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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Public Health

(FISPeOS) LA SANITA’ PUBBLICA ALZA LA TESTA! DOMANI LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

ROMA, Martedì 7 maggio
Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio
ORE 11.00
 
LA SANITA’ PUBBLICA ALZA LA TESTA!
DOMANI LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE 
 
 
Otto società scientifiche, tra le maggiori nel campo della Sanità Pubblica e dell’Organizzazione Sanitaria, danno vita alla Fispeos, la più grande Federazione di Sanità e Salute pubblica in Italia con il fermo proposito di promuovere, sviluppare e consolidare un Servizio sanitario nazionale pubblico, equo, solidale, efficiente, produttivo e uniforme sul territorio.
 
La Federazione, che attraverso le società scientifiche aderenti porterà la voce e le istanze di decine di migliaia di operatori e professionisti sanitari, interverrà nel dibattito pubblico e si proporrà ai decisori istituzionali con proposte evidence-based ed iniziative scientificamente fondate. 
 
Domani, 7 maggio, alle ore 11.00, presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio il Presidente della FISPEOS, Walter Ricciardi (Medici Manager SIMM) e il Consiglio direttivo presenteranno obiettivi e mission nel corso di una Conferenza Stampa alla quale saranno presenti anche i Presidenti delle Società scientifiche fondatrici (SIMG, SIMM, SIHTA, SItI, CARD, SISMEC) e delle due Società aderenti (SIGG e SIP).
 
 
La FISPeOS
 
•  Società Italiana Medici Manager (SIMM)
•  Società Italiana di Health technology Assessment (SIHTA)
•  Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)
•  Società Italiana di Igiene, medicina preventiva e Sanità pubblica (SItI)
•  Società scientifica delle attività sociosanitarie territoriali – Confederazione delle Associazioni regionali di Distretto (CARD)
•  Società Italiana di Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica (SISMEC)
•  Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG)
•  Società Italiana di Pediatria (SIP)
 
 
Ufficio Stampa
KOS – Comunicazione e Servizi
 
Info: Corrado De Rossi Re
Mob. 335.5828572

7 obiettivi per la formazione dei @giovanimedici (e non solo) in Public Health @WRicciardi @muirgray @martinmckee

Spesso per definire la Public Health come materia (intesa come Medicina di Sanità Pubblica) è più facile partire dalla descrizione delle discipline che include: epidemiologia, medicina preventiva, igiene, organizzazione santiaria ecc, o gli obiettivi che si intendono realizzare, come ad esempio la possibilità di studiare / valutare / progettare studi epidemiologici o progettare programmi di prevenzione. Ma tutti sappiamo che in realtà è molto, molto di più di questo. E ‘un mezzo per preparare le persone ad impegnarsi attivamente in un mondo complesso e mutevole in modo da migliorare la salute della popolazione. Quindi, detto questo, che cosa vogliamo, noi che insegnano Public Health, dai giovani medici che scelgono di formarsi ed intraprendere la carriera e la ricerca della sanità pubblica? […]

Libera traduzione dall’inglese dell’incipit di

Seven goals for public health training in the 21st century

Where Have All the Primary Care Doctors Gone? @giovanimedici @specializzandi @carlofavaretti @BertolliniR

 By PAULINE W. CHEN, M.D.

More and more, my family and friends are asking for my help in finding a primary care doctor. That they would be having trouble finding one doesn’t surprise me. We’ve all been reading warnings about an impending doctor shortage for several years now.

What is alarming to me is that there are no sure-fire solutions in place that will bail us all out in time.

In the United States, we are now shortapproximately 9,000 primary care doctors. These are the general internists, family doctors, geriatricians and general pediatricians, the doctors responsible for diagnosing new illnesses, managing chronic ones, advocating preventive care and protecting wellness. And health care leaders predict that that deficit will worsen dramatically in the next 15 years. Specialties like general surgery, neurosurgery and emergency medicine will also become critically understaffed; but primary care will be hardest hit, with a shortfall of more than 65,000 doctors.

While the demands from a growing and aging population and an influx of 40 million patients newly covered by insurance are considered the main drivers of this crisis, there is no shortage of issues on the physician supply side.

For starters, only 2 percent of all medical students in a recent study expressed interest in practicing primary care as a general internist. Most continue to flock to subspecialty fields like dermatology, anesthesiology, radiology and ophthalmology.

And once trained, primary care practitioners are particularly vulnerable to burnout and more likely to leave clinical practice than doctors insubspecialties like cardiology or gastroenterology.

It’s like the patient is bleeding faster than we can transfuse.

Continue reading “Where Have All the Primary Care Doctors Gone? @giovanimedici @specializzandi @carlofavaretti @BertolliniR”

Sanità militare, tra sprechi e inefficienze quanto costano gli ospedali per i soldati

di Emilia Audino

Alla Camera da qualche giorno è passata la legge-delega, già approvata in Senato, sul riordino dello strumento militare, che pone sul tavolo, tra gli altri, alcuni elementi proprio di riforma della sanità militare. Secondo i dati della ragioneria nel 2011 lo Stato ha pagato 328 milioni di euro per gli ospedali miliari: due terzi per il personale e solo un terzo per le voci di esercizio e investimento.
ROMA – Se la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è a rischio per il futuro, come dice il presidente Monti, qual è lo stato di salute della sanità militare, finanziata dallo Stato e ad uso esclusivo delle 4 forze armate, dei dipendenti civili della Difesa e relativi familiari?.

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Da pochi giorni alla Camera è passata la legge-delega, già approvata in Senato, sul riordino dello strumento militare, che pone sul tavolo, tra gli altri, alcuni elementi di riforma della sanità militare. All’art. 2 il testo si esprime su tre punti: razionalizzare le strutture della sanità militare attraverso criteri interforze e di specializzazione, promuovere convenzioni con la sanità pubblica tramite accordi con le regioni, prevedere l’attività libero professionale intra-muraria dei medici militari, così come per i medici del SSN. In che modo questa riforma potrà essere di sostengo alla sanità pubblica in difficoltà?

Prima di affrontare questi punti varrebbe la pena fare un passo indietro e chiedersi: quanto costa allo Stato mantenere una sanità militare separata dalla sanità pubblica? Quanto sono efficienti al momento le strutture ospedaliere militari?

Il costo per la sanità militare per lo Statosi aggira intorno ai 328 milioni di euro (dati 2011). Questo è quanto emerge dai dati pubblici della Ragioneria dello Stato e da quelli messi a disposizione dalla Direzione Generale del personale militare. Nel Consuntivo del ministero della Difesa per piani di gestione 2011, si possono isolare quei capitoli di spesa che hanno finalità esplicitamente sanitarie (59.8 mln euro), sommare il costo per il personale (stima prudenziale di 218.8 mln euro) e il costo di gestione e mantenimento (50 mln euro), così come suggerito da fonte interna all’amministrazione della sanità militare. Quindi due terzi si spendono per il personale (2070 ufficiali medici e circa 3000 sottufficiali medici al luglio 2012) mentre un terzo per le voci di esercizio e investimento. Questa stima coincide con l’analisi critica del Capo di Stato Maggiore Abrate quando, nel corso dell’audizione in Commissione Difesa alla Camera il 20 novembre, lamenta l’attuale ripartizione interna al suo ministero: “il 70% del budget della Difesa è assorbito dalla spesa del personale, mentre solo il 18% alla voce esercizio e il 12% all’investimento”.

Se spalmiamo la spesa sanitaria totale per il bacino di utenza assai ridotto della sanità militare, in tutto circa 318.000 unità (forze armate, carabinieri, dipendenti civili della Difesa) e relativi familiari, vediamo che il costo pro capite non è affatto insignificante. E’ circa la metà di quanto spende il servizio sanitario nazionale per la salute di ogni cittadino, in media 1900 euro/anno (dati Istat 2010). Dal momento che tutti i cittadini sono iscritti al Servizio sanitario nazionale, la spesa sanitaria di un militare pesa due volte, una volta come cittadino e una volta come militare. E’ sostenibile nelle attuali condizioni di finanza pubblica?

da Repubblica – Inchieste

Sanità militare, il modello tedesco ospedali efficienti e sempre aperti

A Berlino c’è uno dei presidi ospedalieri militari migliori di Germania: aperto 24 ore al giorno nel 2010 ha avuto circa 10.849 ricoveri ordinari e 15.000 accessi in pronto soccorso a fronte di 367 posti letto per 246 medici. Ma quello che colpisce di più, oltre ai numeri, è la composizione del personale interno all’ospedale: su un migliaio di persone, un terzo sono civili.

“LA Mia città, il mio ospedale”. L’ospedale di Berlino è uno dei più piccoli tra i 5 ospedali militari presenti in Germania, ma si fa un vanto di essere aperto a tutti, 24 ore al giorno. Nel 2010 ha avuto circa 10.849 ricoveri ordinari e 15.000 accessi in pronto soccorso a fronte di 367 posti letto per 246 medici. Ma quello che colpisce di più, oltre ai numeri, è la composizione del personale interno all’ospedale: su un migliaio di persone, un terzo sono civili. In totale gli ospedali militari tedeschi, che nel 2010 hanno affrontato circa 50.000 ricoveri, dispongono di circa 3295 operatori militari e circa 2284 operatori civili.

La Francia invece ha 9 ospedali militari aperti a tutti, ma con accesso prioritario a militari e loro familiari. Rispetto a quella tedesca, la sanità militare francese è più imponente e conta 16.000 effettivi, di cui due terzi militari e un terzo civili (dati del 30 luglio 2012). Tra i 16.000 effettivi circa 3000 sono medici, specializzandi compresi. Nel sito del Service de santé des armées, un inno alla trasparenza della pubblica amministrazione d’oltralpe, è possibile accedere a molte informazioni, tra cui notizie sul finanziamento della sanità militare. Si viene così a sapere che la sanità militare francese si finanzia con il 65% di risorse provenienti dal Ministero della Difesa mentre il restante 35% proviene dal rimborso dell’attività ospedaliera.

Diversa invece è stata la scelta degli inglesi. Il Defence Medical Services, che conta un personale di 7000 unità e provvede alla salute di 196.000 persone in divisa, non ha più ospedali ma soltanto unità ospedaliere all’interno degli ospedali civili, oltre a 15 dipartimenti di Salute Mentale e 15 unità regionali di riabilitazione.

In generale la sanità militare tedesca e francese contano su una presenza consistente, e ben maggiore di quanto non accada in Italia, di operatori civili che lavorano fianco a fianco con operatori militari. Inoltre la medicina di guerra in Inghilterra, Francia e Germania è sempre più orientata e più attenta al disagio psichico post traumatico e in generale un’attenzione particolare è rivolta alla riabilitazione dei militari che tornano da zone di guerra. In Italia l’argomento comincia ad esser preso in considerazione, come emerge dalle parole di agosto del Ministro della Difesa riguardo al reparto di lungodegenza di Anzio: “dovrà essere esaminata l’esigenza di valorizzare ulteriormente tale struttura per la lungo-degenza e per il supporto al personale bisognoso di questo tipo di assistenza, esigenza che risulta in aumento in concomitanza con la partecipazione alle missioni internazionali”.

da Repubblica – Inchieste

Public Narrative Key to Effective Leadership

In 2004, a young senator from Illinois named Barack Obama gave the nomination speech for John Kerry at the Democratic National Convention. It was this speech, many experts say, that put Obama on the national radar screen and helped propel him to the presidency.

Marshall Ganz (ganz_photo-150.jpg)According to Marshall Ganz, an expert in organizing who spoke in Harvard School of Public Health’s Kresge Cafeteria on November 28, 2012, Obama’s speech contained three essential narrative elements that all would-be leaders can learn from. Obama began by telling his personal story; connected his story with those of other Americans; then spoke of the American people’s shared challenges to move them to action.

“If you’re going to engage people in change, there’s a whole language of narrative that goes with it,” said Ganz.

Ganz, senior lecturer in public policy at the Hauser Center for Nonprofit Organizations at Harvard Kennedy School, spoke to about 70 students as part of the Center for Public Health Leadership‘s (CPHL) Advanced Leadership Seminar, which brings seasoned leaders to the School to share their expertise with public health students and is part of programming supporting CPHL’s Interdisciplinary Public Health Leadership concentration. Ganz has an extensive background in grassroots organizing. He was a civil rights organizer in Mississippi in 1964, spent 16 years working with Cesar Chavez and the United Farm Workers in California, and later worked with various groups on organizing and voter mobilization for political campaigns. While he continues to be an activist for social justice, he has spent more than 20 years studying the use of personal narrative in what he calls the “practice of leadership”—that is, using leadership skills not just in formal positions of power but in other situations as well.

As an example of effective narrative aimed at motivating change, Ganz first showed students the video of Obama’s 2004 speech. A second video featured a student in Ganz’ public narrative class who gave a short, powerful speech that included the same elements Obama had used—a story of self, a story of “us,” and a story of “now”—to motivate listeners to get involved with the It Gets Better Project, which supports LGBT youth and others who face harassment or bullying.

Noting that the best way to learn to be an effective leader is to practice, Ganz had the students work in small groups and share two-minute stories—with emotional impact—about their reasons for pursuing public health.

“The challenge for anybody who’s going to provide leadership for change is to break through people’s inertia to get them to pay attention,” Ganz explained. Stories help do that.

In a discussion afterwards, students said the exercise had been compelling. “When we probed, we got these amazing stories,” said one student. Said another, “The details really do matter.”

–Karen Feldscher

photo: Martha Stewart

Sanità e crisi economica: a Eunomia Sanità 2011 scenari e soluzioni

Appuntamento con workshop di formazione e incontri pubblici a Firenze dal 24 al 26 novembre. Sanità e crisi economica. Gli scenari e le soluzioni. La terza edizione del Corso di Alta Formazione in Politicheper la Salute EUNOMIA SANITA ’ si concentra sullequestioni più attuali e urgenti per i cittadini e sulla necessità di trovaremodalità per salvaguardare la “salute per tutti”

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Definire le priorità della sanità che rischiano di passare insecondo piano con la crisi economica e l’aggravarsi della situazione delPaese e individuare possibili strategie per salvaguardarle. A queste finalitàsarà dedicata la terza edizione di Eunomia Sanità, il Corso di Alta Formazionein Politiche per la Salute promosso dall’Associazione Eunomia in collaborazionecon l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana e AnciToscana.

In piena sintonia con ledinamiche di più stretta attualità, il corso in programma dal 24 al 26 novembre 2011 a Firenze presso le sedi di Palazzo Medici Riccardi e Villa Morghen, dal titolo“Il Governo della Sanità: le priorità al tempo della crisi”affronterà i temi dell’universalità delle cure in un contesto in cui lerisorse vanno riducendosi. La tre giorni si concentrerà sull’elaborazionedi proposte innovative che facciano capo ad un modello di sanità integrato erispondente alle esigenze dei cittadini, attraverso una serie di workshop,incontri, lezioni di alto livello e una tavola rotonda conclusiva aperta al pubblico.

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Lettura Magistrale del Prof. Walter Ricciardi

Il master è unico nellasua dimensione tecnico – politica e nasce come momento di riflessione edi approfondimento sul tema della sanità, sulla scia delle precedentiesperienze di Eunomia Master – Corso di Alta Formazione Politica. Rappresenta,come da tradizione delle iniziative promosse dall’Associazione Eunomia,un momento di confronto volto a promuovere la crescita della consapevolezzapolitica e collettiva della classe dirigente del settore sanitario e unimportante investimento nella formazione qualificata delle più giovani figureprofessionali coinvolte nel governo delle politiche sanitarie e sociali.

Al corso partecipano giovani (under 40) dirigenti di strutture sanitarie pubbliche e private, politici, esperti nel settore organizzativo della Sanità e in tema di etica inmedicina, quadri dirigenti dell’ambito sanitario e rappresentanti diassociazioni di pazienti, che usufruiscono delle borse di studio resedisponibili grazie ai contributi degli sponsor.

Tutte le informazioni sulsito http://www.eunomiaonline.it sezione Sanità.

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