Una delegazione del SIGM ha recentemente incontrato l’On. Amalia Schirru, estensore del disegno di legge di “Modifica all’articolo 36 del decreto legislativo 9 novembre 2000, n.206”, che mirerebbe a riconoscere d’ufficio l’attestato in formazione specifica per la Medicina Generale ai medici che hanno effettuato 3200 ore nella continuità assistenziale o nelle sostituzioni dei medici di medicina generale. Nel corso dell’incontr, i delegati del SIGM hanno espresso la loro contrarietà a tale iniziativa legislativa, sottolineando sia l’insostenibilità tecnica della stessa, alla luce della vigente normativa comunitaria che ha introdotto per gli Stati europei l’obbligo di istituire un corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (Direttiva della CE 86/457), oltre che l’inopportunità della stessa, in un periodo storico in cui invece è di strategica importanza puntare sul potenziamento del territorio, sull’appropriatezza prescrittiva, sull’istituzione delle AFT e UCCP e, soprattutto, sull’innalzamento della qualità della formazione dei medici che hanno scelto di lavorare nelle Cure Primarie e che oggi più che mai richiede un percorso formativo specifico ed adeguatamente professionalizzante. Su questo punto il nostro Segretariato ha assunto da sempre una posizione chiara e trasparente, sintetizzabile nel manifesto della Mobilitazione Nazionale del 15 maggio 2012 (http://www.giovanemedico.it/images/docs/manifesto15maggio.pdf), iniziativa che dopo anni di colpevole letargo ha riportato all’attenzione delle Istituzioni, del Legislatore e della Professione, l’annoso problema della non adeguata formazione dei futuri medici di famiglia e del mancato riconoscimento di uno status dignitoso ai corsisti in formazione specifica.

Se da un lato il disegno di legge in questione appare ai più come un tentativo di sanatoria volto ad espropriare la specificità e le competenze della formazione di medicina generale, a seguito di una valutazione più attenta, tale iniziativa potrebbe parimenti essere interpretata quale un atto di provocazione nei confronti di un sistema che ha ampiamente disatteso tanto la programmazione del fabbisogno di medici da formare (la FNOMCeO stima che in meno di un decennio il 62% dei Medici di Medicina Generale attualmente in attività andrà in quiescenza), quanto la mission formativa della figura centrale del SSN, costretta in atteggiamenti e dinamiche non più attuali come ad esempio essere ricondotta per gli aspetti organizzativi e gestionali all’accordo collettivo nazionale. E le responsabilità dell’attuale stato delle cose sono sotto gli occhi di tutti. Sono serviti ben 6 anni, dal 2006 al 2012, affinchè l’Osservatorio Nazionale della Formazione specifica di Medicina Generale esitasse una propria proposta del percorso di formazione specifica di medicina generale, ma il frutto di tale lavoro giace inapplicato. Adesso è stata annunciata l’istituzione di un tavolo tecnico per lo studio di proposte migliorative della condizione del corsista di medicina generale, ma l’atteggiamento prevalente continua ad essere quello di fare annunci, proclami ed iniziative cosmetiche, che hanno più il sapore di voler mettere una bandierina sulla categoria dei giovani medici in formazione di medicina generale, piuttosto che affrontare e risolvere le criticità, con quella velocità che invece si converrebbe per recuperare gli anni perduti e per stare al passo col cambiamento repentino del mondo circostante.

Alla luce delle predette considerazioni, il Dipartimento di Formazione di Medicina Generale del SIGM (SIMeG) auspica che l’On. Schirru ritiri il richiamato disegno di legge, al fine di non dare adito a quanti si sono resi responsabili dell’attuale stato delle cose di distrarre nella sterile polemica l’attenzione della categoria.

Il SIMeG rivolge un appello ai Parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ed in particolare a quanti si sono presentati in piazza Montecitorio nel corso della manifestazione nazionale del 15 maggio 2012, per una piena assunzione di responsabilità nel senso di intraprendere un iter legislativo di riforma e di rilancio del sistema della formazione specifica di medicina generale, nonchè di valorizzazione del ruolo dei giovani medici corsisti di medicina generale, anche attraverso il riconoscimento dello status di contrattisti in formazione, al pari di quanto già avviene per i medici in formazione specialistica.  Sebbene gli effetti di lungo periodo dell’attuale crisi economico-finanziaria internazionale impongano delle scelte nette ed impopolari in termini di razionalizzazione e revisione della spesa, con particolare riferimento al capitolo della sanità, un indifferibile investimento sulla formazione dei futuri Medici di Famiglia apporterebbe notevoli vantaggi a tutto il Sistema Salute, sia contribuendo all’innalzamento della qualità delle Cure Primarie sia contenendo il pericolo della crescita incontrollata della spesa sanitaria conseguente al crescente carico di malattie cronico-degenerative, che soltanto nel territorio, ed in particolare nel sistema integrato socio-sanitario e nella continuità delle cure, potrebbe trovare una via alternativa al prossimo collasso del SSN.

Giovani Medici (SIGM) – Dip. Medicina Generale SIMeG

leggi tutto su  www.giovanemedico.it

Annunci