Anche in Liguria confermato per il 2012 il blocco alle assunzioni in sanità

liguria andrea silenzi

Rinnovato anche per il 2012 il blocco delle assunzioni nella sanità, esteso anche ai  lavoratori interinali. Lo ha comunicato l’assessore alla salute, Claudio Montaldo, dopo la decisione assunta dalla Giunta. 

14 GEN – Anche per quest’anno in Liguria non si potranno effettuare assunzioni nel comparto sanità. “Si tratta di una decisione – ha spiegato Montaldo – che si è resa necessaria per continuare a  garantire il controllo dell’andamento economico del sistema e vale anche per le autorizzazioni in deroga rilasciate dalla Regione nel 2011 e non eseguite dalle aziende sanitarie che dovranno essere sottoposte a una nuova verifica”. “Tutta la politica delle assunzioni – ha aggiunto l’assessore – è subordinata all’attuazione dei piani organizzativi conseguenti alla riduzione delle strutture complesse cliniche e amministrative adottati e alle altre manovre in via di attuazione”.
Inoltre la Giunta ha approvato oggi  il piano di riduzione delle  strutture complesse tecnico-amministrative di tutte le aziende sanitarie che sono scese di circa 40 unità. Un numero che si va ad aggiungere alla riduzione delle strutture cliniche messa in atto a dicembre e che porta il totale delle strutture complesse a meno 110.
La riduzione di oggi  riguarda le funzioni direttive di strutture relative al bilancio, al personale, agli affari generali e legali, al provveditorato ed economato, pianificazione, programmazione e controllo che non potranno essere più di 9 per azienda, con la precisazione che le aziende più piccole dovranno avere tetti inferiori.

da QuotidianoSanità

Comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio all’interrogazione parlamentare del “Senatore della Repubblica” Roberto Calderoli

Non si è fatto attendere il comunicato del Presidente del Consiglio, Sen. Prof. Mario Monti, all’intelligente e costruttiva interrogazione parlamentare del Senatore della Repubblica Italiana, Roberto Calderoli (ogni interpretazione ironica su “senatore della Repubblica Italiana” è pura interpretazione del lettore).

Forse Calderoli era abituato ad altri tipi di feste organizzate nei mesi scorsi in altri Palazzi istituzionali.

4 Gennaio 2012

 Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

Il comunicato ufficiale sul sito del Governo.it

Lombardia: Medici e ospedali dovranno informare i pazienti dei costi delle prestazioni

Lo stabiliscono le linee guida approvate prima di Natale. Il costo sarà indicato nei referti e nelle lettere di dimismissione. Lo scopo è quello di dare il senso del valore delle prestazioni erogate dagli ospedali e dai medici pubblici. Bresciani: “Giusto che il cittadino sappia quanto costa la sanità”.

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04 GEN – “E’ un’operazione di trasparenza e corresponsabilità, che consente al cittadino di sapere in quale parte la comunità in cui vive finanzia, con le sue tasse, le prestazioni sanitarie che riceve, e a quanto ammonta il suo contributo specifico. Non ritengo umiliante che il cittadino sappia che la comunità lo sta aiutando tramite i principi della sussidiarietà”.
Così l’assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani, spiega il senso della misura, introdotta con le nuove linee guida per il 2012 approvate poco prima di Natale dalla Regione, in virtù della quale ci sarà l’obbligo per tutti i medici e gli ospedali di esporre i costi delle prestazioni sanitarie sui referti (per ricoveri e specialistica) con la eventuale quota a carico del cittadino dal prossimo 1 marzo. E questo sia nelle lettere di dimissione che in tutte le comunicazioni con il paziente.

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Cosa sono i caucus dell’Iowa?

I caucus sono un sistema di voto arzigogolato e cervellotico che ricalca quelle dei nativi indiani, usato per eleggere il capo tribù o lo stregone. A vincere non è chi prende più voti ma chi si aggiudica il maggior numero di assemblee (caucus) in cui è suddiviso lo Stato, alcune delle quali possono contare solo 25-30 persone

Negli Stati Uniti, da anni politologi, analisti, fondazioni culturali, movimenti politici e culturali e istituzioni universitarie si battono per abolire i caucus dell’Iowa perché rendono possibili le manipolazioni. Non vince chi ha più voti nel computo complessivo, a livello di contea o di Stato, come avviene nelle primary. E’ invece importante aggiudicarsi ogni singolo caucus, che sono in pratica delle assemblee dove si riuniscono gli elettori. Sparsi nelle 99 contee dell’Iowa ci sono ben 1784 assemblee, alcune contano appena 25-30 elettori (quelle nelle zone agricole), altre quelle nelle città, hanno al massimo 80-90 elettori. Chi vince il maggior numero di queste assemblee si aggiudicherà il caucus dell’Iowa e viaggerà, vento in poppa, verso le vere primary del New Hamshire il prossimo martedì 10 gennaio.

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Al via le primarie repubblicane: ecco i profili dei candidati che vogliono sfidare Obama.

È attesa, negli Stati Uniti, per il primo caucus del Grand Old Party, quello dell’Iowa, dove alcuni outsider potrebbero avere una forte affermazione e sarebbero in grado di contrastare il grande favorito nella corsa per la nomination alle elezioni presidenziali, Mitt Romney

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Questi i brevi profili dei candidati realmente in lizza, di chi potrebbe entrarvi all’ultimo momento, chi pensa già alla rivincita, chi è già uscito dalla corsa e chi potrebbe uscirne presto. E infine chi, oggi indietro nei sondaggi, spera in un miracolo.

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Ecco le 46 forme di contratto di Lavoro.

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Ecco l’elenco delle 46 forme contrattuali vigenti, stilato dal dipartimento Mercato del Lavoro della Cgil. L’elenco è contenuto in uno studio a cura di Claudio Treves.

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L’Euro, vittima o carnefice?

Prima sognato, tanto da attendere con ansia il primo cambio utile per avere queste strane monetine europee tra le mani, anche a costo di piccoli acquisti inutili solo per poter rispondere alla domanda del commerciante “Il resto lo vuoi in Lire o in Euro?”.
Ora odiato, a stregua del peggiore incubo, non solo dai nostalgici della moneta dalla svalutazione facile.

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Trovarsi nel bel mezzo della peggiore crisi dal Dopoguerra non aiuta di certo. Lo spiega anche Fabrizio Goria:

Chiacchierata coi clienti in una farmacia: ma quanto è difficile difendere l’euro (di Fabrizio Goria – 3 gennaio 2012)

«Si stava meglio con la lira! L’euro ci ha rovinati!». Questa è una frase che sentirete sempre più spesso nei prossimi mesi. A dieci anni dall’entrata in circolo della moneta unica europea, cresce l’odio nei confronti di una valuta che in troppi vedono come inutile, imposta dall’esterno, foriera di sventure e povertà. La realtà dice altro, certo, ma poco conta. Poco conta che l’euro ha portato equilibrio e ha protetto i Paesi deboli dagli shock esterni. Poco conta che la via non è quella disgregazione, ma dell’unità. La gente dice basta. E lo si percepisce camminando per la strada, viaggiando in metropolitana, entrando nei negozi.

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L’otto per mille del 2011 andrà solo a carceri e protezione civile

Non ci sarà una distribuzione a pioggia dei fondi destinati allo Stato. La presidenza del Consiglio, per “mancanza di disponibilità finanziaria”, ha deciso di destinare i soldi solo ai penitenziari e alle emergenze

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ROMA – Tutti i fondi legati all’otto per mille del 2011 saranno destinati a Protezione civile ed edilizia carceraria. L’annuncio arriva dalla presidenza del Consiglio che precisa: per “mancanza di disponibilità finanziaria, non è stato predisposto il decreto di ripartizione della quota relativa all’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale”. Invece di “interventi a pioggia”, si è deciso di concentrare le risorse “prioritariamente in alcuni dei settori di pubblica utilità”.

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Paura per il supervirus H5N1. WHO: “La ricerca deve prendere le giuste precauzioni”

Il ceppo di H5N1 geneticamente modificato, ottenuto a novembre da due diversi team di ricerca, mette molta paura al mondo scientifico e istituzionale. Per molti i risultati non vanno diffusi, per via del possibile uso da parte di terroristi. Oggi arriva anche il parere dell’Oms.

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Ormai dalla fine di novembre si dibatte sul super virus dell’aviaria creato in laboratorio da due équipe di ricercatori olandesi e statunitensi (leggi su Quotidiano Sanità). Le due ricerche avevano fatto molto scalpore poiché contenevano le informazioni necessarie a trasformare il normale ceppo H5N1, letale nel 60% dei casi ma con una potenza di contagio molto bassa, in un super patogeno capace di diffondersi velocemente. Il mondo scientifico si era diviso sulla possibilità di pubblicare questi studi, potenzialmente pericolosi se messi nelle mani di bioterroristi. Ma solo oggi arriva il parere ufficiale dell’Oms, che tramite una nota fa sapere che sebbene “la ricerca debba essere sostenuta e andare avanti, esistono studi più rischiosi degli altri per i quali bisogna valutare più a fondo non solo i benefici, ma anche le possibili complicazioni”.

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La crisi del debito? Finirà con la cacciata dei politici (di Richard W. Rahn)

Nella prima settimana di dicembre è diventato sempre più evidente come finirà la crisi del debito: non bene. L’ultima trovata fasulla consiste nel far sì che i Paesi più grandi e “responsabili” pretendano un maggiore rigore fiscale dai presunti paesi “scriteriati”. In Europa la Germania di Angela Merkel e la Francia di Nicholas Sarkozy esigono che altri Stati europei cedano parte della propria sovranità e accettino limiti rigorosi alla spesa in disavanzo. Il presidente Barack Obama e il primo ministro David Cameron hanno impartito pistolotti all’Unione Europea, esortandola a mostrare più responsabilità fiscale. Giudicandole a partire dal loro comportamento in materia, queste prediche appaiono ben strane e ipocrite.

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Se consideriamo normale una crescita economica di circa il 3 per cento annuo, di solito un deficit pari o inferiore al 3 per cento non rappresenta un problema. Un disavanzo esiguo tende a non accrescere il rapporto tra debito e Pil e anche tra il debito e la stessa percentuale del Pil destinata agli interessi da pagare. È per tale motivo che, nel Trattato di Maastricht, il tetto del disavanzo annuale era stato posto al 3 per cento. Purtroppo, come evidenzia la tabella, durante i tredici anni di vita dell’euro i principali Paesi europei non hanno dato bella prova di sé sotto questo aspetto.

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