Il nuovo numero uno di Apple, Tim Cook, il 4 ottobre potrebbe salire sul palco dello Yerba Buena Center e presentare al mondo il nuovo iPhone 5, oltre a lanciare ufficialmente iCloud e la versione 5 di iOS, il sistema operativo degli iPhone e iPad di Apple. Questo, almeno, secondo attendibili indiscrezioni raccolte dall’autorevole gruppo di blogger di All Things Digital del Wall Street Journal.
I nuovi iPhone 5 verrebbero presentati sul palco ma non sarebbero da subito disponibili nei negozi. Ci sarebbero stati infatti ritardi di produzione, difficoltà da parte dei terzisti asiatici nell’assemblaggio delle componenti, e quindi la messa in commercio nel mondo potrebbe essere scaglionata e ritardata di qualche settimana. Questo darebbe così il modo alla Apple di far partire senza altre interferenze i servizi di iCloud, una delle operazioni più delicate dell’azienda di Cupertino, che deve riuscire a colmare il divario con Google e Microsoft nell’offerta di servizi di Cloud computing.

In ogni caso, l’evento in cui sarà presentato l’iPhone 5, che si tenga il prossimo 4 ottobre o più avanti, sarà comunque condotto da Tim Cook. Sconosciuto al grande pubblico, che non l’ha mai visto parlare in pubblico, è invece un personaggio più noto ai giornalisti economici che lo incontrano da anni regolamente negli eventi di presentazione dei risultati finanziari. Schivo e poco portato per le apparizioni gratuite, in realtà Cook è tutt’altro che timido o impacciato in pubblico. La sua personale strategia in Apple è stata finora quella di lavorare nelle retrovie senza apparire in pubblico. Ha gestito tutta la trasformazione operativa di Apple dopo il rientro di Steve Jobs alla fine degli anni Novanta, quando l’azienda era in crisi (e lui ha fatto chiudere le fabbriche di prodotti in California, trovando i terzisti asiatici in grado di produrre gli attuali apparecchi della Mela morsicata “Designed in Cupertino, Made in China”) e si è imposto come il più capace nel governare l’azienda sia nell’ordinaria amministrazione che nei momenti di “crisi” con il numero uno impossibilitato. La scelta logica da parte del board dei consiglieri d’amministrazione caldeggiata anche dallo stesso Steve Jobs è stata che fosse Tim Cook a sostituire il co-fondatore dell’azienda. Così è stato e i mercati finanziari hanno premiato questa scelta facendo continuare il rally del titolo di Apple. Ma la vera prova del fuoco sarà sul palcosenico, durante il primo impatto con il pubblico della Mela durante il lancio di iPhone 5. Un pubblico esigente e particolare, che segue le vicende di Apple da decenni e che ha contestato e poi esaltato lo stesso Steve Jobs. Un pubblico che, se non dovesse “gradire” Cook, potrebbe indebolirlo al punto da rischiare di affondarlo.
Non è chiaro se parteciperà all’evento anche Steve Jobs: le voci che provengono da Cupertino dicono che la decisione sarà presa all’ultimo, verificando le condizioni di salute Jobs che sarebbero adesso “altalenanti”. In ogni caso, se da un lato la presenza di Jobs toglierebbe a Cook la possibilità di avere il palco tutto per sé per conquistarsi il suo nuovo pubblico, dall’altra darebbe agli appassionati della Mela la possibilità di avere una transizione esplicita tra i due uomini e potrebbe così aiutare anche i più intransigenti “partigiani” di Steve Jobs ad accettare il nuovo corso dell’azienda. In ogni caso, anche per un manager di lungo corso e grande esperienza come Cook, avere ottenuto la guida di Apple ancora non basta: il vero esame deve essere ancora superato.

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Com’è fatto. L’apparecchio sarebbe sostanzialmente più sottile dell’attuale iPhone 4 (che è spesso 9,3 millimetri), avrebbe i bordi smussati e il fondo leggermente bombato in alluminio e non più in vetro, con un cristallo di protezione allo schermo un po’ più grande dell’attuale. Non è chiaro se cambierà la risoluzione dell’attuale Retina Display da 3,5 pollici con 640 per 960 pixel (con una densità 326 ppi) ma potrebbe in realtà utilizzare semplicemente una superficie maggiore (attorno ai 4 pollici) a parità di risoluzione, per controbattere la concorrenza soprattutto dei prodotti Samsung come il Galaxy S II, che sono dotati di ottimi e più grandi display Amoled da 4,27 pollici. Ci sarebbero un tasto “home” più grande e rettangolare, la possibilità di utilizzare le “gestures” come sull’iPad per passare da una applicazione all’altra o per chiuderle (disponibili con iOS 5) e addirittura un concept di smart cover magnetica che si potrebbe “attaccare” come una tendina al telefono.
Le voci sulle possibili funzionalità del nuovo iPhone nelle ultime settimane hanno quasi raggiunto il parossismo: è stato suggerito che possa essere presente anche un meccanismo di ricarica senza cavi ma “a contatto”, che potrebbe permettere di dare energia alla batteria del telefono semplicemente appoggiandolo sopra una superifcie induttiva. E, ancora, ci sarebbe il chip NFC per le funzioni di pagamento elettronico contactless (come alcune carte di credito e i telefoni concorrenti sempre di Samsung), funzioni avanzate di riconoscimento vocale e del viso, una batteria migliorata nettamente così come l’antenna (che nel modello 4 è stata protagonista di una spiacevole polemica sul suo effettivo buon design, chiamata Antennagate), addirittura doppio flash LED.
Queste le principali voci, delle quali non si può ovviamente verificare la la fondatezza sino a quando non arriverà il telefono.
Di sicuro però si può azzardare il nuovo iPhone sarà più potente e porterà un netto miglioramento nel settore delle videocamere: maggiore risoluzione per quella frontale da usare nelle chat video (FaceTime) e soprattutto migliore risoluzione rispetto all’attuale videocamera posteriore da 5 megapixel, che potrebbe arrivare a 8-10 megapixel, ad esempio come alcuni prodotti già commercializzati dalla concorrenza coreana.
Accanto all’iPhone 5 circolano diverse indiscrezioni anche su altri due scenari. Verrebbe lanciato durante l’evento del 4 ottobre anche un secondo apparecchio “low cost”, cioè una versione “depotenziata” dell’attuale iPhone 4, con la videocamera dell’iPod touch (risoluzione minore) e meno memoria. Inoltre, lo stesso iPod touch potrebbe essere abbandonato, per far spazio appunto a una versione dotata di connessione 3G, che coinciderebbe con l’iPhone low cost. Sembra un discorso poco chiaro perché, in realtà, lo è: sono sempre più numerose e incontrollate le voci che si susseguono e in buona parte si sovrappongono, tanto da portare alla luce anche evidenti contraddizioni logiche in quello che è diventato una specie di gioco di società: azzeccare gli annunci di Apple.

Da Sole24Ore

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