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ROMA – Altri otto neonati nati al Gemelli sono risultati positivi al test della tubercolosi, dopo i due (un maschio e una femmina, entrambi romani e nati a luglio),positivi ai test per essere stati a contatto con l’infermiera malata di tubercolosi polmonare. Il totale sale così a otto. La Regione Lazio spiega che «nella giornata di oggi, sono emersi 8 esami positivi, corrispondenti a 6 neonati nel mese di luglio e 2 nel mese di marzo, le famiglie dei quali sono state avvisate». «I due bambini risultati positivi ieri al test stanno bene, sono in buone condizioni e il referto delle radiografie toraciche a cui sono stati sottoposti è negativo – ha detto il direttore dell’Uoc di Neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma Costantino Romagnoli – I bimbi non sono ammalati, ma sono risultati latenti. Se non fossero sottoposti da subito a una profilassi, come invece avverà, potrebbero sviluppare la malattia. Un bambino positivo alla Tbc non è contagioso, non è ammalato». «Non ci troviamo di fronte a un’epidemia, tutto è sotto controllo. Non c’è emergenza, c’è solo giusta preoccupazione, e c’è una Regione che risponde con la giusta tempestività per evitare ai genitori ore di angoscia – ha detto in una conferenza stampa questa mattina la presidente della Regione Lazio – Siamo un Paese che ormai non immagina che ancora ogni anno ci siano migliaia di casi di tubercolosi. In questo caso c’è stato più effetto perchè è accaduto in un reparto dove ci sono bambini appena nati, e soprattutto è la prima volta che in Italia ci sono 1.271 possibili contagiati: questa è la vera novità che ha fatto emergere la necessità di mettere in campo un’Unità di coordinamento e dare una risposta complessiva. In questi giorni ho contattato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, l’ho sentito anche stamattina. Oggi il ministero invierà una circolare esplicativa per sostenere ciò che stiamo facendo». «Ieri ho chiesto di integrare il lavoro del Gemelli con quello di altre due strutture, cioè il Bambino Gesù e il San Camillo. Saranno visti 150 bambini al giorno, 50 per struttura, cosicchè entro il 31 agosto tutti i neonati saranno sottoposti al test – ha proseguito – Voglio dire ai genitori che sono agitati, per tranquillizzarli, che i bambini positivi non sono malati. Sono bambini venuti in contatto con il bacillo, e la profilassi che verrà proposta impedirà di contrarre la tubercolosi. L’Unità di crisi è intervenuta ritenendo giusto far operare prima la struttura nella quale si era verificato il caso di contagio dell’infermiera. Io mi sono messa nei panni dei tanti genitori che in questi giorni stanno chiamando e ho ritenuto di chiedere al Gemelli di allargare, al Bambin Gesù e al San Camillo, la possibilità di effettuare i test sui bambini. I bambini che saranno positivi, ci auguriamo pochissimi o nessuno, saranno presi in carico dal Gemelli e successivamente dal Bambin Gesù». «Tutti i genitori saranno contattati, con telefonate e lettere della Asl che partiranno oggi stesso – ha aggiunto Renata Polverini – cosicchè i genitori che sono in vacanza potranno trovarla al loro ritorno. E se dovesse sfuggire qualcuno troveremo altre modalità. Ad esempio è già capitato il caso di un bambino nato al Gemelli ma di un’altra regione. In quel caso è stato visitato nella sua regione, ma tutti i referti dovranno comunque essere inviati qui da noi, all’Unità di coordinamento. Tutti i 1.271 bambini dovranno essere sottoposti a test». «Il sistema sentinella della Regione Lazio funziona perfettamente – ha detto il direttore generale del San Camillo Forlanini, Aldo Morrone – grazie anche al personale che ha reagito con tempestività. Oggi sono venuti da noi i genitori di un bambino di tre mesi, tranquillissimi, forse più allarmati dai giornali che da altro. Ad accoglierli hanno trovato un’equipe formata da un pediatra, un neonatologo e uno pneumologo». Gli fa eco il direttore dell’Uoc di Pediatria del Bambino Gesù Alberto Villani: «Anche noi siamo pronti. Il coordinamento e la mobilitazione di infermieri e medici, specie nel periodo estivo, è stata possibile proprio perchè era prevista nei protocolli una fase 2 nella quale era considerato anche il nostro intervento». Non è possibile fare previsioni su quanti bambini risulteranno positivi ai test, neanche a livello di proiezione, hanno spiegato i medici del Gemelli, del San Camillo e del Bambino Gesù che hanno partecipato alla conferenza stampa indetta di Renata Polverini. «Il campione è ancora troppo ridotto», ha spiegato Alberto Villani. Secondo Costantino Romagnoli, su 1.271 bambini oggetto del monitoraggio sono 169 i nati in luglio e, di questi, 40 hanno già ottenuto i risultati dei test. «In Italia i casi di tbc – ha aggiunto Aldo Morrone – sono circa 5.000 all’anno. Non è possibile fare previsioni». Operativamente, tre strutture ogni giorno controlleranno 50 neonati: il Gemelli (il cui ambulatorio sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 16,30), il San Camillo (lunedì-sabato, dalle 8 alle 12,30) e il Bambino Gesù (lunedì-sabato dalle 8 alle 16). Le linee telefoniche messe a disposizione dall’Assessorato alla Salute e dalla Asl Roma E sono quattro: 06-68352830; 06-68352820; 366-6620408; 355-6620407 (gli orari per chiamare sono: lunedì-venerdì 9-17, sabato 9-13).
I numeri sono disponibili anche su http://www.regione.lazio.it e http://www.asl-rme/new/index.php.

il Messaggero

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