IO VOTO GIOVANI MEDICI (SIGM)
Germania: El Dorado del lavoro per i professionisti della sanità
Medici e infermieri figurano nell’elenco dei lavoratori più richiesti in Germania. Si aggiungono a ingegneri, informatici e addetti al turismo: tutte specializzazioni professionali di cui i tedeschi hanno carenza e per i quali si rivolgono all’estero. Il fatto è che la Germania presenta un tasso di disoccupazione ai minimi storici – il 5,4% – e il calo di natalità che si registra ormai da anni proietta sempre più l’economia tedesca in uno stato di carenza di manodopera. Quella specializzata è particolarmente difficile da reperire ed è così che sono già in vertiginoso aumento le immigrazioni dai Paesi mediterranei, Italia compresa. Secondo le statistiche, la disoccupazione italiana è più che doppia rispetto a quella tedesca e ben peggiore è la situazione in Spagna, Portogallo e Grecia. Nel 2012 sono stati 42.000 gli italiani che hanno fatto le valigie e hanno approfittato delle possibilità di occupazione offerte dalla Germania: in percentuale, si tratta di un aumento del 40%. Ma l’incremento delle richieste di lavoratori è stato ben maggiore: +300%. Le giovani generazioni se ne sono rese conto: gli iscritti al Goethe Institut sono aumentati del 22%; i ragazzi che vanno a studiare in Germania del 36%; quelli che all’università scelgono il tedesco come seconda lingua del 37%; i partecipanti a corsi intensivi di lingua del 184%. Sul sito dell’Eures (European employment services – Servizi europei per l’impiego), il portale europeo della mobilità professionale, sono più di 300.000 le offerte di lavoro provenienti dalla Germania, che in questa particolare classifica è seconda solo alla Gran Bretagna, altro Paese che attrae dall’estero molti professionisti della salute. Come si fa notare sul sito, «l’assistenza sanitaria in Germania è gestita sia da soggetti privati che pubblici; gli enti di entrambi i settori potrebbero essere potenziali partner di cooperazione».
Tratto da DoctorNews33
(FISPeOS) LA SANITA’ PUBBLICA ALZA LA TESTA! DOMANI LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
(Comunicato Stampa) SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE AREA MEDICA: LA POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI GIOVANI MEDICI (S.I.G.M.)
Scuole di Specializzazione di area sanitaria: parte il concorso 2012/2013 tra taglio dei contratti ministeriali, ampliamento della base dei partecipanti e molti interrogativi a causa di una normativa superata dai tempi e dai fatti; il sistema formativo professionalizzante di Medicina e Chirurgia non si rinnova, inducendo i giovani medici ad un nuovo tipo di emigrazione.
Prende avvio l’iter procedurale propedeutico al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria. Confermato il taglio preventivato del 10% del contingente di contratti da assegnare tramite le prove di selezione (da 5.000 a 4.500), ma i giovani medici rimangono spiazzati dall’allargamento della base degli ammissibili al concorso: l’avvio delle attività, infatti, stabilito dal MIUR per il 22 luglio 2013, consentirà la partecipazione al concorso di circa 1.500 neoulaureati che conseguiranno l’abilitazione nella sessione del 10 luglio 2013. In altre parole, diminuiscono i contratti ed aumentano i concorrenti.
Come è noto, la riduzione dei contratti deriva non da un taglio effettivo, bensì da una cattiva programmazione e, nello specifico, dal mancato adeguamento del capitolo di spesa dei contratti ministeriali a fronte dell’incremento della durata di un anno di quasi tutte le scuole di specializzazione, introdotto dalla riforma del 2005 dell’ordinamento didattico.
“Questa situazione non fa altro che evidenziare quanto la nostra Associazione dice da anni” – sostiene Andrea Silenzi, Vice Presidente Vicario dell’Associazione Italiana dei Giovani Medici (S.I.G.M.) – “denunciando un sistema formativo che, nel suo complesso, penalizza fortemente la passione per la Medicina e l’idealità verso la Professione che ha l’iter studiorum più lungo e provante per un giovane universitario. Sono anni che denunciamo questa situazione ed era il 2011 quando, in pubblica assemblea e di fronte alle Istituzioni intervenute al primo Workshop sulla Formazione Medica organizzato proprio dal S.I.G.M., abbiamo acceso i riflettori su questo problema che era di facile previsione. Per di più, negli ultimi mesi abbiamo sostenuto assieme agli Assessorati Regionali della Sanità delle 4 Regioni “Obiettivo convergenza”, ad oggi inascoltati dalla politica, l’opportunità di consentire l’utilizzo dei Fondi Sociali Europei (FSE) per sovvenzionare contratti aggiuntivi di formazione medica specialistica. Ciò in ragione delle implicazioni connesse all’imminente recepimento della Direttiva UE sull’Assistenza Transfrontaliera (Direttiva 2011/24 dell’UE) che giustificherebbe il ricorso al FSE in una logica di concorrenzialità tra sistemi delle cure. <<Tale iniziativa, se recepita ed adottata prima dell’indizione delle procedure concorsuali, sarebbe andata a favore dell’intero sistema perché avrebbe permesso di programmare più serenamente una ridistribuzione dei contratti ministeriali” – conclude Silenzi.
<<Inoltre, registriamo senza preavviso alcuno la volontà politica di aprire nei fatti il concorso per la prima volta ai medici neolaureati che si abiliteranno a luglio ponendo le condizioni, nei fatti, ad un conflitto tra “giovani” che rappresenterà un ulteriore causa che alimenterà la fuga all’estero dei camici bianchi under 35 già documentata dal S.I.G.M. negli ultimi anni.>> – ricorda Andrea Ziglio, Coordinatore del Dipartimento Specializzandi del S.I.G.M. – Già nel 2009, infatti, circa 1.000 giovani medici hanno fatto richiesta al Ministero della Salute del certificato di congruità, necessario per esercitare la professione all’estero nel circuito comunitario e presso i Paesi terzi. <<Sembra che i Ministeri abbiano allargato la base della partecipazione al concorso in previsione della ulteriore contrazione del capitolo di spesa, prevista per il prossimo anno accademico, laddove non intervengano compensazioni da parte dello Stato” – continua Ziglio.
“Il nostro Segretariato da anni rappresenta l’urgenza di una complessiva rivisitazione del sistema formativo pre e post lauream di medicina in Italia”. – afferma Walter Mazzucco, Presidente Nazionale del S.I.G.M. A partire da un corso di laurea maggiormente professionalizzante e permeabile alle best practice europee, passando per la laurea abilitante, che elimini gli ingiustificabili “tempi morti” attuali, e per un concorso di accesso alle scuole di specializzazione più trasparente e meritocratico, che sia in linea con una adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche. <<Difatti, se ogni anno fanno il loro ingresso a medicina circa 10.000 matricole e poi, nel post laurea, l’accesso alla formazione dei neolaureati è possibile soltanto per 4.500 specializzandi e 981 corsisti di medicina generale, allora i conti non tornano! E il tutto è ancora più grave perché a complessivo danno dell’Italia, un Paese fermo che perde i suoi migliori professionisti costretti ad un nuovo tipo di emigrazione, da laureati, finanziando una formazione “a perdere”, pagata dai cittadini e mal programmata dalla politica”. Difatti, tra blocchi del turn over imposti dai Piani di Rientro e tentativi di innalzamento dell’età massima di pensionamento, complici i sindacati di categoria, le prospettive per un giovane medico sono tutt’altro che incoraggianti. “Chiediamo pertanto alla politica e nella fattispecie al nascente governo una piena assunzione di responsabilità!” – conclude Mazzucco.
Certificati medici per attività sportiva non agonistica: cosa cambia? #medicina @giovanimedici
Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per lo Sport, Piero Gnudi, ha firmato il decreto ministeriale “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”. L’adozione del decreto era prevista dal’articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012. Il testo raccoglie le indicazioni del gruppo di lavoro istituito dal Ministro Balduzzi nel febbraio scorso e del corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità.
CERTIFICATI PER L’ATTIVITÀ SPORTIVA AMATORIALE
I soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che praticano attività amatoriale (ovvero non regolamentata da organismi sportivi e non occasionale) devono sottoporsi a controlli medici periodici secondo indicazioni precise:
– gli uomini fino a 55 anni e le donne fino ai 65, senza evidenti patologie e fattori di rischio, potranno essere visitati da un qualunque medico abilitato alla professione e il certificato avrà valenza biennale;
– I soggetti che riportano almeno due delle seguenti condizioni (età superiore ai 55 anni per gli uomini e ai 65 per le donne, ipertensione arteriosa, elevata pressione arteriosa differenziale nell’anziano, l’essere fumatori, ipercolesteloremia, ipertrigliceridemia, glicemia alterata a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati o diabete di tipo II compensato, obesità addominale, familiarità per patologie cardiovascolari, altri fattori di rischio a giudizio del medico) dovranno essere visitati necessariamente da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport, che dovranno effettuale un elettrocardiogramma a riposo e eventualmente altri esami necessario secondo il giudizio clinico. Il certificato dovrà essere rinnovato ogni anno;
– I soggetti con patologie croniche conclamate diagnosticate dovranno ricorrere a un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta, un medico dello sport o allo specialista di branca, che effettuerà esami e consulenze specifiche e rilascerà a proprio giudizio un certificato annuale o a valenza anche inferiore all’anno.
Il certificato andrà esibito all’atto di iscrizione o di avvio delle attività all’incaricato della struttura o del luogo dove si svolge l’attività.
Non sono tenuti all’obbligo della certificazione le persone che svolgono attività amatoriale occasionale o saltuario, chi la svolge in forma autonoma e al di fuori di contesti organizzati, i praticanti di alcune attività con ridotto impegno cardiovascolare, come le bocce (escluse le bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, ginnastica per anziani, “gruppi cammino”, e chi pratica attività ricreative come ballo o giochi da tavolo. A tutte queste persone è comunque raccomandato un controllo medico prima dell’avvio dell’attività.
CERTIFICATI PER L’ATTIVITÀ SPORTIVA NON AGONISTICA
Gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche, i partecipanti ai giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale e le persone che svolgono attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni o agli Enti di promozione sportiva che non siano considerati atleti agonisti devono sottoporsi a un controllo medico annuale effettuato da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport. La visita dovrà prevedere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo.
Regole più stringenti sono previste per chi partecipa ad attività ad elevato impegno cardiovascolare come manifestazioni podistiche oltre i 20 km o le gran fondo di ciclismo, nuoto o sci: in questo caso verranno effettuati accertamenti supplementari.
OBBLIGO DI PRESENZA DEI DEFIBRILLATORI
Le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6. Gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perché siano questi a farsene carico.
Il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori. Dovrà essere presente personale formato e pronto a intervenire e il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. I corsi di formazione sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni.
CAMPAGNA EDUCATIVA PER LO SPORT IN SICUREZZA
Il decreto prevede anche una attenzione educativa sul tema: i Ministeri della Salute e dello Sport e il Coni promuoveranno annualmente una campagna di comunicazione sullo sport in sicurezza, alla quale potranno collaborare anche le società scientifiche di settore.
I medici abilitandi di luglio 2013 potranno concorrere per un posto alle Scuole di Specializzazione 2012/2013? #abilitazione #specializzandi #concorso2013
Facciamo un po’ di chiarezza su chi potrà concorrere e, soprattutto, avrà i requisiti necessari per risultare vincitore di posto e contratto in palio con il prossimo concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria 2012/2013.
Leggi qui la notizia e le informazioni relative ai posti disponibili ed alle date di presa di servizio
Nel bando troverete la seguente specifica:
“I candidati non in possesso dell’abilitazione per l’esercizio della professione sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che la conseguano entro la data di inizio delle attività didattiche delle scuole (22 luglio 2013). Tale disposizione è conforme a quanto previsto dal D.L . n.137 del 1.9.2008 art. 7 convertito dalla Legge n. 169 del 30.10.2008.”
In definitiva, i colleghi abilitandi nella sessione di luglio 2013 potranno partecipare al concorso di accesso 2012/2013 e, qualora risultino abilitati alla professione medica secondo i risultati pubblicati da MIUR e singoli Atenei entro la data del 22 luglio 2013, che segna l’inizio delle attività didattiche, saranno ritenuti idonei per essere ammessi alle Scuole di Specializzazione. In caso contrario, nonostante la partecipazione ed il posizionamento ottenuto, decadranno in quanto non in possesso del titolo richiesto.
LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA SU www.giovanemedico.it
50 Most Influential Physician Executives – 2013 (text list) RT @drsilenzi
Read more: 50 Most Influential Physician Executives – 2013 (text list) | Modern Healthcare http://www.modernhealthcare.com/article/20130420/INFO/130419962#ixzz2RAprmEFz
?trk=tynt
Test medicina alla #Cattolica di #Roma, un ammesso ogni 30 candidati
Sono 8.572 i candidati al concorso di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che oggi sosteranno le prove scritte (test psicoattitudinale e test di lingua inglese) a Roma e Milano. Nel dettaglio sono 8.029 i candidati a Medicina, in netta prevalenza donne (5.075 contro 2.954 maschi), che si contenderanno uno dei 270 posti a concorso con un rapporto di circa 1 ammesso ogni 30 candidati; sono invece 543 i candidati per i 25 posti di Odontoiatria (262 femmine e 281 maschi), 1 ammesso ogni 22 partecipanti al concorso. I candidati provengono da tutte le Regioni italiane. In particolare, il maggior numero di candidati rispettivamente per Medicina e Odontoiatria, dopo il Lazio (1638 e 134), provengono da Campania (1537 e 89), Puglia (1134 e 77), Sicilia (866 e 49), Calabria (613 e 43), Lombardia (355 e 26) e Basilicata (244 e 22). La Facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica ha introdotto ormai da tre anni una modalità di selezione a doppio turno per scegliere gli studenti più meritevoli e con la maggiore vocazione a fare il medico o l’odontoiatra. Un primo turno basato su una prova scritta consistente nella soluzione di 120 quesiti a risposta multipla sui seguenti argomenti: test psicoattitudinale (logica, ragionamento spaziale visivo, comprensione brani, attenzione e precisione, ragionamento numerico, problem solving) e di lingua inglese. Alla valutazione delle prova scritta è associata quella del percorso scolastico del terzo e quarto anno delle superiori. Il percorso di selezione prevede quindi un secondo turno consistente in un colloquio orale cui potranno accedere per Medicina solo i primi 810 classificati della graduatoria di merito e i primi 75 per Odontoiatria. La prova orale sarà basata su temi di cultura generale, di attualità, attitudinali, motivazionali e bioetici al fine di verificare la predisposizione dei candidati verso questo tipo di studi. I risultati della prova scritta del 22 aprile saranno pubblicati agli albi della Facoltà di Medicina e chirurgia entro il 6 maggio 2013. Novità del prossimo anno accademico è l’attivazione del corso di laurea “Medicine and surgery che sarà svolto interamente in lingua inglese il cui bando sarà pubblicato entro fine maggio.
Crash course in healthy cooking aims to help docs better help their patients @Medici_Manager @HarvardHSPH
David Eisenberg envisions a time when doctors learn not just biology and chemistry—but cooking in an effort to help more patients live healthier lives. Given recent alarming increases in diabetes and other obesity-related ailments, Eisenberg, a doctor, associate professor of nutrition at Harvard School of Public Health (HSPH), and executive vice president of the Samueli Institute, thinks schooling doctors and other health professionals in the latest in nutrition science—and giving them hands-on training in how to cook healthy meals—would make them more likely to give their patients sound nutritional advice, and hopefully help improve their patients’ health as well as their own.
Now Eisenberg has study results that suggest he’s on the right track.
Over the past several years, he has helped run a four-day conference, or “crash course,” in healthy cooking, eating, and lifestyle—for doctors, nurses, nutritionists, restaurant chefs, institutional food service directors, fitness professionals and others—called “Healthy Kitchens, Healthy Lives-Caring For Our Patients and Ourselves.” He led a study titled “Enhancing Medical Education to Address Obesity: ‘See One. Taste One. Cook One. Touch One’,” published online February 18, 2013 in JAMA Internal Medicine, in which attendees surveyed after the March 2010 conference said they were eating and cooking healthier—and advising their patients to do the same. They said they were more aware of their calorie intake; ate more vegetables, nuts, and whole grains; and were better able to assess their patients’ nutrition status and to successfully advise their overweight and obese patients about healthy eating and lifestyle.


