Alcol: oltre 14mila download per App ministero Salute dedicata a 14-25enni

Roma, 2 nov. (Adnkronos Salute) – Oltre 14mila ragazzi hanno scaricato finora sui loro smartphone ‘Adrenalina pura’, l’applicazione del ministero della Salute che invita, in particolare i giovani tra i 14 e i 25 anni, a non eccedere con l’alcol. Si tratta – spiega in una nota il dicastero di Lungotevere Ripa – di un progetto digitale che affianca le molte iniziative del ministero mirate al contrasto dei problemi correlati all’alcol soprattutto fra i giovanissimi, come l’innalzamento dai 16 ai 18 anni del divieto di vendita di alcolici, insieme a un inasprimento delle sanzioni per i rivenditori trasgressori, misure contenute nel decreto del ministro Renato Balduzzi convertito in legge mercoledì.Gli ultimi dati disponibili mostrano come nell’ultimo decennio i consumatori di alcol fuori dai pasti siano passati dal 14,5% al 16,9% nella fascia 14-17 anni e dal 33,7% al 41,9% in quella 18-24. In particolare, il dato è più che raddoppiato per le ragazze tra i 14 e i 17 anni, passando dal 6% del 1995 al 14,6% del 2010. E’ cresciuto inoltre negli ultimi anni il fenomeno del binge drinking, la pratica di ingerire bevande alcoliche diverse in un breve intervallo di tempo: una ‘abbuffata alcolica’ dalle conseguenze potenzialmente molto pericolose.

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Le App del Ministero della Salute

In questa pagina del sito ufficiale del Ministero della Salute sono raccolte le applicazioni per dispositivi mobili Apple e Android. Le applicazioni sono suddivise per sistema operativo:

  • iOS – Sistema operativo sviluppato da Apple per iPhone, iPod touch e iPad
  • Android – Sistema operativo openSource

Clicca qui http://www.salute.gov.it/app/app.jsp

Vaccino si, vaccino no. @claudiamurrumd

di Claudia Murru, MD

Affronto oggi un tema scottante: le vaccinazioni.

Ultimamente tante mamme mi chiedono un consiglio sui vaccini, e solo per questo motivo, ho pensato di chiarire alcuni punti. Alcune vogliono sapere se devono vaccinare i propri figli, altre quali siano i rischi connessi, ma tutte, proprio tutte, vogliono essere rassicurate.

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Premetto che come dico sempre alle mamme e ai papà, la scelta spetta a loro. Non voglio convincere nessuno, posso solo mettere a disposizione le mie conoscenze e chiarire alcuni punti spesso fumosi.

Ciò che ritengo sia utile, è dare delle informazioni supportate scientificamente, al contrario di ciò che avviene per molte fonti di informazione che sono gestite da persone sicuramente volenterose e molto attive, ma non propriamente definibili competenti in materia.

Attualmente le vaccinazioni ancora definite obbligatorie in Italia sono 4:

– antidifterica
– antitetanica
– antipoliomielitica
– antiepatite B
Tutte le altre sono invece raccomandate, il che significa che sono comunque ritenute molto importanti per la tutela del diritto di ciascun bambino di essere protetto da alcune malattie infettive, ma senza nessuna imposizione di legge.

Attualmente esistono alcuni vaccini in grado di proteggerci contro infezioni da virus oncogeni come L’Epatite B e il Papilloma Virus, potenziali cause rispettivamente del Cancro del fegato e della cervice uterina.

I vaccini sono pericolosi?

Questa è la domanda che più spesso mi viene rivolta.

I vaccini sono sostanzialmente sicuri, ma come ogni tipo di farmaco o altra sostanza estranea con cui il nostro corpo viene a contatto, possono comportare dei rischi o avere degli effetti indesiderati, generalmente rari.

Sebbene non sia possibile escludere con certezza l’eventualità che si verifichino degli effetti avversi associati alla vaccinazione, si può affermare che la probabilità per i soggetti non vaccinati di subire seri danni causati delle malattie infettive è di senza dubbio più elevata.

I vaccini proteggono per tutta la vita?

Spesso la vaccinazione prevede l’inoculo di più dosi, secondo un preciso calendario vaccinale. Al termine di questo ciclo, il soggetto conserva una memoria immunitaria che protegge per da futuri contatti con lo stesso tipo di agente infettivo contenuto nel vaccino.

In alcuni casi, come per la vaccinazione antitetanica, per mantenere la memoria immunitaria, può essere necessario effettuare un richiamo a distanza di anni.

Se non mi vaccino non faccio male a nessuno.

Se questa affermazione è corretta, è ancor più corretto affermare l’esatto contrario: CHI È VACCINATO PROTEGGE ANCHE GLI ALTRI.

Spesso il nostro punto di vista si limita a salvaguardare la propria salute, ma se allarghiamo i nostri orizzonti, possiamo vedere come spesso la tutela della salute del singolo, possa ripercuotersi positivamente su quella del collettivo.

Ciascun individuo immunizzato protegge anche le persone intorno a sé per il principio della “immunità di gregge”, secondo il quale si riduce il rischio di diffusione di un agente infettivo in una comunità che abbia un alto tasso di immunizzazione.

L’informazione corretta è alla base della tutela della salute. Per chiarire ulteriori dubbi o ricevere altre informazioni, consiglio di recarsi presso i Servizi di Igiene Pubblica della propria ASL, nei quali si possono incontrare dei medici esperti in tema di vaccini per richiedere un counseling vaccinale.

da www.mammachedonna.it/medicinae

Il fascino del camice bianco: medici «molestati» via sms e online

Medical Defence Union: nell’era digitale aumentati di un terzo i dottori oggetto di mire sentimentali e sessuali

MILANO – George Clooney/Doug Ross, Hugh Laurie/Gregory House. Per non parlare dei vari “belloni” di Grey’s Anatomy, Private Practice, Scrubs. I medici in televisione sono quasi sempre fascinosi. E pare che anche molti camici bianchi in “carne ed ossa” non siano da meno. Almeno in Gran Bretagna, dove sembra che l’impiego ormai quotidiano dei telefoni cellulari nel rapporto tra medico e paziente, ma soprattutto la diffusione dei social network, abbia moltiplicato il numero dei dottori oggetto di mire sentimentali o sessuali da parte di assistiti/e. La Medical Defence Union, che offre assistenza legale e assicurativa ai medici, ha calcolato che nell’era digitale sono aumentati di un terzo i dottori che si trovano a ricevere avance indesiderate dai propri pazienti: se dal 2002 al 2006 le richieste di aiuto in tal senso pervenute alla Mdu sono state 73, dal 2007 al 2011 il dato è salito a 100, riferisce online il Daily Telegraph. Insomma, niente di che ma il fatto è comunque curioso.

MOLESTIE – A ritrovarsi loro malgrado nel ruolo di rubacuori sono soprattutto i maschi (3 casi su 4) e in particolare i medici di medicina generale (72 casi su 100), mentre gli altri episodi riguardano specialisti ospedalieri compresi psichiatri e ginecologi. “Tampinati” via e-mail, su Facebook o su Twitter, bombardati da messaggi che a volte sconfinano nello stalking, non di rado i camici bianchi britannici sono vittime di attenzioni ai limiti della molestie, e a volte le spasimanti deluse si vendicano rovesciando l’accusa di molestie a carico del medico. Che la fiducia e la stima nei confronti del proprio medico, in qualche caso, possano trascendere in amore o desiderio sessuale «non è certo un fatto nuovo», precisa Claire Macaulay dell’Mdu. «Ma mentre in passato per approcciare il dottore il paziente invaghito prendeva carta e penna, ora può utilizzare gli strumenti digitali». Dalla classica lettera d’amore si è passati all’sms sul cellulare, all’e-mail o al messaggio sui social network.

VENDETTA – «I nostri associati – dice Macaulay – riferiscono che essere bombardati da questo tipo di messaggi è più invasivo che ricevere lettere». Dalla Mdu raccontano di un caso estremo. Un medico di famiglia aveva iniziato a ricevere lettere, regali e richieste di amicizia su Facebook da una sua paziente. Il dottore ha respinto le avance, invitando la donna a cambiare medico. Per vendicarsi, la paziente ha raccontato al nuovo dottore di aver avuto una relazione sessuale con il primo. Che è così finito sotto inchiesta ed è stato scagionato solo dopo 6 mesi di indagini. Se spesso i medici riescono i troncare sul nascere il tentativo di flirt, a volte si rende necessario l’intervento della polizia, riporta ancora la Mdu. E nei casi più gravi è capitato di arrivare all’ingiunzione per proteggere il camice bianco da stalking e molestie.

da Corriere.it

Hospital CIOs share their prep plans for Hurricane Sandy, other disasters @carlofavaretti @drsilenzi

Hurricane Irene left many hospital IT departments scrambling in the wake of power outages in August 2011, and Hurricane Sandy likely will have a similar impact on hospitals up and down the East Coast. We asked several members of our new FierceHealthIT Advisory Board about how they prepare in the face of such natural disasters. […]

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I negazionisti (da Saluteinternazionale.info)

I negazionisti dei nostri giorni (Aids, vaccini) rappresentano una sparuta minoranza, ma molto vocale. Grazie a internet e ai social media i loro messaggi rimbalzano e si amplificano attraverso network abbastanza efficienti.  Ma la sfiducia nella politica e nelle istituzioni,  dà alimento alla protesta e coinvolge settori più ampi dell’opinione pubblica. La Sanità Pubblica deve mettere in campo tutte le sue competenze ed energie al servizio del “bene comune” che è la salute, dimostrando la sua totale indipendenza da ogni altro interesse.


Negazionismo è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, a fini ideologici-politici, nega contro ogni evidenza fatti storici accertati.  La più nota delle idee negazioniste è la negazione dell’Olocausto. Secondo Bernard-Henri Lévy  «si crede che i negazionisti esprimano un’opinione: essi perpetuano il crimine. E pretendendo d’essere liberi pensatori, apostoli del dubbio e del sospetto, completano l’opera di morte. Occorre una legge contro il negazionismo, perché esso è, nel senso stretto, lo stadio supremo del genocidio»[1].

Il termine è stato più recentemente utilizzato per qualificare teorie scientifiche o posizioni filosofiche/religiose che negano – contro ogni evidenza –  fenomeni biologici accertati.

Negazionista è considerato Peter Duesberg, il biologo americano noto per le sue posizioni che misconoscono la relazione tra virus HIV e AIDS.  Questa teoria fu abbracciata dal presidente sudafricano Thabo Mbeki che – per questo – nel periodo della sua presidenza considerò inutile e addirittura dannosa la cura dell’AIDS con farmaci antiretrovirali  (vedi post ).

Un recente articolo di Monde Diplomatique, South Africa gets to grips with AIDShttp//mondediplo.com/2012/01/15aids ,  ricostruendo la storia dell’AIDS in Sudafrica afferma che le politiche negazioniste di Mbeki  hanno causato  300 mila morti.  Una sorta di negazionismo all’inverso, dove l’olocausto è la conseguenza e non l’origine della negazione.

Le teorie negazioniste sull’AIDS circolano anche in Italia. Ha destato scalpore, e una scia dipolemiche,  la pubblicazione di un articolo di Duesberg e coll. sulla rivista Italian Journal of Anatomy and Embryology (IJAE).  Di tali teorie si è fatto interprete Beppe Grillo in uno spettacolo del 1998, che è tuttora in video-circolazione. “Negare l’AIDS – scrive la LILA nel primo post di questa newsletter –  significa non accettare la necessità della prevenzione e dell’accesso universale alle terapie, e questa, per un uomo politico, che aspira a governare la vita dei cittadini, è un’affermazione molto grave. Che andrebbe smentita”.

Il secondo post, di Luigi Lopalco, tratta un altro aspetto del negazionismo, quello dei movimenti anti-vaccinisti. Essi rappresentano una sparuta minoranza, ma molto vocale. Grazie ad internet e ai social media i loro messaggi rimbalzano e si amplificano attraverso un network abbastanza efficiente. Gli argomenti portati a discredito delle vaccinazioni sono spesso completamente infondati: presenza di mercurio o alluminio nei vaccini antimorbillo, connessioni con effetti collaterali gravi di cui si è ampiamente dimostrata ogni infondatezza, etc. Tali inesattezze scientifiche sono comunque spesso mescolate sapientemente con elementi complottisti e con argomenti di sicuro impatto comunicativo (soprattutto in Italia): governi e politici corrotti, scienziati prezzolati, produttori dei vaccini padroni del campo.

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Test di ammissione ad odontoiatria: medico non esonerato

Il fatto
Aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia non esonera del test di ammissione per la facoltà di Odontoiatria e Protesi dentaria. È quanto affermato dal Tar Abruzzo a seguito del ricorso proposto contro il diniego dell’Università di ammettere uno studente al conseguimento di una seconda laurea.

Il diritto
La logica sottostante alla previsione di una prova preselettiva per l’accesso programmato a taluni corsi di laurea a numero chiuso può individuarsi nella necessità di contenere il numero degli studenti per certi corsi di laurea, che, se eccessivamente affollati, non potrebbero garantire adeguati livelli formativi. In quest’ottica, l’accesso programmato mira sì a valutare l’attitudine dei candidati, ma in funzione di definire il numero ottimale degli iscritti e, perciò, prescinde totalmente dal “curriculum” percorso dallo studente, con il corollario dell’irrilevanza, ai fini di stabilire il numero ottimale di studenti per la frequenza del corso, del fatto che si tratti di uno studente già in possesso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Esito del giudizio
Il Tar ha rigettato il ricorso.
[Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net]

San Raffaele: medici specializzandi contro potere ‘Sigilli’ in Cda ateneo

Milano, 25 ott. – (Adnkronos Salute) – La Facolta’ di Medicina dell’universita’ Vita-Salute San Raffaele di Milano e’ compatta nel ribellarsi al ‘rimpasto’ comunicato ieri dal Cda dell’ateneo, secondo la linea voluta dai ‘Sigilli’ fedelissimi a don Luigi Verze’. Al coro di no seguito alle nomine di presidente e rettore, si aggiunge oggi la voce dei giovani medici specializzandi dell’universita’ di via Olgettina.

“Pur non essendo di nostra competenza la scelta delle figure istituzionali, riteniamo che le recenti decisioni mettano a rischio il percorso formativo degli specializzandi dell’universita’ Vita-Salute San Raffaele”, si legge in una comunicazione firmata ‘Gli specializzandi Vita-Salute e ospedale San Raffaele’, che l’Adnkronos Salute e’ in grado di anticipare.

“E’ con sincera preoccupazione e rammarico – scrivono i giovani camici bianchi – che apprendiamo, per vie non ufficiali, la frattura che si e’ determinata tra corpo docente e amministrazione universitaria, che espone tutti gli specializzandi e tutti gli studenti alla piu’ desolante incertezza”.

5° Congresso Nazionale della SIHTA: bando di concorso per l’assegnazione di Travel Grants @carlofavaretti @sihta_italia

5° Congresso Nazionale della SIHTA: 

bando di concorso per l’assegnazione di Travel Grants

La SIHTA ha deliberato il finanziamento di n° 20 contributi del valore di 500 euro l’uno, finalizzati alla copertura delle spese dei partecipanti al 5° Congresso Nazionale della SIHTA che si terrà a Roma dal 22 al 24 Novembre 2012.

I fondi sono destinati a fornire un contributo, alla concorrenza, per la copertura delle spese di viaggio, alloggio e iscrizione di operatori sanitari di Istituzioni e Strutture operanti nell’ambito del SSN, con compiti, direttamente o indirettamente, legati all’HTA.

La domanda per la partecipazione al bando, dovrà essere recapitata entro il 4 Novembre 2012 a mezzo posta elettronica al seguente indirizzo: segreteria@sihta.it


Si ricorda inoltre, che il 31 ottobre sarà il termine ultimo per usufruire della quota di iscrizione a  tariffa agevolata per il V° Congresso Nazionale della Sihta.

Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti www.sihta.it – www.iniziativesanitarie.it o contattare la segreteria organizzativa allo 06-5919418 o all’indirizzo e-mail segreteriacongresso@sihta.it

Imparate a usare i cellulari: una breve guida all’utilizzo dei cellulari (redatta dal Ministero della Salute)

Il ministero della Salute, dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore, ha reso disponibile sul proprio sito una guida all’utilizzo dei telefonini. «Negli ultimi vent’anni – spiega – sono stati realizzati molti studi finalizzati a valutare se i telefoni mobili comportino potenziali rischi per la salute. A oggi, secondo l’Oms, non è stato tuttavia accertato alcun effetto sanitario avverso causato dall’uso dei telefoni cellulari.

Nel 2011 i campi elettromagnetici in radiofrequenza (come quelli prodotti dai telefoni mobili) sono stati classificati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms come “possibilmente cancerogeni per l’uomo”, il gradino più basso della scala di valutazione dell’Agenzia sui fattori di rischio dei tumori, adottata nel caso di evidenze scientifiche limitate e in cui il livello di correlazione non è “certo” e nemmeno «probabile».

La classificazione utilizzata per le radiofrequenze equivale a dire che, pur in quadro di evidenze complessivamente sfavorevole a ipotesi di effetti a lungo termine, non è ancora del tutto possibile escludere l’occorrenza di effetti negativi, in particolare per un uso molto intenso del telefono cellulare.

Sono in corso studi per valutare nel modo più completo possibile eventuali effetti a lungo termine dell’uso dei telefoni cellulari e più in generale delle radiofrequenze.

Il Consiglio superiore di sanità, in un parere del 2011, riconoscendo che il quadro delle conoscenze merita di essere approfondito ma non giustifica allo stesso tempo particolare preoccupazione, ha espresso una serie di raccomandazioni, e suggerito semplici comportamenti volti alla riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti dal telefono. Come affermato dal Consiglio, l’adozione di questi comportamenti riveste carattere del tutto prudenziale:

  • educare i bambini a un uso non indiscriminato, limitato alle situazioni di necessità
  • utilizzare sistemi a “mani libere” (auricolari e sistemi viva-voce) che consentono di allontanare il telefono dalla testa e dal corpo
  • limitare le telefonate non necessarie, ridurre numero e durata
  • utilizzare messaggi di testo

In accordo con l’Oms, evitare l’uso del telefono cellulare durante la guida di veicoli ha invece un sicuro significato preventivo in termini di benefici per la salute pubblica, poiché la diminuita capacità di attenzione causata dall’utilizzo del telefono è in grado di aumentare sensibilmente il rischio di incidenti automobilistici, anche quando si utilizzino dispositivi a “mani libere”»

da HealthDesk