Steve Jobs si dimette da a.d. di Apple

Ha chiesto di essere nominato presidente. Al suo posto andrà Tim Cook. E in Borsa il titolo perde il 7%

<<Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario>>

MILANO – Steve Jobs si dimette da amministratore delegato. Il papà di tutti i grandi successi di Apple lascerà ogni impegno operativo e ha proposto il nome del suo attuale successore ad interim, Tim Cook come a.d. di Apple. Jobs ha annunciato di voler chiedere al consiglio di amministrazione di nominarlo presidente. Sopravvissuto ad un tumore al pancreas ed ad un trapianto di fegato, aveva preso un periodo di convalescenza il 17 gennaio 2011. Le dimissioni hanno effetto immediato, annuncia Apple. Immediata la reazione delle Borsa: dopo l’annuncio i titoli di Cupertino perdono il 7%.
«GUARDO AL FUTURO» – In un’accorata lettera agli azionisti e ai dipendenti Steve Jobs ha annunciato le sue dimissioni per il suo stato di salute. «Ho sempre detto che sarebbe venuto il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei impegni come a.d. di Apple. Sfortunatamente quel giorno è arrivato», si legge nella missiva in cui Jobs designa come successore Tim Cook e conferma la sua fiducia nella società: «Credo che i più brillanti e innovativi giorni di Apple siano davanti a noi e io guardo avanti per contribuire al successo (di Apple) in un nuovo ruolo»

“Se non riesco più ad assolvere alle mie funzioni, vi avevo promesso che sareste stati i primi ad apprenderlo”, ha scritto Jobs nella email di ieri ai dipendenti. A 56 anni, colpito dal cancro al pancreas già nel 2004, nonostante l’apparente riuscita di un trapianto di fegato nel 2009, Jobs era apparso sempre più magro e affaticato. Già da tempo la sua effettiva posizione di comando nell’azienda era in dubbio, la sua presenza al quartier generale di Cupertino (nella Silicon Valley californiana) era rarissima. Già il 17 gennaio di quest’anno Jobs aveva dato un pre-avvertimento sotto forma di una email ai dipendenti del gruppo. Come un dipendente qualsiasi, quel giorno Jobs informava di avere “chiesto e ottenuto dall’azienda un permesso malattia” per il bisogno di “concentrarsi sulla propria salute”, senza fornire ulteriori dettagli. 

A differenza dal 2009, quando annunciò che sarebbe stato assente per sei mesi, nella email del 17 gennaio Jobs non aveva fatto previsioni sulla data del rientro. La conclusione del messaggio  –  “amo così tanto Apple e spero di tornare appena posso”  –  era parsa un brutto presagio. Tuttavia in questi mesi era riuscito a impegnarsi ancora in uno dei suoi ruoli favoriti: “venditore” numero uno. Era stato ancora lui a lanciare pubblicamente i nuovi prodotti di Apple, le ultime generazioni
di iPad e iPhone, in quegli happening-spettacolo che lo hanno reso celebre, hanno contribuito al fascino della sua azienda, e hanno fatto di Jobs quasi un “guru” con un seguito mondiale di ammiratori.
E proprio grazie al successo di questi prodotti, Apple di recente ha scalato la classifica di Borsa fino a issarsi al primo posto assoluto, superando non solo altri giganti hi-tech come Microsoft e Google ma perfino un big del petrolio come Exxon. Ora però sul futuro di Apple incombe un interrogativo: riuscirà a sopravvivere all’uscita di scena del suo fondatore e capo carismatico? Che Jobs fosse ormai avviato verso l’uscita, pochi lo dubitavano. Le incertezze non erano sul “se”, ma sul “quando”. Eppure, per quanto il management di Apple e i mercati abbiano potuto prepararsi a questo evento, solo il test della realtà darà una risposta sulla tenuta dell’azienda.

dal CdS e Repubblica.it

IBM collaborates with CSD to prepare Environmental Report (via varindiaitmagazine)

IBM collaborates with CSD to prepare Environmental Report IBM has collaborated with the Centre for Sustainable Development (CSD) to prepare an Environment Report Card (ERC) for Bangalore. The report which will be presented to the Government of Karnataka will showcase citizens' perceptions of environmental issues and a factual picture of the city's environmental condition measured across the key parameters. The report card is expected to provide the administrative authorities a perspective of what citize … Read More

via varindiaitmagazine

Old and Busted: Facebook for Scientists — The New Hotness? eBay for Scientists (via The Scholarly Kitchen)

Old and Busted: Facebook for Scientists -- The New Hotness? eBay for Scientists Much has been made of the failure of the myriad attempts to build a "Facebook for Scientists" to gain traction and be used by scientists. Facebook was perhaps a poor choice as a model. Will a new attempt to build an "eBay for Scientists" fare any better? Science Exchange, described as "an online marketplace for science experiments," recently launched. The servi … Read More

via The Scholarly Kitchen

Il mondo che verrà: Cina, Brasile e Messico davanti a USA, UK e Italia (via Andrea Silenzi, MD)

Ogni giorno mi sembra più vero..

Il mondo che verrà: Cina, Brasile e Messico davanti a USA, UK e Italia «L'economia mondiale è nel bel mezzo di una trasformazione radicale», assicura Justin Yifu Lin. Nel 2025, sei Paesi (Cina, India, Messico, Russia, Brasile e Corea del Sud) faranno da soli metà della crescita economica mondiale. Secondo il colosso della consulenza PwC, fra due anni l'economia brasiliana supererà quella inglese; nel 2018 la Cina scavalcherà gli Stati Uniti e nel 2019 il Messico farà altrettanto con l'Italia. Inoltre, sempre a detta … Read More

via Andrea Silenzi, MD

Tubercolosi, 10 neonati positivi ai test Polverini: la situazione è sotto controllo

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ROMA – Altri otto neonati nati al Gemelli sono risultati positivi al test della tubercolosi, dopo i due (un maschio e una femmina, entrambi romani e nati a luglio),positivi ai test per essere stati a contatto con l’infermiera malata di tubercolosi polmonare. Il totale sale così a otto. La Regione Lazio spiega che «nella giornata di oggi, sono emersi 8 esami positivi, corrispondenti a 6 neonati nel mese di luglio e 2 nel mese di marzo, le famiglie dei quali sono state avvisate». «I due bambini risultati positivi ieri al test stanno bene, sono in buone condizioni e il referto delle radiografie toraciche a cui sono stati sottoposti è negativo – ha detto il direttore dell’Uoc di Neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma Costantino Romagnoli – I bimbi non sono ammalati, ma sono risultati latenti. Se non fossero sottoposti da subito a una profilassi, come invece avverà, potrebbero sviluppare la malattia. Un bambino positivo alla Tbc non è contagioso, non è ammalato». «Non ci troviamo di fronte a un’epidemia, tutto è sotto controllo. Non c’è emergenza, c’è solo giusta preoccupazione, e c’è una Regione che risponde con la giusta tempestività per evitare ai genitori ore di angoscia – ha detto in una conferenza stampa questa mattina la presidente della Regione Lazio – Siamo un Paese che ormai non immagina che ancora ogni anno ci siano migliaia di casi di tubercolosi. In questo caso c’è stato più effetto perchè è accaduto in un reparto dove ci sono bambini appena nati, e soprattutto è la prima volta che in Italia ci sono 1.271 possibili contagiati: questa è la vera novità che ha fatto emergere la necessità di mettere in campo un’Unità di coordinamento e dare una risposta complessiva. In questi giorni ho contattato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, l’ho sentito anche stamattina. Oggi il ministero invierà una circolare esplicativa per sostenere ciò che stiamo facendo». «Ieri ho chiesto di integrare il lavoro del Gemelli con quello di altre due strutture, cioè il Bambino Gesù e il San Camillo. Saranno visti 150 bambini al giorno, 50 per struttura, cosicchè entro il 31 agosto tutti i neonati saranno sottoposti al test – ha proseguito – Voglio dire ai genitori che sono agitati, per tranquillizzarli, che i bambini positivi non sono malati. Sono bambini venuti in contatto con il bacillo, e la profilassi che verrà proposta impedirà di contrarre la tubercolosi. L’Unità di crisi è intervenuta ritenendo giusto far operare prima la struttura nella quale si era verificato il caso di contagio dell’infermiera. Io mi sono messa nei panni dei tanti genitori che in questi giorni stanno chiamando e ho ritenuto di chiedere al Gemelli di allargare, al Bambin Gesù e al San Camillo, la possibilità di effettuare i test sui bambini. I bambini che saranno positivi, ci auguriamo pochissimi o nessuno, saranno presi in carico dal Gemelli e successivamente dal Bambin Gesù». «Tutti i genitori saranno contattati, con telefonate e lettere della Asl che partiranno oggi stesso – ha aggiunto Renata Polverini – cosicchè i genitori che sono in vacanza potranno trovarla al loro ritorno. E se dovesse sfuggire qualcuno troveremo altre modalità. Ad esempio è già capitato il caso di un bambino nato al Gemelli ma di un’altra regione. In quel caso è stato visitato nella sua regione, ma tutti i referti dovranno comunque essere inviati qui da noi, all’Unità di coordinamento. Tutti i 1.271 bambini dovranno essere sottoposti a test». «Il sistema sentinella della Regione Lazio funziona perfettamente – ha detto il direttore generale del San Camillo Forlanini, Aldo Morrone – grazie anche al personale che ha reagito con tempestività. Oggi sono venuti da noi i genitori di un bambino di tre mesi, tranquillissimi, forse più allarmati dai giornali che da altro. Ad accoglierli hanno trovato un’equipe formata da un pediatra, un neonatologo e uno pneumologo». Gli fa eco il direttore dell’Uoc di Pediatria del Bambino Gesù Alberto Villani: «Anche noi siamo pronti. Il coordinamento e la mobilitazione di infermieri e medici, specie nel periodo estivo, è stata possibile proprio perchè era prevista nei protocolli una fase 2 nella quale era considerato anche il nostro intervento». Non è possibile fare previsioni su quanti bambini risulteranno positivi ai test, neanche a livello di proiezione, hanno spiegato i medici del Gemelli, del San Camillo e del Bambino Gesù che hanno partecipato alla conferenza stampa indetta di Renata Polverini. «Il campione è ancora troppo ridotto», ha spiegato Alberto Villani. Secondo Costantino Romagnoli, su 1.271 bambini oggetto del monitoraggio sono 169 i nati in luglio e, di questi, 40 hanno già ottenuto i risultati dei test. «In Italia i casi di tbc – ha aggiunto Aldo Morrone – sono circa 5.000 all’anno. Non è possibile fare previsioni». Operativamente, tre strutture ogni giorno controlleranno 50 neonati: il Gemelli (il cui ambulatorio sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 16,30), il San Camillo (lunedì-sabato, dalle 8 alle 12,30) e il Bambino Gesù (lunedì-sabato dalle 8 alle 16). Le linee telefoniche messe a disposizione dall’Assessorato alla Salute e dalla Asl Roma E sono quattro: 06-68352830; 06-68352820; 366-6620408; 355-6620407 (gli orari per chiamare sono: lunedì-venerdì 9-17, sabato 9-13).
I numeri sono disponibili anche su http://www.regione.lazio.it e http://www.asl-rme/new/index.php.

il Messaggero

Sanità, parte la rivoluzione ticket in Toscana cercando un maggiore giustizia fiscale (Valdelsa.net)

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22-08-2011 TICKET SANITA’ TOSCANA | Parte la rivoluzione ticket in Toscana. Tutti i cittadini non esenti e con un reddito superiore ai 36mila euro dovranno pagare un contributo, modulato sul reddito, sui farmaci e sulle visite specialistiche. Le novità del provvedimento sono state spiegate dal presidente della Regione Enrico Rossi.

«Chiariamo subito – ha spiegato il governatore – i ticket sono voluti dal governo nazionale. Ci hanno tagliato 66 milioni di euro e l’intento del governo era quello di imporre un ticket uguale per tutti di 10 euro. Noi ci siamo opposti e abbiamo modulato diversamente in rapporto al reddito la compartecipazione. Prima di tutto dobbiamo dare un messaggio di tranquillità: il 70% delle prestazioni che noi eroghiamo come servizio sanitario regionale è esente per patologia o invalidità, questi cittadini continueranno a non pagare nessun ticket».

Ecco le tre fasce di reddito individuate: da 36.151 a 70mila, da 70mila a 100 e oltre 100mila. «Abbiamo messo i ticket – ha continuato Rossi – sulla farmaceutica per redditi a partire da 36mila in su e sulla specialistica. Abbiamo messo una compartecipazione per le grandi prestazioni su risonanza magnetica e tac modulata in rapporto alle fasce di reddito». Da domani, per i farmaci e le visite si farà riferimento all’Isee o al reddito familiare fiscale.

«Consigliamo a tutti di fare riferimento all’Isee – ha raccomandato Rossi – già 617mila cittadini in Toscana sono in possesso di questo documento su 1,7 milioni di abitanti. E’ più equo e tiene conto del reddito familiare complessivo, con una serie di detrazioni, come figli a carico, il conto in banca, il mutuo o l’affitto. Il reddito fiscale no». Per esempio, in una famiglia di quattro persone (due lavoratori e due figli), con un reddito da 65mila euro annui, un mutuo da 200mila euro e un conto da 25mila, l’Isee verrebbe 26mila euro e la famiglia rientrerebbe in una fascia esente.

«Abbiamo costruito la delibera per agevolare chi presenta l’Isee che deve diventare, in 5-6 mesi, un punto di riferimento per i servizi sanitari, come per i comuni. Con l’Isee la condizione effettiva è molto più evidente», ha continuato Rossi. Le tre fasce di reddito hanno tutte una sigla. Con l’Isee, la sigla è Ib per la prima fascia, da 36mila a 70mila. Da 70 a 100mila è Ic e oltre è Id.
Con il reddito lordo fiscale, la sigla è rb-rc-rd. Per la specialistica, il cittadino troverà alla Asl dei moduli dove dichiarare la propria fascia di reddito. Per i farmaci, invece, si dovrà dichiarare il reddito, sempre utilizzando le apposite sigle, sulla ricetta. Per gli esenti, ci penserà il medico curante a segnalarlo sulla ricetta. Per i farmaci, chi rientra nella prima fascia pagherà un euro, due nella seconda e tre nella terza. Per la specialistica il contributo sarà di 5, 10 e 15 euro.

Il governatore Rossi ha già annunciato guerra ai furbi, con controlli sulle autocertificazioni: «Stiamo concludendo l’accordo con Equitalia, cercando di smussare le sue asperità – ha annunciato – però garantiamo controlli in percentuale più che sufficiente per scoraggiare i furbi. Procederemo con molto determinazione».

Pronti anche i farmacisti: «Le farmacie – ha spiegato Marco Mungai Nocentini, presidente dell’associazione farmacisti Toscana – hanno condiviso la manovra. Non mi risultano prese di posizioni, l’obiettivo è dare continuità al servizio. Tutte le varie problematiche le misureremo con i fatti. Stanotte, nelle 1.100 farmacie toscane, gireranno i programmi per aggiornare software. Le farmacie sono state informate e il cittadino dovrà solo barrare le caselle con il reddito e mettere firma. Siamo tranquilli, ma ci potrà essere qualche rallentamento nel servizio».

In conclusione il presidente Enrico Rossi ha dichiarato: «Dobbiamo prendere la strada di una vera giustizia fiscale, dove i cittadini compartecipano al servizio in base all’effettivo reddito familiare. Chiedo pazienza e collaborazione mi pare che adesso scegliere la via facile penalizza chi è più debole e non crea prospettive per il futuro. Chiedere un euro a un precario che non sa come arrivare in fondo al mese è un insulto, mentre a chi ha un reddito da più di 100mila euro si può chiedere anche molto più di quanto non chiediamo adesso”. Secondo Rossi, “la più grande rivoluzione dei ticket è culturale: avere l’onestà di scrivere su un foglio quanto prendiamo. Se si pagasse le tasse in questo Paese, non ci sarebbe bisogno della manovra. Dobbiamo lavorare affinchè a pagare non siano sempre gli stessi. Dovremmo chiedere perché c’è questa situazione così scandalosa e vergognosa. Se andassimo a chiedere soldi a chi veramente è sotto i 36mila euro, è evidente che a ingiustizia si sommerebbe a ingiustizia».

da Valdelsa.net

L’ORO VENEZUELANO E LA VERA RAGIONE DEL PERCHE’ TRIPOLI E’ STATA CONQUISTATA SOLO ORA

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flipsideoftheeconomy.blogspot.com

Dopo molti mesi che la situazione era stabile con i ribelli a Bengasi e Gheddafi a Tripoli le cose sono drammaticamente cambiate nel corso degli ultimi tre giorni.

Ma cosa e’ successo in questo brevissimo tempo, che ha cambiato le cose?

C’entra l’oro. Spieghiamoci: qualche giorno fa Chavez, il presidente del Venezuela ha richiesto a Londra il rimpatrio dell’oro che ha in deposito presso la capitale inglese (quasi 100 tonnellate).

L’oro era concesso in leasing alla Banca d’Inghilterra e il ridarlo indietro significava per essa (che non lo possiede piu’) doverlo ricomprare sul mercato. Questo ha provocato il rapido incremento del metallo giallo facendolo arrivare Venerdi’ a 1.881 Dollari l’oncia. inoltre il prezzi dei future a breve scadenza erano piu’ alti di quelli a lunga scadenza e cio’ significa che in questo momento c’e’ mancanza di oro fisico.

In tutta la storia del COMEX lo stesso successe solo un’altra volta moltissimi anni fa e solo per poche ore. La situazione attuale e’ quindi un fatto del tutto nuovo nel mercato dei future sull’oro.

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Per questo motivo le 143,8 tonnellate di oro fisico possedute da Gheddafi erano e sono indispensabili per poter restituire quanto dovuto al Venezuela da parte della Banca d’Inghilterra senza dover rischiare il default e senza dover far salire il metallo giallo a prezzi insostenibili che avrebbero visto il bluff di USA e UK.
DI HAKI
flipsideoftheeconomy.blogspot.com

Dopo molti mesi che la situazione era stabile con i ribelli a Bengasi e Gheddafi a Tripoli le cose sono drammaticamente cambiate nel corso degli ultimi tre giorni.

Ma cosa e’ successo in questo brevissimo tempo, che ha cambiato le cose?

C’entra l’oro. Spieghiamoci: qualche giorno fa Chavez, il presidente del Venezuela ha richiesto a Londra il rimpatrio dell’oro che ha in deposito presso la capitale inglese (quasi 100 tonnellate).

L’oro era concesso in leasing alla Banca d’Inghilterra e il ridarlo indietro significava per essa (che non lo possiede piu’) doverlo ricomprare sul mercato. Questo ha provocato il rapido incremento del metallo giallo facendolo arrivare Venerdi’ a 1.881 Dollari l’oncia. inoltre il prezzi dei future a breve scadenza erano piu’ alti di quelli a lunga scadenza e cio’ significa che in questo momento c’e’ mancanza di oro fisico.

In tutta la storia del COMEX lo stesso successe solo un’altra volta moltissimi anni fa e solo per poche ore. La situazione attuale e’ quindi un fatto del tutto nuovo nel mercato dei future sull’oro.

Per questo motivo le 143,8 tonnellate di oro fisico possedute da Gheddafi erano e sono indispensabili per poter restituire quanto dovuto al Venezuela da parte della Banca d’Inghilterra senza dover rischiare il default e senza dover far salire il metallo giallo a prezzi insostenibili che avrebbero visto il bluff di USA e UK.

A questo proposito ricordiamo che l’oro che si dice essere depositato presso la Federal Reserve NON e’ mai stato controllato da alcun ente indipendente da moltissimi anni e quindi ci sono sempre piu’ dubbi che esso esiste realmente.

Purtroppo per l’Italia anche buona parte delle nostre riserve aurifere si trovano NON presso la Banca d’Italia a Roma (come molti pensano) ma a Londra e negli USA. Sono oltre 2,000 tonnellate di oro comprate con i grandi sacrifici dei nostri antenati che da quanto sembra potremmo avere perso per sempre. A tal proposito sarebbe importante una tempestiva interrogazione parlamentare per conoscere l’esatta entita’ del nostro metallo giallo che si trova all’estero e quali possibilita’ abbiamo di riaverlo indietro.

Tornando alla Libia la vera ragione della rapida escalation di questi giorni e’ quindi appunto la necessita’ di Londra di reperire il piu’ velocemente possibile l’oro da restituire al Venezuela.

I mercati con questa mossa hanno capito quindi che l’oro dichiarato da buona parte degli Stati occidentali semplicemente non esiste piu’ perche’ ormai e’ stato venduto e speso da USA ed UK. E pertanto i prezzi di oro (ed argento) saliranno sensibilmente nei prossimi mesi e anni.

I trader e le principali banche si chiedevano in questi giorni dove la Banca d’Inghilterra avrebbe trovato l’oro da restituire a Chavez visto che il mercato non lo offriva. Oggi abbiamo la risposta.

A presto
Haki

In questo momento ci troviamo in piena deflazione che e’ nascosta attraverso la continua stampa di denaro fresco (non solo in USA con il QE ma anche in Europa attraverso il credito facile alle aziende che le banche Europee stanno concedendo quasi ovunque e che in buona parte NON verra’ mai restituito). Tutto cio’ fara’ salire inflazione e materie prime e soprattutto l’oro che e’ ormai l’unica vera valuta mondiale. Tutte le principali risorse naturali quindi saliranno molto se misurate col dollaro ma scenderanno se misurate con l’oro, facendo scendere di pari passo il potere d’acquisto di tutti noi e salire l’inflazione monetaria portandola. molto probabilmente, a 2 cifre in breve tempo con tutte le gravi conseguenze che cio’ comportara’…ma tutto cio’ sara’ discusso in uno dei prossimi post….

Fonte: http://flipsideoftheeconomy.blogspot.com
Link: http://flipsideoftheeconomy.blogspot.com/2011/08/loro-venezuelano-e-la-vera-ragione-del.html
22.08.2011

Tbc al Gemelli: i risultati dopo la riunione dell’Unità di coordinamento

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ROMA – Sono in tutto tre i bambini contagiati al Policlinico Gemelli da una infermiera malata di Tbc. Le ultime analisi confermano due nuovi casi che si aggiungono alla bambina ricovera al Bambino Gesu. Le famiglie sono state già informate.

(ASCA) – Roma, 22 ago – ”Si e’ appena conclusa la riunione dell’Unita’ di coordinamento che sta gestendo l’attivita’ di controllo sui nati al Policlinico Gemelli dal 1 marzo al 25 luglio 2011 inseriti nel programma di sorveglianza: nel corso dell’incontro si e’ fatto il punto della situazione sulle attivita’ di controllo avviate, che si stanno svolgendo con regolarita’ e che, entro il 31 agosto, garantiranno a tutti i bambini interessati, l’effettuazione dei test e delle visite di controllo previste dal protocollo medico”. E’ quanto comunica una nota della Regione Lazio dopo che un’infermiera del Policlinico che lavorava nel reparto di neonatologia e’ risultata positiva alla tubercolosi.

”Le strutture interessate, – prosegue la nota – sotto la supervisione della Regione Lazio e dell’Asl RmE, sono quelle del policlinico Agostino Gemelli, dell’ospedale Bambino Gesu’ e dell’azienda ospedaliera San Camillo. I dettagli dell’attivita’ svolta e programmata dell’Unita’ di coordinamento saranno illustrati domani, nel corso di una conferenza stampa che si svolgera’ alle ore 12, nella sala Tevere della Regione Lazio”.

com-map/sam/rob
(Asca)

Tbc alla neonatologia del Gemelli: riunita l’unità di coordinamento formata da Asl, ospedali e Regione

Roma, 18 ago. (Adnkronos Salute) – La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha convocato per oggi pomeriggio alle 17.30, presso la sede della Giunta in via Cristoforo Colombo 212, una riunione con l’Unità di coordinamento, attivata dall’assessorato regionale alla Salute, per un primo bilancio sulle attività di prevenzione sui bambini nati all’ospedale Gemelli di Roma, che potrebbero essere entrati in contatto con un’infermiera sospesa dal nosocomio perché malata di tubercolosi.

AMBULATORIO DEDICATO – I test sono organizzati dall’assessorato alla Sanità della Regione Lazio, l’ospedale Spallanzani (specializzato in malattie infettive) e il pediatrico Bambin Gesù, l’Asp (l’Azienda di sanità pubblica) e la Asl Roma E, competente a livello territoriale, il Gemelli ha quindi immediatamente attivato un ambulatorio dedicato e ha richiamato tutte le famiglie dei piccoli nati tra i primi di marzo e la metà di luglio. Anche se Costantino Romagnoli, il responsabile del reparto incriminato, assicura che «il rischio non è giudicato elevato». «Noi faremo la nostra parte negli accertamenti sulla quota di bambini che ci saranno assegnati dal piano, così come il Gemelli e lo Spallanzani. Alcuni saranno indirizzati qui anche per motivi logistici, a seconda di dove abitano» afferma il primario specialista in malattie infettive dell’ ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Alberto Villani.

12 SETTIMANE – «Dal momento dell’esposizione, la malattia si sviluppa nell’arco di 12 settimane – afferma Costantino Romagnoli – e i sintomi sono chiari: febbre e tosse persistente». E proprio un colpo di tosse potrebbe veicolare il contagio. I bacilli della tubercolosi si trasmettono infatti per via aerea. Ma, rassicurano dal Gemelli, «nel nido, i contatti tra personale sanitario e i piccoli non è frequente e quelli con l’infermiera sono stati sporadici». Il medico ha spiegato infatti che bisogna distinguere tra malattia e infezione: quest’ultima, infatti, in gran parte dei casi “rimane latente, ed è innocua perchè il sistema immunitario fornisce protezione“.

RISCHI MINIMI – «Il Gemelli – sottolinea Villani- è stato molto attento, se ne sono accorti in tempo, per cui rischi potenziali ce ne sono ma sono davvero minimi. Se non se ne fossero accorti in tempo rischio ce ne sarebbe stato». Il consiglio del medico alle famiglie è «di stare tranquilli, affidarsi alle istituzioni, e questo vale per chi dovrà essere sottoposto a controlli. Gli altri non devono preoccuparsi». I sintomi, d’altronde, ha spiegato Villani, sono talmente banali e comuni che qualunque bambino, anche sano, potrebbe presentarli: «tosse, inappetenza. Ma bisogna stare tranquilli. Il vero rischio è il panico generato inutilmente. La situazione è ben gestita – ha concluso – ed è un esempio di come le istituzioni lavorano bene».

 

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