Cerca

Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

Tag

professioni sanitarie

L’Italia: cronaca di un Paese che grida al conflitto di interesse solo quando riguarda qualcun altro. @drsilenzi

Nell’ultima tornata elettorale la sanità è letteralmente sbarcata in Parlamento, come documentato da un’interessante articolo apparso su Panorama della Sanità dello scorso 25 marzo (leggi qui) che ha raccolto nomi, volti e curricula di tutti i parlamentari provenienti dalle fila della sanità italiana.

Difatti, nella legislatura che si è aperta in questi giorni, la XVII, il “partito della Sanità” conta ben 73 parlamentari, quasi tutti alla prima esperienza.

Tra questi dovere di menzione, in primis, è per i due “Presidenti”: il dott. Amedeo Bianco e la dott.ssa Annalisa Silvestro, entrambi alla prima esperienza politica arrivata dopo anni passati a capo, rispettivamente, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCeO) e della Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia (IPASVI).

Bianco Senatore

Massima è la stima professionale e grande l’augurio di intraprendere nel migliore dei modi questa nuova avventura, magari con una carriera politica altrettanto fortunata e di qualità.

I dubbi (tanti) riguardano semmai la gestione del post elezione che ha visto entrambi cercare l’appoggio dei propri consigli direttivi al fine di tutelare la “doppia carica”, Senatore e Presidente, probabilmente in vista di una XVII legislatura incerta e segnata da auspici che lasciano presagire un suo sviluppo vincolato a termine.

Per approfondire leggi qui per IPASVI e qui per FNOMCeO 1, 2, 3

Parlando della Professione medica, poi, risulta veramente grottesco affermare che la carica di Senatore per il Presidente del massimo organo di rappresentanza dei medici sia “una valore aggiunto per la Professione” (leggi qui).

Come sono stati ribaditi la stima professionale e l’augurio di una brillante carriera politica allo stesso modo è lecito ribadire l’inaccettabilità di questa scelta che trascina direttamente nell’agone politico le massime istituzioni delle professioni sanitarie che, nella loro stessa costituzione invece, gridano l’obbligo di restare super partes per garantire la tutela della terzietà degli organi di massima rappresentanza di medici ed infermieri.

Un Paese che da anni è costretto, suo malgrado, a discutere senza soluzione del conflitto di interesse ai massimi livelli a causa dell’inettitudine della propria classe politica, vive in sordine quello che altrove, in qualsiasi altra parte del mondo civile, avrebbe gridato allo scandalo.

Non è questione di lotte interne, non è questione di poltrone o poltroncine.

Ne va della credibilità di una Sanità che può mettere a disposizione del Paese autorevolissime professionalità, come avvenuto in passato e come accaduto anche questa volta, ma che deve far sentire la propria voce a tutela di tutti, non soltanto di una parte, qualunque essa sia.

Per favore, se siamo tornati ai livelli del Senato delle Corporazioni qualcuno ci avverta.

Non è facile, in questi giorni convulsi a causa della crisi finanziaria e di sistema che stiamo vivendo, capire qual è il volto dell’Italia migliore che siamo chiamati a presentare al mondo.

Tra tanti dubbi una certezza arriva dai giovani: non è sicuramente quella del Paese del conflitto di interesse, della doppia morale e delle doppie poltrone.

Piano sanitario 2011-2013, medici di famiglia al centro della riorganizzazione

Ristrutturare la rete ospedaliera, anche attraverso la riconversione dei piccoli ospedali, rimodulare l”assistenza sul territorio, rafforzando il ruolo dei medici di famiglia e puntando sulla nascita di équipe multidisciplinari, investire sui sistemi informatici e sulle nuove tecnologie, implementare il sistema della prevenzione e rafforzare il sistema di Governance multilivello capace di assicurare «un costante equilibrio tra sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti». Questi alcuni elementi della riorganizzazione dell’assistenza al cittadino che emergono dal Piano sanitario nazionale 2011-2013, approvato dalla Conferenza Unificata.

Tra i vari aspetti toccati, l’assistenza territoriale riveste un ruolo fondamentale. Obiettivo delle politiche sanitarie deve essere quello di rafforzare il ruolo dei Medici di medicina generale, anche passando attraverso la valorizzazione di ospedali di comunità o poliambulatori specialistici – con posti letto gestiti da medici di famiglia e personale infermieristico e la presenza eventuale di specialisti – nonché la gestione della fase acuta a domicilio, con un’assistenza domiciliare integrata. Momento fondamentale della ristrutturazione della rete ospedaliera è anche la riorganizzazione dei sistemi di emergenza-urgenza, con la diffusione della metodologia del triage ospedaliero e la riconversione dei piccoli ospedali.

Il Piano sanitario si sofferma anche sulle criticità attuali del sistema sanitario: al primo posto c’è l”inappropriatezza di prestazioni, quali i ricoveri ospedalieri, le liste di attesa, il livello qualitativo differenziato dei servizi sanitari regionali.

Cattive notizie anche sul fronte della carenza di medici: saranno 17mila i medici che lasceranno il Ssn entro il 2015. Considerando il numero medio di laureati per anno accademico e la quota di medici assunti annualmente dal Ssn, dal 2013 si stima un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni. Quanto alla forbice tra entrate e uscite, tenderà ad allargarsi negli anni.

tratto da Doctor33.it

Stop agli Ordini delle Professioni Sanitarie.

L’aula del Senato ha deciso di sospendere l’esame, appena avviato, del disegno di legge che introduce cinque nuovi ordini professionali: infermieri professionali, ostetriche, professioni sanitarie della riabilitazione, tecnici sanitari di radiologia medica, professioni tecniche-sanitarie della prevenzione. La richiesta di sospensione è stata avanzata dalla relatrice del Ddl, la senatrice del Pdl, Laura Bianconi, che ha parlato di un problema insito nel provvedimento riguardante la questione delle sanzioni che va ulteriormente definito. La relatrice ha tuttavia chiesto che una volta approtato la correzione la conferenza dei capigruppo ricalendarizzino il provvedimento direttamente per l’aula.

Nel dibattito generale, però, sia la maggioranza che l’opposizione avevano sollevato le critiche per un disegno di legge che è considerato del tutto contrario all’esigenza di risanamento economico previsto dalla stessa manovra economica che la Camera si accinge ad approvare. In particolare Francesco Rutelli aveva sottolineato il paradosso di un disegno di legge che introduce nuovi ordini mentre da più parti si chiede maggior liberalizzazione nelle professioni.

«Dopo l’articolato dibattito e le dichiarazioni del senatore Rutelli, che ha ammesso di essere stato nel 2006 l’artefice della sospensione delle deleghe da parte del Governo per l’emanazione dei decreti necessari per l’emanazione di nuovi albi professionali in ambito sanitario – ha spiegato la relatrice – ho ritenuto opportuno chiedere una sospensione all’esame del provvedimento, per evitare che venga archiviato come vorrebbero Rutelli e pochissimi altri colleghi. Mi sembra assurdo che non comprendano le esigenze di oltre 500 mila professionisti che chiedono da anni di non essere confusi con i numerosi abusivi di cui quotidianamente sono vittime tanti cittadini. Questo provvedimento – conclude – è in linea anche con quello che a livello europeo ci viene chiesto per le professioni sanitarie e ricordo che la convergenza di approvarlo rapidamente raccoglie un grandissimo consenso trasversale. Pertanto, sono certa che una volta chiariti alcuni punti soprattutto sulle sanzioni, come richiesto dal Pd, saremo in grado di farlo ricaledarizzare dalla Conferenza dei capigruppo e di approvarlo in tempi rapidi».

Leggi tutto su Sole24OreSanità

Professioni sanitarie: ecco chi trova lavoro prima.

Tra le professioni sanitarie la parola “disoccupazione” è rara e infermieri e operatori sanitari battono tutte le altre attività nei livelli occupazionali come in quelli retributivi, visto che il tasso di occupazione, sempre a un anno dalla laurea batte quello delle altre professioni.

«I dati – spiega Mastrillo – dicono che in media l’83% dei professionisti sanitari lavora a un anno dalla laurea. Tasso che si stacca nettamente dal valore medio del 45% dell’insieme di tutti gli altri gruppi disciplinari». Ad esempio, nota Mastrillo, la cosiddetta “ultima in classifica” tra le professioni, con il 56% di occupazione, è comunque superiore alla seconda in classifica generale, ovvero al 43% del gruppo di educazione fisica e al 41% del gruppo disciplinare dell’insegnamento. «Va inoltre considerato – aggiunge – che il tasso occupazionale delle professioni sanitarie sale al 95% nel corso dei successivi 3 anni dal conseguimento del titolo».

Leggi tutto

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: