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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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medicina difensiva

Congresso Amami: cento medici denunciati, una sola condanna

Responsabilità medica: 2.523 provvedimenti in 11 anni di cui 1.495 contro noti e 1.028 contro ignoti. Ma su cento medici denunciati in media la condanna è una sola.
A fare i conti è stato l’Istituto di Medicina Legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha analizzato tutti i procedimenti penali relativi alla responsabilità professionale medica trattati dalla Procura di Roma durante il periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.
I risultati dello studio sono presentati oggi a Roma al V Congresso nazionale di Amami, l’«Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente».
I reati maggiormente perseguiti sono stati quelli previsti dagli articoli 589 e 590 del codice penale (omicidio colposo e lesioni personali colpose). Tra i reati meno frequenti spiccano quelli previsti dagli articoli 328 e 348 (rifiuto di atti d’ufficio e abusivo esercizio di una professione).
Medici e professionisti coinvolti sono stati in tutto 3.491 e l’errore professionale è stato registrato soprattutto in chirurgia (nel 64% dei casi di denuncia), seguita dalla clinica (23%), dalla medicina dei servizi (13%) e dagli errori degli operatori sanitari (2%).
La raccolta dei dati ha preso in considerazione sia i procedimenti penali contro ignoti (nei casi in cui, cioè, la denuncia non era indirizzata a un medico in particolare, ma richiesta solo per fare chiarezza sulle cause della morte e sulle eventuali responsabilità dei medici), sia contro noti o divenuti tali a seguito delle indagini svolte.
Per ogni singolo procedimento sono stati raccolti tutti i dati necessari alla ricostruzione dell’iter giudiziario che lo ha caratterizzato.
Il dato più interessante è quello emerso dall’analisi dell’esito dei singoli procedimenti e dagli esiti dei processi: a fronte di un considerevole numero di sanitari coinvolti e di un elevato numero di procedimenti aperti, la colpa reale del sanitario è stata accertata solo in una ridottissima parte dei casi: dallo studio dell’Università Cattolica emerge che per ogni 100 medici inquisiti, in media, c’è stato in realtà un solo condannato.

da Sole 24 Ore Sanità

Spot pro-denunce: il Ministro Balduzzi prenda provvedimenti per tamponare la medicina difensiva

23 AGO – “Gli spot televisivi, che invitano i cittadini a denunciare i casi di presunta malasanità rappresentano un attacco pericoloso e ingiustificato contro i camici bianchi italiani. Il 90% delle accuse legali contro il personale sanitario termina con un’assoluzione da parte della magistratura. Non siamo neanche d’accordo con l’introduzione del sistema bonus malus nelle polizze assicurative per i medici”. E’ questo il commento del presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), Nicola Surico, alla recente campagna pro-risarcimenti.

Spot trasmessi, ricorda la Sigo, alla vigilia dell’approvazione da parte del Governo di un provvedimento legislativo che disciplina la responsabilità medica e il sistema assicurativo professionale. Una specifica clausola di questo decreto vuole estendere al personale sanitario il principio delle classi di merito, come quello in uso nelle polizze Rc auto. “La salute dei cittadini viene tutelata se è garantita al medico la libertà di agire come ritiene più opportuno – prosegue Surico -. Fomentare tramite campagne fuorvianti la ricerca dell’errore medico e del risarcimento a tutti costi incentiverà ulteriormente il ricorso alla medicina difensiva. Molti camici bianchi rifiuteranno di assumersi gravi responsabilità nei casi clinici di emergenza. Ma, se un chirurgo o un traumatologo possono, a volte, ritirarsi di fronte a casi complicati, questo non può avvenire per il ginecologo ostetrico, che opera in sala parto ed è costretto a prendere importanti decisioni in tempo reale per tutelare la salute di madre e neonato”.

Per questo la Sigo chiede urgentemente al ministro della Salute Renato Balduzzi di intervenire affinché si approvi in breve tempo un decreto che preveda l’obbligo assicurativo da parte dello Stato per il singolo professionista. “Per noi ginecologi – sottolinea il presidente Surico – la situazione non è più sostenibile dal momento che i costi raggiunti dalle polizze sono proibitivi. Inoltre è sempre più difficile trovare una compagnia disposta ad assicurarci. Un ulteriore provvedimento auspicabile è quello di stabilire, all’interno del contenzioso medico-legale, un tetto massimo di risarcimento. Questo limite potrà garantire la copertura assicurativa a tutto il personale medico operante nel sistema sanitario nazionale”.

da QuotidianoSanità

Chirurghi? Sempre meno perchè spaventati dal contenzioso con i pazienti. Fazio: cerchiamo accordo con assicurazioni

L’allarme sulla carenza dei medici è forte soprattutto tra i chirurghi ed è legato strettamente al contenzioso medico legale e ai costi crescenti delle assicurazioni. Se ne è parlato ieri sera a Roma in un incontro con Fazio e alcuni esponenenti della chirurgia italiana.

05 OTT – “Con 10 mila nuovi medici all’anno non avremo problemi nei prossimi anni”. Questa la prima risposta del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in occasione dell’incontro organizzato ieri sera a Roma dalla giornalista del Corriere della Sera Margherita De Bac e dedicato proprio al tema della carenza i medici e, in particolare, di chirurghi.
Come già spiegato nel corso del question time alla Camera, la scorsa settimana, il ministro ha evidenziato che nonostante un certo numero di medici si prepari ad andare in pensione, si manterrà l’equilibrio del turn over grazie all’aumento degli immatricolati conseguente all’innalzamento della soglia di accesso alle Facoltà di medicina (passata dalle 7.300 a 9.500 unità) che a regime dovrebbe portare all’inserimento nel mercato del lavoro di circa 10.000 nuovi medici all’anno.

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E poi, basta con allarmismi “monocorde” (così l’ha definito il ministro) come quello lanciato nuovamente dall’assessore regionale alla Salute della Lombardia, Luciano Bresciani. Fazio ha infatti sottolineato che in Italia, e la Lombardia non fa eccezione, c’è addirittura un surplus di medici: 4,2 ogni mille abitanti contro una media europea di 3,4”. I problemi, secondo Fazio, riguardano piuttosto “gli specializzandi, e proprio per questo abbiamo inserito nel Ddl omnibus il capitolo specializzandi, per consentire nel lungo periodo di aumentarne il numero”.
Eppure l’allarme c’é. Soprattutto in chiriurgia dove si registra, come segnalato recentemente dalla Società italiana di cirurugia, un calo nelle iscrizioni alla specializzazione di ben il 30%. La colpa? Soprattutto, a sentire gli addetti, della crescita esponenziale del contenzioso medico legale che sembra scoraggiare i neo laureati verso il bisturi. E se si parla di contenzioso si parla di assicurazioni e dei costi ormai proibitivi dei premi. Un problema che al momento sembra aver trovato una prima risposta politica dall’emendamento approvato alla Camera al ddl Fazio che ha previsto l’obbligatorietà delle polizze sanitarie sul modello delle Rca auto. “Certo – ha convenuto Fazio – la soluzione è forte, addirittura provocatoria, tant’è che proprio stamattina (ieri per chi legge) ho ricevuto una delegazione delle assicurazioni molto preoccupate da quella norma e dalla sua applicabilità visti i costi crescenti di polizze e risarcimenti. Da qui – ha anticipato il ministro – l’idea di riportare la materia in una delega governativa con la quale dare seguito ad una soluzione concertata con tutte le parti in causa, medici, strutture sanitarie e assicurazioni, per far sì di trovare ipotesti realmente gestibili, anche per i privati per i quali potremmo ipotizzare forme di associazionismo per sostenere i costi della tutela assicurativa.
E che l’allarme chirughi sia reale lo ha ricordato anche Angelo Di Giorgio, Ordinario di Chirurgia dell’Università La Sapienza, sottolineando i problemi che tale carenza potrebbe sollevare visto che 1 paziente su 3 ricoverato in ospedale subisce un intervento chirurgico. E che il problema non sia da sottovalutare è testimoniato anche dal fatto che “oggi – ha stigmatizzato Di Giorgio – siamo ai vertici in questo campo (l’Oms ci pone al secondo posto al mondo per qualità della chirugia) e in più abbiamo la più alta quota di tecnologia robotica presente all’interno degli ospedali”.
Sul contenzioso con i pazienti è intervenuto anche Rodolfo Proietti, Ordinario di Anestesia e Rianimazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore: “Il crescente problema del contenzioso medico-legale è da imputare alle grandi difficoltà di comunicazione tra medico e paziente. Troppo spesso, proprio per questo motivo, viene meno quel fondamentale vincolo di fiducia che lega il paziente al proprio medico”. “Quello che serve – ha puntualizzato Proietti – è una formazione specifica in tal senso sin dal corso di laurea”. Proietti ha poi concluso sostenendo però che “la crisi del numero di chirurghi ancora non esiste nel nostro Paese, occorre però una buona organizzazione per scongiurarla in un prossimo futuro”.

da QuotidianoSanità

Amami, proposta shock: angio-rm per ogni caso di cefalea

Da un lato si critica la medicina difensiva, che determina scelte costose e allunga le liste di attesa, e dall’altro i medici vengono condannati dai giudici se non utilizzano le tecniche più eccezionali ed evolute per escludere le patologie meno probabili. Questa la denuncia, partita dal convegno dell’Ordine dei medici di Cosenza, di Maurizio Maggiorotti, presidente di Amami, all’indomani della sentenza della corte di Cassazione (6 settembre 2011, n. 33152), di cui ha dato notizia Doctornews nella rubrica Diritto sanitario. Una sentenza che Maggiorotti ha definito «scioccante», in quanto il medico «è stato ritenuto colpevole di non aver prescritto una angio-risonanza a una paziente affetta da una cefalea, cosa che non avrebbe fatto nemmeno per il proprio figlio». Il problema è che «in assenza della legge che chiediamo da anni, i sanitari fanno medicina dell’osservanza giurisprudenziale, con l’orecchio sempre teso all’ultima sentenza per orientare le scelte cliniche. Da oggi, ogni medico dovrà prescrivere una angio-rm per ogni cefalea, non potendo escludere a priori che si tratti di una cefalea sentinella di un sanguinamento intracranico. La deriva iniziata da tempo, oggi tocca baratri inimmaginabili».

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Intanto, sempre in tema contenzioso, dal 66° Congresso nazionale Fimmg-Metis in corso a Villasimius arriva una conferma dei dati sulla crescita del fenomeno negli ultimi quindici anni. «Il contenzioso» si legge in una nota, in cui si ricorda il nuovo istituto della conciliazione obbligatoria, «ha visto un’escalation spaventosa negli ultimi anni: 9.567 denunce nel 1994, 29.543 nel 2007. Con la conseguenza di un aumento dei premi assicurativi da 35 milioni e 406 mila euro del 1994 a 453 milioni del 2007, il mille per cento».

Da Doctor33.it

Allarme ortopedia: Troppe denunce facili, in fuga dalle scuole di specializzazione.

Sui 7000 ortopedici di tutta Italia pendono ogni anno circa 2000 denunce e anche se nell’80% delle volte la causa decade, l’ortopedia ormai fa paura, tanto che sembrano a rischio copertura i 187 posti delle scuole di specializzazione messi a disposizione dal Ministero. A lanciare l’allarme, dagli spalti del suo congresso nazionale, la Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), che ha colto l’occasione per fare il punto sulla convenzione stipulata nel 2010 con l’Osservatorio responsabilità medica di Roma (Orme). I primi risultati sulle sentenze del tribunale civile del capoluogo sono però giudicati incoraggianti: su tre milioni di prestazioni effettuate da ortopedici laziali fra il 2006 e il 2008, sono 69 i casi di errore medico condannati dai giudici.

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Stando a quanto emerge dall’analisi, gli interventi di chirurgia vertebrale sono i più soggetti a richieste di risarcimento (16%), seguiti dalla chirurgia protesica dell’anca (9%) e dalla chirurgia del piede (8%). Nel 16% dei casi è stata chiamata in giudizio l’intera équipe. In totale sono stati liquidati circa 6,5 milioni di euro di risarcimento e nell’8% dei casi il chirurgo è stato condannato per aver leso il diritto del paziente a essere informato correttamente.

Leggi su Doctor33.it

Le cause contro i medici sono un boomerang per il cittadino: limitiamo la medicina difensiva.

I contenziosi tra pazienti e medici, nell’ultimo decennio sono cresciuti del 145%, arrivando a costare alle casse delle aziende ospedaliere 500 milioni di euro all’anno e il maggior numero di cause legali si registra per i settori di ostetricia e la ginecologia. Sono i dati, allarmanti, diffusi dal presidente della Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni (Simla), Paolo Arbarello che ieri ha aperto i lavori delle Giornate medico legali romane ed europee. «Noi al policlinico Umberto I di Roma siamo in regime di autotutela – afferma Arbarello – ed è una situazione che investe anche molti altri ospedali italiani. Siamo praticamente senza assicurazione e siamo costretti a pagare i risarcimenti ai pazienti che vincono le cause legali con i fondi dell’ospedale. Circa un anno fa, al rinnovo delle polizze, le compagnie di assicurazione hanno disertato la gara d’appalto». È un segnale allarmante, secondo Arbarello che legge come conseguenze del progressivo e costante aumento di cause legali, l’aumento del numero dei parti cesarei, oggi al 35-40% in Italia, e la riduzione degli interventi per protesi d’anca nei pazienti con più di 70 anni».

Tratto da http://www.doctor33.it

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