#Medicina da Strasburgo la parola fine: “numero chiuso” non viola diritto allo studio

Corte europea dei diritti umani boccia ricorso di otto italiani respinti a esami di accesso a Medicina.

STRASBURGO – Il numero chiuso che in Italia regola l’accesso a determinate facolta’ non viola il diritto allo studio. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani nella sentenza emessa oggi nei confronti dell’Italia. Secondo i giudici, che per la prima volta si sono trovati a dover stabilire se il numero chiuso e’ compatibile con il rispetto al diritto allo studio sancito dalla Convenzione europea dei diritti umani, la soluzione trovata dal legislatore italiano per regolare l’accesso all’universita’ e’ ragionevole. Per di piu’ i giudici hanno rilevato che tale soluzione non eccede l’ampio margine di discrezione che gli Stati hanno in questo ambito.

A presentare il ricorso a Strasburgo erano stati 8 cittadini italiani. Una di loro, Claudia Tarantino, ha fallito per 3 volte l’esame per accedere alla facolta’ di medicina di Palermo. Altri 6 ricorrenti non hanno superato quello per entrare ad odontoiatria nonostante l’esperienza professionale acquisita come tecnici odontoiatrici o igienisti. L’ottavo ricorrente, invece, pur avendo passato l’esame e’ stato escluso dalla facolta’ di odontoiatria dopo 8 anni che non dava esami.

Da @ansaeuropa.it

L’Italia: cronaca di un Paese che grida al conflitto di interesse solo quando riguarda qualcun altro. @drsilenzi

Nell’ultima tornata elettorale la sanità è letteralmente sbarcata in Parlamento, come documentato da un’interessante articolo apparso su Panorama della Sanità dello scorso 25 marzo (leggi qui) che ha raccolto nomi, volti e curricula di tutti i parlamentari provenienti dalle fila della sanità italiana.

Difatti, nella legislatura che si è aperta in questi giorni, la XVII, il “partito della Sanità” conta ben 73 parlamentari, quasi tutti alla prima esperienza.

Tra questi dovere di menzione, in primis, è per i due “Presidenti”: il dott. Amedeo Bianco e la dott.ssa Annalisa Silvestro, entrambi alla prima esperienza politica arrivata dopo anni passati a capo, rispettivamente, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCeO) e della Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia (IPASVI).

Bianco Senatore

Massima è la stima professionale e grande l’augurio di intraprendere nel migliore dei modi questa nuova avventura, magari con una carriera politica altrettanto fortunata e di qualità.

I dubbi (tanti) riguardano semmai la gestione del post elezione che ha visto entrambi cercare l’appoggio dei propri consigli direttivi al fine di tutelare la “doppia carica”, Senatore e Presidente, probabilmente in vista di una XVII legislatura incerta e segnata da auspici che lasciano presagire un suo sviluppo vincolato a termine.

Per approfondire leggi qui per IPASVI e qui per FNOMCeO 1, 2, 3

Parlando della Professione medica, poi, risulta veramente grottesco affermare che la carica di Senatore per il Presidente del massimo organo di rappresentanza dei medici sia “una valore aggiunto per la Professione” (leggi qui).

Come sono stati ribaditi la stima professionale e l’augurio di una brillante carriera politica allo stesso modo è lecito ribadire l’inaccettabilità di questa scelta che trascina direttamente nell’agone politico le massime istituzioni delle professioni sanitarie che, nella loro stessa costituzione invece, gridano l’obbligo di restare super partes per garantire la tutela della terzietà degli organi di massima rappresentanza di medici ed infermieri.

Un Paese che da anni è costretto, suo malgrado, a discutere senza soluzione del conflitto di interesse ai massimi livelli a causa dell’inettitudine della propria classe politica, vive in sordine quello che altrove, in qualsiasi altra parte del mondo civile, avrebbe gridato allo scandalo.

Non è questione di lotte interne, non è questione di poltrone o poltroncine.

Ne va della credibilità di una Sanità che può mettere a disposizione del Paese autorevolissime professionalità, come avvenuto in passato e come accaduto anche questa volta, ma che deve far sentire la propria voce a tutela di tutti, non soltanto di una parte, qualunque essa sia.

Per favore, se siamo tornati ai livelli del Senato delle Corporazioni qualcuno ci avverta.

Non è facile, in questi giorni convulsi a causa della crisi finanziaria e di sistema che stiamo vivendo, capire qual è il volto dell’Italia migliore che siamo chiamati a presentare al mondo.

Tra tanti dubbi una certezza arriva dai giovani: non è sicuramente quella del Paese del conflitto di interesse, della doppia morale e delle doppie poltrone.

Anticoagulanti: “Rivaroxaban ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia per la prevenzione di ictus”

Prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale non valvolare, prevenzione e trattamento della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare, prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti sottoposti ad intervento ortopedico e sostituzione elettiva di anca e ginocchio. E’ attorno a questi temi che è ruotato il simposio “Nuovi anticoagulanti orali: innovazione e prospettive nella prevenzione del rischio trombo eolico”, svoltosi oggi a Firenze durante il congresso “Conoscere e curare il cuore 2013”, organizzato da Bayer.

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Nel corso dei lavori sono intervenuti tre specialisti della materia: Furio Colivicchi, del dipartimento cardiovascolare del San Filippo Neri di Roma; Walter Ageno, del dipartimento di Medicina clinica sperimentale dell’Università Insubria di Varese; Corrado Tamburino, della divisione Cardiologia dell’Ospedale Ferrarotto di Catania.

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Conferimento incarico direttore Uoc: procedura paraconcorsuale @giovanimedici

Il fatto
Il Tar Toscana ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in relazione alla impugnazione di una deliberazione assunta da una Azienda ospedaliera per il conferimento di un incarico quinquennale di dirigente responsabile Uoc. Il medico escluso ha ritenuto dover censurare la decisione di primo grado rivolgendosi al Consiglio di Stato

Profili di diritto
Il Consiglio di Stato ha confermato la posizione del Tar escludendo che la procedura per il conferimento dell’incarico di dirigente di secondo livello del ruolo sanitario abbia natura di procedura concorsuale per il solo fatto che ad essa sono ammessi soggetti che, seppure medici del Ssn, sono dipendenti di enti diversi rispetto a quello che indice la procedura, e altresì soggetti dipendenti di strutture private, estranei al servizio sanitario nazionale. Tale conclusione è giustificata con il rilievo che, nella disciplina per il conferimento dell’incarico di dirigente medico del secondo livello, non è presente alcun elemento idoneo a ricondurre la stessa ad una procedura concorsuale, ancorché atipica. Neppure può attribuirsi rilievo, ai fini del riconoscimento della natura concorsuale della procedura di cui si tratta, alla circostanza che del conferimento dell’incarico debba essere dato preventivo avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
[Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net]

Il parlamento più giovane della storia e un deputato su tre è una donna

Il ritratto delle nuove Camera e Senato fatto da Coldiretti. L’età media è di 48 anni (45 a Montecitorio, 53 a Palazzo Madama), grazie soprattutto ai grillini. Per quanto riguarda la presenza femminile, sale del 11%. Qui la parte del leone la fa il Pd, con il 40% di donne

ROMA – Età media: 48 anni. Donne: 31%. Eccoli, i due numeri che descrivono il nuovo parlamento italiano. Quello più giovane e con maggiore presenza femminile della storia repubblicana. A fare i conti anagrafici in tasca ai nuovi deputati e senatori è stata la Coldiretti, che racconta il volto nuovo delle istituzioni.

Età. I deputati eletti avranno una età media di 45 anni e i senatori di 53 anni. Il che significa un consistente ringiovanimento rispetto alla scorsa legislatura in cui  l’età media dei deputati era di 54 anni (9 anni di differenza) mentre quella dei senatori di 57 anni (4 anni di differenza).
Il gruppo parlamentare con l’età media più bassa è di gran lunga il Movimento 5 Stelle, con 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), davanti a Lega Nord con 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al Partito Democratico (Pd) con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sinistra ecologia e libertà (Sel) con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), al raggruppamento Lista Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Popolo della Libertà (Pdl) con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato).

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Medici, test di lingua più severi per chi vuol lavorare in UK @giovanimedici

I medici stranieri che vorranno candidarsi a lavorare in Inghilterra, presso il National health service, dovranno dimostrare di padroneggiare la lingua inglese a sufficienza per relazionarsi in modo adeguato con i pazienti

I medici stranieri che vorranno candidarsi a lavorare in Inghilterra, presso il National health service, dovranno dimostrare di padroneggiare la lingua inglese a sufficienza per relazionarsi in modo adeguato con i pazienti. La decisione è stata presa dal governo inglese sull’onda di un caso che qualche anno fa aveva scosso l’opinione pubblica. David Gray morì, infatti, nel 2008 in seguito a diamorfina iniettata in dose dieci volte superiore a quella normale da parte di un medico tedesco, Daniel Ubani. Il dottor Ubani ammise di aver fatto l’iniezione mentre era esausto per aver dormito solo un paio d’ore e di essersi confuso a causa di farmaci differenti utilizzati in Germania. La sua scarsa conoscenza dell’inglese aveva motivato un precedente rifiuto alla sua richiesta di lavorare per il servizio sanitario pubblico a Leeds, ma era stata invece accolta in un secondo tentativo nel Cambridgeshire. In Inghilterra verrà dunque istituito un elenco nazionale di medici di medicina generale per evitare che i medici rifiutati in un posto possano poi ripresentare domanda in un altro. Si sta discutendo l’ipotesi di attribuire poteri decisionali maggiori al General medical council: attualmente l’organo, che regolamenta i medici in Gran Bretagna, può controllare le conoscenze della lingua inglese nei medici che provengono da Paesi al di fuori dell’Unione europea, ma si vorrebbe dare al Gmc anche il potere di effettuare un analogo test anche per i medici europei. Il ministro della SaluteDan Poulter ha affermato che «i pazienti devono essere in grado di comprendere ed essere compresi dal proprio medico, se vogliamo assicurare loro di essere curati al meglio, come è loro diritto». Non si tratta di sfiducia nei professionisti stranieri: «ci sono molti medici eccellenti che provengono da ogni parte del mondo e lavorano per il National health service – ha dichiarato il ministro – questa misura intende semplicemente essere una tutela a protezione dei pazienti»

La difesa dell’indifendibile. Italia Paese di vecchi, per i vecchi. @giovanimedici

«Rispetto a comportamenti dei medici come quelli ripresi nel servizio televisivo, non rispettosi delle leggi né della deontologia, non ci può essere che una ferma condanna». Lo afferma Giacomo Milillo (foto), segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), riferendosi a quanto trasmesso nell’ultima puntata de “Le iene”: tre medici in procinto di andare in pensione che, di fronte a un “finto” giovane collega desideroso di subentrare nella loro attività,  chiedevano in cambio una “buonuscita” di entità non trascurabile. «In ogni caso» sottolinea Milillo «non ritengo che si tratti di un fenomeno generalizzato e forse i casi ripresi sono frutto di segnalazioni specifiche» sottolinea Milillo, che però aggiunge:  «Come sindacato non possiamo negare l’esigenza per un medico – soprattutto in fasi di grave sofferenza economica come l’attuale – di avere, nel momento in cui si lascia la professione e uno studio – che è un punto di riferimento – di avere una forma di buonuscita, ma assolutamente non a carico di chi subentra».  In altre parole, Milillo evidenzia come sia legittimo «il desiderio, da parte del medico che lascia la professione, di avere un riconoscimento economico, non del lavoro svolto, ma del valore dello studio, che è il risultato di un lavoro condotto in modo continuo per tanti anni, e della messa a punto di un modello organizzativo assistenziale. «Su questa problematica si sta, infatti, riflettendo» riprende Milillo «puntando a sistemi assicurativi o previdenziali o della fornitura dei fattori di produzione, per cercare soluzioni a oggi non trovate. Queste, però, potranno più facilmente realizzarsi in futuro, quando non sarà più il singolo medico a gestire lo studio, ma una squadra di medici che potranno ricevere un indennizzo all’uscita dalla Convenzione dopo aver effettuato versamenti alla cassa o a un’assicurazione privata». In ogni caso, dice Milillo, questo tema non è un problema prioritario:«Si tratta di  un’esigenza diffusa per cui si cerca di una risposta lecita e condivisa, che deve avere un senso positivo per il sistema».

España: Una ‘marea bianca’ si oppone ai tagli alla sanità @drsilenzi

Ieri decine di migliaia di medici, infermieri, sindacati del comparto e cittadini ‘indignados’ sono scesi in piazza in quindici città per opporsi ai tagli e al sempre più ampio coinvolgimento dei privati. Nell’ultimo triennio è stata adottata una cura dimagrante da 6,7 miliardi che ha snellito del 10,6% l’intero settore.

18 FEB – Migliaia di persone si sono riversate ieri in quindici città spagnole per protestare contro i piani di tagli e privatizzazioni alla sanità messi a punto da alcuni governi regionali. Il centro nevralgico delle manifestazioni è stato Madrid, dove le strade sono state invase – per la sesta volta in tre mesi – da decine di migliaia di medici, infermieri, sindacati del comparto e cittadini ‘indignados’ che si sono riuniti nella neonata piattaforma nazionale ‘Mesa en defensa de la sanidad publica’. Ieri, per la prima volta, le proteste si sono estese in tutte le penisola, raggiungendo anche Barcellona, Valencia, Saragozza, Malaga, Cadice, Ourense, Murcia e Palma de Mallorca. La cosiddetta ‘marea bianca’ si oppone al taglio da complessivi 6,7 miliardi di euro varato – a partire dal 2010 – dalle Regioni con l’obiettivo di rientrare nei parametri di deficit previsti per l’anno. Una cura dimagrante che ha snellito il sistema del 10,6% in tre anni.

Particolarmente colpita è la Regione di Madrid, dove l’approvazione dell’ultima legge di bilancio ha stabilito la privatizzazione di sei ospedali e di 27 dei 270 centri sanitari. La manovra dell’amministrazione guidata da Ignacio Gonzalez (Pp) impone – per il settore – il taglio del 7,7% della spesa sanitaria sostenuta nel 2012, pari a circa 1,4 miliardi. E già imperversa la battaglia sulle cifre. I sindacati stimano che la privatizzazione dei servizi nella sola capitale costerà oltre 10mila posti di lavoro, mentre secondo Gonzalez il costo medio annuo a persona dell’assistenza ospedaliera scenderà dai 600 euro di quella pubblica ai 411 di quella a gestione privata. Una riforma che però non sembra convincere buona parte dei medici che hanno distribuito nelle piazze volantini in cui denunciano che “l’ingresso degli utili nel sistema determina una diminuzione della qualità assistenziale”. I manifestanti hanno poi focalizzato l’attenzione sui primi effetti prodotti dai tagli dell’ultimo triennio. La situazione più drammatica riguarderebbe il territorio dell’Extremadura, dove la maggior parte dei centri sanitari deve chiudere alle 15 per mancanza di personale. Un grido d’allarme arriva anche dalla Federazione spagnola dei diabetici che – per bocca del suo presidente, Angel Cabrera – ha denunciato la massiccia diminuzione dei più elementari dispositivi di assistenza, in particolare in Aragona e Catalogna.

La partita resta quindi ancora aperta, anche se il processo sembra ormai avviato e molti governatori stanno studiando l’esempio di Madrid. Dal coordinamento però non sembrano arrivare segnali di resa, anzi. “Resisteremo come abbiamo fatto sin’ora”, promettono i sindacati.

Parte all’Università Cattolica di Roma un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia in inglese

Da quest’anno i futuri medici parleranno due lingue, infatti, accanto ai tradizionali corsi di laurea a ciclo unico parte il corso di laurea “Medicine and surgery” interamente svolto in lingua inglese. Il bando di concorso sarà pubblicato tra maggio e giugno 2013.

18 FEB – L’Università Cattolica si apre ai corsi di laurea in lingua inglese. Accanto ai tradizionali corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria, partirà quest’anno il nuovo corso “Medicine and surgery” nato con l’obiettivo di formare medici che, per la loro preparazione umana e professionale, siano pronti a operare sia nei Paesi più avanzati sia in quelli in via di sviluppo.
Sono 50 in totale i posti disponibili (30 riservati a cittadini italiani e comunitari e 20 a cittadini extracomunitari selezionati sulla base di un esame che si svolgerà nel prossimo mese di settembre).
Nelle scorse settimane è già stato pubblicato il nuovo bando di concorso per l’ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Odontoiatria, mentre quello per l’ammissione al primo anno di “Medicine and surgery” sarà pubblicato tra maggio e giugno 2013.

Il corso di laurea di Medicina in inglese. Il nuovo corso di laurea “Medicine and surgery” non è una mera traduzione in lingua inglese dei programmi che vengono svolti nel tradizionale corso di Laurea in Medicina ma presenta una significativa innovazione sia per quanto concerne le metodologie che i contenuti didattici con una piena integrazione tra discipline biologiche, umane e cliniche. L’approccio multidisciplinare e il precoce coinvolgimento degli studenti nell’attività clinica costituisce un aspetto peculiare di questo nuovo percorso formativo che prevede lezioni frontali, tirocinio pratico, autoapprendimento, apprendimento guidato, seminari, approfondimenti culturali relativi alle Scienze Umane in un contesto di stretta interazione con i docenti, alcuni provenienti da istituzioni straniere, che si distinguono per l’eccellenza nell’educazione medica. Il corso di laurea vuole formare medici dotati di completa autonomia nell’identificare, comunicare e risolvere i problemi della salute dal punto di vista preventivo, diagnostico, prognostico, terapeutico e della riabilitazione.

Per saperne di più. Il bando di concorso per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria è disponibile presso il Servizio Didattica della sede universitaria (Largo F. Vito 1 – Roma) e consultabile/scaricabile dal sito internet http://roma.unicatt.it. Per informazioni dettagliate sulle modalità di iscrizione è possibile rivolgersi allo sportello del “Polo servizio carriera studenti” dei Servizi per corsi accademici presso gli Istituti Biologici o inviare una e-mail al seguente indirizzo: testammissione@rm.unicatt.it

18 febbraio 2013
da QuotidianoSanità

Il I Convegno 2013 della Sezione S.It.I. Lazio il 17 maggio a Roma

I Medici in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva saranno in prima linea nel primo evento scientifico del 2013 della Sezione S.It.I. Lazio, organizzato in collaborazione con gli Istituti e i Dipartimenti di Igiene delle Università romane (Sapienza, Cattolica e Tor Vergata). Una sessione sarà dedicata al Piano Vaccini della Regione Lazio recentemente approvato.

L’evento, di cui disponibile il programma preliminare, si terrà il 17 maggio 2013 presso l’Aula Angelo Celli del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive di Sapienza.

L’iscrizione è gratuita per i Soci S.It.I. Lazio.