance assistenziali e formative nel processo di accreditamento e di attivazione delle Scuole di Specializzazione di medicina ai sensi della Riforma sul Riordino.

In queste giornate caotiche in cui molti medici in formazione specialistica sono chiamati ad effettuare una scelta “a scatola chiusa” nell’esercizio del diritto di opzione al nuovo ordinamento didattico delle scuole di specializzazione di medicina è doveroso ricordare come più che la DURATA sotto i riflettori del processo di riordino debba rimanere la QUALITÀ della formazione. Qualità sempre difficile da dimostrare ma che, sicuramente, si può misurare!

Tra gli aspetti innovativi e qualificanti del Decreto Interministeriale sul Riordino degli Ordinamenti didattici delle scuole di specializzazione di area sanitaria (D.I. 4 febbraio 2015 n. 68), di particolare interesse resta l’introduzione di specifici Indicatori di Qualità (indicatori di performance assistenziali e formative), in aggiunta agli standard e ai requisiti strutturali e organizzativi ad oggi utilizzati ai fini dell’accreditamento ed attivazione delle scuole di specializzazione.

Al fine di chiedere al MIUR ed al Ministero della Salute di farsi garanti dell’adozione e dell’utilizzo dei citati indicatori di qualità, l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) lancia un “mail-bombing”.

Sono invitati ad aderire all’iniziativa tutti i medici in formazione specialistica e gli aspiranti specializzandi (neolaureati e studenti in medicina). A partire dal 30 marzo 2015 e sino al 2 aprile 2015 questi dovranno inviare il testo allegato (SCARICARE) ed inviarlo per e-mail al MIUR (segreteria.cdg@istruzione.it) ed al Ministero della Salute (segr.capogabinetto@sanita.it).

Maggiori info su:

http://www.giovanemedico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2189:non-ce-solo-la-durata-sensibilizziamo-le-istituzioni-per-una-formazione-di-qualita&catid=121:specializzandi&Itemid=178

#Stabilità Se ancora una volta la #sanità deve fare la parte di Davide contro Golia nell’agenda del Governo: grande preoccupazione per la mancanza di fondi per la formazione post laurea di area sanitaria. Si trovi un equilibrio o l’emorragia di @giovanimedici sarà inarrestabile.

 Se ancora una volta la sanità deve fare la parte di Davide contro Golia nell’agenda del Governo allora si trovi un equilibrio tra la difesa delle eccellenze nazionali messe a dura prova dall’inefficienza storica di alcune regioni (a quando il contenimento reale di un regionalismo spinto già abbondantemente fallito se la sanità in metà delle regioni è commissariata?) ed il futuro della sanità italiana, i giovani medici e professionisti della salute formati a “fondo perduto” e lasciati al palo!! Che i decisori non sappiano che specializzazione e diploma di #medicinagenerale sono requisiti essenziali per operare nel Servizio Sanitario Nazionale?

Deprecabile puntare il dito in maniera ideologica e populista contro realtà di eccellenza che hanno dovuto soffrire problemi innescati dall’infima realtà sanitaria della regione in cui operano. Basta fare il nome del Policlinico Gemelli e dell’Ospedale Bambin Gesù per capire che si sta parlando di eccellenze messe a dura prova da politiche regionali irresponsabili. Si parla di eccellenze nazionali e nel periodo storico della libera circolazione dei pazienti in EU sarebbe ancora più irresponsabile chiedere a chi opera in una sanità di alto livello di pagare colpe non proprie (storica mancata erogazione di pagamenti di prestazione da parte della Regione).

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Non possiamo che esprimere grande preoccupazione, come SIGM, nell’apprendere da fonti Parlamentari che gli emendamenti alla Legge di Stabilità di interesse per l’incremento del capitolo di spesa per la formazione specialistica dei laureati in medicina e chirurgia ed in altre discipline di area sanitaria presentati a seguito della manifestazione “Investire sui giovani della Sanità X Investire sul futuro del nostro SSN” del 7 novembre u.s. (leggi qui) potrebbero non essere recepiti nel maxi-emendamento governativo. Sappiamo bene che, qualora le richieste di migliaia di giovani futuri professionisti della salute dovessero essere disattese, ne conseguirebbero gravissime ripercussioni sulla già carente programmazione delle risorse umane in sanità e sulla salute dei cittadini.

I Giovani Medici (SIGM) hanno lanciato un appello al Governo ed in particolare al Presidente On. Letta ed ai Ministri On. Lorenzin, On. Carrozza e On. Saccomanni, affinché tra le tante priorità all’attenzione dell’Esecutivo sia ricompresa la sostenibilità ed il rilancio della formazione post laurea di area sanitaria, recependo i contenuti degli emendamenti 10.182 (utile a trasformare il corso specifico di medicina generale in scuola di specializzazione dando ai formandi in medicina generale pari dignità rispetto ai colleghi specializzandi), 10.183, 10.184 (utili a garantire un incremento del capitolo di spesa per il finanziamento di 5.000 contrati di formazione specialistica di area medica del prossimo triennio) e 10.185 (utile a garantire un incremento del capitolo di spesa per il finanziamento nel triennio 2013/2016 di 5.000 contratti di formazione specialistica di area medica e 1.000 contratti per gli specializzandi non medici).

In assenza di un intervento utile a incrementare il finanziamento per il prossimo biennio, in attesa che di esplichino gli effetti della rimodulazione della tipologia e durata delle scuole introdotta dalla “Legge Carrozza”, per gli anni accademici 2013/2014 e 2014/2015 saranno finanziabili soltanto circa 2.300 contratti di formazione a fronte del quadruplo di potenziali concorrenti tra laureati e neolaureatiné sarà previsto contratto alcuno per gli specializzandi non medici iscritti alle scuole di specializzazione di area sanitaria con tutti gli obblighi previsti per i medici.

AS

(Comunicato Stampa) SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE AREA MEDICA: LA POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI GIOVANI MEDICI (S.I.G.M.)

Scuole di Specializzazione di area sanitaria: parte il concorso 2012/2013 tra taglio dei contratti ministeriali, ampliamento della base dei partecipanti e molti interrogativi a causa di una normativa superata dai tempi e dai fatti; il sistema formativo professionalizzante di Medicina e Chirurgia non si rinnova, inducendo i giovani medici ad un nuovo tipo di emigrazione.

Prende avvio l’iter procedurale propedeutico al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria. Confermato il taglio preventivato del 10% del contingente di contratti da assegnare tramite le prove di selezione (da 5.000 a 4.500), ma i giovani medici rimangono spiazzati dall’allargamento della base degli ammissibili al concorso: l’avvio delle attività, infatti, stabilito dal MIUR per il 22 luglio 2013, consentirà la partecipazione al concorso di circa 1.500 neoulaureati che conseguiranno l’abilitazione nella sessione del 10 luglio 2013. In altre parole, diminuiscono i contratti ed aumentano i concorrenti.

Come è noto, la riduzione dei contratti deriva non da un taglio effettivo, bensì da una cattiva programmazione e, nello specifico, dal mancato adeguamento del capitolo di spesa dei contratti ministeriali a fronte dell’incremento della durata di un anno di quasi tutte le scuole di specializzazione, introdotto dalla riforma del 2005 dell’ordinamento didattico.

Questa situazione non fa altro che evidenziare quanto la nostra Associazione dice da anni– sostiene Andrea Silenzi, Vice Presidente Vicario dell’Associazione Italiana dei Giovani Medici (S.I.G.M.) –denunciando un sistema formativo che, nel suo complesso, penalizza fortemente la passione per la Medicina e l’idealità verso la Professione che ha l’iter studiorum più lungo e provante per un giovane universitario. Sono anni che denunciamo questa situazione ed era il 2011 quando, in pubblica assemblea e di fronte alle Istituzioni intervenute al primo Workshop sulla Formazione Medica organizzato proprio dal S.I.G.M., abbiamo acceso i riflettori su questo problema che era di facile previsione. Per di più, negli ultimi mesi abbiamo sostenuto assieme agli Assessorati Regionali della Sanità delle 4 Regioni “Obiettivo convergenza”, ad oggi inascoltati dalla politica, l’opportunità di consentire l’utilizzo dei Fondi Sociali Europei (FSE) per sovvenzionare contratti aggiuntivi di formazione medica specialistica. Ciò in ragione delle implicazioni connesse all’imminente recepimento della Direttiva UE sull’Assistenza Transfrontaliera (Direttiva 2011/24 dell’UE) che giustificherebbe il ricorso al FSE in una logica di concorrenzialità tra sistemi delle cure.  <<Tale iniziativa, se recepita ed adottata prima dell’indizione delle procedure concorsuali, sarebbe andata a favore dell’intero sistema perché avrebbe permesso di programmare più serenamente una ridistribuzione dei contratti ministeriali” – conclude Silenzi.

<<Inoltre, registriamo senza preavviso alcuno la volontà politica di aprire nei fatti il concorso per la prima volta ai medici neolaureati che si abiliteranno a luglio ponendo le condizioni, nei fatti, ad un conflitto tra “giovani” che rappresenterà un ulteriore causa che alimenterà la fuga all’estero dei camici bianchi under 35 già documentata dal S.I.G.M. negli ultimi anni.>> – ricorda Andrea Ziglio, Coordinatore del Dipartimento Specializzandi del S.I.G.M. – Già nel 2009, infatti, circa 1.000 giovani medici hanno fatto richiesta al Ministero della Salute del certificato di congruità, necessario per esercitare la professione all’estero nel circuito comunitario e presso i Paesi terzi.  <<Sembra che i Ministeri abbiano allargato la base della partecipazione al concorso in previsione della ulteriore contrazione del capitolo di spesa, prevista per il prossimo anno accademico, laddove non intervengano compensazioni da parte dello Stato” – continua Ziglio.

Il nostro Segretariato da anni rappresenta l’urgenza di una complessiva rivisitazione del sistema formativo pre e post lauream di medicina in Italia”. – afferma Walter Mazzucco, Presidente Nazionale del S.I.G.M. A partire da un corso di laurea maggiormente professionalizzante e permeabile alle best practice europee, passando per la laurea abilitante, che elimini gli ingiustificabili “tempi morti” attuali, e per un concorso di accesso alle scuole di specializzazione più trasparente e meritocratico, che sia in linea con una adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche. <<Difatti, se ogni anno fanno il loro ingresso a medicina circa 10.000 matricole e poi, nel post laurea, l’accesso alla formazione dei neolaureati è possibile soltanto per 4.500 specializzandi e 981 corsisti di medicina generale, allora i conti non tornano! E il tutto è ancora più grave perché a complessivo danno dell’Italia, un Paese fermo che perde i suoi migliori professionisti costretti ad un nuovo tipo di emigrazione, da laureati, finanziando una formazione “a perdere”, pagata dai cittadini e mal programmata dalla politica”. Difatti, tra blocchi del turn over imposti dai Piani di Rientro e tentativi di innalzamento dell’età massima di pensionamento, complici i sindacati di categoria, le prospettive per un giovane medico sono tutt’altro che incoraggianti. “Chiediamo pertanto alla politica e nella fattispecie al nascente governo una piena assunzione di responsabilità!” – conclude Mazzucco.

I medici abilitandi di luglio 2013 potranno concorrere per un posto alle Scuole di Specializzazione 2012/2013? #abilitazione #specializzandi #concorso2013

Facciamo un po’ di chiarezza su chi potrà concorrere e, soprattutto, avrà i requisiti necessari per risultare vincitore di posto e contratto in palio con il prossimo concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria 2012/2013.

Leggi qui la notizia e le informazioni relative ai posti disponibili ed alle date di presa di servizio

Nel bando troverete la seguente specifica:

“I candidati non in possesso dell’abilitazione per l’esercizio della professione sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che la conseguano entro la data di inizio delle attività didattiche delle scuole (22 luglio 2013). Tale disposizione è conforme a quanto previsto dal D.L . n.137 del 1.9.2008 art. 7 convertito dalla Legge n. 169 del 30.10.2008.”

In definitiva, i colleghi abilitandi nella sessione di luglio 2013 potranno partecipare al concorso di accesso 2012/2013 e, qualora risultino abilitati alla professione medica secondo i risultati pubblicati da MIUR e singoli Atenei entro la data del 22 luglio 2013, che segna l’inizio delle attività didattiche, saranno ritenuti idonei per essere ammessi alle Scuole di Specializzazione. In caso contrario, nonostante la partecipazione ed il posizionamento ottenuto, decadranno in quanto non in possesso del titolo richiesto.

LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA SU  www.giovanemedico.it

«I giovani medici non sanno usare il bisturi»

Escono dall’università con la media del 28 o del trenta ed hanno la parete della stanza costellata di attestati e titoli di studio. Ma non sanno impugnare un bisturi. Eccoli i medici specializzandi lombardi: super preparati nella teoria. Un po’ meno nella pratica.
A sollevare il problema è Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano. Il primo che osa dire ad alta voce quello che da sempre si sussurra nei corridoi. Ovviamente la situazione non è la stessa in tutti gli ospedali: in alcuni reparti si impara di più e in altri di meno. «Il problema – sollecita Rossi – è molto diffuso. La preparazione teorica dei nostri ragazzi è eccellente ma quella pratica non è neanche paragonabile a quella delle scuole europee e nordamericane. Bisogna rivedere le regole».
Rossi fa un confronto efficace: dopo un corso di quattro anni di aeronautica un giovane è perfettamente in grado di pilotare un aereo che vale 80 milioni di euro. Ecco, allora, dopo cinque anni di specializzazione un medico deve essere preparato a operare il cuore o il cervello di un uomo. «Le università della nostra regione – spiega il rappresentante dei medici – sono perfettamente in grado di dare questo tipo di preparazione. È urgente che ci si muova in tal senso».
Tuttavia per chi è agli inizi, non è semplice entrare in sala operatoria. I giovani assistono agli interventi, anche i più complicati, osservano la destrezza dei primari e dei chirurghi più abili, cercano di rubare con gli occhi tutti i trucchi del mestiere. Ma il percorso per diventare terzo assistente è davvero lungo. Per arrivare ad essere il secondo assistente del chirurgo spesso c’è da sgomitare. Raggiungere l’autonomia sembra quasi impossibile, pur lavorando nello stesso reparto per anni. «Non abbiamo un assetto legislativo che consenta di operare prima della fine della specialità – denuncia l’Ordine dei medici – e ci sono ancora parecchi problemi con le coperture assicurative». Problemi che riguardano i medici titolari, figuriamoci chi non è ancora in ruolo e nell’organico fisso dell’ospedale. Ovviamente la piaga della poca pratica si fa sentire soprattutto nelle specialità chirurgiche.
Le cose funzionano meglio nei reparti di medicina interna e affini dove gli specializzandi imparano a formulare diagnosi e a impostare le cure durante il «giro» dei letti del mattino assieme alle équipe. I primi a sentirsi insicuri sono i diretti interessati: i giovani medici che indossano il camice bianco da pochi anni. «A volte incontriamo medici che ci insegnano e ci coinvolgono – raccontano – Altre, per esigenze di lavoro, non riusciamo a fare molta pratica. E così fare un’ecografia o saper leggere davvero bene una radiografia diventa dura».
Qualche giovane medico racconta di aver visto colleghi arricciare il naso nelle cliniche Svizzere davanti al «titolo di specialità» preso in Italia. Da qui l’appello della categoria: «Dobbiamo mettere i nostri giovani in grado di competere con la concorrenza straniera. Abbiamo ottime università e insegnanti bravi. Va solo presa qualche accortezza in più nel percorso della “gavetta“».

da IlGiornale.it

 

Con gli @Specializzandi di chirurgia in sala operatoria il paziente è al sicuro @giovanimedici

Per tutti i medici specializzandi (soprattutto di area chirurgica), uno spunto interessante per dare valore alle proprie attività!

Impact of Resident Participation in Surgical Operations on Postoperative Outcomes: National Surgical Quality Improvement Program

Ann Surg. 2012 Sep;256(3):469-75. doi: 10.1097/SLA.0b013e318265812a.

Source: Department of Colorectal Surgery, Cleveland Clinic, Cleveland, OH 44195, USA. kiranp@ccf.org

OBJECTIVE:

To evaluate whether resident participation in operations influences postoperative outcomes.

BACKGROUND:

: Identification of potential differences in outcome associated with resident participation in operations may facilitate planning from educational and health resource perspectives.

METHODS:

From the National Surgical Quality Improvement Program database (2005-2007), postoperative outcomes were compared for patients with and without resident participation (RES vs no-RES). Groups were matched in a 2:1 ratio, based on age, sex, specialty, surgical procedure, morbidity probability, and important comorbidities and risk factors.

RESULTS:

RES (40,474; 66.7%) and no-RES (20,237; 33.3%) groups were comparable for matched characteristics. Mortality was similar (0.18% vs 0.20%, P = 0.55). Thirty-day complications classified as “mild” (4.4% vs 3.5%, P < 0.001) and “surgical” (7% vs 6.2%, P < 0.001) were higher in RES group. Individual complications were largely similar, except superficial surgical site infection (3.0% vs 2.2%, P < 0.001). Operative time was longer in the RES group [mean (SD) 122 (80) vs 97 (67) minutes, P < 0.001]. Overall complications were lower for postgraduate year 1-2 residents than for other years. These differences persisted on multivariate analysis adjusting for confounders.

CONCLUSIONS:

Resident involvement in surgical procedures is safe. The small overall increase in mild surgical complications is mostly caused by superficial wound infections. Reasons for this are likely multifactorial but may be related to prolonged operative time.

http://www.medscape.com/viewarticle/773980

Concorso di Specializzazione: quest’anno si cambia? @giovanimedici @specializzandi #concorsomeritocratico

Care Colleghe e cari Colleghi,
la Direzione Generale per l’Università, lo Studente e il Diritto allo Studio Universitario del MIUR ha trasmesso oggi al Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU) ed al Consiglio Universitario Nazionale (CUN), per l’acquisizione di un parere formale, una proposta di nuovo regolamento per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica. Si tratterebbe di una prima iniziativa del MIUR che andrebbe nel senso di accogliere le richieste del SIGM di adozione di una riforma del sistema formativo pre e post lauream in medicina. Tale proposta di regolamento, inoltre, rappresenta un riscontro concreto alle aperture dichiarate dal MIUR in risposta alle proposte del Comitato Pro Concorso Nazionale, che ha prodotto una sottoscrizione a supporto del cambiamento dell’attuale sistema di accesso alle scuole di specializzazione, che in taluni punti si presta a discrezionalità.

Diverse le modifiche proposte. La prima prova potrebbe essere basata su 85 quesiti a risposta multipla scelti da un archivio nazionale non noto (una prima parte, pari a 70, su argomenti caratterizzanti il corso di laurea in medicina e chirurgia ed una seconda parte, pari a 15, differenziata per tipologia di scuola). I titoli potrebbero essere valutati con l’attribuzione di un punteggio massimo fino a 15 punti, 10 dei quali sulla base del voto di laurea (punteggio ponderato in base ai percentili di distribuzione dei voti relativi al corso e ateneo di provenienza) e 5 in funzione degli anni impiegati per il conseguimento della laurea. Novità anche nella composizione delle Commissioni Locali, tre componenti delle quali potrebbero essere di nomina ministeriale. Infine, aspetto non secondario, la graduatoria potrebbe essere su base macroregionale o nazionale.

Si tiene a precisare la natura di proposta di tale regolamento, che quindi potrebbe essere soggetto a richieste di miglioramento. Non risulta possibile prevedere allo stato attuale i reali tempi di implementazione (ovvero se esso potrà entrare in vigore a partire dal corrente anno accademico), sia a causa dei tempi necessari alla formulazione dei pareri da parte del CUN e del CNSU (tale organi di pronuncerà a brevissimo sulla proposta), sia perchè non sono ancora noti tutti i passaggi tecnico-legislativi necessari all’approvazione del regolamento.

Il nostro Segretariato manifesta apprezzamento per una proposta che mira a valutare i candidati secondo parametri oggettivi e nel rispetto del principio della meritocrazia. Trattandosi però di un tema molto delicato, da cui dipende il futuro di migliaia di giovani aspiranti specializzandi, riteniamo doveroso analizzare nel dettaglio ogni singolo aspetto della nuova proposta di regolamento per l’accesso alle scuole di specializzazione col fine di individuarne le criticità per poi proporre eventuali modifiche tramite il nostro rappresentante in seno al CNSU e CUN, Dott. Carlo Manzi (Vice Presidente Nazionale del SIGM).

Tra le proposte di modifica che il SIGM intende da subito formalizzare, annoveriamo sin da subito la richiesta di garantire il diritto di prelazione dei contratti aggiuntivi regionali, finanziati sulla base del vincolo territoriale, per quanti risiedano nelle Regioni e nelle Province Autonome finanziatrici. Ciò per evitare il venir meno dell’impegno al finanziamento da parte delle Regioni e delle Province Autonome.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici, consapevole del fatto che non esista un sistema di valutazione perfetto, vigilerà affinchè qualsiasi modifica apportata al regolamento in questione rispetti i principi che da sempre hanno contraddistinto il nostro operato: oggettività, merito e trasparenza.

Il Dipartimento Specializzandi del SIGM

info su www.giovanemedico.it

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Ecco il video di Striscia la Notizia sul mondo degli @Specializzandi

Demagogico e scarsamente rispettoso dell’attività quotidiana dei medici specializzandi. Specchio perfetto di questo Paese ingessato su se stesso.

Video Specializzandi Striscia la Notizia

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