Con il decreto sulle semplificazioni fiscali – D.L. 16/2012 – in particolare con l’art. 3, comma 16-ter viene introdotto un nuovo regime di tassazione Irpef per le borse di studio.

La novità non è da poco, tutte le somme di denaro consegnate agli studenti nelle forme più diverse: assegni, premio, sussidi e borse di studio concorreranno a formare il loro reddito solo per la parte eccedente i 11.500 euro. Sembrerebbe una grande svolta visto che fino ad oggi tutti i compensi percepiti dai ragazzi andavano a comporre il loro reddito, ergo concorrevano a formare la base imponibile sulla quale calcore le tasse, salvo poi beneficiare delle detrazioni d’imposta.

Bisogna sottolineare che è vero che solo i soldi percepiti al di sopra della suddetta soglia andranno a comporre la base imponibile ( in parole povere solo le cifre al di sopra di 11.500 euro saranno tassati) però è anche vero che si vanno a prendere tutte quelle agevolazioni fiscali previste dall’art. 13, comma 1 del Tuir. Continueranno a godere delle agevolazioni senza dover rispettare il nuovo limite: “Le Somme Erogate Dal Datore Di Lavoro Alla Generalità Dei Dipendenti O A Categorie Di Dipendenti Per Frequenza Di Asili Nido E Di Colonie Climatiche Da Parte Dei Familiari Indicati Nell’articolo 12, Nonché Per Borse Di Studio A Favore Dei Medesimi Familiari” (art 51, comma 2, lettera f-bis). Ci sembra francamente curioso.

In sostanza, tale norma, così com’è formulata, finisce per assoggettare ad imposizione parziale anche quelle borse di studio che sino ad ora non lo sono state, come quelle concesse per la frequentazione di corsi universitari o di dottorati di ricerca. In tale prospettiva, sembrerebbe, allora, più una disposizione di svantaggio per i giovani, che non di favore, il che, evidentemente, parrebbe quantomeno in contrastato con le intenzioni dichiarate dal Governo tecnico in questi mesi (di cui l’introduzione delle srl semplificate per gli under 35 è una chiara manifestazione).

da unistudenti.it

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