Il Rapporto Osservasalute 2010 insignito del Premio Public Affairs Awards 2011.

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Il Premio “ITALIAN PUBLIC AFFAIRS AWARD 2011” è stato assegnato al Rapporto Osservasalute 2010 dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane coordinato dal professor Walter Ricciardi. Il premio è stato conferito dalla Giuria dell’Italian Public Affairs Award, composta da rappresentanti del Parlamento, del Governo, del mondo Accademico universitario, dell’impresa, dei consumatori, dei giornalisti e delle Istituzioni nazionali ed internazionali che operano nel settore delle relazioni istituzionali.

L’Italian Public Affairs Award ha come obiettivo quello di evidenziare i successi e promuovere le best practices in tutta la comunità italiana ed internazionale attraverso il riconoscimento ad organizzazioni, reports e campagne attive nello sviluppo delle tematiche inerenti il settore della sanità e della salute.

Medici sempre più assediati dalle denunce dei pazienti: presentato il Rapporto ANIA 2011.

Il fenomeno della “malasanità” (medical malpractice) continua ad avere una forte attenzione dei media, dato l’elevato tasso di litigiosità fra cittadini e operatori sanitari, determinato probabilmente da un mutato atteggiamento dei pazienti molto più consapevoli dei propri diritti rispetto al passato. Vi potrebbe aver contribuito:
– la proliferazione di società e professionisti “specialisti del risarcimento” che di recente hanno aumentato il ricorso su larga scala come testimoniato da incisive campagne pubblicitarie televisive, radiofoniche e su carta stampata;
– un trend giurisprudenziale di ampliamento delle fattispecie di danno e dei relativi importi di risarcimento. A tal proposito, una recente sentenza della Corte di Cassazione penale, annullando una sentenza della Corte d’Appello di Milano con cui si era assolto un medico dall’accusa di omicidio colposo per avere dimesso con troppo anticipo un paziente infartuato perché erano state seguite le “linee guida sanitarie”, ha statuito che il rispetto di queste ultime come parametro di legittimità della condotta del medico non sempre è valutabile come esimente della responsabilità del medico;
– la decisione da parte di alcuni enti locali di centralizzare/organizzare la gestione degli eventuali danni di diverse strutture sanitarie, trasferendo al mercato assicurativo solo quelli di una certa entità o, addirittura, senza alcun trasferimento di rischio e dando così origine al fenomeno dell’auto – assicurazione;
– il tentativo del legislatore di porre rimedio alla critica situazione tramite la presentazione di vari disegni di legge che, però, più che incidere direttamente sul fenomeno per prevenirlo e sui relativi costi, sembrano preoccuparsi maggiormente di attribuire l’eventuale responsabilità unicamente alle strutture sanitarie per permettere al medico di lavorare più serenamente e di organizzare delle strutture di gestione dell’eventuale contenzioso.
Medici italiani sempre più assediati dalle denunce dei pazienti, quindi.
Il totale dei contenziosi in area medica, contro Asl e singoli professionisti, è infatti cresciuto, dal 1994, del 255%, arrivando a superare la soglia dei 34 mila. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) 2010-2011 sui sinistri nell’area medica presentato questa mattina a Roma.

Nello specifico, la stima del numero di sinistri denunciati alle imprese di assicurazione italiane nel 2009 è stato pari a oltre 34.035, di cui due terzi relativi a polizze stipulate dalle strutture sanitarie. Il numero dei sinistri è cresciuto sensibilmente rispetto all’anno precedente (+15%). Analizzando il rapporto si scopre che ad aumentare è sia il numero delle denunce contro i singoli professionisti (12.559 contro 11.851 dell’anno precedente) sia quelle contro le Asl (21.476 contro 17.746 del 2008).
Una crescita considerevole, accompagnata da quella parallela dei premi assicurativi pagati da Asl e medici, passati dai 35 milioni del ’94 ai 485 milioni del 2009, di cui circa il 60% relativo a polizze stipulate dalle strutture sanitarie e il restante 40% relativo a contratti stipulati dai professionisti sanitari. Il tasso annuo di crescita dei premi complessivi negli ultimi 10 anni rilevati (1999-2009) si attesta al 12,5%.

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Il nostro SSN perderà in 10 anni 140 reparti di Medicina Interna; mancano i radiologi per sostenere lo sviluppo tecnologico.

Nei prossimi dieci anni l’Italia dovrà fare a meno di 140 reparti di medicina interna, 67 di chirurgia generale e 41 di ginecologia. Colpa non dei tagli alle spese presenti e futuri, ma della “gobba pensionistica” che tra il 2012 e il 2021 vedrà il 50% circa dei medici ospedalieri oggi in servizio maturi per la pensione. Se ne parla da tempo e le cifre sono note, ma l’Anaao-Assomed – la più rappresentativa tra le sigle della dirigenza Ssn – ha provato a offrire una prospettiva del problema diversa dal solito: con una ricerca anticipata domenica da la Repubblica e di imminente pubblicazione, il sindacato ha ricomposto i dati demografici di Fnomceo e ministero della Salute per anticipare che cosa accadrà nelle corsie ospedaliere con l’esodo pensionistico in arrivo.
[…] Non condivide Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi: «Quale che sia il metodo» recita un comunicato «i dati ottenuti sono privi di qualsiasi fondamento e del tutto contrari alla realtà dei fatti. Come ripetiamo ormai da anni, già ora mancano all’appello circa 700 radiologi per far funzionare correttamente il parco macchine dell’Ssn.

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Finlombarda: rallenta il project finance in sanità

Con 53 progetti aggiudicati per un valore di 3,7 miliardi di euro, pari al 72% dell’ammontare complessivo degli investimenti nazionali, l’Italia slitta al terzo posto rispetto allo scorso anno nella classifica internazionale del mercato della finanza di progetto applicata alle collaborazioni pubblico-private in sanità [ndr PFI/PPP], dopo Regno Unito (116 progetti aggiudicati del valore di 15 miliardi di euro) e Canada (che guadagna così il secondo posto con 39 progetti aggiudicati per 7,3 miliardi di euro), che rappresentano insieme quasi i 3/4 dell’intero mercato internazionale delle PFI/PPP in sanità con una quota del 65% del valore complessivo dei progetti aggiudicati (22 miliardi di euro).

«Il project financing ha garantito negli ultimi anni più del 50% delle opere di edilizia sanitaria. Tuttavia, i miliardi di tagli previsti nella prossima manovra finanziaria, uniti allo stato dei fondi per la realizzazione delle infrastrutture sanitarie (ex art. 20, legge 67/88), rischiano di compromettere la realizzazione e la sostenibilità nel tempo anche degli ospedali in project finance», ha dichiarato Marco Nicolai, Presidente del Consiglio di Gestione di Finlombarda S.p.A.

Quanto pesa il project finance italiano in sanità sul totale del mercato 
Dalla rilevazione effettuata nel X rapporto dell’Osservatorio nazionale sul project finance in sanità è emerso che l’incidenza del project finance in sanità sul totale del mercato delle PFI/PPP è per l’Italia pari al 15% (3,7 miliardi su un complessivo di 25,1 miliardi di euro), percentuale cui fanno da contraltare il 23% del Regno Unito (15 miliardi su un complessivo di 66,7 miliardi di euro) e il 30% del Canada (5,8 miliardi di euro su un complessivo di 19,1 miliardi di euro).

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Superbollo: scopri se la tua auto è nel mirino

Un superbollo per le automobili con oltre 225 kw. Dovrebbe essere questa la potenza sopra la quale scattailnuovo prelievo previsto all’interno della manovra finanziaria e sostituisce quella inizialmente prevista per le auto oltre i 170 Cv. Sul Sole 24 Ore il servizio per capire la manovra.

Scopri se la tua auto è nel mirino (clicca qui)

Come intervenire a favore dei Giovani Medici nella corrente Finanziaria; Si all’ENPAM come unica cassa previdenziale ma con l’elezione diretta dei vertici da parte dei contribuenti.

Eccessivi tempi medi per l’accesso alla professione rispetto al contesto EU, impossibilità del raggiungimento del massimo pensionistico, proibitivo e tardivo accesso all’oneroso istituto del riscatto degli anni di laurea: sono queste le criticità che inducono il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) a chiedere al Governo ed al Legislatore di intervenire con urgenza al fine di migliorare la condizione previdenziale delle giovani generazioni di medici. La Manovra Finanziaria che sta per essere sottoposta dal Governo all’approvazione del Parlamento potrebbe essere la sede più opportuna per risolvere l’annoso problema dell’attuale duplice ed iniquo inquadramento previdenziale dei medici specializzandi in ENPAM ed in INPS. Lo sostengono i Giovani Medici (SIGM) a seguito dell’incontro intercorso in data odierna al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con il Consigliere Giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Verbaro, ed il Direttore Generale delle Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dott. Edoardo Gambacciani.

<<Rivolgiamo un appello a Governo e Legislatore affinchè si recepisca attraverso un apposito emendamento alla Finanziaria la proposta del SIGM di inquadramento esclusivo dei medici in formazione specialistica nell’ENPAM, Cassa Previdenziale di riferimento per i medici. Tale intervento faciliterebbe una migliore valorizzazione dei contributi versati medici specializzandi, altrimenti scarsamente produttivi ai fini della costruzione del profilo pensionistico, di per sé reso meno conveniente dalla riforma del sistema previdenziale che da retributivo è divenuto contributivo>>.

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Alla più grande fiera dell’usato al mondo: ecco cosa la Grecia venderà.

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Dove trovare i soldi per salvarsi? È la domanda che il governo di Atene si fa ogni giorno. Esclusa l’Acropolis, la lista è comunque lunga: compagnie aeree e ferroviarie, scommesse sui cavalli, monopoli di Stato, fonderie, miniere, linee telefoniche, patrimonio immobiliare (che include gli storici palazzi di Atene e quelli finanziari nel centro della capitale), centrali elettriche, azioni delle banche. Tutto in vendita. In un videoreportage, il Wall Street Journal spiega come in Grecia si terrà «la più grande vendita di oggetti usati al mondo». E le isole? Anche se fanno tanta scena, non sono (non sono mai state) in vendita: le spiagge però potrebbero essere affittate, come le colline piene di ginepri e altri affascinanti paesaggi di proprietà dello Stato.

Ecco il piano di austerity varato dal governo greco leggi qui

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In via di sperimentazione un nuovo farmaco per attivare le staminali cardiache contro l’Infarto.

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Un farmaco in grado di aiutare un cuore infartuato a ripararsi da solo producendo nuove cellule cardiache: è quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature da un gruppo di ricercatori dell’University College London (Regno Unito) guidati da Paul Riley.
Il nuovo composto, chiamato Timosina beta 4 (Tbeta4), è stato iniettato tutti i giorni, per una settimana, in topi cui è stato successivamente indotto un infarto. I ricercatori hanno poi dimostrato che in due settimane le cellule inizialmente dislocate sulla superficie esterna del cuore si sono spostate al suo interno, concentrandosi intorno al sito dell’infarto. Qui hanno cambiato forma e dimensione, differenziandosi in cardiomiociti e riducendo la cicatrice provocata dall’infarto. L’ipotesi è che Tbeta4 permetta la riattivazione di geni tipici delle cellule staminali, permettendo la sostituzione dei cardiomiociti irrimediabilmente danneggiati. “Abbiamo osservato un aumento della capacità del cuore di pompare sangue del 25%”, spiega Riley. “I pazienti con elevato rischio cardiaco – per familiarità o per sintomi – potrebbero assumere Tbeta4 per preparare il loro cuore ad autoripararsi in caso di infarto”.
Secondo Riley il farmaco ad uso preventivo sarà disponibile in dieci anni. Nel frattempo, un gruppo di ricercatori del Gladstone Institute of Cardiovascular Disease di San Francisco (California) guidati da Deepak Srivastava stanno sperimentando la somministrazione di Tbeta4 entro poche ore dall’infarto per aiutare il tessuto cardiaco a non morire.

di Silvia Soligon dal Sole 24 Ore Salute (30/06/2011)

Divulgare la medicina in prima serata: con il Dr Spada il Policlinico Gemelli in prima linea

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Ha preso il via ieri sera 29 giugno su La7, Dottori in prima linea, un programma pensato per offrire utili consigli medici ai telespettatori, e aiutarli così ad affrontare le piccole e grandi emergenze quotidiane. La medicina fa il suo ingresso nella prima serata di La7 grazie a quattro autorevoli specialisti in diversi rami della medicina: Pierluigi Spada, chirurgo d’urgenza del Policlinico Gemelli, Caterina Bisceglia, cardiologa del San Raffaele, Michele Battuello, medico dello sport ed esperto di traumatologia dello sportivo e del paziente comune, e Filippo Ongaro, esperto di medicina rigenerativa e anti-aging, nonche’ per anni medico presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Con loro la conduttrice televisiva, Carolina Di Domenico, nella veste di un assistente e conduttrice di un programma che ha dato spazio anche test ed esperimenti in studio.

I bambini sono stati al centro della prima puntata di Dottori in prima linea. In “Emergenza bambini” sono state analizzate le emergenze quotidiane che si possono verificare con i bambini piccoli, come l’ingestione o l’inalazione di piccoli oggetti. Altro tema toccato i disturbi del sonno. Sono venti milioni gli italiani che russano e i dottori della trasmissione hanno cercato di dare una risposta alle tante domande legate a questo tema: perché si russa, quali possono essere i danni per la salute e soprattutto come smettere.

Dottori in prima linea si è occupato anche di un tema delicato come l’ictus che colpisce non solo gli anziani, ma anche gli under 45, per capire come salvarsi e tornare a vivere una vita normale. Sono stati dati consigli anche sullo stile di vita e il regime alimentare grazie a Luca Telese che si sottoporrà a vari test sul suo corpo; la sessuologa e ginecologa Stefania Piloni ha fatto test e prove divulgative agli ospiti in studio. Spazio, infine, anche all’ironia con Riccardo Rossi che ha ironizzato sui vizi, le debolezze e le ipocondrie degli italiani.

Giovani Medici Americani studiano il sistema sanitario italiano

International Clinical Internship Program
Una scuola estiva internazionale in collaborazione con la Emory University di Atlanta

Una scuola estiva internazionale dedicata ai futuri medici americani: ha preso il via lunedì 27 giugno all’Università di Siena l’International Clinical Internship Program, che per quattro settimane offrirà agli studenti di Medicina della Emory University di Atlanta l’opportunità di una qualificata esperienza sul campo nello studio del sistema sanitario italiano.

La scuola estiva nasce dalla partnership didattico-scientifica tra l’Università di Siena e la Emory University, che collaborano insieme nello studio e nella ricerca dal 1997.

“A seguito della recente approvazione negli Stati Uniti della riforma sanitaria – spiega il professor Mario Chiavarelli, docente di Cardiochirurgia dell’Ateneo senese e tra gli organizzatori del programma di studio internazionale – è cresciuto in questo paese l’interesse verso sistemi sanitari con copertura universale come quello italiano e conseguentemente la necessità di formare i nuovi medici secondo questo modello”.

“Gli studenti che arriveranno a Siena – prosegue il professor Chiavarelli – potranno osservare in visione diretta le pratiche mediche e sanitarie, apprendere le tecniche e i metodi attraverso un approccio didattico che mette in primo piano l’esperienza sul campo”.

Gli studenti americani avranno l’opportunità di interagire con i medici, i professionisti sanitari, gli specializzandi e gli studenti italiani, per capire la pratica medica in un sistema sanitario diverso da quello del loro paese: esamineranno l’attività giornaliera di un reparto di degenza normale, di una terapia semintensiva e di una terapia intensiva; potranno osservare attività chirurgiche ad alta tecnologia e metodiche diagnostiche ambulatoriali avanzate; analizzeranno tecniche combinate diagnostico-terapeutiche tipo day-hospital e potranno partecipare ad attività di volontariato.

Durante il periodo della scuola gli studenti saranno sempre in contatto con la loro università ad Atlanta che monitorerà l’apprendimento con dei test periodici e con un saggio finale sull’esperienza completata nel sistema sanitario italiano.

La scuola è organizzata dai programmi di Cardiochirurgia (dottor Gianni Capannini), Cardiologia (professor Sergio Mondillo) e Broncoscopia interventistica (dottor Giuseppe Marcianò) dell’Università di Siena e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, che coordineranno e supervisioneranno le attività degli studenti americani.

Da Siena Free.it

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