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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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Ammissione medicina

Test medicina alla #Cattolica di #Roma, un ammesso ogni 30 candidati

Sono 8.572 i candidati al concorso di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che oggi sosteranno le prove scritte (test psicoattitudinale e test di lingua inglese) a Roma e Milano. Nel dettaglio sono 8.029 i candidati a Medicina, in netta prevalenza donne (5.075 contro 2.954 maschi), che si contenderanno uno dei 270 posti a concorso con un rapporto di circa 1 ammesso ogni 30 candidati; sono invece 543 i candidati per i 25 posti di Odontoiatria (262 femmine e 281 maschi), 1 ammesso ogni 22 partecipanti al concorso. I candidati provengono da tutte le Regioni italiane. In particolare, il maggior numero di candidati rispettivamente per Medicina e Odontoiatria, dopo il Lazio (1638 e 134), provengono da Campania (1537 e 89), Puglia (1134 e 77), Sicilia (866 e 49), Calabria (613 e 43), Lombardia (355 e 26) e Basilicata (244 e 22). La Facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica ha introdotto ormai da tre anni una modalità di selezione a doppio turno per scegliere gli studenti più meritevoli e con la maggiore vocazione a fare il medico o l’odontoiatra. Un primo turno basato su una prova scritta consistente nella soluzione di 120 quesiti a risposta multipla sui seguenti argomenti: test psicoattitudinale (logica, ragionamento spaziale visivo, comprensione brani, attenzione e precisione, ragionamento numerico, problem solving) e di lingua inglese. Alla valutazione delle prova scritta è associata quella del percorso scolastico del terzo e quarto anno delle superiori. Il percorso di selezione prevede quindi un secondo turno consistente in un colloquio orale cui potranno accedere per Medicina solo i primi 810 classificati della graduatoria di merito e i primi 75 per Odontoiatria. La prova orale sarà basata su temi di cultura generale, di attualità, attitudinali, motivazionali e bioetici al fine di verificare la predisposizione dei candidati verso questo tipo di studi. I risultati della prova scritta del 22 aprile saranno pubblicati agli albi della Facoltà di Medicina e chirurgia entro il 6 maggio 2013. Novità del prossimo anno accademico è l’attivazione del corso di laurea “Medicine and surgery che sarà svolto interamente in lingua inglese il cui bando sarà pubblicato entro fine maggio.

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Verona: truffa dei test di ammissioni di Medicina.

VERONA – Sei persone – tra cui un noto professore ordinario della facoltà di Medicina di Bari – sono state arrestate dalla guardia difinanza nell’indagine su presunti test pilotati di ammissione alla facoltà di medicina-odontoiatria. Nel mirino degli inquirenti ci sono anche alcuni studenti, aspiranti matricole, che hanno sostenuto tali test all’ateneo di Verona e che avrebbero pagato ben 30mila euro per avere i risultati dei test e superare così la prova. L’inchiesta della magistratura barese. Le indagini sono state avviate in seguito ai controlli compiuti il 4 settembre del 2009, nelle sedi universitarie di Napoli, Foggia e Verona. Con le accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa al fine di commettere reati contro la pubblica amministrazione sono finiti agli arresti domiciliari il docente ordinario di odontostomatologia dell’università di Bari Felice Roberto Grassi, di 58 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione, Andrea Ballini, di 36, tecnico informatico della stessa università; Francesco Miglionico, 50, odontotecnico e laureando in odontoiatria, all’epoca dei fatti assessore alle Attività produttive di Altamura (Bari); Amedeo Nardi, di 52, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia; Giacomo Cuccovillo, e Marco Magdalone, entrambi 27enni ed universitari. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano poi indagate. Gli infiltrati. Le indagini hanno visto l’utilizzo anche di alcuni infiltrati (aspiranti matricole dell’università di Napoli) che avevano il compito di fotografare il questionario. Il test ministeriale, infatti, è identico per tutti gli atenei e viene svolto lo stesso giorno in tutte le facoltà. L’università di Bari, però, dopo la precedente inchiesta del 2007, era corsa ai ripari schermando le aule dove si tenevano i test. I controlli e la “falla nel sistema”. «A Napoli, invece – spiega la procura di Bari – i controlli erano ancora, per così dire, “normali”, i giovani aspiranti dentisti e i complici dell’organizzazione nascondevano il proprio cellulare, un palmare in grado di poter fotografare in maniera leggibile il test ministeriale, allacciandolo con una fascia elastica sulla gamba. Una volta entrati nell’aula e ottenuto il questionario, senza farsi notare lo fotografavano e lo inviavano alla centrale operativa di Altamura che faceva pervenire le domande al professore che, a sua volta, forniva le risposte da trasmettere poi all’aspirante medico-dentista, che sceglieva di svolgere il test in altre sedi universitarie». La “sala operativa” della banda. Era dotata di cinque computer, cinque telefoni palmari e tre accessi internet. L’accesso a questa struttura era permesso solo a 7 persone (tra i quali i sei arrestati) che elaboravano e inviavano via internet, sugli account di posta elettronica di ciascuno dei candidati da favorire, le risposte al questionario della prova di ammissione, ricevuto via internet dai complici che stavano eseguendo la medesima prova all’università di Napoli. I test “truccati”: tre anni accademici nel mirino. Per l’intera organizzazione il giro d’affari sarebbe stato di circa 250mila euro. Per questo al professor Grassi sono stati sequestrati beni mobili e immobili per 240mila euro. Il 4 settembre 2009, nelle università di Napoli, Foggia e Verona al termine della prova d’esame alcuni candidati furono trovati in possesso di un telefonino utilizzato per ricevere le risposte. Le perquisizioni compiute dalla guardia di finanza fecero emergere la truffa. L’indagine riguarda dunque i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in medicina e chirurgia-odontoiatria e protesi dentaria degli anni 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010.

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I numeri da record delle ammissioni a medicina: si parte domani dalla Cattolica di Roma

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Test universitari al via con numeri da record, soprattutto per medicina. La crisi mette in riga gli studenti. Si punta sulle Facolta’ che offrono lavoro, con in testa quelle mediche. Dal 30 agosto partono le prove di selezione negli Atenei privati. Il 5 settembre tocca alle Universita’ pubbliche. Alla Cattolica del Sacro Cuore di Roma le presenze saranno da capogiro: si sono iscritti in 7.333, di cui 2.859 maschi e 4.474 femmine. I posti sono 282 e, dunque, ce la fara’ solo uno su 26. Nello stesso ateneo ci sono anche 25 posti per odontoiatria, i candidati sono 567. Il test per le due aree e’ unico e prevede domande di logica e psicoattitudinali. Piu’ ridotte quelle scientifiche. Il 7 settembre partono gli orali a cui accederanno in 600.

E dall’anno prossimo, ha annunciato Rocco Bellantone, Preside della Facolta’ di Medicina della Cattolica, “il test si fara’ ad aprile”.

Test il 30 agosto anche al Campus Biomedico, sempre a Roma, che conta 1.917 iscritti contro i 1.340 dello scorso anno. I posti sono 110 e a breve sara’ inaugurato un nuovo polo didattico visto che la facolta’ ha numeri sempre piu’ alti. Alla Sapienza gli iscritti sono 7.369 per medicina e odontoiatria, i posti sono 801 per medicina e 60 per odontoiatria. Entra una persona ogni nove.

Sempre nelle Universita’ della Capitale, in 2.527 si contenderanno i 220 posti di medicina e i 38 di odontoiatria disponibili a Tor Vergata.

Al San Raffaele di Milano il test e’ il 31 agosto: i candidati sono 3.700 per 100 posti. All’Universita’ di Bologna ci proveranno in 2.937, alla Federico II di Napoli in 4.099, a Bari ci proveranno in 1.529, alla Statale di Milano in 2.870. Ma non solo medicina fa il pieno di iscritti: anche dal Politecnico di Milano annunciano numeri da record ai test. Quest’anno gli aspiranti ingegneri sono 7.792 e gli architetti e designer 6.144, a fronte, rispettivamente, di 5.469 e 2.787 posti disponibili per l’anno accademico 2011-12. E’ boom per le ingegnerie, con una crescita del 9% rispetto al 2010.

Successo, in particolare, per Ingegneria matematica, gia’ esaurita dopo le immatricolazioni della prima fase, e Ingegneria fisica (+55%), mentre sono in crescita le iscrizioni a Ingegneria gestionale (+11%), Ingegneria meccanica (+8%) e Ingegneria energetica (+15%).

Gli iscritti al test di Architettura e Design sono aumentati del 7% rispetto all’anno scorso. In crescita, tra i corsi piu’ gettonati, Architettura ambientale (+22%) e Design della moda (+ 21%).

da Televideo.Rai.it

Test di ammissione a medicina ed odontoiatria: le novità di quest’anno

A Trieste e Udine e a Roma verrà sperimentato a settembre un nuovo meccanismo per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia. Ma l’unica vera differenza con il vecchio sistema è che si potrà sostenere il test in una università e fare domanda di ammissione in un’altra sede. Non risolve il problema degli studenti respinti in una sede, ma con un punteggio che permetterebbe l’iscrizione in un ateneo diverso. L’introduzione di un test unico per Medicina e Odontoiatria, poi, potrebbe addirittura peggiorare un sistema che già ora non brilla per efficienza.

Negli ultimi mesi il Miur aveva annunciato l’intenzione di sperimentare, per l’anno accademico 2011/2012, graduatorie regionali per i test di ingresso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia. La sperimentazione poteva rappresentare un primo miglioramento dell’inefficiente meccanismo di selezione usato fino all’anno scorso in tutte le sedi universitarie, che prevedeva un test unico a livello nazionale, ma una graduatoria diversa per ogni università. In questo modo, gli studenti respinti in una sede seppure con un punteggio sufficiente per entrare in un altro ateneo, risultavano comunque esclusi.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO SPERIMENTALE

Purtroppo, il meccanismo con cui a settembre 2011 verranno aggregate le graduatorie in via sperimentale per le facoltà di Medicina delle università di Trieste e di Udine e, separatamente, per le due facoltà di Medicina dell’università la Sapienza di Roma, non cambia pressoché nulla rispetto al sistema precedente. Nel decreto ministeriale del 15 giugno scorso, il Miur ha infatti stabilito che le graduatorie per le sedi aggregate verranno realizzate con il seguente meccanismo:

1. gli studenti sono liberi di sostenere il test in una qualunque delle sedi aggregate (per esempio, a Udine o a Trieste);
2. dopo la pubblicazione di una graduatoria unica, gli studenti dovranno esprimere le proprie preferenze tra gli atenei che fanno parte dell’aggregazione;
3. i posti disponibili in una facoltà di Medicina saranno poi assegnati ai migliori studenti al test che hanno espresso come prima preferenza quella data facoltà: per esempio, a Medicina a Udine entrerà prima chi ha il punteggio più alto tra coloro che hanno segnalato Udine come prima scelta, fino a copertura dei posti, e poi eventualmente i migliori che hanno indicato Udine come seconda preferenza, se ci sono posti disponibili residui, e altrettanto accadrà a Trieste;
4. anche in caso di “ripescaggi”, verrà data la precedenza ai migliori studenti che hanno indicato come prima scelta l’ateneo dove si saranno liberati i posti.
Cerchiamo ora di capire con un esempio il (non)senso di questo meccanismo. Per semplicità, supponiamo che ci siano quattro studenti che desiderano studiare Medicina a Udine o a Trieste e un solo posto disponibile in ciascuna di queste due università. I quattro studenti sostengono la prova in una delle due sedi, che non è necessariamente l’università dove preferirebbero iscriversi. Viene quindi pubblicata una graduatoria unica per i quattro candidati. Ipotizziamo che il primo studente in graduatoria realizzi 80 punti, il secondo 70, il terzo 60 e il quarto 50; i primi due preferiscono Udine a Trieste e gli ultimi due Trieste a Udine. A Udine verrà ammesso il primo studente nella graduatoria aggregata, mentre a Trieste entrerà quello che ha totalizzato 60 punti (cioè il terzo in graduatoria) e non invece lo studente che, pur avendo conseguito un punteggio più alto (70 punti e secondo in graduatoria), ha indicato Trieste come seconda scelta. Anche se il terzo in graduatoria decidesse di non iscriversi a Medicina e quindi si liberasse il posto a Trieste, questo verrebbe assegnato al migliore dei non ammessi la cui prima preferenza è Trieste e cioè a chi, nel nostro esempio, ha totalizzato 50 punti. In pratica, affinché il secondo in graduatoria possa studiare Medicina è necessario che il primo in graduatoria decida di non iscriversi a Medicina o che a Trieste non si iscriva nessuno.

Pertanto, l’unica vera differenza tra il meccanismo che sarà sperimentato a settembre e il “vecchio sistema”, che continuerà a essere utilizzato in tutte le altre università, è che il primo permette di sostenere il test in un’università e di fare domanda di ammissione in un’altra sede, mentre il secondo obbliga uno studente a sostenere il test nella sede dove poi intende studiare. In sostanza si risparmia qualche biglietto del treno (ovviamente non nel caso delle due facoltà di Roma).

TEST UNICO PER MEDICINA E ODONTOIATRIA

Il decreto ministeriale del 15 giugno introduce però una seconda novità: l’utilizzo, per ciascuna università, di un unico test per Medicina e chirurgia e per Odontoiatria e protesi dentaria. Fino all’anno scorso, l’accesso a Medicina e a Odontoiatria veniva decretato sulla base dei risultati di due test differenti, somministrati in due giorni consecutivi. Pertanto, chi non era ammesso a Odontoiatria, poteva sperare di iscriversi a Medicina (o viceversa) se in possesso di un punteggio adeguato nel test per Medicina. Se l’utilizzo di un unico test per entrambi i corsi di laurea sarà gestito come per la sperimentazione delle facoltà di Medicina di Udine e Trieste (il decreto ministeriale non descrive in dettaglio come ciò accadrà effettivamente), allora avremo un sicuro peggioramento: diversamente dall’anno scorso, un buon candidato respinto a Odontoiatria non potrà più iscriversi a Medicina o viceversa. Se invece, a fronte del test unico, le graduatorie per Odontoiatria e Medicina rimarranno separate e ciascun candidato, dopo
aver segnalato il proprio interesse in tutti e due i corsi di laurea, verrà ins rito automaticamente in entrambe, allora non avremo una perdita di efficienza e torneremo in sostanza al vecchio sistema, eliminando però la necessità di somministrare due test differenti. In pratica, per capire se l’utilizzo di un unico test per Medicina e Odontoiatria comporterà solo minori spese o invece genererà anche perdite di efficienza, è necessario aspettare che il ministero descriva in dettaglio il funzionamento del meccanismo di ammissione ai due corsi di laurea. È però chiaro che il meccanismo delle graduatorie aggregate fa temere il peggio, e cioè che a entrare a Medicina e Odontoiatria non saranno i migliori in assoluto al test, ma i migliori che avranno indicato rispettivamente in Medicina e Odon
toiatria la propria prima preferenza.
A parziale credito del Miur va detto che l’introduzione di una graduatoria unica per Medicina o Odontoiatria presenta una serie di problemi non banali (per esempio, tempi tecnici lunghi, problemi legali). Ciononostante, non è impossibile trovare sistemi alternativi che consentano davvero agli studenti di presentare domanda di ammissione in più sedi universitarie e che possano inoltre funzionare in tempi tecnici ristretti. Al contrario, il meccanismo di aggregazione delle graduatorie che verrà sperimentato a settembre non cambia nulla rispetto al vecchio sistema e si fa dunque fatica a capirne la ragione d’essere. Come se ciò non bastasse, l’introduzione di un test unico per Medicina e Odontoiatria potrebbe addirittura peggiorare un sistema che già ora non brilla per efficienza.

Tratto da La Voce.info

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