Healthcare for all: l’assalto all’Universalismo in tempo di crisi (Nerina Dirindin e Gavino Maciocco)

La crisi economico-finanziaria sta imponendo al nostro welfare revisioni e ridimensionamenti che rischiano di andare oltre il pur necessario contenimento delle inefficienze e il doveroso contributo al risanamento della finanza pubblica

05 FEB – Quello che sta accadendo in Gran Bretagna può insegnare qualcosa al resto dell’Europa? E all’Italia? Dove Il quadro è estremamente preoccupante. La crisi economico-finanziaria sta imponendo al nostro welfare revisioni e ridimensionamenti che rischiano di andare oltre il pur necessario contenimento delle inefficienze e il doveroso contributo al risanamento della finanza pubblica.
È possibile che la Gran Bretagna, la culla del welfare state, sia teatro di un assalto senza precedenti all’universalismo?
Per rispondere a questa domanda – si legge in un recente articolo del BMJ  [1] –  è necessario tornare indietro agli anni 40, quando in Gran Bretagna fa istituito un robusto sistema di welfare universalistico, quello che partorì il  Servizio Sanitario Nazionale. Il suo ideatore, Sir William Beveridge, era un parlamentare liberale, ma il  progetto fu attuato dal Partito Laburista e continuato dal Partito Conservatore. Le ragioni di un così ampio consenso sono numerose ma la più importante è quella di aver fornito alla gente comune la sicurezza nel caso che il mondo intorno gli dovesse crollare.

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Se anche la Cattolica esplicita la differenza tra sedi padane e sede romana…

Onestamente preferivo una divisione “Sedi del Nord” e “Sede di Roma”…semmai!

“Esplorando il corpo umano” diventa (anche) un’App

E alla 22esima edizione arrivò l’App…

E’ stata presentata oggi a Milano la 22esima edizione di Esplorando il corpo umano, l’opera della De Agostini che introduce i bambini alla scoperta appunto del corpo. Nata da un’idea dell’artista francese Albert Barillé, l’opera a volumi era finora uscita in edizione cartacea e successivamente arricchita con i dvd. Ora l’approdo su iPad, iPhone e iPod Touch con un ‘App in 3d disponibile dal 4 febbraio (a 2,99 euro il singolo apparato, 19,99 il pacchetto intero e gratis per chi si abbona all’edizione completa di carta). Mentre dal giorno prima – e fino al 19 febbraio -, al Museo della Scienza e della tecnologia di Milano aprirà una mostra dedicata all’opera (pubblicata in 16 Paesi del mondo e che in Italia ha venduto oltre 40 milioni di volumi), con disegni e storyboard dei cartoni animati. Qui sopra, il video di presentazione.

Mortalità materno-infantile. Studio mondiale individua i 56 interventi più efficaci a ridurla

Esistono 56 interventi di provata efficacia che permetteranno di “ridurre notevolmente” i decessi delle donne durante la gravidanza e il parto (358.000 ogni anno ) e dei bambini prima dei 5 anni di età (7,6 milioni ogni anno). A individuarli uno studio condotto da Oms, Pmnch e Università Aga Khan.

02 FEB – È il risultato dell’analisi, durata tre anni, dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), dell’Università Aga Khan e del Partenariato per la Salute Materna, Neonatale e Infantile (PMNCH) su 50.000 documenti scientifici. E ha permesso di condividere a livello globale 56 interventi di provata efficacia per ridurre la mortalità materno-infantile.

A darne notizia oggi è il ministero della Salute italiano, che riportando la nota dell’Oms spiega come “tale studio, Interventi essenziali, indicazioni pratiche e linee guida per la salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile, è stato concepito per facilitare il processo decisionale nei paesi a basso e medio reddito in merito a come allocare le limitate risorse disponibili per ottenere il massimo impatto sulla salute di donne e bambini”.

“Non si tratta di direttive – ha precisato Elizabeth Mason, Direttore del Dipartimento di salute materna, neonatale, infantile e dell’adolescenza dell’OMS, nonché uno degli autori dello studio – ma di un documento di indirizzo. L’elenco dà inoltre ai partner del PMNCH, a seconda del loro orientamento, un modo per sostenere gli sforzi dei paesi”.

“La novità – ha spiegato Mason – è l’aver combinato le informazioni in maniera diversa e aver creato il consenso tra i medici, gli scienziati e le organizzazioni professionali per l’individuazione di un percorso, basato sulle evidenze scientifiche, per aiutare le donne e i bambini prima, durante e dopo il parto. Tutti oggi concordano sulla validità dei 56 interventi essenziali”.

Alcuni di questi interventi riguardano:
– contrastare l’anemia materna tramite la somministrazione di ferro;
– prevenire e curare le emorragie post partum;
– tenere fin da subito al caldo il neonato;
– fornire supplementi alimentari ai bambini sottopeso e prematuri;
– somministrare antibiotici per la cura della polmonite nei bambini.

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Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione

Contenzioso sui crediti con la Regione: se non paga, rischio di dover tagliare letti e servizi. La Cattolica: pronto nuovo piano industriale. Possibile vendita ospedale ai privati

L'ingresso al GemelliROMA – E’ di nuovo allarme conti per il Gemelli. Nell’annoso braccio di ferro fra la struttura sanitaria religiosa e la Regione sui rimborsi delle prestazioni ospedaliere fornite, secondo le indiscrezioni è comparso un «buco» clamoroso: mancano almeno 300 milioni di euro, addirittura 500 secondo alcune fonti. E stavolta, sulla scia del dissesto finanziario del San Raffaele di Milano, la Cattolica e la Fondazione Toniolo, a cui fa capo la mega-struttura capitolina, potrebbero imprimere una svolta nella vicenda: separare le attività ospedaliere da quelle dell’università. E mettere sul mercato il Policlinico. Continua a leggere “Il Gemelli senza risorse, allarme conti: mancano 500 milioni, ipotesi divisione”

Bambini dal pediatra solo fino a 6 anni? Sarebbe il suicidio dell’intero sistema.

Porterebbe a più ospedalizzazioni dei bimbi. E i medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più.

Quella di far seguire ai pediatri i bambini solo fino a 6 anni è un’ipotesi che porterebbe a più ospedalizzazioni dei bimbi. Ne sono convinti gli esperti riuniti a Roma per la presentazione del Libro Bianco sulla salute dei bambini. “Spero che sia solo un’ipotesi di lavoro – afferma Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene dell’università Cattolica di Roma e curatore del libro – quello che emerge dal rapporto è che già oggi c’è un’eccessiva ospedalizzazione dei bambini, che al sud è doppia rispetto al resto d’Europa, e questo è dovuto allo scarso filtro fatto dai pediatri che non sono ben distribuiti sul territorio. La soluzione è fare in modo che ci siano più pediatri, che già oggi scarseggiano, non certo diminuirne il lavoro”. D’accordo anche Costantino Romagnoli e Riccardo Riccardi del dipartimento di Pediatria dell’ateneo: “ovunque nel mondo il pediatra segue anche l’adolescente – spiegano – la soluzione proposta è paradossale, e risponde forse a esigenze economiche ma non a quelle della società. Il rapporto di fiducia che si crea con il pediatra è molto importante, e delegare l’assistenza può essere un rischio”.

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Liberalizzazioni: preventivi e polizze ora sono operative per tutti i medici

Decreto sulle liberalizzazioni ancora sotto i riflettori per le sorprese che regala a una lettura certosina del testo così com’è uscito in Gazzetta ufficiale. Una in particolare, quella che allarga a tutti i medici i provvedimenti dell’articolo 9 su pattuizione dei compensi e copertura assicurativa. Tutti: non solo lo specialista privato, di cui già si sapeva, ma anche il medico del Ssn in intramoenia e quello convenzionato.
Tutta colpa di quei ritocchi e limature che un provvedimento di legge subisce spesso mentre è in cammino, non solo prima di entrare in un’aula (del consiglio dei ministri o del parlamento) ma anche prima di fare ingresso in stamperia, quella ovviamente del Poligrafico. E così all’articolo 9 del decreto, quello sulle professioni regolamentate, spariscono le eccezioni che inizialmente lasciavano fuori i medici dalla contrattazione degli onorari. «Il compenso per le prestazioni professionali» si legge nel testo in Gazzetta «è pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico». Non solo: l’entità del compenso, da indicare per iscritto se il paziente lo richiede, «va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi». Continua a leggere “Liberalizzazioni: preventivi e polizze ora sono operative per tutti i medici”

Università Cattolica: test di ammissione per Medicina l’11 aprile 2012. Nuovi criteri di selezione!

Il bando di ammissione sarà presentato il 30 gennaio. Si valuterà il percorso del III e IV anno delle superiori degli studenti che ad aprile sostenerranno una prova scritta psicoattitudinale più un test di inglese. Per i primi 900 di Medicina e 75 di Odontoiatria ci sarà poi a luglio una prova orale.

Università Cattolica del Sacro Cuore Sede di Roma
Università Cattolica del Sacro Cuore Sede di Roma

29 GEN – Novità all’Università Cattolica di Roma per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria. Quest’anno il concorso di ammissione si anticipa ad aprile e cambiano anche i criteri di selezione: sarà anzitutto valutato il percorso scolastico del terzo e quarto anno delle superiori degli studenti candidati, che l’11 aprile a Roma e Milano (due sedi scelte per facilitare gli spostamenti dei partecipanti al concorso secondo la provenienza regionale) sosterranno una prova scritta consistente in test esclusivamente psicoattitudinali, più un test di lingua inglese.
I primi 900 della graduatoria di merito per Medicina e i primi 75 per quella di Odontoiatria, sosterranno nel mese di luglio una prova orale di culturale generale con cui si contenderanno gli ambiti posti disponibili per le matricole nell’anno accademico 2012-2013: 300 per Medicina e 25 per Odontoiatria.

Il nuovo Bando di concorso per l’ammissione ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Odontoiatria sarà presentato ufficialmente agli studenti delle scuole superiori lunedì 30 gennaio 2012, in occasione della settima edizione dell’Open Day, la Giornata dedicata all’Orientamento pre-universitario. Dal 30 gennaio al 21 marzo sarà possibile presentare la domanda di partecipazione agli esami di ammissione.
Nella giornata delle ‘porte aperte’, promossa dalla Direzione di Sede della Cattolica di Roma, dalle ore 10.00, presso le Aule Gemelli e Moscati degli Istituti Biologici della Cattolica (largo F. Vito, 1), oltre ai corsi di laurea in  Medicina e in Odontoiatria, saranno presentati i corsi di laurea delle Professioni sanitarie, in Biotecnologie sanitarie  e mediche, in Scienze e tecnologie cosmetologiche, in Scienze infermieristiche e ostetriche e dell’area Economico manageriale e sanitaria (interfacoltà Economia-Medicina). Continua a leggere “Università Cattolica: test di ammissione per Medicina l’11 aprile 2012. Nuovi criteri di selezione!”

Ridurre il numero dei pediatri? Analizziamo la proposta di riordino delle cure primarie.

Rimini, 29 gennaio 2012 – Pediatri solo per i bambini che hanno dai zero ai sei anni: tutti gli altri, quindi dai sette fino ai 14 anni, devono andare dal medico di famiglia. La proposta è contenuta nel documento realizzato come base programmatica per discutere del nuovo Patto della Salute (nel capitolo: riordino delle cure primarie) che dovrà essere siglato tra ministero e regioni entro il 30 aprile. Un’ipotesi definita al dir poco inquietante dagli stessi medici pediatri e rigettata con decisione dal presidente dell’Ordine dei medici di Rimini, Maurizio Grossi. «Il numero dei pediatri è in diminuzione da anni, quindi il ragionamento che viene fatto a livello di ministero é: meno pediatri quindi riduciamo il numero di bimbi che devono seguire e gli spendiamo dai medici di base — spiega il presidente —. Un’idea che fa tornare indietro di decenni una sanità che ci invidiamo in tutta Europa. Con un incredibile paradosso: si chiede sempre più specializzazione e poi si riducono i pediatri. Con questo non volgio dire che i medici di famiglia non siano specializzati, ma lo sono per gli adulti. Se mancassero i ginecologi o i geriatri cosa facciamo, mandiamo tutti dai medici di base? La questione vera — prosegue — è che le università hanno delle programmazioni relative alle specialistiche che dovrebbero essere fatte sulle reali necessità del Paese e non sull’autoreferenzialità degli atenei. E poi sarebbero gli stessi genitori che non accettano questo tipo di proposta. Ricordo con le mie figlie cosa succedeva: io medico di Pronto soccorso quando si trattava di loro mi rivolgevo sempre ai colleghi pediatri».

pediatria mc curry andrea silenai
Foto di Steve McCurry

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Comunicato Stampa del Forum Nazionale Giovani sulle dichiarazioni del viceministro Martone

“La precisazione del viceministro Michel Martone sull’infelice dichiarazione di stamattina sugli studenti universitari che si laureano dopo i ventotto anni sia del tutto insufficiente e riteniamo che semmai vada ripensato il tema del rapporto tra istruzione ed ingresso nel mondo del lavoro, che è strettamente connesso al problema del ritardo nel conseguimento della laurea”. Così il Forum Nazionale dei Giovani commenta in una nota la parziale marcia indietro del viceministro Martone rispetto alle dichiarazioni espresse stamani su coloro che si laureano dopo i ventotto anni.
“Il Forum Nazionale dei Giovani invita il viceministro Martone ad esprimere posizioni più ponderate e rispettose della dignità di centinaia di migliaia di studenti che si trovano ad operare in uno scenario fortemente condizionato dai tagli lineari dell’ultimo decennio all’istruzione e al diritto allo studio” prosegue il Consiglio direttivo nella nota. “Per queste ragioni chiediamo al più presto un incontro al Ministero del Lavoro per confrontarci sulle cause del ritardo nel conseguimento della laurea da parte dei giovani italiani, proponendo interventi concreti per migliorare la fruizione del diritto allo studio e rafforzare il legame col mondo del lavoro attraverso servizi e politiche mirate”.