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Andrea Silenzi, MD, MPH

Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.

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forum nazionale giovani

Anche i Giovani Medici (SIGM) presenti all’incontro dei giovani con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ROMA – Il Presidente della Repubblica incontra, lunedì 28 maggio, rappresentanze del mondo giovanile al Quirinale, in occasione della presentazione dell’attività dell’Osservatorio Lavoro dell’Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) e delle proposte “per una nuova politica” contenute nel libro “Giovani senza futuro?” curato da Carlo Dell’Aringa e da Tiziano Treu. Ne da notizia il sito del Quirinale (clicca qui).

Diretta dell’evento dalle ore 11 su RaiNews24 e su Twitter dal profilo @drsilenzi

Nei giorni scorsi l’Arel ha attivato sul suo portale il forum “Le domande dei giovani” sulla loro condizione, le aspettative di lavoro, le scelte di vita delle nuove generazioni. Ad ascoltare le posizioni emerse sulle principali tematiche – tra i titoli: “Benedette donne”; “Pensionati immaginari”; “Giovani-adulti”; “L’eterno stagista”; “I primi della classe”; “L’Europa che non ho”; “La mobilità fa bene” – e a confrontarsi direttamente con i giovani, alla presenza del Capo dello Stato, saranno Carlo Dell’Aringa e Tiziano Treu, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, Enrico Giovannini, Presidente dell’Istat, Maurizio Ferrera, professore Ordinario di Politiche Sociali e del Lavoro presso l’Università di Milano, e Glenda Quintini, economista dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

Il dialogo promosso sulla rete dall’Arel sarà così approfondito – dopo l’incitamento di Palermo del Presidente Napolitano ai giovani a “scendere al più presto in campo per rinnovare la politica e la società perché l’Italia ne ha bisogno” – nell’incontro al Quirinale con rappresentanze del Forum Nazionale Giovani; dei giovani sindaci dell’Anci; delle organizzazioni giovanili Cgil, Cisl, Uil, Ugl; delle associazioni dei giovani immigrati; dei giovani di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confcooperative, Confesercenti; dei rappresentanti delle organizzazioni del Terzo settore e del volontariato; di studenti di diverse università italiane e di ricercatori CNR.

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#adessoammazzatecitutti: I Giovani sul web per la strage di Brindisi

Il Forum Nazionale dei Giovani , piattaforma che raccoglie oltre 80 associazioni giovanili italiane e tra queste i Giovani Medici SIGM, esprime la sua forte condanna per l’attentato di Brindisi e manifesta la sua più profonda vicinanza alle famiglie colpite.

“Colpire una scuola significa colpire tutti noi – afferma il Consiglio direttivo in una nota – Aspettiamo di conoscere dagli inquirenti la matrice di questo terribile e sconvolgente attentato ma gli infami che mettono una bomba davanti ad una scuola intitolata a Falcone, a vent’anni dall’anniversario della sua morte, meritano di essere consegnati alla giustizia al più presto”.

“Noi non abbiamo paura di queste persone – prosegue la nota – l’antimafia è uno dei nostri valori e le bombe non fermano questa nostra convinzione”.“Provoca ancora più rabbia il fatto che l’attentato sia avvenuto proprio nel giorno in cui a Brindisi fa tappa la Carovana della legalità e che l’attentato avvenga a pochi giorni dalla partenza della Nave della legalità, – conclude la nota – Restiamo sempre più convinti che la coscienza civica manifestata attraverso queste iniziative, che coinvolgono decine di migliaia di ragazzi, siano la migliore forma di mobilitazione contro la mafia partendo dalla sensibilizzazione delle coscienze dei più giovani”.

“Il nostro appello va alle istituzioni e alla società civile, che siano in questo momento unite nel dolore ma anche nel dare una ferma risposta senza tentennamenti a chi semina il terrore nel paese volendo deliberatamente colpire dei ragazzi, presente e futuro della nostra società”.

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La vera anomalia italiana? La gerontocrazia!

Per il politologo e docente universitario Marc Lazar in Italia «i più anziani non vogliono lasciare il posto ai giovani e questo accade sia nel potere politico che nel potere economico o culturale o accademico». E, se  «i giovani dovranno impegnarsi sempre di più per ottenere un vero cambiamento», per esprimere il potenziale inespresso dell’Italia è necessario «dare responsabilità e opportunità a coloro che hanno 25-35 anni».

Gerontocrazia, forum nazionale giovani, giovani medici,
Serve un patto intergenerazionale per salvare questo Paese.

L’Italia non è l’unico paese in Europa che sta vivendo un declino economico, una crisi della classe dirigente e un aumento del proprio debito pubblico. A pochi chilometri dalla Liguria abbiamo, infatti, i francesi che condividono una sorte molto simile alla nostra. Quale futuro ha davanti l’Italia? Secondo Marc Lazar, politologo francese, storico ed esperto dei sistemi politici italiani, c’è bisogno di un forte legame italo-francese perché «il futuro dell’Europa sarà molto determinato dal rapporto tra Parigi-Berlino-Roma». E il legame fra Italia e Francia «è importante per ragioni economiche, perché la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia e perché abbiamo molte cose in comune sul piano culturale e storico».

Professor Lazar, data la sua conoscenza della situazione politica internazionale, che previsioni può fare per il futuro politico del nostro Paese?
Credo che da una parte la formazione del governo Monti significhi la fine di una certa fase politica, legata alla figura di Berlusconi, con una conseguente debolezza della rappresentanza parlamentare e ciò è testimoniato dalla necessità di formare un governo tecnico; ma dall’altra devo riconoscere che questo governo ha subito avuto una grande credibilità internazionale, sta attuando una manovra economica dura e diverse riforme di grande rilievo che gli potrebbero permettere una longevità di almeno un anno. Attualmente, infatti, non vedo l’interesse di un partito, sia di destra che di sinistra a fare cadere questo governo e di andare alle elezioni. Se la crisi dovesse esplodere dovrebbe avvenire entro la fine di marzo-aprile perché si sa che in Italia si vota prima dell’estate e poi da novembre c’è il semestre bianco del Presidente della Repubblica. Inoltre chi farà cadere il governo Monti si prenderà una responsabilità forte davanti all’opinione pubblica italiana ed europea e al momento nessuno sa come gestire le alleanze per le elezioni, quindi questo governo dovrebbe andare avanti fino al 2013.

Cosa succederà nel “post Monti”? Si arriverà a una deriva populista o si avrà una spinta di tipo socialista?
Fare un pronostico è molto difficile in Italia in questo momento, stiamo assistendo ad un doppio processo: da una parte c’è un rischio di grande destrutturazione del sistema politico derivante da una frammentazione impressionante all’interno degli schieramenti – perché prima avevamo Pd + Idv e dall’altra parte avevamo Pdl e la Lega; ora, invece, abbiamo un Pdl diviso, una Lega che spara a zero contro quasi tutti, un Pd che ha perso molti consensi, un Idv che critica un po’ tutti, e un terzo polo – e dall’altra parte il governo Monti che si presenta con una ricetta fatti di rigore, serietà e umiltà cercando di rompere con l’attitudine mediatica personale e populista di Berlusconi.

Ha partecipato ad un ciclo di incontri (organizzati da Assieme all’Associazione Management Club e Federmanager Academy) dove si è discusso proprio del “futuro dell’Italia nel XXI secolo”, a che conclusioni è pervenuto?
Ho scoperto un grandissimo interesse su tutto il territorio che abbiamo visitato ma anche una situazione di grande preoccupazione per il futuro dell’Italia in generale. Ciò che abbiamo rilevato durante questi seminari è una grande speranza per l’Italia, una grande volontà di rilanciare l’Italia. Dal territorio recuperiamo dunque le seguenti considerazioni:

  • 1. La necessità per le imprese di sviluppare la loro attività con maggior facilità, che tradotto significa più liberalizzazioni.
  • 2. Una grande attesa di una classe dirigente ben formata e di alta qualità con autorità pubbliche che potrebbero non prendere un posto importante ma avere un ruolo di regolazione importante
  • 3. Il bisogno di investire nel mondo dell’educazione, della ricerca ma anche della cultura.
  • 4. L’importanza delle risorse territoriali
  • 5. La voglia di trovare una soluzione per i giovani e di dare loro una speranza permettendogli di avere maggiori responsabilità.

Un Paese come l’Italia è pieno di talenti, esistono casi di eccellenza nei settori più diversi. Come si possono valorizzare e quali sono gli elementi che rallentano la nostra crescita?
Bisogna aumentare la concorrenza in modo da accrescere la competizione nell’eccellenza in tutti i settori. Più avremo una classe dirigente di alta qualità aperta a livello mondiale, più il nostro paese potrà giocare un ruolo nel Mediterraneo, l’Europa e anche nel Mondo.
Un problema dell’Italia è il divario tra Nord e Sud che rimane forte ed è un argomento di grande preoccupazione per il futuro. Non ultimo il futuro della cultura in Italia: il vostro è un paese che è ripiegato sul patrimonio e che non investe più, anzi ha tagliato molte risorse sia pubbliche che private alla cultura, grandissima risorsa per l’Italia, fonte economica ed elemento di attrazione per il turismo internazionale.

Quali sono le potenzialità inespresse dell’Italia? Penso al turismo che rappresenta il 12% del Pil italiano. Ce ne sono altre?
Si, c’è la cultura che è una delle chiavi del successo dell’Italia nel mondo, c’è il turismo che è una vera risorsa economica, e c’è una forte tradizione di creatività, di creazione industriale da mantenere e valorizzare. Il turismo è un elemento da sviluppare perché negli ultimi anni l’Italia ha perso molti posti nella competizione internazionale. Data la mia esperienza nel vostro paese trovo assolutamente straordinario il numero di talenti che ci sono che malgrado tutti gli ostacoli presenti qui, sono ancora più decisi a fare qualcosa, a superarle barriere del mondo dell’amministrazione pubblica, del mondo delle imprese e quello più terribile rappresentato dalla gerontocrazia. Penso che da questo punto di vista dare responsabilità e opportunità a coloro che hanno 25-35 anni è una necessità assoluta in Italia.

A proposito di “gerontocrazia” pensa che i giovani interessati alla politica riusciranno a farsi largo e scardinare la vecchia classe politica che ci governa?
Penso che bisognerà arrivare ad uno scontro generazionale: i più anziani qui non vogliono lasciare il posto ai giovani e questo accade sia nel potere politico che nel potere economico o culturale o accademico ma ancora di più in politica perché ovviamente ci si può far rieleggere soprattutto con questa legge elettorale quindi credo che i giovani dovranno impegnarsi sempre di più per ottenere un vero cambiamento. Ben vengano dunque le reti online con i gruppi di Facebook, che permettono la condivisione delle idee utili a cambiare il paese. Credo che bisognerà fare una pressione forte sulle vecchie generazioni italiane che sono al potere e che questa sia una necessità per la vitalità della democrazia italiana – e lo dice uno che ha quasi sessant’anni ma che capisce benissimo questa voglia di partecipazione dei giovani – anche se potrebbe avere delle conseguenze per la gente della mia età.

Da attento osservatore della situazione politica internazionale, quale previsioni fa per la moneta unica? La Francia sta già correndo ai ripari con la “Tobin Tax” e un avvicinamento alla Germania, cosa succederà agli altri paesi?
Sono convinto che anche se la situazione economica finanziaria monetaria è molto difficile, prevarranno gli interessi dei singoli paesi uniti per salvare l’euro. La mia paura non è legata dunque alla resistenza della moneta unica quanto alla situazione economica molto difficile per l’insieme dei paesi europei con una crescita molto bassa – siamo quasi in recessione in Italia e in Francia – e sarà necessario un rilancio dell’attività economica per evitare un declino dell’Europa a livello internazionale.

Che ruolo avranno la Francia e l’Italia nel delicato processo di stabilizzazione europea?
I nostri due paesi in questi ultimi anni hanno portato avanti dei rapporti molto complessi, fatti di diffidenza, di polemiche, di ignoranza. Ora hanno iniziato una nuova fase, grazie alla svolta data dal governo Monti che ha dato un’altra immagine dell’Italia. Abbiamo bisogno di questo forte legame italo-francese perché il futuro dell’Europa sarà molto determinato dal rapporto tra Parigi-Berlino-Roma. Il rapporto Parigi-Roma è importante per ragioni economiche, perché la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia e perché abbiamo molte cose in comune sul piano culturale e storico. Abbiamo anche molti interessi comuni legati al Mediterraneo e credo che avere un’Europa più equilibrata verso il mediterraneo sia il compito della Francia e dell’Italia.

Leggi su Linkiesta.it: http://www.linkiesta.it/marc-lazar#ixzz1kZyfWLOV

I Paesi che non scommettono sui giovani sono a rischio di default

Il compianto Padoa-Schioppa parlava di “bamboccioni”. E tutti a criticarlo. Ma se avesse avuto ragione? Guardando questo grafico, ci sono un paio di domande da porsi.

Questa crisi ci insegna che dove i sistemi economici tendono a marginalizzare i giovani le cose vanno molto male. E per dimostrarlo basta guardare alla correlazione tra i credit default swap e percentuale di uomini tra i 25 e i 34 anni che vivono con i propri genitori. Una correlazione diretta e inaspettata, che indica come gli stati in cui molti giovani vivono con i propri genitori hanno una probabilità di default molto elevata. Italia inclusa.

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Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/i-paesi-con-tanti-bamboccioni-rischiano-il-default#ixzz1gfkkf1xL

FORUM NAZIONALE DEI GIOVANI : CONDIVIDIAMO L’AFFERMAZIONE “CIÒ CHE GIOVA AI GIOVANI, GIOVA AL PAESE”, ORA I FATTI!

Roma – “Abbiamo apprezzato l’invito ricevuto dal Presidente Monti, con il quale ha nuovamente dimostrato un’importante attenzione alla nostra generazione. Come in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo, abbiamo rappresentato al Presidente alcune delle preoccupazioni che assillano i giovani nel nostro Paese: la precarietà e l’incertezza previdenziale, l’aumento della disoccupazione giovanile, l’accesso al credito, la mancanza di un sostegno al reddito, i continui tagli al fondo per il servizio civile.

Abbiamo sottolineato con forza al Presidente la nostra volontà di collaborazione concreta sui temi, con la speranza che – superata l’emergenza di questa manovra correttiva – si debba velocemente avviare un processo di “concertazione” e di dialogo strutturato sulle politiche per i giovani, attraverso una agenda e degli strumenti chiari di consultazione. L’esigenza del Forum è che questo secondo incontro non serva ad una sterile passerella mediatica a cui non siamo interessati. Le priorità sono i temi e non le ricostruzioni fantasiose dell’incontro di questa mattina.

Tra le tante sfide che attendono l’Esecutivo in carica, la più ambiziosa ed urgente è quella di realizzare le tanto necessarie riforme che il nostro Paese attende da anni. Alcune di queste sono – a nostro parere – ambiziose ma necessarie: un sistema fiscale e di welfare che renda non da pazzi o da eroi farsi una famiglia e avere dei figli, un nuovo impulso agli strumenti attivi per l’accesso al credito e alla casa, provvedimenti contro il precariato giovanile, nuovo impulso alla ricerca e valorizzazione delle eccellenze scientifiche e culturali di questo Paese, equità sociale e qualità nel sistema educativo e formativo, sgravi fiscali per l’imprenditorialità giovanile e nel campo della “green economy”, liberalizzazione delle professioni, nuove politiche per l’inclusione sociale, legalità nelle istituzioni, riconoscimento delle competenze acquisite anche nell’educazione non formale.

Relativamente all’accesso alla casa, abbiamo proposto di implementare e estendere a tutti gli under 35 l’attuale fondo di garanzia per la prima casa, uno strumento a costo zero se si utilizzassero parte delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.
Restando convinti che l’autonomia abitativa sia sinonimo di emancipazione piena, abbiamo chiesto l’esenzione dal pagamento dell’ICI sulla prima casa per tutti gli under 35.
Denunciamo da anni la rottura del Patto sociale fra generazioni e siamo convinti che il principio guida sia l’equità generazionale. Ogni misura volta a riequilibrare in termini di equità il sistema pensionistico viene vista con favore, a condizione che tali provvedimenti portino ad una riforma che possa garantire a tutti i pensionati di oggi e di domani una vita dignitosa dopo anni di lavoro.

I giovani sono pronti a fare la loro parte: il tempo dell’attesa è finito, speriamo anche quello delle promesse.

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Una storia vera che nasce e muore nell’Assassino dei sogni

Una storia vera

La dove cresce il dolore è terra benedetta. Un giorno o l’altro, voi tutti riuscirete a capire cosa significa questo. (Oscar Wilde)

In carcere capita spesso che si possa osservare meglio gli altri che se stessi.
E scrivendo si può essere la voce di chi non ha neppure più la forza di avere voce.
Questa è una storia vera che nessuno scriverà mai in un giornale e mai nessuno racconterà in televisione.
Questa è una storia vera che rimarrà prigioniera nelle celle, nei cortili e nelle sezioni dell’Assassino dei Sogni (il carcere, come lo chiamo io).
Io ci provo a fare evadere questa storia dalle sbarre della mia cella per farla conoscere aldilà del muro di cinta, al mondo dei “buoni”.
Questa è la storia di Salvatore Liga, detenuto nel carcere di Spoleto in Alta Sicurezza, 80 anni compiuti l’estate scorsa, vecchio malato e stanco.
E destinato con certezza a morire in carcere perché è stato condannato alla pena dell’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio, se al suo posto non ci mette un altro.
L’ultima volta che l’ho visto era questa estate e si muoveva a malapena nel cortile del carcere con due stampelle sotto le ascelle.
Stava sotto il sole seduto in una panchina di cemento armato tutto l’orario del passeggio a prendersi l’ultimo sole della sua vita.
Poi un giorno non l’avevo più visto.

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In seguito avevo saputo che gli avevano trovato un tumore maligno allo stomaco e l’avevano trasferito d’urgenza in un centro clinico carcerario.
Proprio l’altro giorno ho saputo che era ritornato, l’avevano operato, ma che adesso non riusciva più a camminare e gli hanno dato una sedia a rotelle.
Oggi, da un suo paesano, ho saputo che per Salvatore Liga le disgrazie non sono finite perché gli hanno applicato un residuo d’isolamento diurno.
A che serve e a chi serve applicare ad un povero vecchio in fin di vita una misura così sadica e vessatoria?
Molti forse non sanno che l’isolamento diurno è una pena che si dà normalmente quando si è condannati alla pena dell’ergastolo e che ti costringe a non fare vita comune con i tuoi compagni.
Che altro aggiungere, se non che il carcere non dovrebbe essere uno strumento di tortura, mortificazione, un luogo di violenza istituzionale e una fabbrica di emarginazione.
E se siete dei credenti, aggiungo solamente che Gesù nelle sue predicazioni non chiedeva giustizia ma perdono.
Visto però i risultati, credo che Gesù abbia perso solo tempo a venire su questa terra.

Carmelo Musumeci
Carcere di Spoleto – Ottobre 2011

leggi su www.carmelomusumeci.com

Forum Nazionale dei Giovani, “Ai giovani non interessano le passerelle”

“Essere convocati in fase di consultazioni per la composizione del nuovo Governo è un segnale estremamente importante che noi non sottovalutiamo, soprattutto perché arriva da una personalità di alto profilo istituzionale. Questo segnale non lo vogliamo considerare in nessun modo una “passerella”, perché a questa generazione le passerelle non interessano, ed è per questo che adesso ci aspettiamo segnali ancora più forti”. È quanto si legge in una nota diffusa dal Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani.

“Adesso, con il Governo nel suo complesso e con i singoli Ministri, è necessario avviare un processo di consultazione stabile, per supplire anche all’assenza di una generazione nella compagine di Governo“.

Siamo chiamati ad un periodo di scelte importanti che peseranno soprattutto sulle nostre spalle e su quelle dei nostri figli. Da queste scelte non possiamo essere tagliati fuori. Rappresentiamo una generazione che è stanca di aspettare un turno che non arriva mai, e non vuole più subire scelte che sono solo di altri“.

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Lettera aperta del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani al Sen. Prof. Mario Monti

Lettera aperta del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani

al Sen. Prof. Mario Monti, Presidente del Consiglio Incaricato

Illustre Senatore,

abbiamo seguito con grande attenzione ed interesse quanto in queste settimane e in queste ultime ore sta accadendo nel nostro Paese.

Rappresentiamo il Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto con Legge 30 Dicembre 2004 n. 311. Siamo l’unica piattaforma nazionale di rappresentanza giovanile, con più di ottanta organizzazioni nazionali al suo interno che, complessivamente, associano circa quattromilioni di giovani. Il Forum Nazionale dei Giovani è anche rappresentato all’interno dell’Esecutivo del Forum Europeo dei Giovani (European Youth Forum, in sigla YFJ) che rappresenta gli interessi dei giovani europei presso le istituzioni internazionali ed è attivo interlocutore di Commissione Europea, Consiglio d’Europa e il sistema Nazioni Unite.

Siamo giovani impegnati quotidianamente a costruire una società diversa nelle organizzazioni giovanili dalle quali proveniamo. Rappresentiamo parte di quel mondo che spesso i giornalisti si divertono a quantificare in percentuali del PIL. Ci chiamano “terzo settore”, ma abbiamo la presunzione di percepirci in prima linea per progetti che puntano a dare un senso alle parole cittadinanza, partecipazione e reti sociali.Siamo stati, spesso, delusi dalle scelte dell’attuale classe dirigente che siede in Parlamento, ma non per questo rinunciamo a stimolarla continuamente con le nostre proposte. L’impegno per le nostre comunità locali e per il Paese è un valore che non abbiamo mai delegato.

Con questo spirito, nel farLe i nostri più sinceri auguri per la responsabilità che Le è stata affidata, non possiamo non esprimerLe, altresì, le nostre preoccupazioni. Lo facciamo con un accorato appello: il nuovo Governo, che dovrà necessariamente avvalersi di competenze tecniche specifiche e di rinnovata credibilità internazionale, non può e non deve cedere alla gerontocrazia.Non vogliamo precorrere i tempi, né vogliamo lasciarci suggestionare dalle anticipazioni giornalistiche sul toto-Ministri, ma riteniamo opportuno, sin da adesso, condividere con Lei le nostre preoccupazioni e i nostri auspici.

Ci interessa capire se la nostra generazione può, finalmente, prendere parte, come riteniamo opportuno e necessario, alla costruzione del proprio futuro e di quello dell’Italia o se ancora una volta dovrà accontentarsi di un posto sugli spalti ereditando gli effetti di scelte per le quali non sarà chiamata a collaborare.

Una precisazione è d’obbligo: abbiamo sempre sostenuto che la questione giovanile in Italia non si risolve in un mero valore anagrafico o nella logica del ricambio generazionale tout court. Non crediamo che avere 27 anni significhi essere migliore di chi ne ha 75; migliori no, ma diversi certamente si. Non fosse altro perché viviamo l’attuale crisi sulla nostra pelle alla pari o con maggiore difficoltà degli altri e ne subiremo le conseguenze anche in futuro. Una crisi che abbiamo ereditato, senza colpe, in tutta la sua gravità. Crediamo che il nostro Paese, nell’attuale situazione economica, politica e sociale, necessiti del dinamismo, della capacità di cambiamento, delle competenze, del punto di vista dei suoi giovani. La scommessa sul futuro che Lei è chiamato a fare non può escludere chi dovrà giocare la partita.

Con forza e determinazione, esimio Presidente, Le chiediamo la coraggiosa scelta, nonostante le difficoltà del momento, di riproporre e rilanciare nel Suo Governo il Ministero e il Dipartimento della Gioventù. Sarebbe, questo, un segnale forte e carico di significato e speranza; un gesto di grande apertura al futuro ed un’indicazione chiara e lungimirante in un Paese bloccato come il nostro. Allo stesso tempo, nutriamo un forte interesse al programma del Suo Governo. A chi L’ha preceduta abbiamo chiesto provvedimenti seri in merito alla disoccupazione giovanile, all’accesso al credito, al diritto alla casa, a politiche favorevoli alle giovani famiglie, alla fiscalità di vantaggio per le imprese che non assumono con contratti precari, al sostegno all’associazionismo giovanile, ad un’agenda di sostenibilità. Sono le stesse questioni che oggi sentiamo la necessità di sottoporre a Lei e sulle quali aspettiamo fiduciosi risposte concrete. A Lei, con urgenza, chiediamo anche una risposta rispetto la salvaguardia del Fondo Nazionale per il Servizio Civile che ormai da anni subisce progressivi tagli e rischia di sparire in seguito all’ultima manovra di stabilità.

Noi siamo convinti che questo Paese necessiti delle idee e del coraggio dei giovani italiani. Auspichiamo che anche Lei condivida con noi la stessa convinzione.

 

Forum Nazionale Giovani: audizione alla Camera sul (non) lavoro dei giovani

Il Forum Nazionale Giovani, piattaforma associativa che vanta ormai tra le proprie fila anche noi Giovani Medici, ha portato all’attenzione del Parlamento nell’audizione alla Commissione Lavoro della Camera il 27 settembre u.s. diversi temi: previdenza complementare, qualità degli stage, continuità e qualità retributiva, valutazione omogenea della formazione professionale, precariato.

Nell’audizione si è parlato di come la flessibilità non debba essere una scusa per sfociare nel precariato e di come l’associazionismo giovanile possa essere un veicolo di conoscenza e sensibilizzazione sui diritti dei giovani lavoratori.

Vi invito a leggere l’articolo sul Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-09-27/forum-giovani-lavoro-evitare-152014.shtml?uuid=AagaE17D

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